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06 ottobre 2008
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Repubblica

La concorrenza si batte con l’alta qualità

Un Forum sull’economia che al suo debutto ospita un premio Nobel non può che aprirsi con le previsioni sullo stato del mercato globale. E il pronostico di Erik Maskin, Nobel 2007, dice che «la crisi finanziaria americana non durerà un decennio, come quella del 1929, anche se è difficile dire esattamente quanto andrà avanti. Credo», aggiunge, «che ci aspettino dai due ai quattro anni di recessione e di rallentamento a livello mondiale». Niente facili ottimismi, dunque, sulla ripresa imminente: «Nessun paese può sentirsi al riparo, neppure quelli asiatici», spiega Maskin. «La globalizzazione ha portato molti benefici, ma naturalmente ora nessuno è immune dalla crisi. E’ vero però che alcuni paesi europei, e tra questi l’Italia, stanno meglio di altri ma ho il sospetto che neppure l’Italia potrà fare a meno di prendere delle precauzioni e che dovrà prepararsi a soffrire». Il dollaro si svaluterà ancora rispetto all’euro ma per un periodo limitato di tempo: «Questa crisi non sarà mortale per la moneta statunitense. Ci saranno seri problemi, e possiamo aspettarci che cada ulteriormente, come ha già fatto. Questa però non è la fine del dollaro ma di un sistema finanziario. Dobbiamo cambiare le regole del gioco per il capitalismo e la finanza globale, perché quelle esistenti non hanno funzionato come dovevano se l’obiettivo era la stabilità finanziaria».
Maskin non dimentica di parlare alla platea del Teatro Metastasio di Prato, una delle capitali del tessile che più sta soffrendo gli effetti della globalizzazione e della concorrenza cinese che qui lavora fianco a fianco dell’industria tradizionale nel suo stesso territorio. Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, sul palco accanto a Maskin, affronta di petto la questione: «Ci aspetta uno sviluppo vicino allo zero», sono le sue parole. «Dovremo lavorare su soluzioni complesse, scegliendo decisamente la via dell’innovazione e dell’alta qualità. Il nostro obiettivo è di alzare il livello della discussione cercando di mettere insieme tutte le risorse. Chiediamo una mano anche al governo, ho invitato il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola perché venga a conoscere da vicino la realtà economica e produttiva toscana e dei distretti che si trovano in stato di crisi. La Regione ha fatto e sta facendo la sua parte: in questi anni abbiamo investito sul tessile più di quanto i vari governi abbiano fatto sul made in Italy».
Dai competitori ci si difende innovando e puntando sulla qualità, chiarisce Martini, non con i dazi imposti negli scambi internazionali: «Diciamo no al protezionismo, perché l’economia si deve aprire. Sviluppo e sostenibilità non sono alternativi o contraddittori e solo coniugandoli otterremo uno sviluppo duraturo». Maskin non ha una ricetta magica per battere la concorrenza cinese e indiana che dispone di manodopera a basso costo e può quindi immettere sul mercato merce a prezzi imbattibili: «La moda toscana può rispondere con produzioni di alta qualità e con l’efficienza per fare una bella gara con loro», dice, «perché così funziona il mercato».
Aiutare le piccole imprese a superare la crisi è uno degli obiettivi che la Regione intende raggiungere impiegando entro il 2013 oltre un miliardo di euro di fondi comunitari Docup e proprio per far capire su quali settori saranno indirizzati Martini ha organizzato il Forum Economia al cubo che dal 25 al 28 settembre ha richiamato a Prato oltre settemila persone. Nel corso della prima giornata sono state illustrate le opportunità offerte dai fondi strutturali per l’ambiente 20072013: aziende e centri di ricerca potranno accedere a finanziamenti per 33,6 milioni di euro (9,1 relativi al biennio 20072008) destinati a promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e la comunicazione in Toscana. Associazioni temporanee di imprese o di scopo e consorzi potranno presentare progetti, realizzabili in 18 mesi, il cui costo sia compreso tra 1 e 5 milioni di euro, finanziabili in percentuali comprese tra il 40 per cento nel caso di consorzi o grandi imprese e l’80 per cento se invece si tratta di piccole imprese o di organismi di ricerca. Verranno privilegiati quei progetti che risulteranno più innovativi, i cui proponenti risulteranno più affidabili, che garantiranno la replicabilità dei risultati, avranno la migliore vitalità tecnica ed economica, e saranno in grado di creare una rete di rapporti.
La tutela dell’ambiente è uno dei canali di mercato più interessanti e innovativi. I consumi di energia per riscaldare o raffreddare le abitazioni private sono in forte crescita e contribuiscono alla produzione di gas serra (10 per cento) e all’inquinamento atmosferico (38%), molto più di quanto non facciano settori produttivi come industria o agricoltura. Non solo caldaie e impianti d’aria condizionata contribuiscono a peggiorare lo stato dell’aria ma anche auto e scooter. Le emissioni inquinanti da trasporto privato diminuiscono, sia pure di poco, solo grazie alle tecnologie. In generale proprio il sistema della mobilità è quello che contribuisce maggiormente alla produzione di gas serra (23% circa). Forte anche il consumo idrico delle famiglie, che resta stabile rispetto al passato, a fronte di una riduzione forte registrata nei settori industriale ed agricolo. Questi alcuni dei dati presentati a Prato dalla ricercatrice dell’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica toscana) Renata Caselli, che ha mostrato una mappa regionale della pressione ambientale esercitata dalle varie componenti della società e dell’economia. Si lega a questa analisi la nuova programmazione dei fondi strutturali: 33 milioni e 600 mila euro da qui al 2013.

(s.p.)


Rif. 94983