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Giorno della Memoria 2012

Giorno della Memoria 2012
Giorno della Memoria 2012

In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti,
27 gennaio 2012 Regione Toscana.


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I video del meeting al Mandela Forum e del Consiglio regionale della Toscana:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Legge n. 211 del 20 luglio 2000.

La Regione Toscana utilizza questo “Giorno” per rendere la memoria un elemento vivo: le lezioni del passato sono occasione di riflessione sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo, evitando la retorica commemorativa della “celebrazione” che produce semplificazione e banalizzazione (del male).

L’Italia di Mussolini è stata pienamente responsabile di quanto è accaduto. Le leggi razziali del 1938 promulgate dal fascismo, la persecuzione conseguente messa in atto dal regime, il meccanismo burocratico e organizzativo di distruzione e di spoliazione dei diritti, dei beni e delle vite dei cittadini ebrei culminato nella loro deportazione nei lager nazisti - assieme ad oppositori politici, disabili, rom, omosessuali, asociali.

Il complesso sistema dei campi rappresentava un universo concentrazionario dove lo sterminio era diventato industria, azione pianificata in tutti i suoi atroci elementi: l’architettura, il lessico, la simbologia visuale dei triangoli colorati, l'assegnazione di un numero che annullava l’essere umano costituendo una nuova identità; “la soluzione finale della questione ebraica” e di tutti gli altri che il nazismo considerava “inferiori” in nome dell'arianesimo.

Scrisse Salvatore Quasimodo: “Da quell’inferno aperto da una scritta bianca: 'Il lavoro vi renderà liberi’ uscì continuo il fumo”.
In quel fumo era stata trasformata l'esistenza di una moltitudine di donne, uomini, bambini.
Mai più. Tutto questo mai più. Per far sì che questa barbaria non si ripeta occorre conoscere, capire e sentire; studiare e vedere i luoghi della memoria. Storia e memoria sono risorse fondamentali per l’umanità, permettono di utilizzare il passato per capire il presente. La memoria è l'esperienza del vissuto, porta il passato nel presente, impedisce l’oblio.

Sono questi i motivi che hanno portato la Regione Toscana ad organizzare, nel 2002, il primo “Treno della memoria” con l’obiettivo che questa esperienza venisse, così come è stato, riprodotta da altre istituzioni, da altri soggetti. Ed è per questo che in Toscana il “Giorno della Memoria” dura 365 giorni, con una vasta rete di occasioni formative e culturali impostando un progetto di crescita della conoscenza intorno alla Shoah, che fa leva sui giovani, con la collaborazione ed il contributo decisivo del sistema scolastico, incontrando il sostegno della società toscana e delle istituzioni.

L’azione formativa promossa mira ad evidenziare i meccanismi di creazione degli stereotipi e dei pregiudizi, mettendo al centro il principio di responsabilità individuale, che anche oggi è l’antidoto più efficace per impedire il ripetersi delle tragedie del Novecento e per contrastare l’antisemitismo ed il razzismo presenti nella società europea.
 


  • Consulta la Legge 20 luglio 2000, n. 211, istitutiva del Giorno della Memoria »»

Rif. 106843