«Sono ancora in cucina a cercare di preparare il prossimo governo regionale, le fibrillazioni non mi turbano molto. Confermo che due o tre giorni dopo la proclamazione degli eletti sarò pronto a presentare la giunta e poi il programma nella seduta di insediamento. Lamentele, pressioni di partiti, territori che protestano per presunte esclusioni? Sono fattori di cui terrò conto. Ma la bussola resta l'articolo 122 della Costituzione, con il quinto comma che assegna al presidente eletto la nomina e la revoca della giunta regionale ». Il neo presidente della Regione Enrico Rossi si limita a registrare il diluvio quotidiano di nomi, ipotesi, veti ed esclusioni sulla composizione del suo esecutivo. Il Pd fiorentino alza la voce perché teme di restare fuori? «A dir la verità - è la replica di Rossi - finora c'è solo una fiorentina in giunta ed è la vicepresidente Stella Targetti. Non mi sembra che ci siano dubbi sulla sua area di provenienza. Il fattore territoriale è una variabile importante nella composizione di una giunta, come quello partitico. Non è escluso che possano esserci altri assessori fiorenti'" Ii». Stop, fine ielle anticipazioni. Rossi lascia il proscenio ai partiti, alle province, alla rabbia del Pd fiorentino, che prima ha eletto solo cinque consiglieri, e poi teme di perdere peso con la «retrocessione» dell'empolese Vittorio Bugli da assessore in pectore a presidente di commissione. O alle pressioni del Pd senese, che dopo Alberto Monaci favorito alla presidenza del consiglio, vorrebbe portare in giunta Luca Ceccobao, sindaco di Chiusi. Per ora regge lo schema 4-2-4: 4 nuovi assessori Pd, due riconferme (Anna Rita Bramerini e Gianfranco Simoncini)) e 4 agli alleati, tra i quali è compreso Riccardo Nencini, leader nazionale Pd, già pronto per l'assessorato alla Cultura. Un assessore andrà alla Federazione della sinistra (Monica Sgherri resta in vantaggio), due all'Italia dei Valori. «Penso che due posti in giunta siano il minimo - afferma perentorio Giuliano Fedeli, confermato all'unanimità coordinatore regionale dell'Idv - considerando il nostro risultato elettorale. Ma non c'è nessuna corsa in casa nostra alla poltrona di assessore. Personalmente, così come gli altri 4 eletti, preferirei restare consigliere e puntare a rappresentanze nell'assemblea. L'Idv potrebbe anche indicare assessori di territori che non hanno rappresentanza in consiglio, come ad esempio Renato Baldi di Lucca». Lentamente i tasselli andranno alloro posto, la direzione regionale del Pd di venerdì sarà un passaggio cruciale per annusare il vento. Ma in mezzo a tanti nomi, sta maturando una certezza. Il presidente Rossi tirerà fuori dal suo cilindro un assessore inatteso, un nome fuori da tutti gli schemi, una persona di sua fiducia. Che abbia come caratteristica la competenza più dell'appartenenza. Potrebbe anche essere una donna, se alla fine dei giochi mancherà un pezzo all'altra metà del cielo.
Pino Di Blasio