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Casa Museo Ugo Guidi - Forte dei Marmi

Casa Museo Ugo Guidi - Forte dei Marmi

Ugo Guidi (1912-1977) nasce il 14 settembre a Querceta (Lu) e compie gli studi d'arte presso l'Istituto d'Arte di Pietrasanta e l'Accademia di Belle Arti di Carrara, corso di scultura poi di architettura. Insegnante di scultura nell'Accademia di Carrara presenta la prima personale nel 1956 alla Strozzina di Firenze per interessamento di O. Rosai. Firenze resterà la città dove esporrà sempre in anteprima la sua produzione artistica e l'alluvione del 1966 distrugge le opere dello studio di Via Varlungo. Alcune opere sono state esposte all'Ermitage e in vari musei per richiesta del Ministero degli Esteri, 100 disegni sono stati donati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, sculture sono presenti a Palazzo Pitti, alla G.A.M di Roma, al Museo dello Sport di Barcellona e al Consejo Superior del Deportes di Madrid.
La casa e il giardino di Ugo Guidi hanno avuto frequentazioni eccellenti della cultura del ‘900 con lettere, scritti, poesie, disegni, dipinti e sculture di O. Rosai, A. Funi, E. Treccani, G. Migneco, E. Greco, Mirko B.,A. Bueno, A. Soffici, L. Dallapiccola, G. Papini, B. Cassinari, G. Dova, M. Maccari, A. Gatto, P. Conti, P. Santi, L. Bianciardi, C. Carrà, R. De Grada, A. Dazzi, U. Capocchini, R. Carrieri, N. Lisi, M. Luzi e tanti altri.
La casa, museo dal 2005, conserva in cinque sale circa 600 tra sculture, disegni e tempere a testimonianza di uno scultore sensibile e acuto osservatore della natura. Mai appagato dalla profonda ricerca di una scultura che esprimesse le tensioni e i valori del suo tempo, ripercorre attraverso un riesame autonomo e irrequieto la storia dell'arte dalla preistoria al mondo etrusco all'arte romanica, generando opere nelle quali slanci di acuto lirismo e afflato poetico si alternano a tensioni razionali, architettonico-geometriche, frutto di ricercati rapporti intellettuali.
Attraverso il giardino e la prima sala si entra in rapporto con le opere giovanili in marmo degli anni '40, dove il rigore classico si stempera, attraverso una consumata abilità artigianale, in una poetica di sapore naturalistico. Il passaggio agli anni '50 è evidenziato dall'interesse per rapporti armonici dei volumi ricercati nel colore caldo della pietra e del tufo locale. Gli anni '60 mostrano l'accelerarsi di una ricerca scultorea in cui anche la ripetitività d'alcuni temi (cavalli, figure, maternità, ritratti, soggetti sportivi) palesa una ricerca di chi si mette sempre in discussione e tende ad una scultura in cui l'emozione porti sempre ad una continua invenzione di valori plastici con esiti sempre nuovi. Negli anni '70 Guidi approda a figure-totem, inserite in blocchi di marmo, eseguiti in argilla, in cui si ricerca la forma prima, l'essenzialità espressa attraverso forme pure e semplici, in un rimando ad idee prime. Il rigore intellettuale si scontra nelle ultime opere col dramma umano che l'uomo malato vive: nasce "Il grido", testimonianza di una ribellione gridata contro una prematura fine. Ugo Guidi scompare nella sua casa di Vittoria Apuana a Forte dei Marmi il 10 luglio.


Ultima modifica: 09/08/2013 14:45:06 - Id: 276692