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Agricoltura e foreste

Biodiversità e Ogm

Come i vecchi dinosauri che non ci sono più, altre specie rischiano di estinguersi. Spesso per colpa dell’uomo. Anche in agricoltura il mantenimento della biodiversità è necessario per non perdere la straordinaria varietà di specie, di colture, di opportunità che la natura offre all’uomo, e quel repertorio di tradizioni secolari che le culture contadine hanno elaborato. Oltreché con un apparato normativo di avanguardia, l’azione per la salvaguardia della biodiversità si esercita in Toscana anche con una decisa battaglia contro l’utilizzo di Ogm in agricoltura: il transgenico infatti privilegia la standardizzazione delle colture, la perdita delle loro specificità.

Dal 1997 la Toscana, prima in Italia, ha una legge sulla biodiversità per salvaguardare il patrimonio genetico delle produzioni tipiche. Una normativa successivamente rafforzata con la legge regionale 64/2004 che introduce infatti nuovi strumenti (come il registro regionale delle varietà da conservazione e il contrassegno per i prodotti ottenuti da razze e varietà locali a rischio di estinzione) per difendere il patrimonio agroalimentare posseduto dalle varie culture e civiltà contadine, contro la dilagante tendenza delle multinazionali alla vendita di varietà “globali”.
Sempre in tema di biodiversità la Regione ha sostenuto la nascita della Fondazione internazionale delle biodiversità, voluta dall’associazione Slow food e ospitata presso l’Accademia dei Georgofili. Tramite essa viene studiata e promossa una nuova cultura dello sviluppo, della convivenza civile e dei tempi di vita, fatta anche della diffusione di prodotti di qualità realizzata nel rispetto dell’ambiente e dei diritti dei consumatori. Parte importante della sua attività è l’impegno per la costituzione di Presìdi per la salvaguardia di produzioni alimentari tipiche a rischio di scomparsa.
Nella stessa direzione si muove anche la Commissione internazionale per il futuro del cibo presieduta da Vandana Shiva [1] e costituita da esperti di agricoltura e di alimentazione di fama mondiale. Nata in Toscana nel 2003 questa Commissione ha prodotto, tra i suoi documenti anche il Manifesto sul futuro dei semi, dedicato alla salvaguardia della diversità biologica del primo, fondamentale anello della catena alimentare.
Anche in tema di Ogm la Toscana è in prima fila. E non è un caso. L’impatto delle colture transgeniche, oltre ai possibili rischi per salute e ambiente, comporterebbe una standardizzazione delle colture, proprio l’opposto di quello che da sempre l’agricoltura toscana cerca di fare. Ecco allora l’impianto normativo regionale la cui rete si è distesa con la legge del 2000, la prima in Italia, e con il successivo regolamento del 2001 grazie al quale è stato attivato un fitto sistema di controlli. Dal 2005 inoltre la Toscana è divenuta leader europea nella battaglia anti Ogm: è infatti portavoce, insieme all’Alta Austria di una rete di 44 regioni Ogm free.


[1] Vandana Shiva. Fisica quantistica ed economista dirige il Centro per la scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali di Dehra Dun in India, un centro indipendente per la ricerca da lei fondato nel 1982.
Premiata nel 1993 con il Nobel alternativo 'Rightlivehood award'. È presidente della Commissione internazionale del cibo nata a San Rossore.



Autore: Massimo Orlandi
Rif. 50063