Salta al contenuto Salta al menu'

Telelavoro

Telelavoro

Il telelavoro domiciliare è stato introdotto in Regione Toscana nella legislatura 2000-2005 con l'avvio di una prima fase di sperimentazione iniziata nel 2003 e conclusa nel 2004, che ha coinvolto più di 20 dipendenti, appartenenti a varie strutture organizzative.
 
Dopo l'esito decisamente positivo di tale sperimentazione, è stato stabilito, d'intesa con le rappresentanze sindacali, di consolidare e sviluppare tale esperienza, riconoscendo nel telelavoro domiciliare una modalità di lavoro che permette concretamente di migliorare l'organizzazione del lavoro stesso e conciliare i tempi vita-lavoro.
 
L'osservazione di tale esperienza negli anni, ha  evidenziato alcuni punti necessari di una particolare attenzione. Sono infatti emerse criticità che  hanno interessato il concetto di telelavorabilità e la necessità di assicurare uniformità applicativa all'istituto. 
 
Nel primo caso si è arrivati alla determinazione di alcuni parametri di telelavorabilità di carattere prettamente organizzativo che debbono essere soddisfatti per  considerare telelavorabile un'attività con riferimento alla struttura specifica in cui viene svolta.
Da ciò deriva che un'attività di per se sicuramente telelavorabile, quando è  riferita ad una determinata struttura operativa può essere parzialmente o del tutto non telelavorabile. Questo perché, nella realtà organizzativa della struttura interessata, possono non  essere soddisfatti i parametri di cui detto sopra.
 
Nel secondo caso le problematiche sono state risolte con l'adozione di un nuovo Disciplinare che ha disposto in maniera puntuale sulle attività non telelavorabili e ha rafforzato  le disposizioni relative a tempi  e modalità di presentazione delle richieste. 
 
L'adozione del  nuovo "Disciplinare sul telelavoro domiciliare per gli uffici della Giunta Regionale" (Decreto Dirigenziale n. 9495 del 3 luglio 2017), oltre ad  aver risposto alle suddette esigenze, si  è resa necessaria  in considerazione dell'aumento esponenziale del numero  di postazioni di telelavoro attivate (ad oggi oltre il 10% dei dipendenti  aventi diritto) e delle problematiche gestionali  connesse  allo sviluppo di questa modalità organizzativa di lavoro. 

Una delle novità, certamente la più rilevante, introdotta dal  nuovo Disciplinare è la previsione di un avviso biennale per l'attribuzione di un numero massimo di postazioni di telelavoro da assegnare in base ad una graduatoria redatta su criteri indicati nello stesso disciplinare. 
 
Monitoraggio e diffusione del telelavoro
Il settore Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane della Direzione Organizzazione e Sistema Informativo redige ogni anno un monitoraggio sul telelavoro accompagnato da una breve relazione che vengono presentatati  alle rappresentanze sindacali dei lavoratori e dei dirigenti.

Risorse correlate




 

 


Ultima modifica: 27/07/2018 08:56:22 - Id: 12454029