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22 luglio 2007
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L'Unità

In Italia una donna su tre è stata vittima di violenza

Sondaggio Istat su un campione di 25mila donne fra i 16 e i 70 anni. Il 30% non rivela a nessuno quanto le è successo

UNA DONNA SU TRE in Italia ha subito almeno una violenza fisica o sessuale: è il dato che emerge dall’indagine Istat, grazie a un sondaggio telefonico che ha raggiunto circa 25.000
persone fra i 16 e i 70 anni. E che venerdì sera è stato presentato nella tavola rotonda dedicata alle buone pratiche in difesa dei diritti delle donne nel corso del meeting di San Rossore organizzato dalla Regione Toscana. Quasi il 5% è stato vittima di uno stupro o di un tentativo di stupro e, circa nella metà dei casi, questo è avvenuto ad opera del partner. Nel 96% dei casi la donna non sporge denuncia, ed è dimostrato che almeno una vittima su tre mai nella vita rivelerà a qualcuno quanto le è successo. «Circa 1.400.000 donne - ha detto Alessandra Kustermann, ginecologa e membro del Centro soccorso violenza sessuale di Milano - hanno subito una violenza prima dei 16 anni, e circa 1.680.000 hanno visto la madre subire abusi o violenze. In questi casi spesso si instaura un meccanismo chiamato “la catena della violenza”, ed un’elevata percentuale di queste persone, circa il 65% di quelle che hanno subito abusi e il 59% di quelle che hanno visto la madre subirne, sarà di nuovo vittima di violenze. Questo avviene perché il danno psicologico è enorme e queste persone avranno una maggiore fragilità, che le esporrà di nuovo al rischio». La dottoressa si è soffermata anche sul profilo dell’aggressore: «Spesso gli autori provengono da famiglie violente - ha detto - il 32% di loro ha subito violenze dal padre, il 42% dalla madre. Proprio quest’ultimo dato ci fa notare come le donne possono contribuire a questo fenomeno, lasciando nei loro figli ferite così devastanti da indurli un domani ad essere violenti contro la propria donna. La violenza è solo un modo per imporre sudditanza alla donna, talvolta chi stupra neppure arriva all’eiaculazione». La ricerca Urban, condotta dal Ministero delle Pari Opportunità, ha dimostrato che sono soprattutto insegnanti e psicologi ed accorgersi di essere di fronte ad un caso di violenza. Medici e ginecologi spesso non hanno una formazione adatta ad affrontare questo fenomeno. «È importante - ha spiegato inoltre la Kustermann - che le forze dell’ordine imparino a non minimizzare gli episodi di violenza domestica di cui vengono a conoscenza, e che le istituzioni investano sulla formazione del personale sanitario».

Giuseppe Vittori


Rif. 12485