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10 luglio 2009
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San Rossore 2009

La seconda giornata del meeting dedicato a scienza e pace

Opere d'arte per raccontare la scienza: la Nasa ne ha 2500

Per l'americana Kathie Olsen rinchiudersi in una torre d'avorio sarebbe perdente

Kathie Olsen
Kathie Olsen

Forse non tutti sanno che la Nasa, l'agenzia americana che si occupa di esplorazione spaziale, ha da anni un progetto artistico. E nei suoi archivi e caveau conserva alcune migliaia di opere, anche alcune composizioni musicali, commissionate per descrivere e tramandare alle giovani generazioni il fascino e l'entusiasmo che si accompagna all'esplorazione del cosmo.


Lo racconta sul palco di San Rossore, nella sessione del mattino dedicata a persone, pianeta, pace e profitto, Kathie Olsen, un passato anche alla Nasa e dal 2009 consigliere superiore dell’Ufficio per la Comunicazione e l’Amministrazione delle Risorse della Fondazione Nazionale della Scienza (NSF) degli Stati Uniti.
La comunicazione è tutto, ripetono oggi in molti. E questo in fondo vale anche per la scienza e gli scienziati, che non possono per la scienziata vivere rinchiusi in una torre d'avorio. «La scienza ha bisogno di essere comunicata – sottolinea Kathie Olsen – La scienza ha bisogno di parlare con filosofi ed esponenti religiosi, perché nell'affrontare in prima linea le sfide ed opportunità del mondo ha a che fare con i comportamenti della gente. La scienza ha bisogno anche dell'aiuto di artisti e scrittori, perché va raccontata con mostre, documentari ed eventi».
Un po' quello che è successo quest'anno a San Rossore.
«La scienza è anche diplomazia» aggiunge la scienziata americana dell'Oregon. «Naturalmente – precisa – la scienza non può lavorare da sola: ha bisogno di sinergie e cooperazione. Ha bisogno di un clima politico favorevole e di incentivi e risorse, oltre che di statistiche, report, modelli di riferimento e comunicazione appunto». E naturalmente, conclude, ha bisogno di una stretta relazione con l'istruzione, per educare g iovani e adulti.


Walter Fortini