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Cultura

Corriere fiorentino
lunedì 30 marzo 2009

Toscana, il restauro è high tech

Beni culturali Firmato l'accordo per diventare un distretto internazionale

La Toscana si candida a diventare sede di un distretto tecnologico per la conservazione e il restauro del patrimonio artistico e culturale di livello internazionale. Punto di partenza, il progetto di ricerca «Scienze e tecnologie per il patrimonio artistico, archeologico e architettonico toscano», nato dall'accordo con i ministeri dell'istruzione e dell'economia e presentato alla 16/a edizione del Salone del restauro, in corso a Ferrara.
L'idea è quella di avviare un processo che consolidi in Toscana un polo di competenze nel campo della tutela dei beni culturali che possano confluire in un laboratorio pubblico-privato. Hanno già aderito istituti quali il Cnr di Firenze, l'Opificio delle pietre dure, il Laboratorio di fisica nucleare di Sesto fiorentino e il Dipartimento di Scienze ambientali dell'università di Siena. «La Toscana — ha spiegato l'assessore regionale alla ricerca Eugenio Baronti — è la sede ideale per un'esperienza di questo tipo. Dobbiamo far conoscere i risultati ottenuti nel campo del recupero e della conservazione per sensibilizzare imprese e cittadini sulle enormi potenzialità di questo lavoro».
Il passo successivo sarà la creazione del Laboratorio regionale per le tecnologie innovative per diagnostica, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale (Lartec), di cui si è già aggregato il primo nucleo operativo (www.lartec.org). «In questa fase — ha concluso Baronti — dobbiamo investire di più sulla ricerca e la formazione, che non sono costi da tagliare ma un trampolino di lancio per le giovani generazioni verso il futuro».
Aggiunge Mario Resca, consigliere per le politiche museali del ministro Bondi: «Dobbiamo capire l'importanza di investire sul turismo puntando su una corretta valorizzazione del patrimonio culturale affinchè porti maggiore ricchezza».

Autore: F.M.
Rif. 120910

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