Logo Regione Toscana
Sei in: Home / San Rossore / Il libero pensiero strumento per cambiar ...
10 luglio 2009
|
San Rossore 2009

La seconda giornata del meeting dedicato a scienza e pace

Il libero pensiero strumento per cambiare il mondo

Buiatti: «Troppo spesso si perde di vista il benessere materiale»

Marcello Buiatti
Marcello Buiatti

La conoscenza come strumento di libertà. Il pensiero come capacità di costruzione della propria e delle altrui vite, come possibilità di cambiare il mondo come ricerca della felicità.


E' Marcello Buiatti, genetista dell'Università di Firenze a centrare il problema dell'accesso alla conoscenza come strumento di libertà. E a mettere in discussione i processi che portano alla conoscenza, i canali attraverso i quali vi si accede, gli obiettivi sui quali viene convogliata. La conoscenza, il pensiero - e non solo quello scientifico – sono formati da nozioni il cui contenuto è legato alle modalità con cui vengono diffuse e dipende da chi e come le diffonde.
«Oggi la conoscenza è troppo spesso fatta da un pensiero frammentato - spiega Buiatti – che non ci consente di collegare fra loro i s ingoli fatti e di usare le nozioni acquisite per trasformare in positivo la realtà che ci circonda e in cui viviamo, in altre parole non ci permette di raggiungere la felicità e il benessere materiale». Questo pensiero frammentario, secondo Buiatti, ci ha fatto perdere la nozione della nostra stessa vita, facendo sì che il benessere si identifichi sempre più spesso con la ricchezza e il denaro.
Oggi la stragrande maggioranza delle conoscenze, anche scientifiche, è utilizzata male, perché punta a raggiungere questo tipo di benessere, basato sulla ricchezza e non ricerca, viceversa, il benessere delle persone. Questa frammentarietà della conoscenza si rispecchia anche nella sua distribuzione a livello mondiale, che è diseguale fra paesi ricchi e paesi poveri: le limitazioni nell'accesso alla conoscenza hanno conseguenze nell'accesso alla libertà. «Se non siamo liberi nelle nostre scelte - afferma lo scienziato - non siamo in grado di usare la scienza in maniera utile. Anche lo sviluppo della ricerca in chiave tecnologica non è necessariamente positivo, o almeno non sempre: perché punta solo a far produrre cose che si possono vendere, ma non necessariamente cose utili».
Parafrasando Gramsci, Buiatti conclude che, se lo sviluppo della scienza procede innegabilmente a grandi passi – e questo rappresenta l'ottimismo della volontà – dobbiamo essere consapevoli che a questa constatazione fa da contrappeso – ed è il pessimismo della ragione - che ci porta a constatare come, oggi come oggi, «il pensiero dell'uomo non è sempre e non è ovunque così libero da riuscire a cambiare il la realtà in cui vive».


Barbara Cremoncini