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Informazione geografica

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Il Geoportale GEOscopio è lo strumento webgis con cui è possibile visualizzare ed interrogare i dati geografici della Regione Toscana.

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La Banca dati frane e coperture costituisce il dataset di riferimento per tutto il territorio toscano

Informazione geografica. Introduzione

La conoscenza del territorio, e quindi l'informazione geografica, è riferimento fondamentale per l'elaborazione e la valutazione degli strumenti di pianificazione territoriale. La raccolta, l'organizzazione, l'aggiornamento e la diffusione dell'insieme delle conoscenze inerenti lo stato di fatto e di diritto del territorio e delle sue risorse sono i compiti che la legge regionale sul governo del territorio attribuisce al sistema informativo geografico regionale.

Le componenti fondamentali della base informativa geografica sono:
a) le basi informative topografiche, geologiche, le ortofotocarte, le riprese aeree e satellitari, le cartografie storiche;
b) le basi informative tematiche sullo stato delle risorse essenziali del territorio;
c) le basi informative sullo stato di fatto e di diritto risultante dagli strumenti della pianificazione e dagli atti di governo del territorio.

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Link utili
Sistema Informativo Regionale Ambientale
Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici

Foto aeree: per saperne di più

Foto aeree: per saperne di più


Le riprese aerofotogrammetriche

  • Appositi piani di volo fissano le caratteristiche di ogni ripresa aerea: stagione e ore utili (tra il 15 marzo e il 15 ottobre, meglio nelle ore intorno al mezzodì), condizioni metereologiche, rotta rettilinea, quota costante. Ed ancora norme in ordine alla qualità della pellicola, distanza focale, tolleranze ammesse. Tutte le riprese sono sottoposte a collaudo tecnico da esperti fotogrammetri.

  • L'insieme dei fotogrammi scattati lungo la stessa rotta forma una strisciata. Parallele tra loro, solitamente in direzione est-ovest, le strisciate vengono eseguite con una sovrapposizione laterale (10-20%; porzione di immagine comune a due foto appartenenti a strisciate adiacenti) ad evitare vuoti di copertura. I fotogrammi risultano perfettamente zenitali (l'asse ottico della camera fotogrammetrica è perpendicolare alla superficie terrestre) e presentano una sovrapposizione longitudinale ( porzione di immagine comune a due foto consecutive di una stessa strisciata) di circa il 60%, per consentire la visione stereoscopica ( visione in tre dimensioni con apposita strumentazione) del territorio.

  • Ogni fotogramma, di formato standard 23x23 cm, riporta in banda laterale i dati tecnici salienti. Inoltre, sul retro sono impressi gli estremi dell’autorizzazione all’uso, pubblico o riservato, rilasciata dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, che autorizza altresì particolari laboratori alla custodia dei negativi.

  • Ad ogni quota di volo, variabile da poche centinaia di metri a qualche chilometro, corrisponde una determinata scala del fotogramma, scelta a priori in funzione della cartografia che si vuole realizzare.


È meglio sapere che...

cercare un particolare topografico
>L’aerofotogramma non è una semplice fotografia, ma un documento tecnico complesso da valutare. Spesso necessita di esperti del settore, sia nella ricerca che nella sua interpretazione (lettura dei grafici di volo, stima della copertura aerea, analisi dei particolari, valutazione e decodifica dell’informazione)
>il fotogramma è un documento ritenuto probatorio in casi di contenzioso giudiziario, dal momento che costituisce una rappresentazione oggettiva dello stato di fatto del territorio ad una data certa (data e ora del volo sono impressi nella cornice della foto)
>spesso è comunque difficile riconoscere sul fotogramma i particolari topografici da documentare, specie se di modeste dimensioni (tettoie, terrazze, annessi agricoli) o in presenza di alberature che coprono i manufatti
>indirizzare quindi la ricerca documentaria verso i voli a bassa quota e media scala (almeno 1:13.000) dove gli edifici si identificano con più certezza

dati tecnici
>23 x 23 centimetri è la misura di ogni singolo fotogramma
>le riprese aeree sono pancromatiche in bianco/nero
>a colori è il volo a bassa quota sui centri storici (anno 1981, scala 1:2.000)
>1:33.000, 1:13.000, 1:7.500 sono i principali rapporti di scala delle riprese aeree regionali
>la quota di volo determina la scala media dei fotogrammi. Se il volo è basso la scala è grande e i particolari più leggibili (1:7.500, 1:13.000). Se il volo è alto la scala è piccola (1:33.000) e il fotogramma abbraccia una grande estensione di territorio
>300 ettari è l’area corrispondente ad un fotogramma in scala 1:7.500, quota di volo 1.100 metri
>900 ettari è l’area corrispondente ad un fotogramma in scala 1:13.000, quota di volo 2.000 metri
>5.800 ettari è l’area corrispondente ad un fotogramma in scala 1:33.000, quota di volo 5.000 metri
>6 volte è l’ingrandimento massimo sopportato da un particolare fotografico. Si apprezzano così gli elementi già ben identificabili alla scala originale (es. ingrandimento da 1:13.000 a 1:2.000 circa, dove 1 mm = 2 metri reali)
>1975 è la data della prima storica ripresa aerea realizzata dalla Regione Toscana

Banda laterale

Altimetro: riporta la quota di volo sul livello del mare, genearalmente in “piedi” come unità di misura
Livella sferica: indica se l’asse di presa è verticale o meno. Inoltre sono riportate la distanza principale (o focale, 153.11 mm) e la matricola della macchina
Orologio: indica l’ora di presa, di solito a cavallo del mezzogiorno, per limitare le ombre. In altra finestrella, o nel bordo, è indicata anche la data.
Numero foto: il numero della strisciata è riportato sul bordo
Reper: Di solito ce ne sono quattro, uno per ogni lato. Esistono solo sulle camere metriche, quelle utilizzate in fotogrammetria. Servono per effettuare l’“orientamento interno”.

Esempi di scale diverse

Riprese a scala 1:7.500
>Sono tutte riprese bianco/nero di centri abitati e relative zone di espansione, in quanto finalizzate alla restituzione di cartografia 1:2.000 delle areee urbane. Dal
1981 ad oggi la Regione Toscana redige annuali piani di volo a partire dalle richieste dei comuni interessati alla produzione di CTR a grande scala
>Ogni fotogramma copre un’area di circa 300 ettari. La quota di volo corrisponde a mille e cento metri.

Riprese a scala 1:13.000
>Si tratta di riprese bianco/nero utilizzate massimamente per la costruzione di cartografia tecnica regionale 1:5.000, realizzate in anni diversi in vaste aree del territorio regionale. A questa scala 1:13.000 è stata ripresa l’intera Toscana negli anni 1975-76: si tratta del volo EIRA, primo documento storico dell’Archivio Cartografico
>Ogni foto copre un’area di circa 900 ettari. La quota di volo corrisponde a duemila metri.
I fotogrammi sopportano l’ingrandimento di circa 6-7 volte, fino cioè alla scala 1:2.000.

Riprese a scala 1:33.000
>Si tratta dei cosiddetti voli alti, cioè ad alta quota: circa cinquemila metri. Ogni fotogramma copre una vasta area di territorio, 5.800 ettari ovvero quasi 60 kmq. I particolari minuti sono difficilmente leggibili.
>Molteplici sono gli usi in cartografia: con la ripresa sull’intera Toscana del 1978 sono stati realizzati l’aggiornamento speditivo 1.25.000, l’ortofotocarta 1.10.000, la fotointerpretazione del primo uso del suolo, gli ingrandimenti raddrizzati. Con le riprese alla stessa scala degli anni 1993-94, 1996, 1998 è stata realizzata per lotti la nuova CTR 1:10.000 di tipo numerico.
>Le strisciate sono tutte con andamento est-ovest-est in asse alle sezioni di CTR, per ottimizzarne il procedimento di restituzione cartografica (solo una coppia di fotogrammi per generare una sezione).




Ultima modifica: 08/11/2012 18:41:50 - Id: 61051
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