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04 settembre 2010
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L'Unità

La Tirrenica cambia strada e Rossi s’infuria: «Non ci hanno detto nulla»

Il presidente della Toscana: «Soldi e tracciato, sembrava tutto a posto invece...». Pronto allo scontro con Anas e Governo per la Due Mari



Amareggiato (anche se chi era di fronte a lui mentre parlava usa per descriverlo termini un po’ più coloriti) per la “novità”. L’autostrada Tirrenica dopo più di 40 anni di discussioni cambia ancora tracciato e al presidente  della Regione Enrico Rossi la cosa non è piaciuta. E come ha spiegato di fronte agli amministratori e alle rappresentanze sociali del grossetano (ieri la giunta regionale ha passato l’intera giornata in Maremma) non gli  è piaciuto soprattutto il fatto che le notizie sulle modifiche le sia venute a sapere dai giornali. Nè la Sat (concessionaria della Rosignano-Civitavecchia) nè il ministro dei lavori pubblici Altero Matteoli fin qui  hanno informato ufficialmente la Regione. «Dal momento che erano partiti i lavori del primo lotto (i 4,5km circa fra Rosignano e San Pietro in Palazzi ndr) - ha detto Rossi agli amministratori - pensavamo che fosse tutto a  posto. Che non ci fossero più problemi nè di soldi e nè di tracciato. Invece ora scopriamo che non è così». Il timore della Regione è che queste variazioni possano di nuovo allungare i tempi all’infinito. Ed è anche per questo motivo che Rossi ha ribadito la disponibilità della Toscana (come già aveva annunciato nei giorni scorsi l’assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao) a discutere del nuovo tracciato.  Ma con alcuni paletti fondamentali che Rossi davanti ai sindaci e al presidente della provincia LeonardoMarras riassume con «fare presto e fare bene». Il presto significa che la Regione è già pronta a sedersi al tavolo con Sat,  Matteoli e gli enti locali in vista del progetto definitivo che dovrà essere presentato a fine ottobre (questo ha garantito più volte il presidente Sat Antonio Bargone). Bene invece significa che la Regione non  ha nessuna obiezione di principio a far tornare l’autostrada sul  percorso dell’attuale Aurelia da Grosseto in giù. Ma questo non può avvenire (e qui Rossi ha concordato con il presidente Marras e i suoi timore su un’autostrada fatta sull’Aurelia) a dannodel    territorio. Quindi va garantita una viabilità alternativa per i residenti e le aziende locali che vuol dire  anche la gratuità nell’uso della futura autostrada. Se poi tutto questoporterà anche a un risparmio (Sat calcola che dai  preventivati 3,7 miliardi di euro il Corridoio costerà 2,2-2,5 miliardi) meglio. Delrestorecuperareil gap infrastrutturale che per troppo tempo ha pagato questa parte di Toscana per Rossi è la priorità. E tra tutte le cose da fare  ’è soprattutto la DueMari. Il govenatore ritiene inaccettabile il ritardo con cui Anas e governo si stanno muovendo. E agli enti locali maremmani chiede un po’ più di iniziativa.  Infatti ricorda come da sindaco di Pontedera di fronte allo stallo dei lavori per la Fi-Pi-Li non esitò a occupare la strada. «Mi sento morire quando penso che ci potrebbe sfuggire di mano la realizzazione della Grosseto-Fano» chiosa Rossi.

Vladimiro Frulletti


Rif. 222001