“Si assiste da tempo ad un'accelerazione enorme dell'innovazione tecnologica mentre le scienze umane non riescono a stare dietro a questo processo. Lo sforzo che abbiamo davanti è quello di trovare strumenti adeguati per reggere questa corsa. Abbiamo bisogno di più etica, di più diritti, dobbiamo dare più forza alle scienze umane, abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, un nuovo umanesimo per capire, interpretare e governare le nuove tecnologie”. Lo ha detto il professor Aldo Schiavone, direttore dell'Istituto italiano di scienze umane nel suo intervento alla tavola rotonda “Scienze umane ed economia intelligente: quando sviluppo fa rima con benessere” nella seconda giornata del meeting di San Rossore..
Dalla fine degli anni ottanta, ha sottolineato Schiavone, l'intreccio tra innovazioni tecnologiche e mercato è divenuto sempre più forte. Con qua le risultato? “Le nostre vite incontrano tutte le novità della tecnologia attraverso il mercato. Tutto questo va bene fino a quando le tecnologie non toccano quello che io definisco lo statuto dell'umano. Però sappiamo che sempre di più le innovazioni tecnologiche decideranno sulle forme dell'umano. Ecco perché l'acquisizione, l'accoglimento delle innovazioni non potrà più passare solo attraverso il mercato.”
A breve scadenza arriveranno tecnologie che incidono sulle forme dell'umano e sulle quali potranno decidere e accedere solo fasce di persone in base al reddito.
Da qui l'esigenza di pensare ad altre vie che non siano il mercato. “Bisogna pensare – ha detto Schiavone – a settori nuovi di economia no profit attraverso i quali gestire le nuove forme dell'umano”.
Il professor Schiavone si è poi soffermato sul rapporto tra scienze umane e scienze naturali. “Il punto pi&ugra ve; alto della divaricazione tra i due mondi – ha detto Schiavone – si è avuto nel novecento con la tecnoscienza. Dobbiamo superare questo divario. L'esempio viene dalle neuroscienze che avranno campo nei prossimi decenni perché incideranno sulla determinazione dello statuto dell'umano. Da qualche decennio le neuroscienze stanno creando un terreno integrato, si ricostruisce intreccio, integrazione fra scienze della natura, biologia e scienze umane”.
Schiavone ha disegnato le nuove prospettive che nascono da questa integrazione: “Bioconvergenza, intreccio tra intelligenza artificiale e biologia, questo è il futuro e non sarà possibile andare in questa direzione se non si avvicineranno scienze naturali e scienze umane”.
Luciano Imbasciati