Energia e pace sono strettamente legate; per mantenere la seconda occorre garantirsi la prima. Samuele Furfari, del Coordinamento per l'energia della Commissione Europea, dal palco di San Rossore ne ha così sottolineato il rapporto e ha ricordato l'impegno dell'Ue per ridurre i consumi energetici, garantire nuove fonti e allo stesso tempo ridurre le loro emissioni inquinanti in atmosfera.
«L'energia è un'arma politica – ha detto – visto che il bisogno di comfort dell'uomo e, di conseguenza, il suo bisogno di energia sono in costante aumento. Da quando è stata scoperta l'enorme potenza energetica delle fonti fossili, i governi si sono dimostrati pronti anche alla guerra pur di garantirsene il controllo. L'Unione europea sta cercando di ribaltare questa logica». Secondo Furfari i fondatori dell'Unione intuirono subito che pacificando i mercati dell'energia si paci ficano i territori. Oggi la ricerca di pace, dialogo e sostenibilità è oggetto del G8, ma l'Ue ha anticipato questi temi. Oggi si parla del raggiungimento del 50% di energia da fonti rinnovabili entro il 2050, ma l'Ue da anni ha fissato gli obiettivi 20-20-20 (20% di energie rinnovabili, aumento del 20% dell'efficienza energetica e abbattimento del 20% delle emissioni) entro il 2020.
Perché questi obiettivi non restino parole l'Ue sta lavorando su più fronti: si stanno definendo nuove classi di consumo per gli elettrodomestici (è stata fissata la classe A-40 e presto non potranno essere venduti tv, frigoriferi o lavatrici che non la rispettano), sono stati finanziati ben 12 progetti di captazione della CO2 per limitare le emissioni e il danno ambientale prodotto dal ricorso alle fonti fossili, si stanno cercando ulteriori vie per garantire l'approvvigionamento energetico. «Le fonti rinnovabili – ha spiegato Furfari – sono ottime ma molto costose. Stiamo rivalutando la più antica delle fonti di energia: il calore. Dobbiamo pensare a tutto tondo. Grazie agli inceneritori possiamo recuperare energia dalla combustione di rifiuti urbani e trasformare un potenziale elemento inquinante in una risorsa energetica. So che in Italia il dibattito su questi temi è indietro di circa 20 anni, ma basta pensare a Vienna, dove l'inceneritore si trova in centro e fornisce energia a tutta la città, per capire le potenzialità di questa scelta».
Pamela Pucci