La Legge Regionale sull'Immigrazione in 10 Punti
1. La legge toscana sull’immigrazione dice quel che dice la Costituzione.
Interviene sulle competenze regionali (politiche sociali) e non su quelle dello Stato (immigrazione e politiche per la sicurezza). Non è quindi una legge anticostituzionale. Obiettivo: favorire la piena integrazione degli immigrati regolari, rendere la loro cittadinanza completa e stabile, nel rispetto dei doveri ma anche con gli stessi diritti degli italiani. In questo modo saranno i nostri migliori alleati nella lotta alla clandestinità.
2. Coesione sociale, sicurezza e rispetto della legalità ora sono legge.
Garantire agli immigrati regolari (che lavorano e pagano le tasse) una parità sostanziale (parità non privilegi) rispetto ai cittadini italiani in merito ai diritti sociali e civili, alle opportunità di integrazione sociale, culturale e lavorativa. Le nostre scelte:
- promuovere un nuovo concetto di cittadinanza sociale, legato non a uno status giuridico, ma all’appartenenza vera di una persona alla vita di una comunità;
- creare le condizioni affinché gli immigrati regolari siano cittadini a tutti gli effetti.
E’ solo attraverso un governo vero dell’immigrazione, e azioni per l’integrazione,
che si possono favorire la coesione sociale, la sicurezza e il rispetto della legalità.
Alimentare le paure e la diffidenza verso lo straniero crea le basi per una società più insicura, più povera e meno capace di crescere. 3. Non un paradiso per gli immigrati, ma nemmeno un inferno.
Solo diritti e doveri. Gli interventi previsti tengono conto del diverso status giuridico dei destinatari e del loro diverso livello di radicamento.
Non equiparano gli immigrati regolari con gli irregolari, né garantiscono diritti a chi non ne ha i requisiti:
- i cittadini stranieri in regola con le leggi sull’ingresso e il soggiorno in Italia sono i destinatari degli interventi previsti dalla legge;
- altri interventi specifici e limitati (es: l’accesso alle cure mediche di urgenza) sono previsti - in forma temporanea e in casi di emergenza - a favore di tutti gli stranieri presenti sul territorio;
- per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta d’asilo, status di rifugiato o ragioni umanitarie, sono previsti interventi di assistenza e accoglienza in conformità con la legge statale e dell’Unione europea.
4. Un nuovo governo dell’immigrazione: regole certe per i regolari. Il “pacchetto sicurezza” recentemente approvato dalla Camera, con voto di fiducia, introduce il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale (sanzionato con una ammenda da 5.000 a 10.000 Euro).
L’unico effetto di questo provvedimento sarà un carico aggiuntivo di lavoro sugli uffici giudiziari, mentre non potrà avere alcun effetto positivo sul contrasto della clandestinità. Noi crediamo che
garantire i diritti agli immigrati regolari aiuti anche a rafforzare i diritti e la sicurezza dei toscani, perché con una maggiore tranquillità e coesione sociale noi, oltre a vivere meglio, potremo dare risposte più efficienti a tutti, toscani e non.
Con la legge vogliamo creare
un nuovo modello per governare il fenomeno dell’immigrazione basato sulla cooperazione tra i diversi livelli istituzionali e i soggetti pubblici e privati, inclusi quelli del terzo settore (volontariato, associazioni, onlus ecc) per garantire ai cittadini stranieri e alla comunità locale un intervento tempestivo ed efficace.
5. Il primato della persona: cure mediche per tutti. Gli interventi socio-sanitari urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali, sono riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione e alle norme internazionali (Carte dei diritti).
In Toscana cureremo e soccorreremo tutti i cittadini stranieri, anche se privi del titolo di soggiorno. Per gli irregolari sono previsti anche, in caso di estrema gravità e di emergenza, l’accesso a dormitori e mense in via temporanea.
Ciò vuol dire che da noi nessuno morirà di fame, né per mancanza di cure o di un tetto sotto cui dormire d’inverno.
Una scelta umanitaria coerente con il rispetto dei diritti fondamentali delle persone (vedi la storia drammatica di Ylenia su la Repubblica del 12 giugno, pag 36); una scelta necessaria per garantire la sicurezza sanitaria di tutti i toscani (per evitare e prevenire il diffondersi di epidemie).
Agli irregolari non garantiamo diritti aggiuntivi, ma quelli previsti (e troppo spesso disattesi) dalle Convenzioni e dai principi del diritto internazionale, dalla nostra Costituzione e dalle stesse leggi nazionali esistenti che prevedono che agli stranieri presenti sul territorio vengano assicurati i diritti fondamentali.
6. Chi paga le tasse ha diritto ai servizi. L’accesso ai servizi è garantito solo a chi rispetta le regole e paga le tasse. I criteri per la formazione delle graduatorie per l’accesso ai servizi come asili nido e alloggi di edilizia pubblica sono uguali per tutti e tengono conto della composizione del nucleo familiare, del reddito, delle proprietà ecc. Naturalmente la cittadinanza non è motivo di priorità: sarebbe un criterio discriminatorio (razzista).
Per le graduatorie sull’accesso alle
case popolari inseriremo un ulteriore criterio che terrà conto dell’”anzianità” della richiesta. In questo modo avrà la precedenza chi avrà fatto domanda da più tempo.
È da sottolineare il fatto che l’accesso all’edilizia residenziale
è già previsto per i cittadini stranieri dalla legge “Bossi-Fini”.
7. Una legge che non pesa nelle tasche dei toscani. Per assicurare l’accesso ai servizi sanitari d’emergenza - gli unici garantiti anche ai cittadini irregolari - esiste un fondo statale esplicitamente dedicato a questo.
Quindi nessun aggravio per le casse regionali. Tutti gli altri servizi saranno garantiti e accessibili soltanto ai cittadini regolari, che quindi pagano le tasse.
Anche in questo caso, dunque, nessun aggravio per i toscani. 8. In Toscana gli immigrati versano 915 milioni di tasse e ricevono 372 milioni in servizi. In Italia. I
contributi alle casse dell’INPS versati dai lavoratori stranieri ammontano a 5 miliardi di euro l’anno, indispensabili per il mantenimento del sistema pensionistico. Gli immigrati contribuiscono per circa
il 4% alle entrate fiscali, mentre assorbono circa il 2,5% delle spese per i servizi primari quali istruzione, pensioni, servizi sanitari e misure di sostegno al reddito (stime Banca d’Italia).
In Toscana gli immigrati versano nelle casse pubbliche
915 milioni di euro mentre per i servizi che loro usano ne spendiamo 372 (stime Irpet).
9. Non si può vivere “di nascosto”. Pari dignità e pari doveri per tutti. Clandestino vuol dire “di nascosto”. Il termine ha un valore negativo, evoca segretezza, l’agire nell’ombra, legami con criminalità, e viene usato per indicare una persona straniera non in regola con i permessi di soggiorno.
Ma non tutti i “clandestini” sono uguali. Penso alle 46.984 persone che nel 2007 hanno fatto richiesta per regolarizzare la loro presenza e al fatto che ne sono state accolte (a causa delle quote troppo basse)
solo 13.030 (in Italia 700mila e accolte 170mila). Questo vuol dire che in Toscana vi sono 34mila stranieri che lavorano nelle nostre aziende e nelle nostre case ma, per la legge, sono “irregolari”. Gli facciamo curare i nostri familiari, vivere nelle nostre case ma non siamo capaci di garantire loro la dignità. Se si ammalano dobbiamo curarli o li lasciamo morire? In Toscana non verranno abbandonati, ma curati.
Poi ci sono immigrati irregolari che non rispettano le regole, che delinquono:
la nostra legge non protegge queste persone e non impedisce alle forze dell’ordine di perseguirli. 10. L’extracomunitario diventi parte della comunità: gli altri interventi previsti dalla legge. - La legge favorisce lo sviluppo delle associazioni di cittadini stranieri, in particolare promuovendo l’estensione ad essi del diritto di voto, in sintonia con i principi e le finalità affermate dallo Statuto;
- sono previste campagne informative rivolte ai giovani stranieri per favorire l’accesso al Servizio civile Regionale;
- l’insegnamento della lingua italiana, primo strumento per l’integrazione, e lo sviluppo delle competenze interculturali nei servizi pubblici e privati;
- interventi formativi sull’interculturalità per il personale socio sanitario, medico e paramedico che opera in Toscana;
- prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili, in sintonia con la legge dello Stato;
- in collaborazione con gli Enti locali, promuoveremo azioni per prevenire i micro conflitti derivanti da differenze di carattere culturale;
- formazione professionale degli immigrati e per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro per i cittadini stranieri;
- per donne, minorenni e disabili, si prevede una tutela rafforzata e una maggiore accessibilità ai servizi essenziali;
- sostegno all’imprenditoria immigrata;
- parità di accesso degli studenti stranieri a tutti i servizi regionali per il diritto allo studio;
- attività contro le discriminazioni: rilevazione dei casi di discriminazione, in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio.
Scheda / I permessi di soggiorno disponibili nel 2007-2008 Il decreto flussi
2007 metteva a disposizione 170mila permessi di soggiorno per i lavoratori stranieri. Di questi, 65mila erano riservati alle badanti. Nei 3 “clic day” del dicembre 2007 (era previsto l’iter telematico) le domande presentate sono state 741.552, di cui 418.963 per colf e badanti.
Gli esclusi. Dunque sono rimaste fuori complessivamente le domande di 571.552 lavoratori che avevano le carte in regola per essere regolarizzati. Le domande - valide - delle badanti rimaste in sospeso sono state 207.326.
Nel 2008 i posti a disposizione per le regolarizzazioni relative al 2008 sono 150mila. È stato deciso di dare priorità alle badanti, riservando loro 105.400 posti (solo con le domande in sospeso del 2007, questi non sarebbero già sufficienti). La procedura 2008 è appena iniziata e le domande riconfermate dal 2007 sono già 257.781. Almeno 102mila badanti, rimaste fuori nel 2007, non rientreranno neanche nel 2008
Le badanti in Italia. Da noi lavorano attualmente circa 700mila badanti (più di medici, tecnici e infermieri). Di queste, circa il 90% sono straniere. Delle straniere, circa il 40% sono regolarizzate (il 78% delle regolarizzate lo sono con il minimo previsto dal contratto). Il 38% è completamente irregolare.
Reato di immigrazione clandestina: i rischi. Con l’introduzione del reato di clandestinità, tutte le irregolari sono a rischio espulsione (oltre che reclusione nei Cie per 6 mesi), anche quelle che avevano fatto domanda per la regolarizzazione e sono rimaste fuori. Anche le famiglie dei datori di lavoro rischiano una reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato