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Istruzione e ricerca

Istruzione e ricerca: la guida

Intelligenza, creatività, talento sono fonti inesauribili di ricchezza. Una ricchezza non sempre valorizzata come dovrebbe. Intelligenza, creatività e talento possono rendere più dinamica e competitiva la Toscana in tutti i campi, dalla cultura all’economia. Come ogni patrimonio, anche quello intellettuale deve essere coltivato, nutrito, preservato. E questa cura deve cominciare presto e possibilmente non finire mai. Dall’asilo nido all’Università, insomma, e poi oltre, con un apprendimento che duri l’intero arco della vita.
 


L’obiettivo di sviluppare le intelligenze, la creatività, il talento e di garantire, dall’asilo nido all’Università e poi oltre, la possibilità di imparare per tutta la vita è perseguito, in Toscana, con il Piano generale di indirizzo integrato 2006-2010 (PIGI), un documento di programmazione che attua la Legge regionale n. 32 del 2002, il primo testo unico in Italia che mette insieme tutte le norme su educazione, istruzione, formazione, orientamento e lavoro. È una legge che prevede l’integrazione fra momenti che non devono e non possono essere disgiunti. Obiettivo: rafforzare il capitale umano.

Le risorse investite per raggiungere questo obiettivo sono ingenti: 1 miliardo e 119 milioni di euro entro il 2010. Il piano mette in campo tutte le iniziative utili e indispensabili a rafforzare quello che, appunto, viene considerato il principale fattore di dinamismo e innovazione dell’economia.

Educazione e istruzione sono le fondamenta della società del futuro. Per questo si deve cominciare prestissimo, fin dai primi mesi di vita. In Toscana i giovani sono pochi: su 3 milioni di persone che vi abitano, i ragazzi fra i 14 e i 24 anni sono 240.000. Con i piccolissimi, quelli da 0 a 14 anni, si arriva a malapena a 600.000. Un motivo in più per avere cura di loro. Il 90% dei ragazzi toscani è inserito in un percorso di scolarizzazione o formazione.

È per difendere e innalzare questi livelli che la Regione si oppone con forza a tutte le iniziative che tendono a vedere la scuola come un costo da “tagliare” e non come una risorsa. In Toscana tutti devono avere le stesse opportunità di educazione e formazione. Per questo la Regione, che pure ha attuato un coraggioso processo di razionalizzazione delle sedi scolastiche, difende le scuole dei piccoli Comuni, per evitare a bambini e bambine faticose trasferte e favorire la coesione sociale dei centri montani e rurali.

Con la delibera 929 del 24 novembre 2008 la giunta ha approvato le Linee Guida per l'attuazione dell'Obbligo di Istruzione nella nostra Regione. Dall'anno scolastico 2008-2009 l'offerta formativa, per i ragazzi interessati ai percorsi di formazione professionale, è costituita dai primi due anni degli attuali istituti tecnici, professionali ed artistici (con moduli integrati di istruzione e formazione seguiti da un anno di formazione). La Regione Toscana unica regione in Italia, ha stabilito infatti che l'obbligo di istruzione sarà obbligo scolastico.

Fra le prerogative della Regione anche organizzare il diritto allo studio, sia per le scuole superiori che per l’Università. Dal gennaio 2009 in seguito a un'operazione di razionalizzazione, al posto delle tre aziende Dsu di Firenze, Pisa e Siena, opera l'Azienda regionale per il diritto allo studio con articolazioni territoriali nei tre atenei.

E ancora, è di competenza regionale la definizione di percorsi superiori integrati di istruzione-formazione tecnica e professionale e la programmazione delle sedi scolastiche. Compiti che la Regione svolge in accordo e con la collaborazione della Direzione scolastica regionale, organo decentrato del Ministero della pubblica istruzione.

Sul fronte dell'università e della ricerca la Regione, pur non avendo competenze dirette, lavora per valorizzare le risorse di cui la Toscana è ricca. Lo strumento principale è la legge regionale per la valorizzazione e la promozione dell'Università e della ricerca, che concentra risorse e attenzioni verso l’Università e i numerosi enti che compongono la ricchissima comunità scientifica toscana. L’obiettivo è quello di far fare al sistema regionale della ricerca un salto di qualità, puntando sull’incontro fra ricerca di base e ricerca applicata e fra questa e il mondo produttivo. Questo sforzo passa attraverso la definizione di un modello nuovo, che grazie al coinvolgimento pieno di tutti i protagonisti - Università, Cnr, imprese, enti locali, centri di ricerca privati e banche – tende a costruire un sistema regionale per la ricerca e l’innovazione.

 

- Obbligo di istruzione e diritto-dovere all'istruzione e alla formazione

- Istruzione e formazione tecnico-superiore (ITS - IFTS)

- Educazione degli adulti - diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

- Programmazione della Rete scolastica

- Edilizia scolastica

Rif. 50402