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10 luglio 2009
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San Rossore 2009

La seconda giornata del meeting dedicato a scienza e pace

Il cosmonauta Vasilyevich: «Dallo spazio le risposte giuste»

Le missioni spaziali possono essere laboratori sociali oltre che scientifici

Avdeev Sergej Vasiljevich
Avdeev Sergej Vasiljevich

Ha passeggiato per dieci volte nello spazio, ha trascorso 747 giorni in orbita intorno alla terra, in tre diverse missioni, a bordo della stazione aerospaziale Mir, ha fatto il giro della terra 11.968 volte. Per questo vede la vita da una prospettiva diversa e al meeting di San Rossore illustra al pubblico della tenda Giove la sua filosofia, con l'aiuto di piccoli disegni che mentre parla traccia in continuazione su una lavagna luminosa, e, alla fine, anche di filmati sulla vita nello spazio a gravità zero. Avdeyev Sergej Vasilyevich, 53 anni, ingegnere cosmonauta russo in servizio fino al 2003 e oggi a riposo, è convinto che «dallo spazio si può aiutare la terra a scoprire le risposte giuste».


«La mia risposta alla domanda perché l'uomo esiste – racconta – l'ho trovata mentre navigavo nello spazio sulla stazione Mir. Prima eravamo soltant o russi, ora sulla Mir ci sono equipaggi internazionali, solo i cinesi stanno fuori. Io ho lavorato con la Nasa, con l'Esa, con astronauti di tutti i Paesi. Prima parlavo solo russo, ora anche l'inglese. Ora c'è il laboratorio per il progetto Marte. Abbiamo cercato di trovare risposte a molte domande, lavoriamo insieme persone di nazionalità diverse. Questo laboratorio deve investigare non solo questioni scientifiche e tecnologiche, ma anche sociali. Sono i laboratori per il nostro futuro».
Per questo le risposte per il nostro futuro possono arrivare dallo spazio. «E' molto importante - ha detto rivolto al pubblico di San Rossore – che donne, uomini, bambini, studenti, anziani, pensino al futuro, come fate voi qui. Non ci pensiamo mai abbastanza. Sulla terra tutti vivono e pensano e parlano. Durante la vita può succedere qualcosa che ci pone una domanda. Allora cerchiamo la risposta. Per qualsiasi problema, dobbiamo pensare a qu al è il percorso giusto per incamminarci verso il futuro. Sulla terra sappiamo dov'è l'alto e dov'è il basso, camminiamo con i piedi in basso e la testa in alto. Nello spazio c'è una dimensione in più, quella del volo. Esiste, come sulla terra, il pensiero, l'osservazione, il camminare, e in più anche il volare. Nello spazio non esiste una posizione capovolta, ma piuttosto una prospettiva diversa da cui vedere la vita. Questa prospettiva può aiutare gli uomini a trovare le risposte ai problemi che vivono sulla terra».


Lucia Zambelli


Rif. 141079