Con il progresso tecnologico si sono aggiunti ai campi elettromagnetici da sempre presenti sulla Terra i campi prodotti da ripetitori tv, antenne dei telefoni cellulari, elettrodotti e in generale dagli apparecchi alimentati da energia elettrica.
Si tratta di radiazioni non ionizzanti, cioè di onde elettromagnetiche di energia tale da non essere in grado di ionizzare la materia, ma in grado comunque di provocare effetti sui quali la comunità scientifica non ha ancora dato risposte definitive a proposito degli eventuali rischi sanitari. In assenza di certezze scientifiche si impone l'adozione del principio di precauzione, e cioè la riduzione al minimo possibile delle esposizioni e di conseguenza dell'eventuale rischio sanitario. L'esposizione si minimizza con l'adozione di limiti normativi di esposizione cautelativi (definiti dallo Stato) e contemporaneamente pianificando opportunamente l'installazione degli impianti (competenza degli enti locali, tra i quali le regioni).
Per quanto riguarda l'inquinamento elettromagnetico alle
alte frequenze (100 KHz-300 GHz), gli impianti più importanti sono gli impianti per la telefonia cellulare e gli impianti per la diffusione radio-televisiva.
I primi sono presenti diffusamente nei centri abitati con potenze di trasmissione non elevate. Tali impianti non danno luogo a situazioni critiche dal momento che vengono installati previa valutazione previsionale dei campi emessi effettuata da Arpat. Gli impianti di diffusione radiotelevisiva generalmente hanno invece elevata potenza e sono posti solitamente in località montane. Questo genere di impianti dà luogo a volte a situazioni critiche dal momento che la loro installazione è avvenuta precedentemente alla normativa sull'inquinamento elettromagnetico e che il risanamento di tali situazioni non è di facile realizzazione.
La Toscana è stata una delle prime regioni a dotarsi di una normativa riguardante l'inquinamento elettromagnetico ad alta frequenza, la L.R. 54/2000 "Disciplina in materia di impianti di radiocomunicazione". Attualmente tale legge regionale è in fase di revisione. Tra le
competenze della Regione in materia vi è la realizzazione del Catasto regionale degli impianti di radiocomunicazione (
Circom), che è stato istituito dalla citata l.r. ed è stato realizzato presso Arpat.
Per quanto riguarda l'inquinamento alle
basse frequenze (0-300Hz), esso è costituito soprattutto dai campi magnetici a 50 Hz generati dagli elettrodotti. La rete elettrica ad alta tensione (132 kV, 220 kV, 380 kV) in Toscana ha un'estensione dell'ordine di alcune migliaia di chilometri. Dal momento che interessano soprattutto i campi generati presso le abitazioni e visti gli elevati costi di risanamento per le situazioni di esposizione già esistenti, assume notevole importanza la pianificazione comunale della costruzione delle abitazioni. Sono previste a proposito delle fasce di rispetto di inedificabilità, attorno agli elettrodotti, da adottarsi da parte dei comuni.
Il Catasto regionale degli elettrodotti (
Cert), in fase di realizzazione, raccoglie i dati sugli elettrodotti e sulle suddette fasce di rispetto.