Logo Regione Toscana
Home Storia e Memorie del 900

in primo piano

La petizione del Presidente Claudio Martini
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato


La Regione Toscana e i Comuni che furono oggetto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dal 1944 al 1945, di persecuzioni e di efferati episodi di violenza, che provocarono l'uccisione di più di 4000 persone tra i civili inermi, donne, vecchi e bambini per mano delle truppe di occupazione naziste e dei reparti militari fascisti, hanno assunto l'iniziativa di conservare e diffondere la memoria di quegli eventi che segnarono una fase storica da cui hanno tratto origine le nostre istituzioni democratiche e la formazione della nostra coscienza nazionale. Ben 281 furono le stragi nazifasciste finora accertate che insanguinarono la Toscana. I diritti umani furono calpestati senza pietà, sistematicamente con premeditazione. E' con il pensiero a quelle tragedie, ai lutti che esse provocarono nelle famiglie e nella società toscana che la Regione e i Comuni sentono oggi l'obbligo civile e morale di intervenire affinché il ricordo di quelle tragedie non solo non venga dimenticato ma possa essere trasmesso alle giovani generazioni, senza omissioni e senza suscitare anacronistiche divisioni. Salvaguardare la memoria storica degli eccidi nazifascisti è un obiettivo che la Regione ha fatto proprio attraverso uno specifico progetto, che coinvolge gli Enti Locali della Toscana, finalizzato a ricostruire gli episodi di stragi nella nostra regione e a divulgarne la conoscenza alle giovani generazioni. Molti dei fascicoli riguardanti le stragi avvenute in Toscana e nelle altre parti di Italia sono rimasti per cinquant'anni occultati a Palazzo Cesi, sede romana della Magistratura Militare, in quello che è ormai noto come "l'armadio della vergogna". In quei 695 incartamenti ritrovati solo nel 1994 vi erano le inchieste avviate fin dall'immediato dopoguerra sulle stragi e sui responsabili, sottratti in tal modo non solo alla giustizia ma anche alla verità storica. I fascicoli sono ancora oggi inaccessibili perché, dopo il ritrovamento, le procure militari hanno riaperto le inchieste apponendovi il segreto istruttorio. A distanza di oltre quattro anni molti dei processi ancora possibili non sono stati celebrati. Riteniamo che sia un diritto e un dovere rendere pubblici quegli atti. Vogliamo conoscere la verità, lo dobbiamo alla memoria delle vittime; lo dobbiamo alla storia e alla tutela dei diritti umani. E' nostro dovere rendere giustizia alle migliaia di vittime dei crimini nazifascisti, individuare le responsabilità, affermare con forza la nostra cultura di pace e di libertà. E' per questo che la Regione e i Sindaci dei Comuni toscani coinvolti in episodi di stragi chiedono: - la rimozione dei vincoli di segretezza sui fascicoli delle stragi; - che siano rapidamente celebrati i processi; - che sia fatta piena luce sui motivi dell'occultamento dei fascicoli.

Il Presidente della Regione Toscana
Claudio Martini




La risposta del Presidente della Repubblica



Rif. 108404