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Difesa del suolo

In Primo Piano

Piano di gestione rischio di alluvioni, adottate le nuove mappe

Adottate le nuove mappe ed il Piano di Gestione Rischio Alluvioni del Distretto Appennino Settentrionale.

Studi e banche dati sulla difesa del suolo

In questa sezione sono pubblicati studi e dati relativi alla prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico.

Modulistica per la tutela delle opere idrauliche e la gestione delle risorse idriche e della costa

Moduli per: Autorizzazioni idrauliche - Concessioni acque pubbliche e aree del demanio fluviale - Invasi e sedimenti marini

Interventi di manutenzione sui corsi d'acqua, annualità 2017

Approvati gli Atti per la realizzazione degli interventi di manutenzione sui corsi d’acqua toscani per il 2017

Difesa del suolo, la mappa interattiva

E' online la mappa interattiva degli interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico

Interventi di difesa del suolo

Lavori di messa in sicurezza idraulica, regimazione e manutenzione dei corsi d'acqua

Le azioni per la difesa del territorio

Banner speciale alluvioni

Le azioni per la difesa del territorio


Obiettivi e finalità
Il territorio toscano è caratterizzato da un significativo rischio idraulico e idrogeologico. Per fronteggiare i due principali pericoli connessi al suolo e ai corsi d'acqua, le frane e le alluvioni, la Regione interviene attraverso la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio e ripristinando i dissesti dovuti a eventi calamitosi. La Regione assicura la salvaguardia dell'ambiente e la sicurezza delle popolazioni, degli insediamenti e delle infrastrutture attraverso la pianificazione, la programmazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi, la prevenzione, il controllo e la manutenzione delle opere.
Il rischio sismico riguarda l'80% della Toscana e 196 Comuni su 287, in cui si trova il 70% degli edifici pubblici e privati, sono inseriti nelle fasce più pericolose.
La Regione opera per garantire la maggiore sicurezza possibile per le persone e i beni (con interventi diretti ad eliminare o ridurre il grado di pericolosità ed esposizione agli eventi sismici), assicura la formazione e l'aggiornamento degli operatori del settore, programma e svolge attività di studio, analisi e ricerca sul rischio sismico e promuove campagne di informazione per sensibilizzare la popolazione.

Sistema di governance
Per lo svolgimento delle proprie competenze, la Regione coopera e collabora sia con lo Stato che con tutti gli enti locali. Essa si avvale inoltre della consulenza e della collaborazione delle Università, di enti ed istituti nazionali quali l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la Protezione Civile.
Inoltre, nell'ambito della difesa del suolo la Regione disciplina l'istituzione dei bacini idrografici di rilievo regionale (secondo i tre ambiti Toscana Nord, Toscana Costa e Ombrone) in ciascuno dei quali è istituita la Conferenza di bacino, della quale fanno parte tutte le Province, Comuni, Comunità montane ed Enti Parco territorialmente interessati.

Strumenti (leggi e programmi regionali)

▪ LR 58/2009 – Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico
▪ LR 91/1998 – Norme per la difesa del suolo
▪ Piano regionale di azione ambientale (PRAA) 2007-2010
 

Risorse attivate


I temi di rilievo

Difesa del suolo
La Regione lavora per ridurre il rischio idraulico del bacino del fiume Arno, e per questo è stato firmato con l'Autorità di bacino, 2 Province e 11 Comuni, un accordo da circa 29,3 milioni per realizzare un sistema di casse di espansione lungo il corso del fiume (Pizziconi e Restone): esse permettono di far defluire parte delle portate di piena dell'Arno in aree allagabili senza rischi, in questo modo tutelando il territorio del Valdarno e di Firenze.
È stato finanziato uno studio sulle condizioni degli argini toscani per consentire agli esperti di individuare eventuali criticità e intervenire preventivamente in caso di esondazioni e alluvioni. Si tratta della prima ricostruzione mai realizzata in Toscana sullo stato di consistenza delle strutture di contenimento dei corsi d'acqua, circa 2.000 Km (sui 4.400 Km totali) di argini o strutture simili che contengono i corsi d'acqua principali oltre a tutti gli argini che limitano i fiumi secondari (59.000 Km di corsi d'acqua).
Nel 2010 è stato approvato un piano di interventi per rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico per il territorio toscano, per i quali la Regione ha investito 67 milioni e ha anticipato i 52 milioni a carico dello Stato. Il piano comprende anche gli interventi nelle aree colpite dagli eventi di dicembre 2009-gennaio 2010.
Per la mitigazione del rischio idrogeologico, nel 2010 la Regione ha sottoscritto un accordo di programma con il Ministero dell'ambiente per programmare e finanziare interventi urgenti e prioritari. Le risorse complessive sono 119,9 milioni, di cui 71,2 per ridurre il rischio di frane e smottamenti, di alluvioni e esondazioni (parte delle risorse è destinata agli interventi necessari dopo le calamità di dicembre 2009-gennaio 2010) e 48,7 per la difesa dei centri abitati dall'erosione costiera.
Nel 2011 sono stati avviati alcuni interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la difesa dei centri abitati dall'erosione costiera, tra cui le opere da 11,2 milioni per salvare la costa di Cecina dall'erosione.
Nel 2011 è stato presentato il piano da 23,4 milioni per mettere in sicurezza i territori delle province di Massa-Carrara e Lucca colpiti dalle frane e dalle alluvioni che tra ottobre e inizio novembre 2010 hanno provocato danni stimati in 94,5 milioni; gli interventi previsti riguardano 35 Comuni. Parte delle risorse (circa 10,6 milioni) servono per interventi di prevenzione e 2,1 milioni per rimborsare i danni subiti dai privati, le spese sostenute dalle organizzazioni del volontariato e l'ospitalità alberghiera degli sfollati.

Prevenzione sismica
La prevenzione sismica è attuata dalla Regione attraverso varie azioni: la classificazione sismica del territorio, la realizzazione di reti di monitoraggio, la redazione di indagini e studi di microzonazione sismica, le direttive per la progettazione e la realizzazione degli interventi, il controllo delle costruzioni in zona sismica, le indagini conoscitive sui terreni e sugli edifici pubblici (scuole, ospedali, sedi comunali, ecc.), nonché le campagne di informazione e formazione rivolte alla popolazione, alle scuole, ai tecnici e professionisti. Nel 2011 la Giunta ha individuato i territori in cui è prioritaria la realizzazione degli studi di microzonazione sismica.
Sono in corso le attività conoscitive e gli interventi di riduzione del rischio sismico su circa 1.100 edifici pubblici strategici negli 81 Comuni in zona 2 (a maggior rischio sismico): 520 edifici pubblici strategici, in prevalenza scuole, sono oggetto di interventi strutturali di adeguamento sismico; 400 edifici sono sottoposti ad indagini, 103 edifici (sui 1.100) sono stati demoliti, delocalizzati o chiusi perché non conformi alle norme sismiche o non ritenuti sicuri.
Nel 2010 è proseguita la collaborazione tra la Regione e le Università toscane per studi sulla prevenzione sismica e per progetti di ricerca sulla valutazione del rischio sismico delle strutture ospedaliere.
Con le risorse messe a disposizione dalla nuova programmazione europea sono stati attivati 10,4 milioni per finanziare 39 progetti di prevenzione del rischio sismico su edifici pubblici e scolastici.
Alla fine del 2010 la Toscana ha ospitato "Terex 2010", la più grande esercitazione internazionale contro il rischio sismico mai effettuata in Italia, che per tre giorni ha interessato le province di Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Pisa con l'obiettivo di verificare le aree di accoglienza, testare la comunicazione tra i centri di coordinamento e migliorare le procedure per la valutazione della vulnerabilità ambientale, ridurre i tempi di intervento, accelerare le decisioni a tutti i livelli.

Prospettive per il futuro
La Toscana tutela la popolazione confermando e rafforzando gli interventi per fronteggiare i pericoli dovuti al rischio idraulico e idrogeologico, caratteristici di gran parte del territorio regionale. Per questo, accanto alle consuete attività, continuerà lo sviluppo delle fonti conoscitive basato sulla formazione ed integrazione di banche dati. La Regione conferma il proprio impegno sull'attività ordinaria di gestione e manutenzione del suolo e sull'attività straordinaria successiva a eventi calamitosi.
Si continueranno inoltre a predisporre tutti gli strumenti possibili per affrontare le conseguenze dei terremoti, attraverso le misure di prevenzione del rischio sismico e gli interventi per ridurne gli effetti migliorando e/o adeguando gli edifici pubblici. Proseguiranno quindi le attività di classificazione sismica del territorio, la realizzazione di reti di monitoraggio, la redazione di indagini e studi, le direttive per la progettazione e la realizzazione degli interventi, il controllo delle costruzioni in zona sismica, le indagini conoscitive sui terreni e sugli edifici pubblici e le campagne di informazione e formazione rivolte alla popolazione, alle scuole, ai tecnici e professionisti.


Ultima modifica: 20/05/2013 16:13:38 - Id: 275738
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