Skip to Content skip-to-menu

Pari opportunità

In Primo Piano

Istituzioni e uffici competenti per l'imprenditoria femminile

Uffici dello Stato e della Regione competenti per la promozione e il sostegno dell'imprenditoria femminile. Strutture dello Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri –...

Consigliera Regionale di Parità

La consigliera ha una specifica competenza ed esperienza in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità e di mercato del lavoro.

Toscana, Mercato del lavoro sempre più rosa

Toscana, Mercato del lavoro sempre più rosa

A cura
Regione Toscana Giunta Regionale
Direzione generale Politiche formative, beni e attività culturali
Setttore Lavoro e formazione continua


Dall'introduzione dell'assessore Gianfranco Simoncini

Com'è la Toscana del lavoro al femminile? Una regione più rosa, questo è certo. Le donne che lavorano sono sempre di più e, anzi, hanno dato negli ultimi dieci anni un forte ed ininterrotto contributo al generale incremento dell'occupazione. Anche se il mercato del lavoro al femminile è meno stabile di quello maschile, le donne sono ormai fermamente presenti sulla scena. Nel 2006 le donne al lavoro erano oltre 600 mila. Il tasso di occupazione della popolazione femminile è cresciuto, in dieci anni, di quasi 6 punti, attestandosi sul 55%. Il tasso di disoccupazione è del 7%, dato migliore di quello nazionale (8,8%) e della media dell'Unione europea allargata, ma ancora sotto rispetto alla media dell'area più competitiva della Ue (6,5%) e di quella del centro nord (6%). Eppure nel campo della formazione le donne emergono nello studio, guadagnando voti migliori in tutti i gradi e livelli di istruzione, si diplomano e si laureano più in fretta e affrontano sempre più numerose le sfide dell'imprenditoria e dell'innovazione. Ma, a fronte di questi risultati positivi, esistono ancora, nella Toscana delle donne, inevitabili zone d'ombra. A cominciare dalla qualità dell'occupazione. Per le donne il cammino per arrivare al posto di lavoro, infatti, è in genere più faticoso, l'occupazione meno stabile, la carriera più lenta. In particolare, il divario fra lavoro delle donne e degli uomini resta forte, con una differenza di ben 20 punti (55% la quota di occupazione femminile nel primo semestre 2006, a fronte di un 74% di occupati uomini), mentre restano ostacoli nell'accesso al lavoro (nella fascia 15-24 anni, quella tipica dell'ingresso nel mondo del lavoro, il tasso di disoccupazione delle toscane è pari al 20,5%). Solo raramente e solo in determinate professioni, una sia pure esigua minoranza raggiunge i vertici: quasi metà delle occupate, ad esempio, si concentra nella qualifica impiegatizia, nei quadri la componente femminile raggiunge il 60%, mentre le dirigenti non superano il 28%. Pochissime le donne anche in agricoltura, nei settori estrattivo e lapideo. Fra i settori che assorbono più lavoratrici, a fare la parte del leone è la sanità: se si elimina questa voce dal computo generale, la presenza di dirgenti donne nelle aziende pubbliche e private della Toscana crolla all'8%. Nel terziario, invece, la componente femminile supera la metà della forza lavoro totale. In genere l'occupazione femminile è più flessibile, con una maggiore tendenza alla precarietà rispetto a quella degli uomini. E' nei momenti di crisi e in alcune fasi della vita che si evidenzia questa debolezza: maternità, separazione, malattia, disoccupazione, età avanzata, sono eventi che vedono, tuttora, le donne in posizione più vulnerabile rispetto agli uomini.


Ultima modifica: 02/12/2012 01:04:18 - Id: 51500