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16 ottobre 2008
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Il Tirreno

Piramide di verdura

Le settanta cose (nostrali) da mangiare per stare bene

C’è una piramide virtuale, in Toscana, che racchiude la storia alimentare che va dalla Lunigiana alla Maremma all’Appennino. Un insieme di 70 alimenti che permettono di vivere meglio e in salute: per questo vanno consumati tutti, senza esclusioni, regolandone la frequenza. Di questa lista, 65 sono cibi che “appartengono” al nostro territorio.
Gli altri cinque sono di origine “forestiera”, come ad esempio kiwi e peperoni, che però stanno bene in compagnia dei toscani doc. Questa piramide alimentare è stata registrata come marchio: «Lo abbiamo fatto - spiega il presidente Claudio Martini - perché ne siamo gelosi e orgogliosi. Prodotti e cibi indicati appartengono alle nostre radici e tradizioni. Per realizzare la Pat, cioè la piramide alimentare toscana, abbiamo coinvolto ricercatori di Università e di istituti che si occupano di nutrizione insieme alle nostre agenzie Ars (sanità) e Arsia (agricoltura)».
Di piramidi del genere ce ne sono parecchie in giro per il mondo: ci sono quelle che racchiudono le abitudini a tavola di interi popoli o quelle che invece si occupano di un’area geografica omogenea. E’ quello che accade per la Pat, la prima realizzata in Italia: nessuna altra regione, finora, ha fatto qualcosa di simile. Esiste una piramide italiana generale: ma a differenza di quella toscana, è più tecnica, indicando nel dettaglio i consumi giornalieri e settimanali. Per questo assomomiglia maggiormente a una dieta vera e propria.
La Pat, invece, rappresenta graficamente come deve essere un’alimentazione sana ed equilibrata: sarà pubblicizzata con una campagna promozionale su Internet (www.piramidealimentare.toscana.it), sui mass media, nei centri socio-assistenziali, negli ambulatori medici, ma soprattutto nelle scuole. Saranno coinvolte le famiglie toscane, se ne parlerà a livello di grande distribuzione e di negozi di quartiere.
La piramide, infatti, è per tutti: bambini e anziani, famiglie numerose e single. «Lo spirito con cui è nata questa iniziativa - spiega Francesco Cipriani, medico epidemiologo all’Asl di Prato e nutrizionista, collaboratore della Regione, membro del gruppo scientifico della Pat - deriva dalla richiesta di qualità e salute da parte dei cittadini. L’idea è di cinque anni fa, dal 2006 si è comiminciato a mettere nero su bianco il progetto, esempio di politica integrata fra diversi settori che ha fatto capo direttamente alla presidenza della Regione».
Nella lista dei 70 alimenti della piramide, divisa in sei segmenti che si rimpiccioliscono mano a mano che si sale verso il vertice (più il segmento è piccolo, più i cibi in esso rappresentati devono essere consumati con moderazione), ci sono tanti prodotti “made in Tuscany” che affondano le radici nella storia contadina e culinaria regionale.
E così troviamo la ciliegia di Lari e la zucca lardaia, la cipolla di Certaldo, la mela rotella della Lunigiana e il pane toscano a lievitazione naturale, il pane di Montegemoli e quello di Vinca, il farro della Garfagnana e l’olio extravergine di oliva, il fagiolo di Sorana, lo zolfino, il marrone del Mugello e la castagna dell’Amiata, la palamita e il pollo del Valdarno, i pecorini a latte crudo, la finocchiona e i salami.
E la bistecca alla fiorentina? La troviamo “in castigo” all’apice della piramide: il consiglio è di consumarla ogni tanto. «La carne rossa va mangiata un paio di volte a settimana - spiega Cipriani - ma non è tanto quante volte si mangia: l’importante sono le proporzioni, ricordando che frutta e verdura sono alla base di un’alimentazione sana. Comunque facciamo attenzione a non cadere nell’ortoressia. L’attenzione eccessiva a quello che si mangia è una vera malattia».
Più frutta, più verdura, meno carne: la regola fondamentale per mantenersi in forma, bevendo anche un paio di litri di acqua al giorno, un bicchiere di vino ai pasti e facendo un po’ di sport. Ma basta anche una bella camminata «perchè bisogna smaltire - dice il dottor Cipriani - l’eccesso di carburante finito nel nostro corpo. Bisogna mantenere il peso giusto, guardarsi allo specchio e se c’è qualche rotondità di troppo usare il buonsenso».
Per il nutrizionista uno stile alimentare sano comincia nel momento in cui si prende il carrello e si entra nel supermercato: «Mettiamo di avere nel borsellino 100 euro destinati agli acquisti alimentari - indica l’esperto - invece di fare il pieno di patatine e biscotti, facciamolo di frutta e verdura. E che siano fresche, di stagione e di produzione locale».

Elisabetta Arrighi


Rif. 96236