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Enrico Rossi - Presidente

Toscana 2000 - 2010

Toscana 2000 - 2010


1. Toscana: di più del benessere economico

Il Pil e altri indicatori di come si vive
Tra le 20 regioni italiane la Toscana è al 9° posto nella classifica del Prodotto interno lordo (Pil). Il Pil è importante: misura le attività che producono una transazione monetaria e, quindi, la ricchezza ed il tenore di vita di un territorio. È importante ma non è tutto. Esistono anche indicatori che misurano il benessere e la qualità della vita. In base a questi indicatori la Toscana sale, fra le regioni italiane, ai vertici della classifica: dal 9° posto del Pil al 5° posto sia applicando l'Indice di sviluppo umano (Isu) che la Qualità regionale dello sviluppo (Quars).
Questi indicatori tengono conto della salute dei cittadini, del loro livello di istruzione, della sicurezza sul lavoro, delle relazioni sociali e dello stato dell'ambiente. Così letta la geografia in Italia cambia radicalmente e la bussola si sposta verso il Trentino, l'Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana. Guadagnare, fare affari, avere serenità economica sono cose importanti, ma perdono sapore se la sanità uno se la deve pagare o se si deve cambiare regione per curarsi, se il reddito è distribuito in modo squilibrato, se non tutti hanno accesso all'istruzione, se per favorire le attività produttive si aumentano l'inquinamento e si consumano le risorse naturali, penalizzando le future generazioni. Il reddito è importante, ma non è tutto, ci sono altre cose altrettanto importanti.

 

2. Dal piano straordinario di investimenti alla crisi mondiale

La lunga fase di ammodernamento della Toscana
Se risulta evidente che i motivi di benessere, come si è visto, dipendono molto da come è garantita la vita dei cittadini in una determinata area geografica, ovvero sia dal fatto che abbiano servizi, assistenza, cura del loro habitat, possibilità di studiare o di andare a teatro o in biblioteca, altrettanto evidente è che i fattori che condizionano la realtà economica, cioè appunto il raggiungimento del Pil, sono assai più complessi e sempre più spesso condizionati da fattori internazionali.
Da questo punto di vista la Toscana ha seguito, al pari del resto d'Italia e dei paesi dell'Unione europea, i processi economici che hanno caratterizzato i primi dieci anni del terzo millennio. Ha semmai conquistato alcuni importanti primati che sembrano esserle di aiuto in un momento di grande difficoltà economica come quello presente.


3. La bufera della crisi internazionale

Rapido cambio di strategia per stare sul mercato
Alla fine del 2007 la crisi finanziaria mondiale ha provocato una caduta del Pil mai registrata dal dopoguerra ad oggi ed una rapida caduta della domanda di lavoro nel settore produttivo, generando l'aumento dei disoccupati.
L'intero paese registra una bassa crescita del sistema produttivo con perdita di competitività nel contesto internazionale. Le conseguenze della crisi si sentono già nel 2008, anticipando la fase più acuta nel 2009 con una caduta del Pil attorno al 5%. Questi effetti diffusi su tutta l'economia assumono però contorni pesanti soprattutto sull'industria, che vede un calo di produzione attorno al 15%, e sull'occupazione coinvolgendo complessivamente oltre 40 mila lavoratori.
La Regione impegnata nel periodo 2000-2007 a consolidare il benessere rafforzando gli elementi di competitività e di welfare, consolidando le infrastrutture indispensabili ad ammodernare la Toscana, si è trovata a partire dal 2008 ad aggiustare le proprie politiche verso le priorità imposte dalla crescita dei licenziamenti, dalla cassa integrazione e dai contratti a termine non rinnovati. E dunque misure di sostegno, estensione degli ammortizzatori sociali, una manovra anti-crisi a sostegno di imprese e famiglie, con l'obiettivo di preparare il terreno perché l'economia toscana possa ripartire con la marcia migliore al momento della ripresa, su basi diverse da quelle del passato.
Le misure intraprese sono volte da un lato a sostenere le imprese le quali, per la caduta dei fatturati, rischiano di trovarsi di fronte a problemi finanziari che spesso non sono in grado di affrontare da sole; e dall'altro a sostegno dei redditi delle famiglie dei lavoratori che perdono il proprio lavoro.

4. Sociale

La Toscana che ti aiuta
La Toscana è una regione che sta invecchiando: gli over 65 adesso sfiorano quota 850 mila e secondo le previsioni del Censis potrebbero arrivare al milione entro 5 anni. Gli under 18 sono solo il 15 % della popolazione.
Ma è soprattutto grazie ai flussi migratori (l'anno scorso il numero degli stranieri è arrivato a 300 mila unità) che la Toscana può guardare al futuro con più ottimismo per quanto riguarda il riequilibrio demografico (ad oggi sono circa 50 mila i minorenni di seconda generazione). 30 mila sono anche i disabili, persone alla ricerca di spazi di autonomia ma anche, in tantissimi casi, con la necessità di dover usufruire di servizi ad hoc. Si allarga anche la fascia di povertà benché gli ultimi dati a disposizione evidenzino una situazione migliore alla media nazionale. Per rispondere alle esigenze delle fasce più esposte al disagio, la Regione ha realizzato un sistema integrato di azioni che fanno del welfare toscano una sorta di "modello" a livello nazionale.

5. Sanità

La salute è servita
È in salute la Toscana, è in salute la sanità pubblica regionale.
I più recenti rapporti circa il livello di benessere raggiunto dalla popolazione della regione danno segnali confortanti.
La speranza di vita va dagli 84 anni per le donne ai 78 per gli uomini, la mortalità infantile, alla nascita e nel primo anno di vita, è tra le più basse al mondo.
In Toscana i nati aumentano: dai 31.874 del 2006 ai 34.521 stimati nel 2009 e sono sempre più numerosi i nati da cittadine straniere, 7.399 nel 2008.
I servizi sanitari si sviluppano e migliorano le loro performance, anche grazie a investimenti che in questi anni hanno immesso nell'economia regionale un flusso di 2,8 miliardi di €, e che sono stati resi possibili dal pareggio di bilancio ormai costante negli anni, ottenuto e mantenuto senza ricorrere ad addizionali Irpef, ticket, altre tasse aggiuntive.

6. Sport

Una chiave per divertirsi e stare bene
Il benessere e il benvivere dei toscani è testimoniato anche dalla passione con cui svolgono attività fisiche e sportive. La grande tradizione sportiva toscana, fatta di medaglie e titoli iridati, poggia su una rete di 9 mila associazioni e 8 mila impianti che permettono a qualcosa come 700 mila persone di praticare con costanza una disciplina e ad un altro milione e 400 mila in maniera più saltuaria.

7. Agricoltura

La qualità è in cascina
Il peso dell'agricoltura toscana va ben oltre il 2% del prodotto regionale, pari a circa 3 miliardi di €; ma il beneficio che alla Toscana deriva dalla campagna è ben più ampio. Coltivare le colline vuol dire anche turismo, tutela dell'ambiente e del paesaggio, una cucina famosa nel mondo.
Sono circa 80 mila le imprese agricole, con una presenza sempre più massiccia di donne e di giovani. Ogni giorno danno corpo a questo piccolo miracolo che difende i prodotti di qualità e l'identità territoriale dal vento della globalizzazione. L'alone di genuinità che circonda tutto ciò che profuma di Toscana non è fatto solo di parole, ma dall'azione quotidiana di un comparto capace di tenere insieme tradizione e innovazione.
Carte vincenti dell'agricoltura sono la scelta della qualità, la valorizzazione dei prodotti tipici apprezzati in tutto il mondo e l'integrazione con altre attività come l'agriturismo. Le aziende sono prevalentemente piccole, coltivano soprattutto cereali (200 mila ettari), olivo (oltre 92 mila ettari), vite (62 mila), girasole (più di 20 mila ettari) e ortaggi (oltre 12 mila). Le colture biologiche superano ormai i 100 mila ettari.

8. Ambiente

Occhio alla natura e ai cittadini
La Toscana è un territorio di eccezionale pregio e bellezza.
Con i suoi 2 milioni e 290 mila ettari di estensione, è per metà coperta da boschi. Ben oltre il 66% è rappresentato da colline, molte delle quali coltivate. Ha 633 chilometri di coste e 6.017 ettari di zone umide. In tutto conta 108 fra parchi, aree protette, riserve e oasi naturali.
Solo il 4% della superficie complessiva è coperto da case, centri commerciali, fabbriche, strade, ferrovie, aeroporti, cantieri.
Per far convivere lo sviluppo delle città e del sistema produttivo con la tutela del delicato ecosistema toscano la Regione ha attivato strumenti di governo del territorio, di tutela dell'ecosistema e del paesaggio, di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, e dello sviluppo di fonti di produzione e reti di distribuzione dell'energia (il fabbisogno elettrico è di circa 22,1 TWh, ma solo 17 TWh sono prodotti nei confini regionali).
La sostenibilità dello sviluppo è una delle parole chiave attorno a cui ruota tutta l'azione della Regione, con l'obiettivo di conciliare un sistema economico forte e un ambiente sempre più pulito e tutelato.

9. Casa

Dalla parte di chi non ha un tetto
In Toscana ci sono oltre 1 milione e 800 mila abitazioni, il 6% del totale nazionale. L'83% è occupato da residenti.
La Toscana è all'8° posto tra le regioni italiane per numero di abitazione di residenza in proprietà: il 72% delle abitazioni è infatti di proprietà di chi ci vive. Il 17% (235.000 famiglie) vive in affitto e il restante 11% dispone della casa a titolo gratuito.
Ci sono circa 288 mila case vuote (il 16%) e 18 mila occupate da non residenti (l'1%). Sono infine quasi 1.600 gli alloggi diversi dalle abitazioni (roulotte, tende, baracche, garage, soffitte, ecc.) dove vivono circa 3.400 persone.
Il bisogno di case è aumentato in Toscana soprattutto perché è aumentata la popolazione (arrivano in Toscana circa 15.000 immigrati all'anno) e si è modificata la struttura della famiglia. Rispetto a 30 anni fa le famiglie sono il 30% in più: giovani indipendenti che lasciano la casa dei genitori; separazioni e divorzi, anziani soli. Va poi aggiunto chi ha bisogno di un alloggio in via temporanea per lavoro o per studio. Se ogni anno la richiesta di case cresce, l'offerta è invece pressoché stagnante (appena l'1% all'anno).
La conseguenza è che aumentano i prezzi degli immobili e sale la forbice della rendita: i costi degli affitti negli ultimi venti anni sono saliti del 70% rispetto all'inflazione. Ci sono infatti in Toscana 50.000 famiglie che vivono in case popolari ed altre 19.000 sono in attesa di averne uno. Circa 20 mila famiglie chiedono ai Comuni un contributo per pagare l'affitto, ma solo il 50% ne riceve attualmente uno modesto. Oltre a salvaguardare con gli strumenti di gestione del territorio la qualità dell'edilizia, la Regione mira a garantire case popolari e case in affitto sostenibile a tutti coloro i quali non possono permettersi una casa a prezzi di mercato, riqualificando il patrimonio pubblico, favorendo l'ecoefficienza e la sostenibilità, riutilizzando aree e stabili esistenti, dando impulso all'autocostruzione e all'autorecupero.
Gli interventi mirano anche a dare un contributo al settore edile.
Il primo passo fatto dalla Regione è stato quello di sospendere la vendita delle case popolari, deliberata dal Consiglio regionale il 27 maggio 2008 e di chiedere alle società di gestione un rendiconto sul patrimonio disponibile, sulle vendite effettuate, sulle somme ricavate e sulle risorse disponibili.
È emerso che dei 36 mila alloggi messi in vendita, ne sono stati ceduti circa 12 mila con 384 milioni di € di incasso che verranno utilizzati per la manutenzione degli alloggi esistenti, per la ristrutturazione di quelli inagibili e per la costruzione di nuove abitazioni.

10. Trasporti e infrastrutture

Strategia per muoversi meglio
Di fronte ad un deficit infrastrutturale nazionale che colloca l'Italia al 54° posto su 134 paesi (classifica stilata dal World Economic Forum per il 2008-2009), con 18 miliardi di opere pubbliche bloccate, in Toscana l'intesa Governo-Regione stanzia 9.717 milioni di € per le opere da realizzare entro i prossimi 6 anni. Documento prioritario di chiusura della legislatura è infatti rappresentato dall'Intesa generale sulle infrastrutture di trasporto.
Tra gli interventi prioritari strategici c'è il sistema Alta velocità con il "Nodo di Firenze" da concludere entro il 2014: il sottoattraversamento, la nuova stazione dell'alta velocità e gli interventi per le fermate metropolitane, il centro sperimentale ferroviario Osmannoro.
L'intesa prevede inoltre il completamento del Corridoio tirrenico, l'Autostrada Rosignano-Civitavecchia e la Due mari Grosseto-Fano. Sono poi previsti i lavori per la Variante di valico dell'Autostrada A1, l'adeguamento della viabilità sui valichi appenninici tosco-emiliani, le progettazioni per l'adeguamento della Firenze-Siena e per lo svincolo di Colle val d'Elsa, gli allacciamenti con il porto di Livorno e l'interporto di Guasticce, il potenziamento della Firenze-Mare, i collegamenti tra la Garfagnana, la Lunigiana e la costa tirrenica e la realizzazione dell'asse nord-sud nella Piana di Lucca.
Ci sono poi il potenziamento del sistema delle idrovie interne, i collegamenti con il sistema ospedaliero e gli investimenti sul sistema ferroviario per il potenziamento della Pistoia-Montecatini-Lucca-Viareggio.

11. Turismo e commercio

Oltre i tesori del passato
In Toscana arrivano ogni anno altre 40 milioni di turisti, che trovano ad accoglierli circa 12.200 strutture fra alberghi, campeggi, agriturismo. Il settore turistico dà da lavoro a quasi 70.000 persone, contribuendo per l'8% al Prodotto interno lordo regionale con un fatturato di 9 miliardi di € all'anno.
Le bellezze artistiche della Toscana sono una tale attrazione che non occorrerebbe altro per richiamare i turisti, ma la Toscana offre ancora di più è dei capolavori, dei musei, delle piazze di Firenze, Siena e Pisa famosi in tutto il mondo. Ci sono anche spiagge da sogno, boschi, montagne fino a 2.054 metri, terme che danno salute e benessere, borghi dove artigiani lavorano ancora cuoio, legno e alabastro, ristoranti da grand gourmet, campi da golf.
La Regione investe per qualificare i servizi, rendere più professionale il personale, migliorare la viabilità e i trasporti, promuovere i centri minori, far crescere l'ospitalità. Punta a garantire un'offerta che non si limiti ai giorni caldi dei periodi di vacanza, che richiami chi vuol fare escursionismo, chi ama viaggiare in bicicletta, chi cerca quiete nei monasteri, chi vuol seguire un festival di blues o di lirica.
Anche il commercio rappresenta un importante contributo allo sviluppo economico, sociale e dell'occupazione in Toscana. Con 50.000 imprese al dettaglio, 17.000 imprese di somministrazione, 15.000 esercizi commerciali all'ingrosso, 13.000 imprese operanti su aree pubbliche, 20.000 intermediari del commercio, 3.000 edicole, 1.500 distributori di carburanti, genera 250.000 posti di lavoro e contribuisce al valore della produzione regionale per un quinto del totale.
La presenza equilibrata di grande, media e piccola distribuzione fa della Toscana uno spazio economico competitivo che offre ottime opportunità di acquisiti a tutte le tipologie di consumatori. La Toscana è peraltro la regione del centro nord con il maggior numero di fiere e sagre, circa 2.000, a cui si aggiungono i circa 700 mercati periodici per un totale di oltre 25.000 spazi di sosta destinati al commercio ambulante. Qui le imprese attive sono più di 13.000.
Un ambiente storicamente urbanizzato caratterizzato da una diffusa presenza di esercizi commerciali che si caratterizza per la qualità della rete distributiva ispirata ai valori della sostenibilità e del radicamento territoriale della piccola impresa.
La Regione investe per qualificare i centri urbani attraverso interventi di miglioramento dell'arredo urbano e di riqualificazione degli spazi pubblici in cui si svolgono i mercati e le altre attività commerciali di prossimità.
Nelle ultime due legislature la Regione ha erogato ai Comuni un contributo di oltre 50 milioni per realizzare parcheggi, riqualificazione e riassetto urbano, interventi di arredo e verde pubblico, illuminazione pubblica architettonica, isole pedonali, ecc. per un totale di 100 milioni di investimento.

12. Cultura

Una rete per sapere di più
Oltre 600 musei, mille biblioteche (quasi 3 ogni 10 mila abitanti, contro le 2 della media nazionale), circa 250 teatri funzionanti, 48 grandi istituzioni culturali, tre università, una miriade di associazioni: la Toscana della cultura si racchiude anche in queste cifre. Qui sono stati censiti oltre 20 mila beni culturali. 8 mila le aree e gli immobili sottoposti a vincolo.
C'è una Toscana dello spettacolo che ospita prestigiose produzioni e punta su una rete di festival e una che punta sul cinema.
Nelle grandi città e nei piccoli borghi sorgono edifici sacri con un eccezionale patrimonio di fede e cultura.
Per i teatri non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Tutto il mondo conosce alcune fra le grandi istituzioni culturali che il passato di questa regione ha tramandato.
C'è una Toscana scavata dall'archeologia e una che guarda all'arte contemporanea. 
Per conservare e valorizzare una tale ricchezza vengono impiegate consistenti risorse, sia pubbliche che private. Gli impegni di bilancio delle pubbliche amministrazioni toscane in questo settore restano sono superiori alle medie nazionali.
Ma anche i consumi culturali da parte dei cittadini sono più alti che altrove. A servizio del progetto di iniziativa regionale "Investire in cultura" sono disponibili, per l'esercizio 2009, oltre 21 milioni di €.

13. Educazione

A lezione per tutta la vita
Nell'anno scolastico 2009-2010 sono 453.740 gli studenti toscani, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Nell'anno 2008-2009 erano 446.503. Ma, se gli alunni sono di più, il numero delle classi è inferiore a quello dello scorso anno, passando da 20.909 a 20.886. All'aumento di alunni (+ 7.237 unità) corrisponde un numero di insegnanti inferiore, rispetto allo scorso anno, di circa 1.700 unità (si passa da 40.363 a 38.651). In forte e costante aumento gli alunni stranieri, che sono il 10,5% del totale, in tutto 48.212 fra ragazzi e ragazze: il grosso degli alunni stranieri è nella secondaria inferiore (12,4%), mentre alle superiori la fetta di studenti non italiani è ancora abbastanza esigua (7,7%).
Nella scuola dell'infanzia gli alunni stranieri rappresentano il 10,9% del totale, mentre la percentuale di presenze nella scuola primaria è dell'11,8%. Le nazionalità più diffuse sono quelle albanese e romena, seguite nell'ordine da quelle marocchina, cinese, filippina, peruviana e da un consistente gruppo "misto". Se l'inclusione è l'obiettivo principale delle politiche nei confronti degli immigrati, tutto ciò è particolarmente importante per quel che riguarda la scuola.
Anche le matricole che si iscrivono alle università toscane sono in aumento. Nelle 3 Università toscane di Firenze, Pisa e Siena, alla Scuola superiore Normale e al Sant'Anna di Pisa, all'Università per stranieri di Siena, alle Accademie di belle Artie ai Conservatori musicali gli studenti sono oltre 130 mila.
In Toscana gli ingressi nel sistema universitario sono aumentati nonostante la riduzione dovuta al calo demografico. Il rapporto tra gli immatricolati e i ragazzi diciannovenni è passato dal 55% al 59%. Circa una matricola su cinque (il 20% del totale) si iscrive per la prima volta ad un corso universitario dopo uno o più anni dal conseguimento della maturità, e l'11% rimanda l'iscrizione addirittura a 5 anni dal conseguimento del diploma.
Quasi un terzo degli immatricolati proviene da fuori regione (26%). La quota di fuori sede non toscani è particolarmente alta a Siena (35% del totale immatricolati), seguita da Pisa (28%) e Firenze (21%). Il bacino di provenienza prevalente quello delle regioni meridionali, in particolare Sicilia, Campania, e Calabria.

14. Ricerca

La chiave per avere futuro
Dallo studio dei buchi neri alle nanotecnologie, dalla partecipazione alla missione su Marte al restauro in chiave tecnologica dei beni culturali, dalla robotica alla farmaceutica, dai vaccini all'hi-tech fino ai veicoli alimentati a idrogeno: la Toscana della ricerca e dell'innovazione è una realtà fatta di oltre 12 mila addetti di cui circa 2.000 in strutture pubbliche, quasi 6.000 nell'Università, quasi 100 in istituzioni private no profit e 3.000 nelle imprese private.
Il settore di punta in Toscana, costituito dalle imprese delle tecnologie informatiche (Ict) conta, oltre a un numero enorme di piccole e piccolissime imprese, quattro poli scientifici e parchi tecnologici (Navacchio, Pontedera, Peccioli, Livorno). I brevetti registrati in Toscana in questo settore sono il 5,4% del totale in Italia.
Sul fronte dell'Università e della ricerca la Regione pur non avendo competenze dirette, lavora per valorizzare le risorse di cui la Toscana è ricca.

15. Economia e lavoro

Più vicini a chi produce
Gli operai sono sempre di meno e le donne che lavorano sono invece sempre più numerose. I colletti bianchi sono la maggioranza dei lavoratori dipendenti e i servizi fanno la parte del leone, a scapito di industria e agricoltura. È la fotografia, scattata dall'Istat, dell'economia toscana. La grande area metropolitana che si estende da Pistoia al Valdarno è l'area più ricca, industrializzata e popolata. La Toscana meridionale è invece contraddistinta da un'agricoltura ancora in via di modernizzazione e da un'industria alquanto debole. L'industria toscana tipica è quella manifatturiera e a dominare sono le piccole e medie imprese: nel 2007 erano oltre il 99 per cento delle 359.120 imprese di tutta la regione. Le grandi imprese sono poche, ma qualitativamente significative: una sessantina con oltre 250 addetti, tra cui Piaggio, Nuovo Pignone, Menarini, Breda, Lucchini, Gucci, Galileo e Calp.
L'asse portante del settore industriale toscano è rappresentato dal Sistema moda: tessile, abbigliamento, cuoio e pelle. L'industria meccanica è un altro dei cardini dell'economia toscana. Questa è anche la terza regione italiana, dopo Lazio e Lombardia, per presenza di industrie farmaceutiche. Il turismo è un altro pilastro. La Regione affianca le grandi imprese nella contrattazione con il governo nazionale e nelle vertenze aziendali, e opera per dotare i territori di infrastrutture competitive. La Regione interviene anche a supporto delle attività di ricerca e sviluppo, con le banche per garantire l'accesso al credito e nella formazione di chi sta cercando (o ricercando) occupazione. Sostiene anche la promozione dell'industria toscana all'estero e l'avvio di nuove imprese.


16. Diritti e cooperazione

Tante garanzie per tutti
La Toscana è stata il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte, nel 1786. Ancora oggi, e con sempre maggiore determinazione, è impegnata a garantire i diritti di tutti. Individuali e collettivi. Dentro e fuori il suo territorio. Il diritto di ciascuno a seguire la propria fede o a vedere rispettata la propria identità sessuale. I diritti delle donne e quelli dei bambini. Il diritto di tutti ad avere un lavoro, a partecipare alla costruzione delle decisioni, al governo delle istituzioni e del territorio. E i diritti dell'umanità: all'acqua, al cibo, alla pace. Su questi temi ha organizzato da anni il Meeting del 10 dicembre in occasione della promulgazione della Carta universale dei diritti dell'uomo da parte dell'Onu e il Meeting di San Rossore sui temi della globalizzazione. Sotto questo filone vanno comprese anche le attività per tenere vivo il legame con le comunità dei toscani all'estero. Nel 2007 la Toscana ha ricevuto il premio dell'Unione italiani nel mondo perché è la Regione che investe di più e meglio sui giovani connazionali all'estero.

17. Legalità e sicurezza

Vicini in caso di bisogno
La qualità della vita in Toscana è data anche dal livello di sicurezza in cui vivono i suoi cittadini. Sicurezza in tutti i sensi, non solo quello che deriva dalla tranquillità di girare per le strade o di starsene in casa senza temere aggressioni. Ci sono iniziative della Regione specifiche in questo campo, dall'affermazione di una cultura della legalità alla rinuncia alla filosofia del condono; dalla formazione della polizia locale allo sviluppo delle associazioni che si battono con civiltà contro la criminalità organizzata. E ancora veri e propri progetti contro il degrado che consentano di estirpare il malessere fin dalle sue cause. Ma anche sicurezza dopo le sciagure naturali, o negli ospedali, o nei cantieri e sui luoghi di lavoro. Il tutto seguendo i valori dell'inclusione e della solidarietà.

18. Pubblica amministrazione e altro

Una macchina ben funzionante
Per raggiungere competitività e far fronte alla crisi, l'ammodernamento e il rilancio non deve riguardare solo il tessuto produttivo ed economico della Toscana, ma anche tutta la pubblica amministrazione, che deve presentarsi ai cittadini e alle imprese, più snella, efficiente, capace di rinnovarsi e stare al passo coi mutamenti della società. Per questo numerosi provvedimenti messi in fila mirano proprio a rendere meno complicato il rapporto con la macchina amministrativa, a ridurne i costi, a portare negli uffici più modernità e trasparenza.


Ultima modifica: 28/12/2012 12:54:43 - Id: 117781