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Green economy

Green economy

Non esiste un elenco delle imprese della green economy e in teoria non dovrebbe mai esistere perché ciascun azienda può diventare green, semplicemente attuando politiche di efficienza e di risparmio energetico, innovazioni di processo e di prodotto in un'ottica di sostenibilità.

Cosa è la Green economy
Green economy in agricoltura
Green economy per il miglioramento delle attività economiche e di impresa
Green economy nelle aree produttive
Le ESCO (acronimo di Energy service companies)
Il Distretto delle energie rinnovabili
Investire il 2% del Pil toscano per la riconversione: 15mila posti di lavoro
 

Cosa è la Green economy

Il termine, ma non esiste una definizione ufficiale, potrebbe comprendere settori come l'efficienza energetica, la produzione e la distribuzione di energia rinnovabile, il trasporto sostenibile, la fornitura di acqua, la depurazione, la gestione dei rifiuti e l'agricoltura sostenibile, oltre alle industrie che usano risorse in modo efficiente e a tecnologie intelligenti. Parlare di economia sostenibile non significa quindi parlare solo di energia e fonti rinnovabili, ma anche di salvaguardia dei beni ambientali, culturali, artistici ed architettonici.

Alcune imprese toscane sono semplici utilizzatrici di prodotti verdi. Altre si dedicano alla produzione di impianti alimentati da rinnovabili o di componenti di questi, altre ancora (sono la maggior parte) commercializzano prodotti verdi come i pannelli fotovoltaici, costruiti altrove. Poi ci sono un gran numero di tecnici, installatori, consulenti, professionisti che costituiscono il cuore pulsante della green economy, vera e propria occasione di sviluppo per l'economia toscana e di tutto il mondo.

Green economy in agricoltura

Una parte importante della green economy interessa il mondo agricolo. Sono molti infatti i punti di contatto tra agricoltura e rinnovabili, sia per la produzione di energia elettrica e termica da biomasse agricole e forestali, sia per la produzione di biocarburanti, sia per il fatto che le aree agricole sono quelle che accolgono gli impianti fotovoltaici, eolici, idrici, ecc.

La legge (l. 266/05 articolo 1, comma 423) riconosce come "attività connesse" alle agricole: la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli - se queste attività provengono prevalentemente dal fondo e sono effettuate dagli imprenditori agricoli.
Questo è importante perché le "attività connesse" alle agricole godono di facilitazioni, in particolare tributarie. Vedi, per l'applicazione della norma, la circolare n. 32/E del 6 luglio 2009, dell'Agenzia delle Entrate.

La Regione promuove la green economy nel settore agricolo e forestale anche a livello dei programmi regionali di sviluppo rurale.

Sicuramente l'integrazione di queste attività con le consuete attività agricole deve essere seguita con attenzione per non fare emergere problemi. Ad esempio vi sono modalità di installazione degli impianti fotovoltaici che impediscono il proseguo dell'attività agricola. Ma ve ne sono altre che invece risolvono la convivenza fra le coltivazioni e l'installazione dei pannelli: è il caso dell'esperienza di Mola in Puglia.
I nuovi impianti, inoltre, devono essere all'altezza della qualità del paesaggio rurale dei territori interessati.

Green economy per il miglioramento delle attività economiche e di impresa

La Regione Toscana a partire dal 2005 ha avviato un percorso di Toscana ecoefficiente finalizzato ad affrontare i cambiamenti globali, partendo dal riconoscere e premiare i comportamenti virtuosi di cittadini, imprese , istituzioni e associazioni.

La sfida alla sostenibilità si vince partendo dai progetti e dalle piccole e grandi iniziative che si fanno strada nella società, senza aspettare le decisioni dei governi o direttive UE, ma con quelle esperienze che contribuiscono in modo concreto al cambiamento che il futuro e i processi in corso ci impongono.

La Toscana, promuove e premia i comportamenti e le esperienze innovative di imprese ecoefficienti, conciliando i principi della tutela ambientale con quelli dell'innovazione produttiva, della competitività, dell'efficienza economica e dell'equità sociale.

Per questo la Regione Toscana ha organizzato in 10 anni, 5 eventi di premiazione Toscana Ecoefficiente, segnalando oltre mille soggetti toscani che hanno realizzato in varie discipline attività sostenibili con risultati quantificabili e valutabili in termini di sostenibilità ambientale (vedi  Brochure).

Per quanto riguarda le Linee guida sulla sostenibilità ambientale e le Linee guida per l'edilizia in legno in toscana sono stati realizzati due volumi a (vol.1 e vol.2) seguito di apposita convenzione con l'Università degli Studi di Firenze Exhibition Eco- Design per allestimenti temporanei e Exhibit-Design Eco-criteri e metodi per la sostenibilità ambientale  al momento gli unici strumenti esistenti per la misurazione scientifica della performance ambientale degli spazi allestiti

Da questa esperienza è nato il progetto The GreenWatcher, con lo scopo di rendere fruibile ed accessibile a tutte le attività economiche aperte al pubblico uno strumento scientifico e self-service per l'autovalutazione della performance ambientale dell'azienda stessa. Gli strumenti sono disponibili on-line e coinvolgono allo stesso tempo aziende e pubblico nell'impegno collettivo per la salvaguardia e il miglioramento ambientale degli spazi in cui viviamo e lavoriamo. Il portale The GreenWatcher propone un nuovo modello di sostenibilità: veloce, coinvolgente e comprensibile, attraverso la misurazione oggettiva e la mappatura dei luoghi sulla base delle loro caratteristiche di sostenibilità e aiuta le persone a scegliere i posti più green dove comprare, divertirsi, passare il tempo.
 

Green economy nelle aree produttive

La green economy investe le aree cosiddette "industriali", non solo per i soggetti produttivi nuovi e i prodotti nuovi che emergono, ma anche nel modo di governarsi stesso delle aree, di come queste aree assicurano i servizi e gli standard necessari all'attività industriale.
Ecco che le aree produttive, sia esistenti che nuove, possono diventare "aree produttive ecologicamente attrezzate", ovvero APEA.
La Regione Toscana si è dotata di una apposita disciplina di riferimento.

Le ESCO (acronimo di Energy service companies)

Una ESCO è una società che fornisce ai propri clienti servizi rivolti alla realizzazione di interventi di razionalizzazione degli usi e di generazione locale dell'energia, per garantire un uso efficiente dell'energia, ridurre i consumi ed i costi della bolletta elettrica e del gas.
La ESCO si occupa anche del finanziamento degli interventi e recupera l'investimento effettuato tramite i risparmi conseguiti nei costi di esercizio rispetto a quelli storicamente sostenuti dal cliente. Per questo è una figura "chiave" negli interventi di green economy.
Una pagina interessante per comprendere la natura e l'attività svolta dalle ESCO è quella della Federazione Italiana per l'uso razionale dell'Energia.

L'associazione nazionale che riunisce le ESCO italiane è AssoEsco. Sul suo sito vi sono informazioni sia sulle attività che sulle imprese associate.

Il distretto delle energie rinnovabili

La Regione Toscana ha finanziato la formazione del Distretto delle energie rinnovabili, luogo di incontro fra le aziende interessate alla green economy. Il Distretto rappresenta un esempio sperimentale di economia dell'innovazione e del trasferimento tecnologico, nella promozione e nella diffusione dell'energia pulita.
Partendo dalle esperienze ed eccellenze già presenti nella cosiddetta area geotermica tradizionale, all'incrocio delle province di Siena, Pisa e Grosseto, il Distretto vuole essere il traino dello sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili in Toscana.

Collegata al Distretto vi è Energea, struttura dedicata al trasferimento tecnologico in materia di energie rinnovabili, nata dalla fusione di due centri presistenti (il Centro di eccellenza per la Geotermia di Larderello, e il Centro Internazionale per il Trasferimento Tecnologico di Monterotondo Marittimo).
In EnerGea si fondono attività di ricerca di enti quali l'Università di Pisa e la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna con le attività di sviluppo economico del Co.Svi.G. s.r.l. (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche).
Il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche - Co.Svi.G. s.r.l. – Società consortile composta dagli enti locali delle aree geotermiche – è invece il soggetto, ormai storico, che promuove direttamente lo sviluppo sostenibile in quelli stessi territori, oltre ad essere fra i soggetti "fondatori" delle più recenti strutture del distretto.

Investire il 2% del Pil toscano per la riconversione: 15mila posti di lavoro

Secondo uno studio di Cgil, Legambiente e Ambiente e Lavoro, basterebbe che Regione e imprese investissero ciascuna 374 milioni di € all'anno per cinque anni (ovvero il 2% del Pil della Toscana) nella riconversione ecologica del sistema produttivo toscano, per ottenere più di 15.000 nuovi posti di lavoro, innovando in profondità piani industriali, logiche di processo e di prodotto, risparmiando energia (435 Ktep all'anno pari a 1.000 tonnellate di petrolio equivalente) e contraendo quindi significativamente le emissioni di gas-serra (riduzione stimata di Co2 = 2.000 tonnellate/anno).

 

Ultima modifica: 10/02/2015 12:26:23 - Id: 258462
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