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Vaccinazioni

Antirosolia

Antirosolia

La malattia
La rosolia è una malattia causata da un virus che si trasmette da persona a persona con le goccioline della tosse o degli starnuti. I sintomi comprendono febbre lieve, rigonfiamento doloroso dei linfonodi dietro il collo a cui segue eruzione della pelle generalizzata. Le complicazioni possono essere: dolori articolari o artrite vera e propria, manifestazioni emorragiche (1 soggetto ogni 3.000 casi), encefalite (1 ogni 5.000). La rosolia contratta durante la gravidanza può causare l'aborto o gravi malformazioni del feto.

Perché vaccinarsi
La rosolia rappresenta un pericolo soprattutto se contratta in gravidanza, infatti può causare nel nascituro, oltre all'aborto, difetti della vista, sordità, malformazioni e ritardo mentale. Per prevenire tutto ciò l'unica strategia efficace è la vaccinazione di almeno il 95% dei bambini, maschi e femmine, in modo che venga eliminata la circolazione del virus.
Facendo un confronto fra le complicanze della vaccinazione e quelle della malattia naturale emerge che queste ultime sono molto più frequenti. E' quindi è estremamente vantaggioso vaccinare rispetto a contrarre la malattia naturale.

Cosa raccomanda il calendario regionale delle vaccinazioni
La vaccinazione contro la rosolia consta di due dosi per via sottocutanea, di cui la prima al 14/15esimo mese, in preparazioni combinate con i vaccini contro morbillo e parotite - MPR - o contro morbillo, parotite e varicella - MPRV, la seconda dose è prevista a 5-6 anni. MPR o MPRV possono essere associati, a seconda delle esigenze, con esavalente, pneumococco 13 valente, DTP, DTPa/IPV (per la co-somministrazione vedi anche indicazioni specifiche nel capitolo dedicato alla varicella).
E' indicato l'uso del vaccino tetravalente MPRV fino all'età di 12 anni, successivamente si usano formulazioni separate.
L' esecuzione del Rubeo-test deve diventare routinaria per tutte le donne in età fertile, specialmente nel corso di visite in previsione della gravidanza, con conseguente vaccinazione delle donne suscettibili  perché non immuni. Nelle puerpere suscettibili, immediatamente dopo il parto, è necessario proporre attivamente la vaccinazione prima della dimissione dal reparto maternità. La vaccinazione dovrebbe essere proposta attivamente anche dopo una interruzione di gravidanza alle suscettibili. La diffusione della vaccinazione contro la rosolia e soprattutto l'azione di recupero delle donne in età feconda, che erano sfuggite alla vaccinazione, è una priorità di sanità pubblica.
Non è utile la vaccinazione post-esposizione dei contatti di un caso di rosolia.

Situazioni che richiedono particolare attenzione
In presenza di particolari condizioni il personale sanitario valuterà l'opportunità di rimandare la vaccinazione o di eseguirla in ambiente ospedaliero.
Pertanto è necessario informare sempre l'operatore sanitario nel caso di:

  • reazione allergica grave ad una precedente dose di vaccino MPR o ad altri componenti del vaccino
  • immunodeficienza
  • terapia immunosoppressiva a lungo termine (maggiore a 2 settimane), trattamento di un tumore con farmaci o radioterapia
  • somministrazione recente (minore o uguale a 11 mesi) di immunoglobuline ad esclusione di quelle post esposizione per morbillo
  • trapianto di cellule staminali o organi
  • gravidanza 
  • malattie gravi o moderate in atto (con o senza febbre)                                                 ,
  • storia di abbassamento delle piastrine nel sangue dopo una prima dose di vaccino MPR o rosolia (specialmente entro le prime 6 settimane)
  • storia di artrite dopo una prima dose di vaccino MPR o rosolia
  • tubercolosi

Possibili reazioni indesiderate
Nella maggior parte dei casi si tratta di reazioni lievi come: gonfiore, arrossamento e dolore nella sede della puntura, febbre, lieve esantema (puntini rossi sul corpo), gonfiore al viso o dietro il collo. Queste reazioni si verificano dopo 6-14 giorni dalla somministrazione del vaccino e sono meno frequenti dopo la seconda dose.
In rari casi si possono avere convulsioni febbrili, dolori alle articolazioni, riduzione del numero delle piastrine.
Il rischio di reazioni gravi (come imponenti reazioni allergiche), è estremamente basso e nella maggior parte dei casi si verifica nei primi minuti dall'inoculazione del vaccino; pertanto dopo la vaccinazione si raccomanda di attendere 15-20 minuti prima di allontanarsi dalla struttura. L'ambulatorio vaccinale è comunque dotato di farmaci e di strumenti adeguati ed il personale sanitario è addestrato per il trattamento di questo tipo di reazioni.

Per saperne di più
Eventuali dubbi possono essere chiariti rivolgendosi al proprio pediatra e/o agli operatori sanitari del Centro vaccinale, che potranno fornirti ulteriori notizie e chiarimenti. Oppure consultando il sito vaccinarsi.org

 


Ultima modifica: 14/11/2016 10:07:44 - Id: 13701403