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Provincia di Siena

Provincia di Siena

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45 opere per provincie


600. Amministrazione provinciale di Pisa, Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana europea

Provincia di Pisa, Pisa s.d., 110 pp.
Raccolta di lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana ed europea con un saggio conclusivo di Roberto Battaglia tratto dall'edizione Einaudi. A p. 6, si trova il ricordo di Tommaso Masi, 19 anni, rastrellato a Monticiano e fucilato il 13 marzo 1944 con Renato Bindi nella caserma Lamarmora di Siena. A p. 23, Renato Magi, 18 anni, giustiziato il 17 giugno 1944 tramite fucilazione assieme a Vittorio Tassi lungo la strada Radicofani-Chianciano. Era stato sorpreso in possesso di bombe a mano da una pattuglia tedesca il 15 giugno. A p. 24, Aldo Mei, sacerdote di 32 anni, fucilato il 4 agosto 1944 da plotone tedesco fuori Porta Elisa a Lucca. Era stato arrestato il 2 agosto nella chiesa di Fiano e tradotto a Lucca assieme ad altri 30 rastrellati, perché accusato di aver aiutato un giovane ebreo a nascondersi.

601. Tanzini Stelio, Fuoco su Montemaggio

Comitato provinciale dell'anpi, Siena s.d., 65 pp.
Opuscolo che narra in forma di romanzo storico le vicende che precedettero la strage di Montemaggio, senza aggiungere particolari informazioni dal punto di vista storiografico.

602. Mariotti Giovanni, Sono passati i tedeschi

 s.e., Montepulciano s.d. [ma 1944], 15 pp.
In copertina: "A cura del fronte del Lavoro e a beneficio dei contadini che più soffrirono dell'ira tedesca". Opuscolo datato 2 luglio 1944 sulle devastazioni compiute dall'esercito tedesco nel territorio di Montepulciano. Nel turbine della guerra l'A. considera uguali tutti gli occupanti stranieri e assennata solo la Chiesa. L'unico episodio rilevante è l'impiccagione sul portone di casa Del Corto del "Patriota Giuseppe Marino da Catania, che i tedeschi hanno giustiziato lì, in quel passaggio obbligato, perché tutto il paese lo veda" (p. 9), con due sentinelle tedesche di guardia al cadavere per evitarne la rimozione.

603. [senza autore], I Martiri di Montemaggio caduti per la giustizia e la libertà d'Italia

28 marzo 1944, s.e., Siena s.d. [ma 1945], 8 pp.
Discorso pronunciato dal partigiano Mario del Partito d'Azione in occasione della commemorazione dei caduti di Montemaggio tenutasi a Poggibonsi il 29 ottobre 1944. La descrizione dell'episodio e della fucilazione è redatta da Fiume, partigiano scampato alla strage con la fuga. Mancano i nomi dei caduti e molti dettagli ma importante è la testimonianza sulle trattative di resa dei partigiani accerchiati dai fascisti.

604. Amidei Smeraldo, I nostri morti.

Documentario senese di atrocità nazifasciste, Cantagalli, Siena 1945, 24 pp.
Nel frontespizio: "I caduti di Scalvaia e i fucilati di Siena". Opuscolo memorialistico e celebrativo redatto da uno dei partigiani sfuggiti al rastrellamento di Monte Quoio, sulla strage di 14 partigiani, dieci fucilati l'11 marzo 1944 a Scalvaia dopo il rastrellamento di Monte Quoio e altri 4 il 13 marzo alla caserma Lamarmora di Siena.


605. Amidei Smeraldo (a cura di), Infamia e gloria in terra di Siena durante il nazi-fascismo,

Cantagalli, Siena 1945, 84 pp.
Il volumetto ricostruisce, a poca distanza dagli avvenimenti, le ultime fasi della Seconda guerra mondiale in terra di Siena. Nel narrare gli avvenimenti di lotta partigiana nel Senese l'A. precisa molti dettagli sulla dinamica del rastrellamento di Monte Quoio. Alle pp. 36-43 ricorda e analizza la strage dei 14 partigiani giustiziati in seguito al rastrellamento. Segue, alle pp. 44-9, la strage di Montemaggio, avvenuta in località Casa Giubbileo il 28 marzo del 1944, dove le truppe fasciste senesi e i tedeschi fucilarono, dopo un rastrellamento, 17 partigiani. Si tratta dei due episodi più celebri e ricordati nella memorialistica resistenziale senese di cui l'A. fu uno dei testimoni.


606. anpi (a cura di), Criminali alla sbarra

 La Poligrafica, Siena 1948, 90 pp.
Prima del titolo: Il processo di Montemaggio. Come precisa l'Introduzione, il volume non è una storia completa dei partigiani che combatterono in provincia di Siena, ma una rievocazione dei principali crimini compiuti dai fascisti su ordine del capo della Provincia, Chiurco. Il volume venne pubblicato durante lo svolgimento del primo processo contro i fascisti senesi. Si fa riferimento alla strage di Monte Quoio (pp. 15-9, 59) e, soprattutto, a quella di Montemaggio (pp. 20-86). Per quest'ultimo episodio, e in relazione all'istruzione del processo di primo grado contro i fascisti senesi, sono forniti gli elenchi dei giudici della Corte, degli avvocati e degli imputati (pp. 41-56), oltre alla requisitoria del procuratore generale e alle richieste di condanna in data 20 gennaio 1948 (pp. 73-86).

607. Comitato provinciale anpi di Siena (a cura di), Il processo di Sarteano

Comitato provinciale anpi di Siena, Siena 1954, 4 pp.
Nella prima di copertina: "Giustizia per tutti i partigiani incarcerati! W il Decennale della Resistenza!" Opuscolo pubblicato in occasione del decennale della Resistenza, relativo alla vicenda del processo di Sarteano che stabiliva, con la sentenza della Corte di Assise di Firenze, l'assoluzione di quattro partigiani processati per l'uccisione di tre militi fascisti. Vengono ricordati i principali episodi di violenza nazifascista nella provincia di Siena e in particolare le stragi di Monte Quoio e di Montemaggio (p. 2).

608. Plantera Pasquale, Brigata partigiana.

Storia della Brigata Garibaldi "Spartaco Lavagnini" (con riferimenti ad altre unità partigiane che operarono in provincia di Siena e in territori limitrofi), Comitato provinciale anpi di Siena, Siena 1961, 382 pp.
Il volume, che si basa sulla testimonianza di un partigiano della Brigata Spartaco Lavagnini, fa riferimento alle due più importanti stragi avvenute nella provincia di Siena, quelle di Monte Quoio e Montemaggio, e a un terzo episodio meno noto, quello delle Tre Case nei pressi di Piancastagnaio. In quest'ultimo luogo, l'8 marzo del 1944 furono catturati e uccisi tramite impiccagione, dopo aver subito sevizie e bastonature, i partigiani Florindo Guerrini e Libero Stolzi (p. 90). Per quanto riguarda gli altri episodi, il libro si sofferma sulle responsabilità di alcuni fascisti: nel caso di Monte Quoio, ricorda che gli ultimi 4 partigiani furono fucilati alla caserma Lamarmora di Siena, dopo un processo sommario, da un plotone d'esecuzione comandato dal capitano Gabriele Zoppis (pp. 171-83); nel caso di Montemaggio precisa invece che il rastrellamento fu eseguito da 250 fascisti e da 40 soldati tedeschi, guidati sul posto dai fascisti Bramante e Cruset Lisi (pp. 222-33).

609. Pasqualetti Ugo (a cura di), 1920-1945 Testimonianze ed episodi del-la Resistenza Sangimignanese, Tipografia Pasqualetti, San Gimignano 1965,67 pp.
A cura del Comitato comunale per le celebrazioni del Ventennale della Liberazione. Presentazione di Mario Paoli (pp. 5-9). Sintetica storia della Resistenza partigiana nel territorio di San Gimignano con contributi e ricordi di protagonisti delle vicende. Alle pp. 41-3 è pubblicata la testimonianza di Vasco Chellini, un sopravvissuto, sulla strage di Montemaggio. Alle pp. 53-4 la fucilazione nel parco di Villa di Montese il 17 giugno 1944 del partigiano Alfonso Bini, che era stato catturato dalle truppe tedesche il 14 giugno. Alle pp. 59-60 si rievoca che, dopo uno scontro con i partigiani, le truppe tedesche fucilarono, nei pressi di Citerna, 4 boscaioli intenti al loro lavoro.

610. Origo Iris, Guerra in Val d'Orcia, Vallecchi, Firenze 1968, 241 pp.
Titolo originario: War in Val d'Orcia. A Diary, 1951. Traduzione di Elsa Dallolio e Paola Ometti. Prefazione di Piero Calamandrei (pp. 1-6). Diario sugli anni di guerra trascorsi in Val d'Orcia dalla medievista Iris Origo. Nonostante imprecisioni e approssimazioni nella narrazione, il diario si segnala per il particolare punto di vista dell'A. A p. 138 è riportata la fucilazione da parte di un reparto fascista italiano di 5 antifascisti come rappresaglia per l'uccisione del colonnello fascista Gobbi (luogo e data dell'episodio non menzionati). A p. 153 la fucilazione di 3 renitenti alla leva come ammonimento per la popolazione (in realtà si tratta dell'episodio della caserma Lamarmora di Siena del 13 marzo 1944, con 4 vittime uccise da fascisti). Ricordata anche l'uccisione di 2 partigiani in un borgo vicino Piancastagnaio (quasi sicuramente si tratta dell'episodio di Tre Case dell'8 marzo 1944): i fascisti lasciarono i cadaveri appesi alle porte del paese. A p. 188 si menziona che truppe tedesche uccidono 2 uomini durante un rastrellamento a Castiglioncello il 25 maggio 1944. L'azione si ripete il 12 giugno con lo stesso numero di vittime (p. 199, probabilmente si tratta dell'episodio di Castiglioncello del Trinoro del 16 giugno 1944, con 3 vittime). A p. 227, è descritta l'impiccagione ad opera di truppe tedesche di almeno 19 cittadini di Chiusi il 26 giugno 1944, dopo che la città era stata liberata dalle truppe alleate e rioccupata dai tedeschi (in una nota, scritta successivamente, si mette in dubbio questo episodio). A p. 230 l'A. testimonia dell'uccisione a Chianciano il 28 giugno 1944 mediante colpo di pistola alla testa di un quattordicenne che aveva gridato insulti verso le truppe tedesche in ritirata verso nord. L'episodio è citato da Schreiber (La vendetta tedesca, p. 100 [M n. 32]) come probabile esempio di applicazione dell'ordine emanato l'8 giugno 1944 di intervenire senza pietà al "minimo accenno di attività o intenzioni sovversive, si trattasse anche solo di gesti (saluto bolscevico o similari) o di grida ingiuriose".

611. anpi sezione di Chiusi, Le sanguinose tappe della dittatura fascista (1919-1945), anpi, Chiusi 1974, 106 pp.
Introduzione (pp. 5-6). Il libro presenta la cronologia dei crimini compiuti, a livello nazionale, dal regime fascista tra il 1919 e il 1945. A p. 93 si fa riferimento a 17 cittadini di Chiusi assassinati dalle truppe nazifasciste tra il 16 e il 26 giugno del 1944.

612. Comitato per le celebrazioni del 30° anniversario della Liberazione del Comune (a cura di), 1944 3 luglio Rapolano libera 3 luglio 1974, Comitato per le celebrazioni del 30° anniversario della Liberazione del Comune, Rapolano Terme 1974, 16 pp.
L'opuscolo, che ripercorre il periodo della Resistenza nel territorio di Rapolano, menziona i "massacri di Scalvaia e Montemaggio" (p. 9).

613. Meoni Vittorio, Memoria su Montemaggio, anpi di Siena, Siena 1975, 60 pp.
Ristampato dall'anpi di Siena, Siena 1997. Volume storico e memorialistico scritto dall'unico partigiano sfuggito alla fucilazione di Montemaggio in località Casa Giubbileo il 28 marzo 1944. Sono riportati i nomi dei 17 partigiani catturati durante un rastrellamento sul Montemaggio. Gli autori dell'azione furono militi della compagnia op e della Casermetta, elementi dell'esercito, Bramante e Cruset Lisi. Relativamente alle azioni giudiziarie del dopoguerra, si accenna alla sentenza della Corte d'Assise di Siena, soprattutto per quanto riguarda la posizione di Giorgio Alberto Chiurco, capo della Provincia e commissario del fascio di Siena.

614. Avanzati Fortunato, Lo strano soldato. Autobiografia della Brigata Garibaldi Spartaco Lavagnini, La Pietra, Milano 1976, 386 pp.
Il libro raccoglie 18 testimonianze di partigiani della Brigata Garibaldi Spartaco Lavagnini, che combatté prima in provincia di Siena e poi sul fronte del Senio. Nella memoria scritta da Fortunato Avanzati si ricorda che il 7 marzo 1944 in località le Tre Case vennero catturati i partigiani Libero Stolzi e Florindo Guerrini (Tredicino) e che il giorno dopo furono impiccati a un albero alla periferia di Piancastagnaio (p. 23).

615. Gasparri Tamara, La Resistenza in provincia di Siena. 8 settembre 1943-3 luglio 1944, Olschki, Firenze 1976, xiv+352 pp.
Prefazione di Giuliano Procacci (pp. v-ix). Importante studio sulla storia della Resistenza in provincia di Siena. Si fa riferimento ad alcune delle principali stragi effettuate dalle truppe nazifasciste: Monte Quoio tra l'11 e il 13 marzo 1944 (pp. 146-9) e Montemaggio del 28 marzo 1944 (pp. 168-9), inoltre l'uccisione di 2 partigiani (Florindo Guerrini e Libero Stolzi) a Piancastagnaio, catturati durante un rastrellamento in località Tre Case l'8 marzo del 1944 (pp. 136-7). I due uomini furono fucilati dalle truppe tedesche, impiccati a un albero e tenuti esposti per alcune ore come ammonimento alla popolazione.

616. Tagliaferri Gino, Comunista non professionale. Il lavoro clandestino a Firenze, La Pietra, Milano 1977, 151 pp.
Autobiografia di Tagliaferri, membro del pci dalla fondazione e principale dirigente dell'organizzazione comunista fiorentina clandestina. Ispettore militare del cln regionale, riporta (p. 116) alcuni particolari sui fucilati che erano stati catturati sul Monte Quoio: 11 furono uccisi a Scalvaia, mentre altri 5 fucilati dopo un processo sommario a Siena. A p. 120 viene riportato un dialogo con una donna durante un posto di blocco tedesco a Piancastagnaio, verso la fine di marzo: si apprende che 2 ragazzi erano stati brutalmente ammazzati: "Gli hanno schiacciato la testa con le pietre e poi li hanno attaccati per i piedi ai rami dei castagni". Si tratta del tristemente celebre episodio di Florindo Guerrini e Libero Stolzi, uccisi in località Tre Case.

617. Meoni Vittorio, Una vittoria partigiana (Monticchiello 6 aprile 1944), Consorzio Comune-Provincia, Siena 1978, 122 pp.
Introduzione di Bruna Talluri (pp. 5-11). L'A., partigiano scampato all'eccidio di Montemaggio e poi presidente dell'Istituto storico della Resistenza senese, ricostruisce in modo approfondito la battaglia di Monticchiello, frazione del comune di Pienza in Val d'Orcia, del 6 aprile 1944. Viene ricordato l'eccidio di Montemaggio del 28 marzo 1944 e vengono riportate le dichiarazioni rilasciate da Giorgio Alberto Chiurco, capo fascista della Provincia di Siena, al processo istruito contro di lui e altri 82 fascisti (pp. 14-5).

618. Guastalli Giovanni, Il boscaiolo. Vita dura di un sindacalista della cgil dal '21 al '78, La Pietra, Milano 1979, 216 pp.
Autobiografia del dirigente sindacale Guastalli, nato a San Lorenzo a Merse (Siena) nel 1903. Membro attivo della Resistenza nel senese, dedica alcuni ricordi interessanti alle primissime celebrazioni dei partigiani caduti a Montemaggio e Monte Quoio nel capitolo Dal luglio 1944 all'agosto 1945 (pp. 113-30).

619. Avanzati Fortunato "Viro", Martufi Pier Giuseppe, Replica a "La tavola del pane" - Al di là della memoria (Replica a Fortunato Avanzati), Il Torchio, Siena s.d. [ma 1980], 38 pp.
Il partigiano Fortunato Avanzati, replicando alle tesi sostenute da Pier Giuseppe Martufi nel volume La tavola del pane. Storia della 23a Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia" [M n. 392], precisa il suo ruolo nell'ambito della lotta di Resistenza e ripercorre in alcuni punti il rastrellamento di Monte Quoio. L'opuscolo è interessante per una serie di precisazioni sulle responsabilità e la dinamica della azione.

620. Orlandini Alessandro, I giudici e la Resistenza. Dal fallimento dell'epurazione ai processi contro i partigiani. Il caso di Siena, La Pietra, Milano 1983, xiv+190 pp.
Prefazione di Romano Canosa (pp. vii-xi). Come sintetizzato dal titolo e illustrato nella bella prefazione di Canosa, lo studio ripercorre alcuni procedimenti giudiziari relativi all'epurazione e il loro esito, mostrando la rimozione di colpe e le riabilitazioni dei fascisti, in nome delle logiche legate alla Guerra fredda. Vengono analizzati il rastrellamento e l'esecuzione di Monte Quoio e l'episodio di Montemaggio, ricostruiti nei fatti e nelle intricate vicende processuali del dopoguerra.

621. Angeli Roberto, Betti Roberto, Fè Fabiano (a cura di), Chianciano Terme 1900-1945. Cronache, documenti, testimonianze, Edizioni Periccioli, Siena 1984, 495 pp.
Pubblicazione promossa dal Comune di Chianciano Terme. Presentazione (p. 7) di Mario Paccagnini, sindaco di Massa Marittima. Prefazione di Rosario Villari (pp. 9-11). Il libro, che approfondisce il passato di Chianciano Terme tra l'inizio e la metà del xx secolo, cita una lettera di Mario Campolunghi in cui si descrive l'uccisione, avvenuta il 14 giugno del 1944 nel piazzale delle Terme di Chianciano, di tre componenti della famiglia Perugini, padre e due figli (pp. 432-4). I tre erano stati prelevati da parte delle SS a Chiusi Scalo. Poco più avanti (pp. 440-1) gli autori ricordano l'uccisione di Amerigo Bai e Quirino Salvatori, avvenuta a Castiglioncello sul Trinoro il 16 giugno del 1944, durante un rastrellamento delle truppe tedesche.

622. Falorni Libero, La memoria della libertà. Il movimento partigiano in Valdelsa, ets, Pisa 1984, 230 pp.
Introduzione (pp. 5-8). Ricostruzione dell'attività della Resistenza nei comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi e Montaione, basata sui ricordi personali dell'A. e sui racconti di altri partigiani. Si accenna agli eccidi di Monte Quoio tra l'11 e il 13 marzo 1944 (p. 97) e di Montemaggio del 28 marzo 1944 (pp. 99 e 104).

623. Origo Iris, Guerra in Val d'Orcia. Diario 1943-44, Gruppo editoriale Fabbri-Bompiani-Sonzogno-etas, Milano 1986, 240 pp.
Postfazione di Alessandro Galante Garrone. 2a edizione di Origo Iris, Guerra in Val d'Orcia, 1968 [M n. 610].

624. Plantera Pasquale, Brigata partigiana. Storia della Brigata Garibaldi Spartaco Lavagnini e riferimenti ad altre unità partigiane che operarono in provincia di Siena e in territori limitrofi, Amministrazione provinciale, Siena 1986, 262 pp.
Presentazione di Giordano Chechi, presidente della Giunta provinciale di Siena (p. 7). Volume cronachistico e memorialistico pubblicato in occasione del 40° anniversario della Liberazione, riprende e approfondisce l'omonimo libro pubblicato dall'A. nel 1961 [M n. 608].

625. Gruppo cantori partigiani colligiani, Canto per i caduti di Montemaggio, anpi sez. Colle Val d'Elsa, Colle Val d'Elsa 1989, 33 pp.
Composizione a cura di Ernesto Razzi. Trascrizione di un canto di produzione spontanea celebrante i partigiani caduti a Montemaggio.

626. Monteriggioni Montemaggio. Studenti - attualità - resistenza - La scuola media "D. Alighieri" promotrice di cultura, Roberto Meiattini, Siena 1990,70 pp.
Il volumetto raccoglie gli atti della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Monteriggioni in data 30 marzo 1989, momento di riflessione culturale e politico scaturito dalle celebrazioni del 46o anniversario dell'eccidio di Montemaggio. In particolare, il volume ripercorre i lavori di restauro di Casa Giubbileo, luogo della strage, e la sua inaugurazione avvenuta il 31 marzo del 1990.

627. Archivio dell'Unione donne italiane Siena (a cura di), Le ragazze colligiane degli anni '40 raccontano. "Non lasciate la nostra mano", Archivio dell'Unione donne italiane Siena, Siena 1990, 194 pp.
Nato come autobiografia di un gruppo di ragazze e di donne che negli anni tra il 1943 e il 1950 cominciarono a far politica nella cittadina di Colle di Val d'Elsa, fa un breve accenno, ripreso dal ricordo di Valda Giomi, all'eccidio di Montemaggio del 28 marzo 1944 (p. 17).

628. Biscarini Claudio, 1944 i francesi e la liberazione di Siena. Storia e immagini delle operazioni militari, Nuova immagine, Siena 1991, 158 pp.
In testa al frontespizio: Istituto storico della Resistenza senese, Provincia di Siena, Comune di Siena. Presentazione di Vittorio Meoni (pp. 7-8). Il volume contiene una cronaca documentata delle operazioni belliche effettuate dalle truppe francesi dai confini sud a quelli nord della provincia di Siena dal settembre 1943 al luglio 1944. Vi sono due brevi riferimenti alle stragi di Monte Quoio tra l'11 e il 13 marzo 1944 (p. 19) e di Montemaggio del 28 marzo 1944 (pp. 20-1). Nel primo caso si specifica che sul luogo della strage, a Scalvaia, accanto ai corpi fu lasciato un cartello con la seguente scritta: "Nel luogo in cui un nostro milite ha trovato la morte per mano dei ribelli, questi traditori sono stati raggiunti dalla giustizia che arriva sempre per uno a dieci"; nel secondo si precisa che la fucilazione fu effettuata con un mitragliatrice manovrata dal maresciallo Marco Bertoli.

629. Ciabattini Pietro, Siena fra la scure e la falce e martello. Cronaca e memorie dal 1926 al 1950, I Mori A.G. Ticci, Siena 1991, 448 pp.
Presentazione di Massimo Leoni (pp. 11-2). Premessa (pp. 13-6). Scritto dal figlio di un gerarca, il volume presenta uno spaccato di vita senese durante il ventennio fascista e intende fornire la "verità dei vinti". In questo contesto, si fa riferimento agli eccidi di Monte Quoio tra l'11 e il 13 marzo 1944 e di Montemaggio del 28 marzo 1944, parlando dell'uccisione rispettivamente di 14 e 17 "ribelli". Per Monte Quoio l'azione fu effettuata dalla gnr di Siena e Grosseto, mentre per Montemaggio si afferma che i 17 uomini furono fucilati "non secondo la legge".

630. Meoni Vittorio, Messaggi di pietra. Immagini della Resistenza senese, Nuova immagine, Siena 1993, 116 pp.
In testa al frontespizio: Istituto storico della Resistenza senese. Introduzione di Bruna Talluri (pp. 7-15). Censimento delle lapidi, cippi e monumenti posti in provincia di Siena dall'immediato dopoguerra a ricordo e celebrazione delle vittime in terra senese del nazifascismo. Le riproduzioni fotografiche, realizzate da Marcello Stefanini, sono corredate di brevi note di Vittorio Meoni che sintetizzano con precisione gli avvenimenti celebrati dai singoli monumenti. Gli episodi descritti riguardano: Tre Case; Scalvaia, sul Monte Quoio, e Caserma Lamarmora di Siena; Montemaggio, località Casa Giubbileo; Castellina Scalo; Chianciano; Castiglioncello del Trinoro (frazione di Sarteano); Garbina (comune di Radda in Chianti); San Piero d'Orcia (comune di Radicofani); podere La Formica (comune di Cetona); Vignoni; Pantano (comune di Montepulciano); Macchiaie; Castelletto (comune di Sinalunga); Palazzaccio (comune di Castelnuovo Berardenga); Citerna (comune di San Gimignano).

631. Pasqualetti Ugo (a cura di), "Fischia il vento, urla la bufera..." Testimonianze ed episodi della Resistenza sangimignanese, 1920-1945, anpi, San Gimignano 1993, 210 pp.
Presentazione di Mario Paoli, primo sindaco di San Gimignano, nominato dal cln locale nel luglio del 1944 (pp. 7-9). Ricostruzione, attraverso contributi diversi, della storia del movimento partigiano nella Valdelsa. Riprende, ampliandole, le Testimonianze ed episodi della resistenza sangimignanese, pubblicate nel 1965 in occasione del 20o anniversario della Liberazione [M n. 609]. All'interno del testo viene ospitato uno scritto di Guido Lisi che fa riferimento all'eccidio di Montemaggio del 28 marzo 1944 (pp. 96-7) e si cita la fucilazione da parte di un comando tedesco di 4 boscaioli catturati durante un'azione antipartigiana in località Le Pianore, presso Citerna, nel comune di San Gimignano, in data 8 luglio 1944 (p. 139).

632. Biscarini Claudio, Castelnuovo Berardenga, estate 1944. Un comune in guerra, Nuova immagine, Siena 1994, 47 pp.
Presentazione di Paolo Benvenuti (pp. 7-8). Introduzione (pp. 9-10). Il volumetto ripercorre, in modo sintetico ma rigoroso, le vicende belliche che interessarono Castelnuovo Berardenga. Un capitolo è dedicato all'episodio del Palazzaccio (pp. 19-26). In queste pagine si tenta una valutazione complessiva delle acquisizioni storiografiche fino alla data di pubblicazione del libro e delle questioni ancora aperte. In particolare, si avanzano ipotesi sulle responsabilità nella strage dell'870o Reggimento della Wehrmacht, della 356a Divisione Fanteria agli ordini del tenente colonnello Voskamp, e della Fallschirmjager Panzer Division Hermann Göring.

633. Biscarini Claudio, Paoletti Paolo, Meoni Vittorio, 1943-1944. Vicen-de belliche e Resistenza in terra di Siena, Nuova Immagine, Siena 1994,222 pp.
In testa al frontespizio: "Istituto storico della Resistenza senese". Raccolta di saggi scritti dai tre A., ad approfondimento delle vicende belliche del territorio senese tra il 1943 e il 1944. Citati gli eccidi di Monte Quoio e di Montemaggio. Il brano che si riferisce al primo episodio contiene le note del diario dell'arcivescovo di Siena, Toccabelli, e il notiziario del Comando generale della gnr (pp. 139-40), quello che si riferisce al secondo contiene il notiziario del Comando generale della gnr (p. 140).

634. Faleri Dino, Severini Ugo (a cura di), Brigata Simar. Memorie, do-cumenti, testimonianze, anpi-Sezione di Sarteano, Città della Pieve 1995,175 pp.
Pubblicazione a cura del Movimento di Liberazione nell'Italia Centrale. Raggruppamento Monti Soratte e Cetona. Introduzione di Gabriele Brogi (p. 5). Il libro, che ripercorre le vicende della Brigata partigiana Simar, offre due rapidi passaggi sugli eccidi di Monte Quoio (p. 29) e di Montemaggio (p. 34). Si accenna inoltre (pp. 111-5) alla fucilazione da parte delle SS del carabiniere e partigiano Simar Vittorio Tassi e del giovane partigiano Renato Magi. L'episodio è avvenuto il 17 giugno del 1944 in località San Piero d'Orcia.

635. Betti Giulietto, Chiusi 1943-1946, Nuova Immagine, Siena 1996, 160 pp.Presentazione di Marco Ciarini, sindaco di Chiusi (p. 7), presentazione di Claudio Biscarini (p. 8), introduzione di Nicla Capitini Maccabruni (pp. 9-10). Scritto in occasione del 50o anniversario della Resistenza il volume ricostruisce, basandosi su testimonianze scritte e orali, la storia della città di Chiusi tra il 25 luglio 1943 e il 2 giugno del 1946. Due sono gli episodi citati: l'uccisione di 2 sfollati (Angiolo e Bruno Camilloni, padre e figlio) come rappresaglia dopo il ritrovamento del cadavere di un soldato tedesco, in località Vignagrande, il 18 giugno 1944 (p. 56), e l'uccisione di 4 contadini (Bruno e Marino Benicchi, padre e figlio, Nello Mazzetti, Giovanni Perugini) durante un rastrellamento vicino Chiusi, in località Gonzarelli Boncia, il 22 giugno 1944, dopo la fuga di un quinto contadino (pp. 56-7). Le vittime furono ferite con armi da fuoco, "straziate e finite a pugnalate". Il volume contiene anche l'elenco dei caduti civili di Chiusi tra il 1940 e il 1945 (pp. 142-5).

636. Biscarini Claudio, Palazzaccio 4 luglio 1944. La memoria scomoda, Nuova immagine, Siena 1997, 120 pp.
Presentazione di Vittorio Meoni (pp. 7-8). Introduzione (pp. 9-15). Ricostruzione dell'episodio del Palazzaccio, quando vennero uccise 9 persone durante un'azione di rappresaglia tedesca nel comune di Castelnuovo Berardenga. Protagonisti dell'azione furono i militari tedeschi della Divisione Göring, che finirono le vittime con raffiche di mitra.

637. Capecchi Mauro, Autobiografia di un operaio comunista (1913-1967). La resistenza in provincia di Siena, Centro editoriale toscano, Pontassieve 1997, 150 pp.
Presentazione di Danilo Capecchi (pp. 13-4). Volume memorialistico scritto dal partigiano Faro, comandante del 7o distaccamento Ovidio Sabatini della Brigata Lavagnini. Alle pp. 98-9 si descrive l'impiccagione da parte di fascisti di due partigiani (Florindo Guerrini e Libero Stolzi) a Piancastagnaio, catturati durante un rastrellamento in località Tre Case l'8 marzo 1944.

638. Ciabattini Pietro, Quando i senesi salvarono Siena: Siena città ospedaliera, Settimo sigillo, Roma 1997, 202 pp.
Premessa (pp. 5-8). Volume memorialistico scritto dal figlio di un gerarca fascista, ripercorre, dal punto di vista dei reduci della rsi, la storia di Siena e provincia tra l'8 settembre 1943 e la Liberazione, sottolineando il tentativo messo in atto dal capo della Provincia, Giorgio Alberto Chiurco, di salvaguardare Siena e i senesi. In questo ambito, troviamo brevi riferimenti alle stragi di Monte Quoio (pp. 100-1) e Montemaggio (pp. 109-11). Per quest'ultimo episodio, si avanza l'ipotesi che l'eccidio sarebbe stato causato dalla fuga di uno dei partigiani arrestati, all'insaputa di Chiurco.

639. Meoni Vittorio, Memoria su Montemaggio, anpi di Siena, Siena 1997, 60 pp.
Ristampa dell'edizione del 1975 [M n. 613]

640. Cianferotti Luigi, Vita nella campagna di Siena tra '800 e '900. Memorie di un paese, Protagon editori toscani, Siena 2000, 286 pp.
Presentazione di Gianfranco Molteni (pp. viii-xviii). Volume memorialistico dedicato al paese di Orgia tra xix e xx secolo. A p. 243 si ricorda la fucilazione di 17 partigiani a Montemaggio, in località Casa Giubbileo, il 28 marzo 1944, secondo il ricordo di Alfredo Cianferotti, arruolato nella gnr di Siena e poi fuggito come renitente. Riportati i nomi dei caduti.

641. Origo Iris, Guerra in Val d'Orcia. Diario 1943-44, Le balze, Montepulciano 2000, 283 pp.
Riedizione di Origo Iris, Guerra in Val d'Orcia, 1968 [M n. 610]

642. Bistarini Stefano, Perché gli altri non dimentichino. Chiusi: cronaca di dolore, lutti e distruzioni in un solo anno dei suoi 40 secoli di vita. Luglio 1943-luglio 1944, Pagnini e Martinelli Editori, Firenze 2001, 197 pp.
Presentazioni di autorità cittadine (pp. 5-7), introduzione di Ilario Rosati (pp. 9-10). Cronaca della vita di Chiusi scandita quotidianamente dal 24 luglio 1943 al luglio 1944. Il diario riporta in modo dettagliato gli episodi e la fonte (pubblicazioni citate in una bibliografia a p. 197 e documenti dell'Archivio comunale) dalla quale l'informazione è tratta. Sono descritti numerosi episodi di violenza su civili, uccisioni e distruzioni compiute dall'esercito tedesco in ritirata, come quelli del 18 giugno 1944 (saccheggio della città e uccisione di civili) e del 22 giugno (tortura e uccisione a colpi di mitra e pugnalate di 4 coloni rastrellati a scopo di lavoro da militi tedeschi). Numerose fotografie e un'appendice con l'elenco dei 107 caduti civili di Chiusi.

Ultima modifica: 19/02/2013 12:23:01 - Id: 579726