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Vaccinazioni

Domande frequenti sul papillomavirus HPV

Domande frequenti sul papillomavirus HPV

Che cosa è il papilloma virus umano (HPV)? 

Come si contrae questa infezione? 

Quali disturbi (sintomi) provoca l'infezione da HPV? 

Come si affronta l'infezione da Papilloma virus? 

Si guarisce dall'infezione ? 

Si può riprendere una seconda volta ? 

Qual è l'importanza dell'HPV nella generazione dei tumori alla cervice uterina? 

La vaccinazione contro l'HPV impedisce l'infezione? 

In che modo agisce questo vaccino per poter prevenire il tumore al collo dell'utero?  

A chi è rivolta l'offerta gratuita del vaccino? 

Tutti gli adolescenti che hanno diritto alla vaccinazione gratuita saranno contattati dalla Azienda USL? 

Perché vaccinarsi nel dodicesimo anno? Non è troppo presto? 

Il vaccino è sicuro? 

Il vaccino è efficace? 

Quali sono le controindicazioni alla sua somministrazione? 

Le donne in gravidanza possono vaccinarsi? 

Quanto dura l'efficacia del vaccino? 

E' possibile vaccinarsi oltre i diciotto anni? 

Perché la vaccinazione è stata estesa anche  ai maschi? 

Quali sono gli intervalli massimi consentiti nella somministrazione delle dosi del vaccino anti HPV perché la vaccinazione sia comunque efficace?  

Quali sono i benefici attesi dall'estensione della vaccinazione? 

Come si esegue la vaccinazione? 

Dove si esegue la vaccinazione? 

Il vaccino sostituisce l'indagine periodica (nota come screening periodico o Pap test)? 

Cosa è l'HPV test ? E' necessario effettuarlo insieme al Pap test ? 

Cosa dicono i dati preliminari derivanti dagli studi in termini di prevenzione delle lesioni precancerose? 

A chi rivolgersi per avere altre informazioni? 
 

 

Che cosa è il papilloma virus umano (HPV)?
Il virus del papilloma umano (Papilloma virus o HPV) è responsabile del cancro del collo dell'utero (o carcinoma della cervice uterina), primo tumore riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile ad una infezione.
Esistono circa 120 tipi diversi dal punto di vista genetico (genotipi) del virus HPV capaci di infettare l'uomo, un terzo dei quali associato a malattie (patologie) del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Di questi genotipi, il tipo 16 è responsabile di quasi la metà (50%) dei casi di cancro alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% mentre i restanti del rimanente 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali.

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Come si contrae questa infezione?
L'infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale. Talvolta, per trasmettere l'infezione, è sufficiente un semplice contatto nell'area genitale (rapporto sessuale non completo). La presenza di portatori sani è molto frequente nella comunità. In genere sia l'uomo che la donna non presentano manifestazioni evidenti dell'infezione, sebbene siano in grado di trasmetterla. Il profilattico (o condom), deve sempre essere utilizzato per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, ma non garantisce la completa protezione nei confronti del virus HPV.

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Quali disturbi (sintomi) provoca l'infezione da HPV?
L'infezione da HPV, non determina alcun disturbo (sintomo) particolare. La maggior parte delle infezioni guarisce infatti spontaneamente senza conseguenze. Solo una minoranza di infezioni diventa cronica, ed è proprio in questa situazione che il virus, nel volgere di pochi anni, può indurre la comparsa di lesioni pre-cancerose (precursori del cancro). Infatti se queste non vengono riconosciute (con il Pap-test) e curate in modo appropriato, possono evolvere nel cancro della cervice uterina.

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Come si affronta l'infezione da Papilloma virus?
Per l'infezione non esiste una cura specifica. Per prevenire o diagnosticare tempestivamente le alterazioni delle cellule del collo dell'utero che possono essere provocate dal virus HPV, occorre eseguire regolarmente il Pap Test (Test di Papanicolau dal nome del suo ideatore). Si tratta di un esame atto ad indagare le alterazioni delle cellule del collo dell'utero. In questo modo è possibile accorgersi per tempo se si stanno formando alterazioni sospette dei tessuti del collo dell'utero. E' evidente che la vaccinazione, non cura ma previene l'infezione.

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Si guarisce dall'infezione ?
Una volta che si sia acquisita l'infezione con uno o più tipi di papillomavirus, sono le difese dell'organismo che portano eventualmente alla guarigione nella maggior parte dei casi. I tipi 16 e 18 più facilmente sono responsabili delle cronicizzazioni delle infezioni e del passaggio dopo oltre 10 anni al cancro della cervice.

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Si può riprendere una seconda volta ?
Sì, è teoricamente possibile prendere una seconda volta un'infezione con lo stesso tipo di HPV perché le difese, messe in atto dall'infezione naturale, sono intense e di breve durata: la lesione è localizzata e il virus non migra nel sangue.
Solo la vaccinazione determina livelli di difesa almeno 10 volte superiori a quelli naturali: essi persistono per più di 8 anni.

 Qual è l'importanza dell'HPV nella generazione dei tumori alla cervice uterina?
L'infezione persistente da virus HPV oncogeni (capaci cioè di generare dei tumori) è una condizione indispensabile per poter sviluppare un tumore del collo dell'utero. In questi casi il virus penetra nelle cellule della mucosa (tessuto di rivestimento dell'utero) e le altera progressivamente fino a produrre delle lesioni pre- tumorali (denominate CIN-2 e CIN-3: che indicano alterazioni di medio ed elevato grado). Tale processo richiede tempi lunghi, anche di molti anni, e le lesioni possono essere curate se diagnosticate in tempo. La probabilità che un'infezione da HPV non guarisca spontaneamente, diventando cronica sembra dipendere dal tipo di HPV, ed è più elevata per l'HPV 16. Il virus HPV viene ritrovato nel 99.7% dei carcinomi della cervice uterina, e ciò indica proprio che senza un'infezione cronica da HPV non ci può essere tumore. Fumo di sigaretta, uso prolungato di contraccettivi orali, numero dei partner, contemporanea infezione da HIV ed aver avuto molti figli sono fattori favorenti la possibilità di sviluppare il tumore.

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La vaccinazione contro l'HPV impedisce l'infezione?
La vaccinazione si è dimostrata capace di impedire l'instaurarsi delle infezioni acute da HPV dovute ai tipi virali contenuti nel vaccino, di evitare il passaggio alle infezioni croniche e di progredire fino alle lesioni pre-cancerose (necessarie per arrivare al tumore vero e proprio).

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In che modo agisce questo vaccino per poter prevenire il tumore al collo dell'utero? 
I vaccini ora disponibili sono costituiti da particelle simil-virali (come gusci vuoti del virus), che non hanno alcuna capacità di riprodursi o infettare l'organismo umano, ma che presentano una conformazione esterna assolutamente simile a quella dei virus vivi. Il sistema immunitario (sistema delle nostre difese) viene così stimolato a produrre anticorpi contro le proteine presenti sulla superficie dei virus e quindi in caso di esposizione naturale all'infezione il virus viene bloccato prima che penetri nelle cellule delle mucose (tessuti di rivestimento) genitali. All'inizio della campagna vaccinale avevamo a disposizione due formulazioni diverse di vaccini contro virus HPV: una formulazione conteneva le proteine dei virus HPV 16 e HPV 18, mentre l'altra conteneva, oltre alle particelle simil-virali HPV 16 e HPV 18, anche quelle HPV 6 e HPV 11. Oggi abbiamo a disposizione un vaccino nonovalente, in grado di prevenire lesioni cancerose e precancerose della cervice, vulva, vagina, ano e condilomi genitali causati da HPV 6,11,16,18,31,33,45,52 e 58. Il vaccino ha un'azione preventiva e non è efficace quando i virus sono già penetrati nelle cellule delle mucose. Quindi la vaccinazione è primariamente rivolta a soggetti non infetti. Dato che la risposta immunitaria si è dimostrata più elevata nei soggetti giovani, che non hanno avuto ancora contatti con l'HPV, i destinatari primari dell'offerta gratuita in Italia sono maschi e femmine che hanno compiuto 11 anni.

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A chi è rivolta l'offerta gratuita del vaccino?
Secondo le indicazioni del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in Toscana l'offerta gratuita della vaccinazione, con chiamata attiva da parte della Azienda USL, è rivolta a tutti gli adolescenti, maschi e femmine, al dodicesimo anno di vita (undici anni compiuti). Per i maschi la gratuità si intende a partire dalla corte dei nati nel 2006 (nel 2017 coorte dei nati nel 2006, nel 2018 nati nel 2007 etc.). Prima  dell'emanazione del Piano Nazionale Vaccini  l'offerta attiva era rivolta solo alle femmine al dodicesimo anno di vita (undici anni compiuti). Il diritto alla gratuità della vaccinazione, anche in caso di adesione ritardata, permane fino al limite dei 18 anni non compiuti per l'inizio del ciclo vaccinale. Il vaccino è offerto gratuitamente anche ai soggetti adulti appartenenti alle categorie di rischio (es. donne che hanno avuto un intervento per lesioni cervicali, soggetti HIV positivi, ecc...).

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Tutti gli adolescenti che hanno diritto alla vaccinazione gratuita saranno contattati dalla Azienda USL?
L'Azienda USL di residenza provvederà a promuovere attivamente la vaccinazione, convocando tutti gli adolescenti, maschi e femmine, nel dodicesimo anno di vita (undici anni compiuti) tramite l'invio al loro domicilio di una lettera di invito. L'invito a vaccinarsi sarà trasmesso anche alle ragazze sedicenni che non hanno risposto al precedente invito. Le ragazze nel tredicesimo, quattordicesimo, quindicesimo, diciassettesimo e diciottesimo anno di età, a cui spetta comunque gratuitamente il vaccino, potranno contattare l'Azienda USL per fissare un appuntamento.

Perché vaccinarsi nel dodicesimo anno? Non è troppo presto?
Sulla base dei dati a disposizione, anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, come obiettivo più importante la vaccinazione prima dell'adolescenza.
L'invito con chiamata attiva è rivolto a tutti i maschi e le femmine nel dodicesimo anno di età (undici anni compiuti), perché in questa fascia è massimo il beneficio.
La somministrazione del vaccino prima dell'inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un'efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l'inizio dell'attività sessuale, e perché la risposta del nostro sistema di difese (sistema immunitario) in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle ragazze e nelle donne in altre fasce di età.
Aspettare ‘ancora qualche anno' perché ‘mia figlia/o è ancora piccola/o' può rappresentare un serio errore perché si perde un'eccellente opportunità di rispondere molto bene al vaccino, e di essere certamente protetti prima di qualsiasi possibilità di contagio.

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Il vaccino è sicuro?
I vaccini disponibili sono sicuri. Ne sono state somministrate centinaia di milioni di dosi nel mondo senza che siano stati descritti eventi gravi causati da essi. Alcuni effetti collaterali di lieve entità sono possibili in una parte delle ragazze vaccinate: essi consistono principalmente in dolore, rigonfiamento e rossore al braccio in cui è stato somministrato il vaccino, oppure mal di testa e malessere generale o, talvolta, febbre di grado lieve. Tutti questi effetti si risolvono spontaneamente senza alcuna conseguenza in pochi giorni.

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Il vaccino è efficace?
Dagli studi clinici sulla sicurezza è emerso che il vaccino, se somministrato quando non si è ancora avuto contatto con il virus, assicura una protezione molto elevata (90-100%) nei confronti delle lesioni precancerose provocate da HPV dei tipi contenuti nel vaccino.

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Quali sono le controindicazioni alla sua somministrazione?
La vaccinazione è controindicata in caso di allergia ad una dose precedente dello stesso vaccino o ad uno dei suoi componenti. Inoltre non deve essere eseguita se si ha in corso una malattia acuta grave con febbre. In questo caso, la vaccinazione va rimandata a dopo la guarigione.

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Le donne in gravidanza possono vaccinarsi?
Il vaccino non deve essere somministrato alle donne in gravidanza. Gli studi non hanno dimostrato problemi particolari per la madre o per il feto in caso di vaccinazione durante una gravidanza non ancora nota, ma le prove di non pericolosità del vaccino sono limitate, e sono necessari ulteriori studi.

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Quanto dura l'efficacia del vaccino?
Non è ancora noto in modo definitivo, anche perché l'applicazione della vaccinazione su larga scala è avvenuta negli ultimi 10 anni. Tuttavia, tutti gli studi effettuati sulle ragazze vaccinate da più lunga data non indicano al momento alcun calo della protezione. Se in futuro dovesse manifestarsi qualche calo di protezione a distanza di parecchi anni, sarebbe comunque possibile effettuare una dose di richiamo per ri-consolidare la protezione.

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E' possibile vaccinarsi oltre i diciotto anni?
Sì, la vaccinazione è capace di stimolare la risposta anticorpale in donne di età più matura e di proteggere nei confronti dell'HPV, anche se le probabilità di aver già contratto le infezioni da virus prevenibili con il vaccino aumentano con l'età e quindi il vaccino diminuisce la sua efficacia. La vaccinazione è oggi possibile quale misura di prevenzione individuale.

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Perché la vaccinazione è stata estesa anche  ai maschi?
Non vi è per il maschio un tumore di altrettanta pericolosità e diffusione come il tumore della cervice uterina nella femmina. Tuttavia la vaccinazione è efficace anche nel maschio per prevenire i condilomi genitali e le lesioni pre-cancerose (lesioni che precedono la trasformazione tumorale: precursori del cancro) tipiche del sesso maschile (ano, pene, etc.). Inoltre, in un più lungo periodo di tempo, la vaccinazione anche dei maschi potrà ridurre la circolazione dei virus HPV, con benefici per tutti (maschi e femmine).

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Quali sono gli intervalli massimi consentiti nella somministrazione delle dosi del vaccino anti HPV perché la vaccinazione sia comunque efficace?
E' sempre raccomandabile seguire le indicazioni di utilizzo ottimale del vaccino anti-HPV (2 - 3 dosi  a seconda dell'età). Nei casi in cui questo non sia stato possibile, non è mai necessario ri-iniziare il ciclo vaccinale dall'inizio.

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Quali sono i benefici attesi dall'estensione della vaccinazione?
Trattandosi di malattie con un lungo periodo di sviluppo, tutti i benefici dell'offerta estesa della vaccinazione saranno visibili quando i gruppi vaccinati avranno una minore frequenza di lesioni pre-cancerose (lesioni che precedono la trasformazione tumorale: precursori del cancro) dovute ai virus HPV delle tipologie contenute nel vaccino. In pratica si riscontrerà una reale diminuzione dei cancri al collo dell'utero e nelle altre sedi  tipiche del sesso maschile.

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Come si esegue la vaccinazione?
Il vaccino prevede la somministrazione per via intramuscolare (sul braccio). A partire dal 2014 le dosi da somministrare sono in funzione dell'età: tra i nove e i quattordici anni inclusi si somministrano 2 dosi al tempo 0 e 6 mesi, dai quindici anni e oltre si somministrano tre dosi al tempo 0, 1, 6 mesi. 

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Dove si esegue la vaccinazione?
Ci si può vaccinare gratuitamente nei centri vaccinali delle Aziende Sanitarie Locali (AUSL) della Toscana o dal proprio pediatra di famiglia se aderisce all'accordo regionale.

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Il vaccino sostituisce l'indagine periodica (nota come screening periodico o Pap test)?
E' necessario ricordare che il vaccino affianca ma non sostituisce lo screening periodico (Pap-Test) per il tumore della cervice uterina (collo dell'utero), attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 33 anni, e da effettuare ogni 3 anni, perché il anche il più recente vaccino nonovalente protegge dalle lesioni causate da ceppi del virus HPV contenuti nel vaccino (tipo 6,11,16,18,31,33,45,52 e 58), responsabili del 90% dei cancri invasivi, mentre il Pap test triennale permette di identificare lesioni pre-cancerose (lesioni che precedono la trasformazione tumorale: precursori del cancro) legate a tutti i tipi di HPV anche quelli non inclusi nel vaccino.

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Cosa è l'HPV test ? E' necessario effettuarlo insieme al Pap test ?
L'HPV test si basa sull'identificazione dei tipi di HPV che eventualmente abbiano infettato le vie genitali della donna: la sua esecuzione è indispensabile per stabilire i modi e i tempi successivi dell'intervento sanitario.In Toscana, l'HPV test  sta sostituendo gradualmente il Pap Test nelle donne fra 34 e  64 anni, che andrà effettuato ogni 5 anni. Solo in caso di positività all'HPV test sarà effettuato il Pap Test

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Cosa dicono i dati preliminari sugli studi di prevenzione delle lesioni precancerose?
Abbiamo ormai i dati a distanza di 10 anni dalla vaccinazione. I risultati ottenuti sono ottimi e superano qualsiasi aspettativa: in oltre il 99 per cento dei vaccinati, non si sono manifestate lesioni precancerose (cioè lesioni che precedono la trasformazione tumorale: precursori del cancro) dovute ai due tipi contenuti nel vaccino. Gli studi di farmaco-economia ne dimostrano la convenienza in termini di costo e benefici (sono concordi nel valutare positivamente il rapporto costo-benefici). l nuovo vaccino nonovalente ha un potenziale di prevenzione del 90% contro i  cancri della cervice uterina rispetto al 70% dei vaccini precedenti.

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A chi rivolgersi per avere altre informazioni?
È sicuramente importante parlare con il proprio medico o pediatra di famiglia e contattare il personale operante presso i centri vaccinali, consultori e centri socio-sanitari della Azienda Usl di residenza.

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Ultima modifica: 06/09/2018 16:06:41 - Id: 174862