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Piano regionale della mobilità e della logistica: i porti commerciali e turistici

Piano regionale della mobilità e della logistica: i porti commerciali e turistici

Per comprendere a fondo il  modo per valorizzare i porti toscani  è necessario   sottolineare   la    vera   e   propria    rivoluzione   costituita dall'introduzione del sistema hub and spokes e dalla modifica degli scopi  dello stesso  servizio  di  trasporto  marittimo  tradizionale  basato  sulle chiamate dirette.

La rivoluzione costituita dal sistema hub and spokes e i nuovi scopi di una parte del  servizio marittimo di  trasporto diretto (origine/destinazione  o point to point)  sono stati causati  dalla globalizzazione dell'economia  che ha imposto il consolidamento delle compagnie di shipping e una forma di mercato  di tipo oligopolistico per  i trasporti marittimi.  Nel nuovo contesto  la funzione della logistica  pubblica nei  confronti dei  porti è  quella di  valorizzare le infrastrutture esistenti  e di  creare le  condizioni per  agevolare il transito
delle merci sul territorio.
A questo si aggiunge il problema del transito da/per i porti dei passeggeri. Devono essere salvaguardate sia le ragioni dei  commerci e dei porti sia le ragioni ambientali come le azioni contro l'inquinamento e  la salute della popolazione.

L' economia  toscana si avvale di una  buona dotazione infrastrutturale e la densita' della rete ferroviaria e stradale mostra  livelli analoghi a quelli medi nazionali. Il  trasporto marittimo toscano di merci e  di persone copre oltre l' 11% del traffico complessivo nazionale. I due  principali aeroporti  toscani (Pisa,  Firenze) sono  in crescita,  pur coprendo  una quota ancora modesta del traffico aereo italiano che ha registrato, negli ultimi anni, un  significativo incremento  del movimento  di passeggeri  e merci.  Nonostante
tutto  questo  deve  essere  sottolineato  subito  che: 
-  senza  un  ulteriore miglioramento  delle  condizioni  infrastrutturali, 
-  senza  agevolazioni  che consentano un maggior  uso del modo  ferroviario e
-  senza una ristrutturazione del trasporto  inland da  parte di  spedizionieri e  trasportatori su  gomma, la specifica funzione dei porti  potrebbe essere fortemente penalizzata  oppure non valorizzata quanto  potrebbe.

In  altre parole  le merci  bulk e containerizzate invece  di  affluire/defluire  in  sempre  maggior  quantità  verso/da  i  porti mediterranei e quelli  toscani potrebbero scegliere  i porti del  nord Europa da cui scendere/salire verso/da il sud come hanno fatto fino ad anni recenti ed  in parte  non marginale  continuano a  fare. Questo  comporterebbe una  perdita di ricchezza  netta  per i  tre  porti e  per  tutta la  Toscana.  Infatti è  stato calcolato  dal  Censis che  ogni  lira di  domanda  aggiuntiva verso  i  settori dell'industria  del mare  mette in  moto nell'economia  italiana, per  mezzo di meccanismi di trasmissione a monte ed a valle del complesso processo produttivo, una produzione  complessiva, cioè  un ‘moltiplicatore  della produzione,  di ben 2,627 lire. Non  solo: per quanto  riguarda l'occupazione, ogni  unità di lavoro aggiuntiva richiesta ai settori  marittimi ne genera nell'insieme  attraverso il ‘moltiplicatore dell'occupazione' circa  2,530 nel sistema  economico nazionale.

Il ruolo  della logistica  pubblica comprendendo  a fondo  i nuovi  fenomeni che legano sempre più strettamente i porti alla logistica inland, è in grado di  non privare la  Toscana ed  i suoi  porti di  questa ricchezza  prevista in crescita nonostante il rallentamento attuale dell'economia mondiale.


Ultima modifica: 23/08/2016 14:22:04 - Id: 73815
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