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Boschi e foreste

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Convegno: "Rapporto sullo stato delle foreste in Toscana 2016"

26 marzo 2018, Sala Pegaso, Palazzo Strozzi Sacrati, Piazza Duomo, Firenze

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Progetto LIFE - Localizzazione aree progetto

Progetto LIFE - Localizzazione aree progetto

pSIC : Monte Tondo - Monte La Nuda

pSIC : Monte Castellino - Le Forbici

pSIC: pascoli boscati e cespuglieti del Pratomagno


pSIC : Monte Tondo - Monte La Nuda


Superficie totale del sito (ha) : 516
Codice NUTS della regione: IT51
Superficie interessata dal progetto (ha): 55
Status di protezione Comunitaria : pSIC
Codice NATURA 2000: IT5110005

Descrizione scientifica del sito:
Si tratta di un ampio crinale montano con praterie sommitali su arenarie.
La zona si caratterizza per la presenza di popolazioni isolate di specie alpine e boreali; l'Appennino Settentrionale presenta infatti connotati floristici e vegetazionali influenzati dalla posizione di transizione tra la zona bioclimatica medio-europea e quella mediterranea. Per molte specie con areale esteso alle Alpi e all'Europa centrale questa zona rappresenta il limite meridionale, così come rappresenta quello settentrionale per entità distribuite lungo l'Appennino e sulle montagne balcaniche. L'area ospita formazioni vegetali primarie di notevole interesse conservazionistico, rappresentando inoltre il limite meridionale di alcuni syntaxa molto diffusi sulle montagne europee come ad esempio il Caricion curvulae; particolarmente sviluppati risultano i nardeti e, secondariamente, le lande alpine (vaccinieti primari) e i prati pionieri del Sedo-Scleranthion.
Tra le specie di flora oro-ipsofila di maggiore interesse si segnalano Primula apennina, Aquilegia alpina, Erigeron gaudinii, Gentiana purpurea, Globularia incanescens, Saussurea discolor, Saxifraga etrusca e Soldanella alpina. Tali presenze floristiche e di habitat testimoniano le caratteristiche peculiari dell'area inserita nel Settore floristico alpino.
Il pSIC costituisce una porzione di significativo rilievo di un'area importante a livello continentale per gli uccelli nidificanti tipici delle praterie montane (il sito è compreso nell'IBA 040), ed ospita inoltre importanti aree di caccia di Aquila chrysaetos e Pernis apivorus.

L'area ospita habitat di interesse conservazionistico a livello regionale, nazionale e comunitario (vedi habitat riportati negli Allegati I e II della Direttiva habitat), quali:
· formazioni erbose a Nardo ricche di specie su substrato siliceo delle zone montane e submontane; l'area ospita uno dei nuclei di nardeto più estesi dell'Appennino Settentrionale e di migliore caratterizzazione ecologica (codice 6230).
· Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion (codice 8230).
· Lande alpine e boreali (codice 4060).
· Primula apennina, una delle poche specie prioritarie della zona appenninica.
· Canis lupus.

Significativa nell'area è inoltre la presenza di specie di avifauna di interesse conservazionistico (vedi specie riportate nell'allegato I della Direttiva Uccelli), quali:
· Aquila chrysaetos (1-5 individui)
· Lullula arborea (2-10 coppie)
· Lanius collurio (2-5 coppie)
· Anthus campestris (2-5 coppie)
· Pernis apivorus (presente)

Altre specie migratorie di interesse ai fini del Progetto sono:
· Falco tinnunculus (1- 5 coppie)
· Monticola saxatilis (2-5 coppie)
· Oenanthe oenanthe (5-10 coppie)
· Saxicola rubetra (2-5 coppie)


Principali minacce per gli habitat/specie oggetto dell'intervento nei siti in cui si svolge il progetto

Minaccia 1:

Tipo di minaccia: Scomparsa di habitat (*Formazioni erbose di Nardus stricta e altri habitat di prateria) di interesse comunitario per riduzione del pascolo

Descrizione: Perdita di superficie di habitat di interesse comunitario, prevalentemente di origine secondaria, causata dall'abbandono delle aree montane e conseguente cessazione o riduzione delle attività pastorali tradizionali. Nelle aree montane appenniniche il pascolo per secoli ha costituito il principale elemento di condizionamento degli ecosistemi ed era regolamentato in modo rigoroso da appositi statuti. La sua diffusa riduzione e/o cessazione, avvenuta soprattutto dopo gli anni '50, è causa di drastici cambiamenti nel paesaggio vegetale. Gli habitat di prateria di interesse comunitario sono in gran parte di origine secondaria (in particolare le formazioni a Nardus stricta) e hanno subìto e stanno subendo gravi perdite di superficie. Le aree sottoutilizzate sono soggette ad invasione da parte di Juniperus communis e/o Vaccinium sp.pl.

Localizzazione (se importante): la riduzione del pascolo è diffusa in tutte le aree di crinale ed in particolare nelle zone meno servite da viabilità e da altri servizi all'attività pastorale (rifugi, recinzioni, abbeveratoi ecc.) e in quelle meno idonee (aree più acclivi, ecc.).

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): Nell'ambito dell'area di intervento sono soggetti a questa minaccia circa 44 ha di *Formazioni erbose a Nardus stricta.
I processi in atto comportano l'alterazione strutturale e floristica dei nardeti con la scomparsa non solo di un habitat prioritario ma anche di un caratteristico popolamento floristico. Si tratta di peraltro di nardeti del piano montano, attribuibili al Geo Montani-Nardetum, o del piano alpino riconducibili al Violo cavillieri-Nardetum. I primi derivano dalla degradazione di faggete o brughiere secondarie, i secondi derivano dalla degradazione dei vaccinieti primari con cui condividono alcune specie; quest'ultimi presentano numerose specie delle praterie primarie (Juncetea trifidi). Tra le specie di interesse conservazionistico sono da segnalare Potentilla aurea, Solidago alpestris, Coeloglossum viride, Viola cavillieri, Trifolium alpinum.
La scomparsa o alterazione strutturale dei nardeti comporta variazioni nelle comunità ornitiche nidificanti, con riduzione o estinzione locale delle specie di maggior interesse conservazionistico (ad es. Lullula arborea, Anthus campestris).

Minaccia 3:

Tipo di minaccia: Assenza di pianificazione della gestione dei pascoli ai fini della conservazione degli habitat di interesse comunitario

Descrizione: la mancanza di piani di gestione delle praterie montane espressamente finalizzati alla conservazione degli habitat di interesse comunitario porta ad una utilizzazione dei pascoli che non tiene conto delle esigenze di gestione degli elementi di valore naturalistico; più in generale i carichi e la distribuzione del bestiame non sono pianificati in modo razionale (in queste aree il pascolo è stato per secoli regolato da rigidi statuti) e risultano quindi fortemente disomogenei (aree in abbandono o sottoutilizzate, cfr. sopra, localizzate aree con sovrapascolamento); ciò porta a una degradazione e/o scomparsa delle formazioni vegetali di maggior pregio naturalistico e riduzione o scomparsa delle popolazioni animali ad esse legate.
Gli effetti più evidenti sono la trasformazione nei nardeti in brachipodieti, la riduzione del numero di specie erbacee; la progressiva scomparsa delle specie di maggiore valore naturalistico ed ecologicamente più caratteristiche (Potentilla aurea, Solidago alpestris, Coeloglossum viride, Viola cavillieri, Trifolium alpinum) e la dominanza sempre più accentuata di una o poche specie; successivamente tali formazioni tendono ad essere invase da specie arbustive o basso-arbustive (minaccia no. 1). La riduzione di biodiversità floristica e vegetazionale influenza negativamente anche la componente faunistica: scompaiono o si riducono le specie minacciate dalla cessazione del pascolo in aree montane, come Lullula arborea, Anthus campestris, Aquila chrysaetos.

Localizzazione (se importante): nell'intera area interessata dal progetto.

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): la minaccia riguarda l'intera superficie di tutti gli habitat oggetto del presente progetto e le specie ecologicamente più caratteristiche ad essi legate.


Minaccia 4:

Tipo di minaccia: Progressivo aumento di superficie delle aree interessate da fenomeni erosivi innescati dal passaggio di mezzi fuoristrada (oggi interdetto)

Descrizione: Il passaggio pregresso di mezzi fuoristrada, soprattutto lungo il crinale, ha causato la rottura del cotico erboso provocando successivi fenomeni erosivi dovuti dal ruscellamento superficiale. Nell'area in oggetto è presente una fascia pressoché ininterrotta di terreno denudato privo di copertura erbacea, in progressivo ampliamento, che ad oggi è larga 2-3 m e lunga almeno 1 km.

Localizzazione (se importante): crinale principale a partire dalla cima di M. Tondo

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): La minaccia interessa ad oggi, complessivamente 2-3.000 m2 di *Formazioni erbose a Nardus, Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion e Lande alpine e boreali; in assenza di intervento le superfici interessate sono destinate a estendersi.

pSIC : Monte Castellino - Le Forbici


Nome : Monte Castellino - Le Forbici
Superficie totale del sito (ha) : 625
Codice NUTS della regione: IT51
Superficie interessata dal progetto (ha): 212
Status di protezione Comuniatria : pSIC
Codice NATURA 2000: IT5120002

Descrizione scientifica del sito :
Si tratta di una ampia zona sommitale su arenarie con morfologia assai aspra dei versanti, caratterizzata dalla presenza di un ampio circo glaciale in corrispondenza dei versanti settentrionali del Bocca di Scala. Il sito è localizzato a quote comprese tra i 1600 e 2054 m s.l.m.
La zona si caratterizza per la presenza di popolazioni isolate di specie alpine e boreali; l'Appennino Settentrionale presenta infatti connotati floristici e vegetazionali influenzati dalla posizione di transizione tra la zona bioclimatica medio-europea e quella mediterranea. Per molte specie floristiche con areale esteso alle Alpi e all'Europa centrale questa zona rappresenta il limite meridionale, così come rappresenta quello settentrionale per entità distribuite lungo l'Appennino e sulle montagne balcaniche. L'area ospita formazioni vegetali primarie di notevole interesse conservazionistico, rappresentando inoltre il limite meridionale di alcuni syntaxa molto diffusi sulle montagne europee come ad esempio il Caricion curvulae. Di particolare valore la notevole estensione dei nardeti nonostante i processi di abbandono del pascolo. Tra le specie di flora oro-ipsofila di maggiore interesse si segnalano le uniche stazioni toscane di Rhododendron ferrugineum, Silene suecica, Senecio incanus, Leucanthemopsis alpina, Astrantia minor. Tali presenze floristiche e di habitat testimoniano le caratteristiche peculiari dell'area inserita nel Settore floristico alpino.
Di notevole importanza l'avifauna nidificante tipica delle praterie montane (il sito è compreso nell'IBA 040) ed ospita aree di caccia di Aquila chrysaetos e Pernis apivorus. Da segnalare la presenza del predatore Canis lupus.

L'area ospita habitat di interesse conservazionistico a livello regionale, nazionale e comunitario (vedi habitat riportati negli Allegati I e II della Direttiva habitat), quali:
· formazioni erbose a Nardo ricche di specie su substrato siliceo delle zone montane e submontane; l'area ospita uno dei nuclei di nardeto più estesi dell'Appennino Tosco-Emiliano e di migliore caratterizzazione ecologica. Il SIC ospita inoltre limitate superfici di habitat primari quali le formazioni erbose del piano alpino e le lande alpine a costituire le formazioni a maggiore caratterizzazione ecologica del crinale appenninico settentrionale (codice 6230).
· Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine (codice 6170).
· Lande alpine e boreali (codice 4060).
· Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica (codice 8220).
· Primula apennina, una delle poche specie prioritarie della zona appenninica.
· Canis lupus.

Significativa nell'area è inoltre la presenza di specie di avifauna di interesse conservazionistico (vedi specie riportate nell'allegato I della Direttiva Uccelli), quali:
· Aquila chrysaetos (1-5 individui)
· Lanius collurio (5-10 coppie)
· Anthus campestris (5-10 coppie)
· Pernis apivorus (presente)

Altre specie migratorie di interesse ai fini del Progetto sono:
· Falco tinnunculus (1- 5 coppie)
· Monticola saxatilis (6-10 coppie)
· Oenanthe oenanthe (2-10 coppie)

Principali minacce per gli habitat/specie oggetto dell'intervento nei siti in cui si svolge il progetto

Minaccia 1:

Tipo di minaccia: Scomparsa di habitat (*Formazioni erbose di Nardus stricta e altri habitat di prateria) di interesse comunitario per riduzione e/o cessazione del pascolo

Descrizione: Nelle aree montane appenniniche il pascolo per secoli ha costituito il principale elemento di condizionamento degli ecosistemi, tale importante ruolo è evidenziato dalla presenza di appositi statuti di regolamentazione del pascolo. La sua diffusa riduzione e/o cessazione, avvenuta soprattutto dopo gli anni '50, è causa di drastici cambiamenti nel paesaggio vegetale. Gli habitat di prateria di interesse comunitario sono in gran parte di origine secondaria (in particolare le formazioni a Nardus stricta) e con la cessazione del pascolo sono destinati a drastiche perdite di superficie o alla completa scomparsa.

Localizzazione (se importante): la riduzione del pascolo è diffusa in tutte le aree di crinale ed in particolare nelle zone meno servite da viabilità e da altri servizi all'attività pastorale (recinzioni, abbeveratoi) e in quelle meno idonee (aree isolate di estensione limitata, aree più acclivi, ecc.). I pascoli ancora regolarmente utilizzati sono ormai limitati alla fascia del crinale principale; sono in via di scomparsa le praterie intercluse nel bosco e permangono solo le tracce delle fasce di collegamento fra queste ultime e il crinale principale, con conseguente perdita di eterogeneità ambientale, connettività e biodiversità.

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): Nell'ambito dell'area di intervento sono soggetti a questa minaccia circa 127 ha di *Formazioni erbose a Nardus.
I processi in atto comportano l'alterazione strutturale e floristica dei nardeti con la scomparsa non solo di un habitat prioritario ma anche un caratteristico popolamento floristico. Si tratta di peraltro di nardeti del piano montano, attribuibili al Geo Montani-Nardetum, o del piano alpino riconducibili al Violo cavillieri-Nardetum. I primi derivano dalla degradazione di faggete o brughiere secondarie, i secondi derivano dalla degradazione dei vaccinieti primari con cui condividono alcune specie e presentano numerose specie delle praterie primarie (Juncetea trifidi). Tra le specie di interesse conservazionistico maggiormente minacciate sono da segnalare Potentilla aurea, Solidago alpestris, Coeloglossum viride, Viola cavillieri, Trifolium alpinum.
La scomparsa o alterazione strutturale dei nardeti comporta variazioni nelle comunità ornitiche nidificanti, con riduzione o estinzione locale delle specie di maggior interesse conservazionistico (ad es. Lullula arborea, Anthus campestris).


Minaccia 3:

Tipo di minaccia: Assenza di pianificazione della gestione dei pascoli ai fini della conservazione degli habitat di interesse comunitario

Descrizione: la mancanza di piani di gestione delle praterie montane espressamente finalizzati alla conservazione degli habitat di interesse comunitario porta ad una utilizzazione dei pascoli che non tiene conto delle esigenze di gestione degli elementi di valore naturalistico; più in generale i carichi e la distribuzione del bestiame non sono pianificati in modo razionale (in queste aree il pascolo è stato per secoli regolato da rigidi statuti) e risultano quindi fortemente disomogenei (aree in abbandono o sottoutilizzate, cfr. sopra, localizzate aree con sovrapascolamento); ciò porta a degradazione e/o scomparsa delle formazioni vegetali di maggior pregio naturalistico e riduzione o scomparsa delle popolazioni animali ad esse legate.
Gli effetti più evidenti sono la trasformazione dei nardeti in brachipodieti, la riduzione del numero di specie erbacee con la progressiva scomparsa di quelle di maggiore valore naturalistico (Potentilla aurea, Solidago alpestris, Coeloglossum viride, Viola cavillieri, Trifolium alpinum) e dominanza sempre più accentuata di una o poche specie; successivamente tali formazioni tendono ad essere invase da specie arbustive o basso-arbustive (minaccia no. 1). La riduzione di biodiversità floristica e vegetazionale influenza negativamente anche la componente faunistica: scompaiono o si riducono le specie minacciate in generale dalla cessazione del pascolo in aree montane, come Lullula arborea, Anthus campestris, Aquila chrysaetos.

Localizzazione (se importante): la riduzione del pascolo è diffusa in tutte le aree di crinale ed in particolare nelle zone meno servite da viabilità e altri servizi all'attività pastorale (recinzioni, abbeveratoi) e in quelle meno idonee (aree isolate di estensione limitata, aree più acclivi, ecc.).

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): la minaccia riguarda, in modo più o meno significativo, l'intera superficie di tutti gli habitat oggetto del presente progetto. Particolarmente influenzati dai fenomeni descritti risultano ca. 127 ha di *Formazioni erbose a Nardus, 40 ha di Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine, 40 ha di Lande alpine e boreali.

pSIC: pascoli boscati e cespuglieti del Pratomagno


Nome : Pascoli Montani e Cespuglieti del Pratomagno
Superficie totale del sito (ha) : 6616
Codice NUTS della regione: IT51
Superficie interessata dal progetto (ha): 2351
Status di protezione Comunitaria : pSIC
Codice NATURA 2000: IT5170011

Descrizione scientifica del sito:
Dorsale con andamento nordovest-sudest che divide il Casentino dal Valdarno, in gran parte coperta da boschi, con stadi di degradazione (brughiere) e praterie sui crinali. Il sito è localizzato a quote comprese tra 1250 e 1593 mslm.
Le principali emergenze floristiche e vegetazionali si ritrovano nelle praterie pseudoalpine di crinale, di estensione notevole per l'Appennino settentrionale, che ospitano un alto numero di specie rare ed endemiche. Di grande importanza sono le limitatissime estensioni di formazioni arbustive a Rosa serafinii e le ampie superfici a nardeto. Di notevole interesse per l'avifauna sono gli ambienti di brughiera, che ospitano svariate specie nidificanti rare e minacciate (Circaetus gallicus, Circus pygargus, Anthus campestris), alcune delle quali con buone densità. Segnalata la presenza di Falco peregrinus in periodo riproduttivo ma mancano prove di nidificazione. Segnalata la presenza del Canis lupus.

L'area ospita habitat di interesse conservazionistico a livello regionale, nazionale e comunitario (vedi habitat riportati negli Allegati I e II della Direttiva habitat), quali:
· la più ampia superficie a nardeto (habitat prioritario) della Toscana , ricche di specie su substrato siliceo delle zone montane e submontane, quale risultato di una secolare attività pastorale oggi in drastica diminuzione. Tale habitat ospita un caratteristico popolamento floristico con Botrychium lunaria, Murbeckiella zanonii, Rosa serafinii e Viola eugeniae. Le popolazioni di alcune specie ornitiche legate alle aree pascolate sono di notevole rilievo nell'ambito dell'Appennino Settentrionale.
· Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion.
· Lande alpine e boreali
· Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcarei
· Canis lupus
· Eriogaster catax

Significativa nell'area è inoltre la presenza di specie di avifauna di interesse conservazionistico (vedi specie riportate nell'allegato I della Direttiva Uccelli), quali:
· Anthus campestris (20-50 coppie)
· Caprimulgus europaeus (50-100 coppie)
· Charadrius morinellus (1-5 individui)
· Circaetus gallicus (1-5 coppie)
· Circus pygargus (1-5 coppie)
· Emberiza hortulana (1-5 coppie)
· Falco peregrinus (0-2 coppie)
· Lanius collurio (50-100 coppie)
· Lullula arborea (50-100 coppie)
· Pernis apivorus (6-10 coppie)


Altre specie migratorie di interesse ai fini del Progetto sono:
· Falco tinnunculus (2-10 coppie)
· Monticola saxatilis (7-21 coppie)
· Oenanthe oenanthe (6-10 coppie)



Principali minacce per gli habitat/specie oggetto dell'intervento nei siti in cui si svolge il progetto

Minaccia 1:

Tipo di minaccia: Scomparsa di habitat (*Formazioni erbose di Nardus stricta e altri habitat di prateria) di interesse comunitario per riduzione e/o cessazione del pascolo

Descrizione: Nelle aree montane appenniniche il pascolo per secoli ha costituito il principale elemento di condizionamento degli ecosistemi ed era regolamentato in modo rigoroso da appositi statuti. La sua diffusa riduzione e/o cessazione, avvenuta soprattutto dopo gli anni '50, è causa di drastici cambiamenti nel paesaggio vegetale. Gli habitat di prateria di interesse comunitario sono in gran parte di origine secondaria (in particolare le formazioni a Nardus stricta) e sono destinati a drastiche perdite di superficie o alla totale scomparsa se permane il fenomeno della cessazione del pascolo.

Localizzazione (se importante): la riduzione del pascolo è diffusa in tutte le aree di crinale ed in particolare nelle zone meno servite da viabilità e altri servizi all'attività pastorale (recinzioni, abbeveratoi) e in quelle meno idonee (aree isolate di estensione limitata, aree più acclivi, ecc.). I pascoli ancora regolarmente utilizzati sono ormai limitati alla fascia del crinale principale; sono in via di scomparsa le praterie intercluse nel bosco e permangono solo le tracce delle fasce di collegamento fra queste ultime e il crinale principale, con conseguente perdita di eterogeneità ambientale, connettività e biodiversità.

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): Nell'ambito dell'area interessata dal progetto sono soggetti a questa minaccia circa 470 ha di *Formazioni erbose a Nardus e circa 23 ha di Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcarei. Gran parte delle specie ornitiche citate sono in decremento numerico principalmente a causa di questa minaccia.
La diminuita pressione antropica legata al pascolo ha determinato il regresso di ampie superfici di nardeto e la diminuzione delle specie di prateria ad essa legate (comprese numerose specie ornitiche nidificanti). L'abbandono delle attività di pascolamento ha causato una accelerazione dei processi di ricolonizzazione spontanea e il diffondersi delle formazioni a Cytisus scoparius e Juniperus communis. I nardeti sono stati in parte interessati anche dall'ingressione di specie antropocore estranee alla cenosi.


Minaccia 2:

Tipo di minaccia: Progressiva scomparsa delle Formazioni rade di Juniperus communis su lande o prati calcarei per chiusura della copertura arbustiva e ingresso di specie arboree

Descrizione: Le Formazioni rade di Juniperus communis derivano dalla ricolonizzazione di ex aree agricole montane quale stadio dinamico intermedio della locale serie dei boschi di latifoglie mesofile. Dopo una iniziale fase di ricolonizzazione ad opera di Brachypodium rupestre, le formazioni prative in abbandono sono interessate dalla diffusione di Juniperus communis.
Tali formazioni transitorie sono poi destinate ad evolversi verso formazioni arboree più evolute.
La riduzione del carico del bestiame (in alcune aree la totale cessazione del pascolamento) e la cessazione pressoché totale degli interventi di manutenzione dei pascoli (controllo della vegetazione arbustiva) portano alla chiusura dello strato arbustivo da parte di Juniperus communis e/o altre specie (in particolare Cytisus scoparius) con progressivo ingresso di piante arboree.

Localizzazione (se importante): Il fenomeno descritto interessa generalmente le aree a contatto con i boschi e quelle dove l'abbandono è avvenuto da più tempo (radure e superfici di pascolo isolate).

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): circa 23 ha di Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcarei. Sono influenzate da questa minaccia anche le specie ornitiche legate alle praterie con arbusti sparsi, come Emberiza hortulana, Lullula arborea, Lanius collurio.

Minaccia 3:

Tipo di minaccia: Assenza di pianificazione della gestione dei pascoli ai fini della conservazione degli habitat di interesse comunitario

Descrizione: mancanza di piani di gestione delle praterie montane espressamente finalizzati alla conservazione degli habitat di interesse comunitario; conseguente utilizzazione irrazionale dei pascoli (aree in abbandono o sottoutilizzate, cfr. sopra, localizzate aree con sovrapascolamento) e degradazione e/o scomparsa delle formazioni vegetali di maggior pregio naturalistico e delle specie animali ad essi legate. Impatto elevato del bestiame sulle comunità vegetali e animali dell'unica zona umida naturale e degli impluvi umidi delle vallecole di crinale, in assenza di altri ambienti che ne possano vicariare la funzione. La mancanza di un pascolamento con carichi adeguati porta alla scomparsa/degradazione delle praterie a nardo, cui è legata anche la riduzione di limitate praterie umide eutrofiche per lo più relegate nelle condizioni a maggiore umidità edafica. Tale habitat, mosaicato con i nardeti, si caratterizza per la presenza di numerose specie rare o di interesse fitogeografico quali Cardamine amara, Galium palustre, Chrysosplenium alternifolium, Caltha palustris subsp. laeta. La tutela di tale habitat è strettamente legato alla conservazione dei nardeti.
La mancanza di una gestione razionale della distribuzione e dei carichi del bestiame interessa tutti i pascoli del Pratomagno ed è causata sia dalla mancanza delle strutture necessarie (recinzioni, abbeveratoi), sia dalla generale riduzione del numero di capi (imputabile almeno in parte alla carenza di cui sopra).

Localizzazione (se importante): interessa tutti i pascoli del Pratomagno.

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): la mancanza di una gestione razionale della distribuzione e dei carichi del bestiame interessa l'intera superficie di tutti gli habitat citati; di particolare rilievo, quindi, l'impatto sui circa 470 ha di *Formazioni erbose a Nardus, soprattutto visto che la permanenza stessa di questo habitat dipende direttamente dalla presenza di adeguati carichi di pascolo. L'impatto sull'avifauna nidificante è notevole, anche per l'ampia superficie interessata; l'effetto sinergico delle minacce no. 1, 2 e 3 ha causato la riduzione registrata a carico delle specie di maggiore interesse conservazionistico nell'area.
La diminuita pressione antropica legata al pascolo ha determinato il regresso di ampie superfici di nardeto e la diminuzione delle specie di prateria ad essa legate. L'abbandono delle attività di pascolamento ha causato una accelerazione dei processi di ricolonizzazione spontanea e il diffondersi delle formazioni a Cytisus scoparius e Juniperus communis. I nardeti sono stati in parte interessati anche dall'ingressione di specie antropocore estranee alla cenosi.
I processi in atto comportano l'alterazione strutturale e floristica dei nardeti con la scomparsa non solo di un habitat prioritario ma anche un caratteristico popolamento floristico con specie quali Botrychium lunaria, Murbeckiella zanonii, Rosa serafinii e Viola eugeniae.


Minaccia 4:

Tipo di minaccia: Progressivo aumento di superficie delle aree interessate da fenomeni erosivi innescati dal passaggio di mezzi fuoristrada (oggi interdetto)

Descrizione: Il passaggio pregresso di mezzi fuoristrada, soprattutto lungo il crinale, ha causato la rottura del cotico erboso con successivi fenomeni erosivi causati dal ruscellamento superficiale. Nell'area oggi sono presenti varie fasce di terreno denudato, di larghezza di 0,5 - 3 m e in progressivo ampliamento.

Localizzazione (se importante): varie aree generalmente in corrispondenza del crinale principale

Impatto sugli habitat/specie (quantificare se possibile): La minaccia interessa ad oggi, complessivamente almeno 3.000 m2 di *Formazioni erbose a Nardus, Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion e Lande alpine e boreali; in assenza di intervento le superfici interessate sono destinate a estendersi.

Ultima modifica: 14/11/2012 15:55:05 - Id: 65253
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