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Pari opportunità

In Primo Piano

I siti web dei centri antiviolenza

Centri in possesso dei requisiti di cui alla Intesa del 27 novembre 2014, così come attestato dalle Province al 31 dicembre 2015

Contrasto alla violenza di genere

Contributi da destinarsi all'istituzione di Centri antiviolenza e Case rifugio, nuovi e già esistenti.

Contattare il settore Politiche di genere

Gli uffici di riferimento della Regione Toscana per la promozione delle Politiche di genere. Gli uffici hanno sede in Palazzo Cerretani in Piazza dell'Unità d'Italia 1, 50123 Firenze.

Seminari "Linguaggio dei media e genere"

Tre seminari a Firenze, Livorno e Siena per sensibilizzare e formare i giornalisti e contribuire ad una corretta rappresentazione dell'immagine femminile.

Documento di San Rossore per i diritti delle donne

Documento di San Rossore per i diritti delle donne

La Regione Toscana si è data precisi obiettivi per affermare e garantire i diritti delle donne, anche in occasione dell'anno europeo delle pari opportunità. Il nuovo Statuto, all'articolo 4 indica tra le priorità la necessità di garantire 'Il diritto alle pari opportunità fra donne e uomini e alla valorizzazione della differenza di genere nella vita sociale, culturale, economica e politica, anche favorendo un'adeguata rappresentanza di genere nei livelli istituzionali e di governo e negli enti pubblici'". E il Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010 indica 12 sfide programmatiche e pone al primo posto proprio quella di affermare in Toscana un pieno 'diritto di cittadinanza delle donne e dei giovani', considerati una risorsa indispensabile per uno sviluppo di qualità, dinamico e innovativo della società toscana.

Cinque le priorità emerse dal Meeting di San Rossore (20 luglio 2007):

1. Affermare e garantire i diritti delle donne per sostenere la loro creatività e capacità, affinché possano esprimere pienamente i loro talenti, in piena sicurezza e soddisfazione.

2. Prima di tutto la lotta alla violenza. Dal novembre 2005 la Regione Toscana è impegnata a promuovere iniziative di contrasto alla violenza su donne e bambini. In Consiglio Regionale sono già depositate due proposte di legge. L'obiettivo è quello di approvare la legge entro il 2007, creando un sistema di politiche integrate di contrasto alla violenza. Nel 2008, in collaborazione tra Regione, enti locali e volontariato, sarà realizzata una 'Rete di protezione' contro la violenza su donne e bambini, con relativa campagna di comunicazione.

3. La questione del mercato del lavoro femminile. Promuovere e innalzare il tasso di occupazione attraverso misure concrete di sostegno all'accesso al mondo del lavoro, anche con misure in favore delle imprese che assumono donne. L'obiettivo è quello di portare entro il 2010:

  • il tasso di occupazione femminile in Toscana al 60%, realizzando così l'obiettivo di Lisbona (ora siamo al 55%);
  • i servizi per bambini fino a 3 anni (asili nido), attualmente al 29% (a fronte di una media nazionale del 12%), al 33%, come indicato dagli obiettivi di Lisbona;
  • incrementare l'utilizzo maschile dei congedi parentali.

4. Una legge regionale sulla cittadinanza di genere, che entro questa legislatura possa:

  • costituire un punto di riferimento per cittadini e istituzioni;
  • creare un sistema strutturato di misure, strumenti e azioni innovative, capace di rendere la vita delle donne e degli uomini più agevole e soddisfacente;
  • porre le basi per un reale cambiamento culturale, capace di offrire la massima espressione creativa ai giovani, donne e uomini;
  • costruire un nuovo modello di sviluppo della Toscana, sostenibile e riproducibile, in grado di offrire a donne e uomini pari opportunità e uguali condizioni di vita e lavoro.

5. Pari opportunità nella rappresentanza e nelle nomine. Garantire un'adeguata ed equilibrata presenza di genere nelle strutture di rappresentanza a diversi livelli (politico, sociale, economico). In Toscana attualmente ci sono 44 donne sindaco (il 15,3%), il 17% di parlamentari, il 20,7% di consigliere regionali, e il 22,8% di assessore nelle varie istituzioni.

Dal Meeting emerge la richiesta di definire, entro il 2010, una norma di 'democrazia paritaria' per riequilibrare la rappresentanza femminile all'interno dell'istituzione regionale. Richiesta che la Giunta regionale porterà all'attenzione del Consiglio regionale, cui compete la scelta.

 


Ultima modifica: 03/12/2014 13:49:53 - Id: 46399