Un appuntamento di Economia3
Creativi, sociologi, e artisti urbani sono stati i protagonisti di "Publi-città: nuove strategie di comunicazione nello spazio pubblico fra marketing e urban art", uno degli appuntamenti di "Economia 3, Europa, business, cultura", la quattro giorni organizzata a Prato dalla Regione Toscana. Dall'iniziativa è arrivata la richiesta di città più tolleranti e capaci di valorizzare meglio i talenti di cui dispongono, invece di città più curate, più pulite e più ordinate, come quelle che sindaci e politici promettono in campagna elettorale.
La richiesta è quindi quella di dare via libera all'arte urbana dei graffitari, degli street artist, gli artisti di strada che colorano ed animano i muri di alcune case e degli spazi pubblici, con un'efficacia ed un'allegria considerate di gran lunga superiori ai grandi cartelloni pubblicitari dei grandi brand, i marchi più famosi delle aziende più ricche e padrone del mercato. Insomma le città non devono negare la rappresentitività propria di chi della città stessa ha un'idea diversa. Si tratta di un deciso cambio di prospettiva: l'esempio citato è quello dei parchi pubblici, pensati soltanto per bambini e anziani, che mortificano la creatività e le esigenze dei giovani. Dagli interventi è venuto anche un"no" convinto all'invasione dei centri storici da parte degli enormi cartelloni pubblicitari dei brand dell'alta moda. "La premessa del metabrand - ha aggiunto Zoe Romano di Serpica Naro, il finto brand creato per gettare scompiglio nel mondo dell'alta moda - si sostanzia nei valori immaginati e desiderati, espressi dalla comunità che dà forza e nutre il metabrand stesso". Un concetto efficacemente sintetizzato dall'applauditissimo slogan finale: "non esiste conflitto se non nel comune diritto al sogno". E i sogni di questa giovane porzione di società sono evidentemente diversi da quelli che guidano i gusti e il mercato, popolando con i loro simboli città che potrebbero essere più giovani e vitali.
Tiziano Carradori