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Territorio, Rossi: "Basta col consumo di nuovo suolo"

17 novembre 2014 | 18:23
Scritto da Federico Taverniti
 


FIRENZE – Basta col consumo di nuovo suolo. Poche e semplici parole che il presidente Enrico Rossi ha più volte ripetuto oggi pomeriggio illustrando, insieme all'assessore all'urbanistica Anna Marson, i contenuti della nuova legge sul governo del territorio. Legge che, dopo l'approvazione in Consiglio regionale, entrerà in vigore il prossimo 27 novembre.

"Bene intervenire con le opere a difesa del territorio – ha detto - ma la vera svolta epocale deve avvenire sul governo del territorio stesso. Con la legge 65 diciamo basta al consumo di suolo. Nuove edificazioni non si potranno fare oltre il perimetro urbanizzato e nuovi interventi di edilizia residenziale dovranno essere fatti attraverso la rigenerazione, il riuso, la ristrutturazione, con consumo zero di territorio. Quello agricolo va tenuto integro per l'agricoltura e per le generazioni future. In Italia – ha detto ancora Rossi - le politiche errate sull'utilizzo del territorio vanno avanti da ben più di venti anni con condoni, piani casa. Per tutto quanto fatto in passato credo che Comuni, Province, Regioni e lo stesso governo nazionale debbano chiedere scusa ai cittadini".

Una legge che faccia da apripista anche per le altre regioni. "Faccio un appello al governo – ha aggiunto Rossi - affinchè adotti una legge simile a questa. In Europa, a partire dal dopoguerra in poi, l'Italia è stato il paese che ha consumato più territorio. Una santa alleanza tra potere politico, mattone e più recentemente finanza, ha asfaltato e cementificato ovunque. E anche male. Si è costruito nell'alveo dei fiumi. Renzi è stato il sindaco di Firenze, quello che ha fatto un piano regolatore a consumo zero di suolo. Adesso è presidente del consiglio e mi permetto umilmente di dirgli che se vuole può ispirarsi alla nostra legge".

Consumo zero di suolo non significa sviluppo zero, Rossi va avanti: "Ci sono tante cose da fare, c'è da ristrutturare, da rigenerare. Basta con gli ecomostri, basta con le villette a schiera. I cittadini credo siano pronti per questa svolta. Si va contro interessi particolari, quelli di chi ha comprato terreni e pensava che un giorno sarebbero diventati edificabili? Se non diamo una svolta dopo tutto quello che sta accadendo ci troveremo con un paese in rovina e tutti gli interventi che occorreranno per la messa in sicurezza saranno vanificati da nuovo consumo di suolo".

Accorciare i tempi di entrata in vigore della nuova legge aiutando i Comuni che devono rifare il proprio piano strutturale. Rossi spiega che "non possiamo aspettare tempi lunghi per l'implementazione della legge 65. Abbiamo bisogno di averne una che entra subito in vigore. Metteremo a disposizione dei Comuni che vogliono rifare i piani strutturali 7 milioni l'anno, ovvero quello che risparmiamo dalla riduzione di consiglieri e assessori. Lo faremo con un bando, che uscirà a gennaio".

Conclusione con un altro appello, stavolta al Parlamento. "Chiedo al Parlamento di avere attenzione al disegno di legge Lupi, che consente al privato di presentare al Comune la lottizzazione e di co-pianificare con l'ente pubblico. Sarebbe una disgrazia se passasse, altro che consumo zero di suolo".

Punti salienti della nuova legge, la numero 65 del 2014.

  • Nuove costruzioni (non residenziali) solo se non ci sono alternative, privilegiando riuso dell'esistente.
  • Nuovi poteri alla conferenza paritetica. 25 aree vaste e tempi rapidi per la pianificazione, 2 anni invece di 6.
  • 7 milioni per incentivare i Comuni, derivanti dai risparmi della politica.
  • Patrimonio territoriale inteso come equilibrio tra gli elementi del territorio: acqua, terra, intervento umano.
  • Osservatorio e Conferenza paritetica lavoreranno insieme per valutare gli effetti della legge, presentare proposte e verificare l'efficacia della legge.
  • Incentivi alla buona agricoltura come presidio primario alla difesa del territorio, meno burocrazia.
  • Prevenzione contro le alluvioni: individuati 1000 chilometri quadrati di territorio dove è impossibile costruire (il 7% del totale) perchè a rischio.
  • Sindaci, Presidenti di Provincia, Regione tutti attorno allo stesso tavolo per evitare doppioni, scegliere meglio, ridurre i tempi.

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