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Provincia di Pisa

Provincia di Pisa

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45 opere per provincie


510. Provincia di Pisa (a cura di), Lotta antifascista e di Liberazione a Pisa.

Brevi cenni, s.e., s.l. s.d., 19 pp.
Sintetica storia dell'antifascismo pisano dagli anni Venti alla Liberazione. Alle pp. 17-9 pubblica l'elenco delle Stragi nazifasciste in provincia di Pisa, che riporta tutti gli episodi con l'indicazione del numero delle vittime dal giugno al settembre 1944.

511. Pasetto E., Barbarie tedesca.

Il martirio delle popolazioni della Val di Serchio sotto il barbaro dominio tedesco dal settembre 1943 al settembre 1944, Nistri Lischi, Pisa s.d. [ma 1945], 61 pp.
Memoria redatta subito dopo gli avvenimenti da un cittadino pisano che era sfollato dal 1943 nelle campagne circostanti. L'A. offre un quadro se pur impreciso, ampio ed efficace dell'incrudelirsi delle violenze tedesche nel corso dell'estate 1944. Si fa riferimento, in forma vaga, a numerosi episodi di uccisioni individuali e di stragi. Fra questi, a p. 43 e senza indicazione di data, si riferisce di una strage a Nozzano di circa 40 uomini, prescelti fra oltre 100 dopo una serie di sevizie. A p. 44, senza data, a Vecchiano, descrive l'uccisione di 30 uomini, avvenuta a colpi di mitraglia e a gruppi di 10 e, senza data, a Pisa, l'eccidio in casa Pardo Roques, con 12 persone uccise con bombe a mano e a colpi di pistola. Alle pp. 44-5, racconta la strage di San Biagio, senza data, scaturita da un tentativo di violenza di militari tedeschi su alcune donne. Si ha un numero imprecisato di vittime (ma inferiore a 15), fra la chiesa del paese e una abitazione vicina. A p. 48, riporta una versione approssimativa del rastrellamento alla Romagna, che provocò oltre 40 morti, cui si aggiungono altre uccisioni a Nozzano, per un totale superiore a 100. Infine si segnala: a p. 51 la strage a Nozzano di 70 uomini rastrellati, in parte alla Romagna in parte altrove; alle pp. 52-3, la strage a Laiano ove, in una fossa, vengono riesumate parecchie decine di cadaveri, frutto di ripetute esecuzioni collettive.

512. Pagni Renato, Fascetti Aldo, Avanzi Enrico et ali, Pisa nel suo martirio e nella sua rinascita

Tipografia Pacini Mariotti, Pisa 1954, 52 pp.
In copertina: "2 settembre 1944 - 2 settembre 1954". Numero unico realizzato per il 10o della Liberazione di Pisa e il suo territorio con testi e immagini relative alle distruzioni belliche, in particolare bombardamenti, alle vittime civili e alla ricostruzione postbellica. A p. 4 si trovano Documenti del martirio, con fotografie delle lapidi dedicate alla strage di via S. Andrea in casa Pardo Roques, con l'elenco delle 12 vittime, e quella per l'assassinio dei 9 civili rifugiati presso l'idrovoro di San Rossore. Segue un breve ricordo della vicenda Pardo Roques (p. 11). A p. 15 pubblica un compendio delle vittime e delle distruzioni subite dalla città, in cui si riportano le 86 "vittime per fucilazioni o comunque per uccisioni da parte dei nazifascisti (accertati)" e i 263 partigiani caduti nella provincia per rappresaglia. Infine (p. 38) si ricorda la strage di San Biagio in Cisanello (riprodotta la lapide e i nomi dei caduti) del 2 agosto 1944 quando le SS tedesche irruppero in una abitazione uccidendo con bombe a mano 12 persone. Nella stessa località altre 7 persone furono trovate sepolte in una fossa comune vicino alla chiesa parrocchiale e una all'interno della chiesa stessa. Presente l'elenco dei nomi.

513. Cavallini Maurizio, La guerra 1940-45 nel volterrano (giugno-luglio 1944)

Diario, Unione Tipografico Artigiana, Volterra 1957, 67 pp.
Estratto da "Rassegna volterrana", 1958, nn. 24-26. Diario redatto dal 24 giugno, con una sintesi, nelle prime pagine, dei mesi precedenti vissuti nella zona. Alle pp. 5-6 riferisce sull'eccidio di Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina. A Niccioleta furono uccise sei persone, perché trovate in possesso di armi; altre 77 furono fucilate a Castelnuovo (a p. 66 un elenco delle vittime). A p. 12 si descrive rapidamente la strage del podere Le Marie, avvenuta dopo la richiesta della famiglia Cini, che abitava il podere, di riavere 70.000 lire rubate dai tedeschi; 6 persone (tra cui tre sfollati) furono uccise con bombe e mano. A p. 20 infine si ha un dettagliato resoconto della strage di Guardistallo, avvenuta il 29 giugno, dopo l'attacco partigiano a una autocolonna tedesca e il successivo rastrellamento: vennero uccisi 10 abitanti dei poderi vicini, alcuni partigiani, e una parte degli uomini rastrellati in paese, per un totale di 56 uccisi, fra cui 9 partigiani, e 5 dispersi.

514. Vallini Carlo, Diario di un rifugiato sui monti pisani

La calda estate del 1944, Lischi, Pisa 1963, 119 pp.
Diario redatto dal 22 giugno al 4 settembre 1944 da un cittadino pisano sfollato a Molina di Quosa (con qualche elemento che fa pensare a una parziale rielaborazione successiva: già il 9 agosto si fa riferimento agli "assassinati di Ripafratta, di Vecchiano, di Gello, di Nozzano [p. 78]"). Attraverso notizie che provengono dalla popolazione in movimento e in cerca di rifugio nella zona, di fronte all'avanzare del fronte e all'accentuarsi delle violenze naziste, si delinea il quadro delle stragi a Nozzano (1° agosto, p. 83, in cui si menzionano 27 cadaveri ritrovati; 15 agosto, p. 86, i morti salgono a oltre 70) a partire dal rastrellamento della Romagna (15 agosto, p. 86, si fa riferimento a un ampio rastrellamento con fucilazione di civili "per sospetto di partigianeria"; 2 settembre, pp. 109-11 ancora un quadro più dettagliato dell'azione tedesca, privo però di elementi quantitativi).

515. Azione cattolica interparrocchiale (a cura di)

Ricordo delle vittime civili della "Romagna" (Pugnano. Pisa) e del sac. Giuseppe Bertini, parroco di Molina di Quosa. Ventesimo anniversario 1944-1964, Industria Grafica Lucchese, s.l. 1964, 39 pp.
Numero unico commemorativo che ripercorre le violenze tedesche nella zona di Pugnano, dal rastrellamento della Romagna all'uccisione del parroco di Molina di Quosa, don Giuseppe Bertini, il 10 settembre 1944. Il rastrellamento della Romagna avviene il 7 agosto: vengono concentrate alcune centinaia di persone in località Focetta. Selezionati gli uomini, gli abili al lavoro vengono portati a Lucca, chi accusa malattie è invece concentrato a Nozzano e rinchiuso per tre giorni. Qui, l'11 agosto, i reclusi verranno portati sulla strada per Lucca a piccoli gruppi e fucilati (68 uomini e 1 donna). Alle pp. 15 e 16 si trova l'elenco incompleto dei morti, al quale mancano 16 nomi di sfollati nella zona non identificati.

516. Amministrazione provinciale di Pisa, Pisa dall'antifascismo alla liberazione

Amministrazione provinciale, Pisa 1965, 98 pp.
Numero unico a cura dell'Amministrazione provinciale di Pisa con il Comitato provinciale per la celebrazione del Ventennale della Resistenza e della Liberazione. Volume collettivo a carattere commemorativo, con contributi memorialistici, sull'intera vicenda del territorio pisano, dall'avvento del fascismo alla Liberazione. A p. 38 si ricorda la strage di via S. Andrea del 1° agosto 1944 con l'uccisione di Giuseppe Pardo Roques e altre 11 persone (tra cui 7 ebrei) dei quali si fornisce l'elenco. Foto della lapide scoperta nel primo anniversario della strage. Alle pp. 60-1 un brano di G. Vecchiani ricorda rapidamente alcune violenze nazifasciste, senza soffermarsi sulle specifiche circostanze: a Pomaia 2 giovani; a Santa Luce quattro cittadini, Guardistallo 60 civili trucidati come collaboratori dei partigiani, al podere Le Marie 8 morti (3 uomini, 4 donne e una bambina).


517. Vanni Renzo, Fascismo e antifascismo in provincia di Pisa dal 1920 al 1944

Giardini, Pisa 1967, 318 pp.
Studio documentario: da p. 189 si occupa di antifascismo durante la guerra, e da p. 210 dell'attività partigiana dopo l'8 settembre. Alle pp. 255-6 riferisce sulla strage di Guardistallo, del 29 giugno 1944, che parte dallo scontro a fuoco tra una colonna tedesca in transito e la formazione partigiana O. Gattoli in movimento verso Casale Marittimo. Nello scontro muoiono 7 partigiani, mentre i tedeschi rastrellano e uccidono 60 civili. A p. 256 si descrive la strage del podere Le Marie (senza data) con 9 civili uccisi. A p. 256 si segnala un eccidio a Montevaso, con la cattura e l'uccisione di tre ebrei. A p. 269 si descrive la strage in casa Pardo Roques (Pisa, 1° agosto), con l'uccisione di 13 civili. Infine, alle pp. 288-93, si riporta, dal "Corriere dell'Arno" del 29 luglio 1945, un'ampia cronaca della strage della Romagna, con il rastrellamento di numerosi civili il 7 agosto e la fucilazione di 69 di essi tre giorni dopo, a Nozzano.

518. Amministrazione provinciale di Pisa (a cura di), Pisa 25 aprile 1970. 25° anniversario della Resistenza e della Liberazione, Lischi e figli, Pisa 1970, 33 pp.
Numero unico celebrativo con discorsi ufficiali e alcune testimonianze. Nel discorso del sindaco di Pisa, Fausta Giani Cecchini (pp. 27-9), si ricordano le stragi di Guardistallo, Boves e l'eccidio in casa Pardo Roques (senza date o particolari).

519. Amministrazione provinciale di Pisa (a cura di), Assassini e stragi compiuti dai fascisti e dai nazisti in provincia di Pisa, s.e., Pisa 1972, 32 pp.
Nella prima di copertina si specifica che "nell'elenco dei crimini nazifascisti non sono compresi i partigiani caduti in combattimento o fucilati né le vittime dei bombardamenti". Opuscolo commemorativo illustrato che riproduce documenti relativi al governo fascista e nazista del territorio nel 1943-44. Viene descritto l'avvento del fascismo e la sua violenza a partire dal 1920. Da p. 12 si offre una cronaca scarna, condotta in linea cronologica, delle violenze commesse dai nazifascisti. Si trova alle pp. 13-4 un elenco degli uccisi alla Niccioleta, Castelnuovo Val di Cecina, alle pp. 14-5 un elenco dei 60 uccisi a Guardistallo, alle pp. 15-6 vi è una descrizione del rastrellamento tedesco a Piavola di Buti del 23 luglio, che provocò l'uccisione di 19 persone indicate da spie fasciste come collaboratrici dei partigiani. A p. 16 si descrive l'eccidio di San Miniato: 42 vittime uccise nel duomo da SS "con raffiche di mitra e lancio di bombe a mano". A p. 17 si descrive l'eccidio al podere Le Marie, nel giugno, che colpisce 4 uomini, 4 donne e una bambina, uccisi con bombe a mano. Si menzionano, con l'indicazione della data, del luogo e del numero delle vittime, numerosi altri crimini.

520. Comune e Provincia di Pisa (a cura di), 30° anniversario della liberazione e della Resistenza, Comune di Pisa, Pisa 1974, 55 pp.
Quaderni della Rassegna del Comune di Pisa, 1° Volume celebrativo con foto delle manifestazioni pubbliche e stralci dagli interventi di circostanza. Alle pp. 29-30 viene pubblicato il discorso commemorativo di Uliano Martini, presidente dell'anpi di Pisa, nell'ambito delle cerimonie che comprendono la visita, da parte delle autorità, di alcuni luoghi di stragi nazifasciste: Barbaricina, San Rossore, San Biagio, via S. Andrea a Pisa. Il discorso fa riferimento alle stragi di Niccioleta - Castelnuovo, di Guardistallo, del Padule di Fucecchio, della cattedrale di San Miniato e menziona "oltre 500 vittime delle stragi". A p. 52 c'è il resoconto della commemorazione della strage di San Miniato, avvenuta il 21 luglio 1944, descritta come frutto di un'azione di SS entrate nel duomo per colpire la popolazione rifugiata, che uccisero con bombe a mano e colpi di mitra 42 persone, fra cui 23 donne.

521. Scuola media statale di Buti, Testimonianze e documenti, raccolti dagli studenti e coordinati dagli insegnanti della Scuola Media di Buti, sull'Eccidio di "Piavola" e sui fatti accaduti nell'estate 1944 durante l'occupazione nazifascista, La Grafica pisana, Buti 1974, 75 pp.
A cura dell'Amministrazione comunale di Buti, promosso dal Comitato unitario comunale per le celebrazioni del 30° anniversario dell'eccidio di Piavola e della Liberazione. Frutto di un lavoro scolastico, il volume raccoglie e organizza testimonianze della popolazione locale sul periodo più duro dell'occupazione nazista, sulla tarda primavera-estate del 1944. Si riproducono anche documenti e manifesti d'epoca. Una parte centrale è dedicata all'eccidio di Piavola del 23 luglio 1944 in cui furono uccisi dai 17 ai 19 civili - a seconda delle testimonianze - nel corso di un rastrellamento originato forse dall'uccisione di due militari tedeschi da parte di partigiani. Si rileva frequentamente nelle testimonianze il collegamento tra l'attività svolta dai partigiani nella zona e il rastrellamento tedesco, cui parteciparono anche italiani in uniforme germanica. La pubblicazione contiene 2 carte geografiche.

522. Associazione amici della musica, Ponsacco. Mille anni di storia, Associazione amici della musica, Ponsacco 1976, xi+342 pp.
Nel capitolo Gli anni difficili della guerra e della Resistenza, il curatore Danilo Chiarugi precisa che le vittime e le distruzioni di Ponsacco sono inferiori a quelle delle località montane della provincia. All'interno del quadro generale della distruzione del territorio e dei suoi abitanti compiuto dall'esercito tedesco in ritirata vengono descritti gli episodi in cui persero la vita i 3 abitanti di Ponsacco: il 7 luglio 1944 venne ucciso con due colpi di pistola Augusto Trentino Vanni, di 27 anni. Uno dei due militari mostrava gradi da tenente della poa. Il 17 luglio, nel giorno del passaggio del fronte da Ponsacco, Maria Bacci di 19 anni venne uccisa con una raffica di mitra da "alcuni soldati tedeschi di retroguardia addetti a controllare gli ultimi rastrellamenti" (p. 134) mentre raccoglieva acqua a un pozzo in località Camugliano. Un civile di 62 anni fu utilizzato come guida dai tedeschi durante l'azione di rastrellamento di partigiani e venne ucciso ad Altopascio il 14 luglio a colpi di mitra dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

523. Arieti Silvano, Il Parnàs, Mondadori, Milano 1980, 175 pp.
Edizione originale 1979. Traduzione di Francesco Saba Sardi. Monografia dedicata alla ricostruzione della figura di Giuseppe Pardo Roques, capo (indicato con la parola sefardita parnàs) della comunità ebraica di Pisa, ucciso insieme ai suoi ospiti ebrei e alle domestiche cristiane il 1° agosto 1944 da soldati tedeschi. L'A. racconta in forma romanzata l'ultimo giorno di vita della vittima, indagando la malattia psichica di Pardo Roques, legata alla fobia degli animali, che gli avrebbe impedito di cercare un nascondiglio. Presenti alcune foto di Pardo Roques, una carta di Pisa e la riproduzione della lapide.

524. Lotti Dilvo, San Miniato. Vita di un'antica città, Cassa di Risparmio, San Miniato 1980, 509 pp.
Volume di storia generale della città, a carattere rievocativo più che storiografico. Dedica il capitolo 12 (pp. 156-85) a Luglio 1944. I martiri del Duomo raccogliendo dati e testimonianze intorno all'episodio del 22 luglio 1944, che causò 55 morti ma che resta ancora di origine dubbia (mina tedesca o granata dell'artiglieria alleata?).

525. Tognarini Ivan, La Resistenza a Piombino e nella Valdicornia. Dalla battaglia del 10 settembre 1943 alla 3a Brigata Garibaldi, Comune di Piombino, Piombino 1983, 49 pp.
Saggio storico con materiale documentario e fotografico. Fra i documenti citati, si segnala la relazione della Delegazione Brigate d'Assalto Garibaldi del comandante Frangioni del 1945, che riporta un riferimento (p. 23) alla strage di Guardistallo, presentata come una conseguenza della riconquista tedesca del paese dopo la liberazione da parte dei partigiani. Le vittime segnalate sono 54 civili e 25 partigiani.

526. Amministrazione comunale di San Miniato (a cura di), San Miniato. Luglio 1944, Amministrazione comunale, San Miniato 1984, 111 pp.
Volume rievocativo a carattere essenzialmente fotografico. Si riproducono le fotografie scattate da un cittadino, Cesare Barzachi, nel luglio del 1944, accompagnate da una cronaca degli avvenimenti. Si descrivono le devastazioni portate dalla decisione tedesca di minare il paese per ostacolare l'avanzata alleata, sino alla strage del duomo, avvenuta il 22 luglio 1944 che causò 54 morti. Anche se non si fissano precise responsabilità rispetto all'esplosione nel duomo, la strage è considerata una conseguenza dell'atteggiamento tedesco di rivalsa verso la popolazione italiana, esposta deliberatamente al pericolo. Chiude il testo una relazione alleata sui combattimenti che investirono il centro abitato.

527. Comune di San Miniato, San Miniato 1944-1984, s.e., San Miniato 1984, 81 pp.
Opera commemorativa che riproduce testimonianze già pubblicate nella "Miscellanea storica della Valdelsa", gennaio-dicembre 1968-70. Alle pp. 36-61 Cesare Barzacchi descrive La strage di San Miniato, vivace testimonianza stesa poche settimane dopo i fatti. Si descrivono l'ordine tedesco del 22 luglio per la concentrazione della popolazione nel duomo e nella chiesa di Sant'Anna e le circostanze della strage, senza poter dare indicazione precisa sulle origini dell'esplosione che provocò 60 morti e 90 feriti. E' stata accertata la responsabilità tedesca, in particolare dell'artiglieria che sparava dalla zona di Fucecchio e di un ordigno a tempo (p. 49). Alle pp. 53-66 si riporta la Relazione sull'eccidio del Duomo, affidata dal Comune a una commissione, redatta nel luglio 1945 dal dott. Carlo Gianattasio, giudice del tribunale di Firenze. I morti risultano 54, esclusi i feriti eventualmente deceduti successivamente in ospedale. La strage fu provocata da un colpo di mortaio dell'artiglieria tedesca.

528. Comitato provinciale per le celebrazioni del 40° anniversario della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, anpi Sezione provinciale Pisa, Cippi e lapidi. Percorso storico attraverso i cippi e le lapidi commemorative in provincia di Pisa. Maggio 1985, Regione toscana e Provincia di Pisa, Pisa 1985, 75 pp.
Volume commemorativo e fotografico che offre un ampio quadro degli atti di violenza commessi dai nazifascisti nella provincia di Pisa e un sommario profilo delle circostanze dei singoli episodi nonché le foto dei cippi commemorativi e delle lapidi a essi dedicate. Da p. 12 a p. 15 una presentazione enumera i fatti di Niccioleta, Guardistallo (14 partigiani uccisi e 60 civili), San Miniato (22 luglio, 42 morti), San Biagio (2 agosto, 11 morti), Marzano (11 agosto, 69 morti). Si offrono poi dettagli e fotografie relative ai singoli episodi: uccisione del tenente Labate e di altri 7 agenti di pubblica sicurezza catturati il 19 giugno in località Selvatelle, nel comune di Terricciola e uccisi poi il 23 giugno (p. 28); strage di Le Marie: 11 civili presi in ostaggio e uccisi come risposta a un attacco partigiano (foto del cippo, p. 29); strage di Guardistallo: scontro fortuito tra partigiani e tedeschi con l'uccisione di 14 partigiani e la rappresaglia su 59 civili (19 giugno, p. 30); Crespina, 2 luglio 1944, fucilazione di tre giovani renitenti alla leva (p. 32); San Miniato, 22 luglio, 42 morti (pp. 34-5); Piavola (Buti) 23 luglio, 19 uccisi (pp. 36-7); Pisa, 1o agosto, strage in casa di G. Pardo Roques (12 morti) (p. 41); canonica di S. Biagio, 2 agosto, 1 morto (p. 42); San Biagio, 2 agosto, 12 persone uccise (p. 43); San Rossore, 9 agosto, 9 persone uccise presso l'idrovora (p. 49); Nozzano, 11 agosto, 69 uomini uccisi e 1 donna (pp. 50-1); Bonifica di Nodica, Fosso Reale, 14 agosto, 18 persone uccise (p. 52); Bonifica di Nodica, Fosso della Bufalina, 8 persone uccise; Cascine del Gello, 19 agosto, 5 uccisi (p. 53); San Giovanni alla Vena, 19 agosto, 8 uccisi (p. 54); Santa Maria del Giudice, località San Pantaleone, 3 persone uccise (p. 55). Si ha infine un elenco di vittime o caduti cui sia stato dedicato un cippo e un altro elenco di vittime e di caduti cui non è stato dedicato alcun cippo.

529. Amministrazione comunale di San Miniato, Biblioteca comunale di San Miniato, San Miniato durante la seconda guerra mondiale (1939-1945). Documenti e cronache, Giardini, Pisa 1986, 284 pp.
Raccolta di testimonianze, disposte in forma di cronaca, sulla vita cittadina negli anni di guerra. Si menziona una scaramuccia tra partigiani e tedeschi il 10 luglio 1944 (p. 142) e l'episodio della strage del Duomo. Si descrive l'ordine tedesco emanato la mattina del 22 luglio, che imponeva la concentrazione di tutta la popolazione nel Duomo e nella chiesa di S. Domenico e si sottolinea la responsabilità tedesca per la concentrazione della popolazione in zone pericolose, astenendosi però dall'attribuire una responsabilità precisa per l'esplosione che provocò la strage.

530. Lupo-Berghini Vincenzo, A quarant'anni dalla legislazione razziale. Persecuzioni a Pisa, Pacini, Pisa 1987, 39 pp.
Studio documentario sulla campagna antiebraica nella stampa pisana fra i primi anni Trenta e il 1943. Dedica le pp. 31-2 a Giuseppe Pardo Roques, ricordando brevemente la strage di via S. Andrea del 1 agosto 1944, quando 7 ebrei e 5 cristiani vennero uccisi. Riproduce la lapide che ricorda l'episodio, collocata sul luogo della strage l'anno successivo. Presenti alcune fotografie di Pardo Roques.

531. Picotti Marco, Le giornate di Pisa dal 18 giugno al 2 settembre 1944, Vigo Cursi, Pisa 1987, 30 pp.
A cura di Maria Clotilde Picotti. Diario dell'A., poco più che ventenne all'epoca dei fatti e nascosto presso amici e istituti religiosi a Pisa. L'A. riporta, sulla base di racconti, alcuni episodi avvenuti nell'area pisana. In data 1o agosto (p. 16) menziona la notizia dell'uccisione di 15 persone in via Sant'Andrea, presso l'abitazione del dottor Pardo Roques, avvenuta col lancio di bombe a mano. Al 21 agosto (pp. 20-1) c'è un riferimento all'uccisione di 12 uomini a Pappiana, come rappresaglia per l'uccisione di un soldato tedesco. Al 24 agosto (p. 21) si fa riferimento all'eccidio operato dai tedeschi presso il lago di Massaciuccoli contro civili che si erano rifugiati nei canneti. A p. 24 ricorda la strage nei pressi di Barbaricina, che causò 36 morti, e quella di San Miniato, ove il duomo fu fatto saltare dai tedeschi.

532. Amministrazione provinciale di Pisa, Pisa dall'antifascismo alla liberazione, Amministrazione provinciale, Pisa 1990, 160 pp.
Numero unico a cura dell'Amministrazione Provinciale di Pisa con il Comitato provinciale per la celebrazione del Ventennale della Resistenza e della Liberazione. Ristampa con appendice dell'edizione del 1965 [M n. 516]. In aggiunta ai dati contenuti nella precedente edizione a p. 122 il sindaco di Terricciola ricorda gli 8 agenti di pubblica sicurezza del sottotenente Vittorio Labate trucidati dai nazisti nel territorio del comune il 23 giugno 1944.

533. Amministrazione provinciale di Pisa (a cura di), Pisa dall'antifascismo alla liberazione, ets, Pisa 1992, 205 pp.
Numero unico a cura dell'Amministrazione provinciale di Pisa con il Comitato provinciale per la celebrazione del Ventennale della Resistenza e della Liberazione. Ristampa con appendice dell'edizione 1990 [M n. 532]. In aggiunta ai dati contenuti nelle precedenti edizioni si segnala: a pp. 169-70 Lionello Diomelli offre una rapida descrizione de Le stragi nazifasciste in provincia di Pisa, con l'indicazione della data e del numero delle vittime (Niccioleta e Castelnuovo: 1o giugno; Guardistallo, 29 giugno; chiesa di S. Miniato, 21 luglio; Piavola di Buti, 23 luglio; assassinio Pardo Roques, Pisa, 1° agosto; eccidio della canonica di S. Biagio, 2 agosto; San Biagio, sempre 2 agosto; idrovora di San Rossore, 9 agosto; Musigliano, 9 agosto; La Romagna, massacro dopo un rastrellamento, 11 agosto; bonifica di Nodica e Migliarino, 14 agosto; eccidio del Padule di Fucecchio, 23 agosto; bonifica di Filettole, 27 agosto). Alle pp. 176-7 e 178-9 sono raccolte due testimonianze sull'attività del distaccamento partigiano Otello Gattoli, che comprendono alcune informazioni sulla strage di Guardistallo, con 14 partigiani caduti nel corso del combattimento e 59 civili rastrellati e uccisi successivamente dai tedeschi (in particolare la testimonianza di Virgilio Marchionneschi).

534. Gianfaldoni Paolo, Pisa dal bombardamento del 1943 sino ai giorni nostri, Edizioni Felici, Pisa 1993, 50 pp.
Volume rievocativo a carattere cronachistico, corredato da fotografie. Tratteggia le vicende cittadine durante l'occupazione nazista e fa riferimento ad alcuni episodi di eccidi in provincia e in città. A p. 21 menziona la strage di Guardistallo (60 persone uccise perché accusate di collaborare con i partigiani); a Pisa il 1o agosto 1944, in via S. Andrea, 12 persone, tra cristiani ed ebrei, vennero uccisi nell'abitazione di Giuseppe Pardo Roques, presidente della comunità israelitica pisana; il 2 agosto 1944 alla chiesa di S. Biagio, 12 persone furono trucidate perché rifiutarono di consegnare due ragazze ai tedeschi; nella medesima località e nella stessa data, 8 persone vennero trucidate a raffiche di mitra. Con fotografie di Pisa bombardata.

535. Comune di Pisa (a cura di), Dopo 50 anni per capire la pace. Quaderni, Comune di Pisa, Pisa 1993-95, 5 voll.
In copertina: "50° anniversario della Resistenza e della Liberazione (1993/95)". Volumetti commemorativi con alcune testimonianze. Il iii volume, del 1994, alle pp. 7-10, riprende l'articolo di Lionello Diomelli, Da Castelnuovo alle Romagne: una scia di sangue, già apparso in varie edizioni su un numero unico curato dall'Amministrazione comunale (Pisa dall'antifascismo alla liberazione, 1a edizione 1965 [M n. 516]). Alle pp. 21-32 ripubblica passi da S. Arieti, Il Parnàs, sull'eccidio a casa di Pardo Roques [M n. 523], con foto della vittime e della lapide commemorativa. Le pp. 33 ss. sono dedicate alla strage di San Rossore (9 agosto, 9 uccisi) e ai due eccidi di San Biagio (11 morti per ciascuno, 2 agosto). Il quinto volume, del 1995, riporta il discorso tenuto da Adriano Prosperi in occasione del 50o della Liberazione, in cui si ricordano le stragi naziste, citando in particolare la strage del Padule di Fucecchio (p. 12).

536. Amministrazione comunale di San Miniato (a cura di), San Miniato. Luglio 1944, Comune di San Miniato, San Miniato 1994, 111 pp.
Volume di documentazione fotografica sulle distruzioni portate dalla guerra a San Miniato, nel luglio 1944. Contiene contributi memorialistici e documentari. A p. 8, in un'ampia serie di foto, si descrive la strage del Duomo di San Miniato (24 luglio), della quale resta dubbia la responsabilità (mine tedesche, bombardamento alleato o tedesco?). Tuttavia, è certo il numero delle vittime (54) e l'atteggiamento dei tedeschi che costrinsero i civili a restare rinchiusi nel Duomo.

537. Amministrazione comunale di Vicopisano, In ricordo dei caduti della guerra (1939-1944), Centro Litografico, Bientina 1994, 81 pp.
Nel 50° della Liberazione del Comune, raccolta di schede biografiche di tutti i cittadini del comune, civili e militari caduti durante il conflitto. A p. 19 si narra l'uccisione di 4 pastori in località Lago Nero, avvenuta il 12 luglio 1944 ad opera di truppe nazifasciste perché sostenitori dei partigiani (Dino e Luigi Baldini, Luigi Bertucchi e Leandro Bertuccelli). Altre schede di uccisi per mano tedesca: Emilio Bini (25 agosto), Tullia Brini (19 agosto), Domenico Brizzi (19 agosto), Giuseppe Cei (15 agosto), Giovanni Novelli (23 luglio), Adolfo Orsini (7 agosto), Aldo Alberto Petri (25 luglio), Gino Petri (25 luglio), Giulio Petri (25 luglio), Argentino Osvaldo Rossi (2 agosto), Giacinto Taccola (26 luglio), Gino Turini (24 luglio). Per altri civili uccisi non è specificata né le modalità né le responsabilità dell'uccisione.

538. Battistini Giovanni, Ferrini Paolo, Volterra dalla Resistenza alla Liberazione, Comune di Volterra, Volterra 1994, 143 pp. [M n. 405]

539. Comune di Montecatini Val di Cecina, Cinquantesimo anniversario della Liberazione. Per non dimenticare la nostra storia. 2 luglio 1944-2 luglio 1994, s.e., s.l. 1994, 54 pp. n.n.
Dattiloscritto di cronaca con illustrazioni della celebrazione, svoltasi il 2 luglio 1994, del 50o anniversario della Liberazione di Montecatini Val di Cecina. Oltre alle illustrazioni della manifestazione e ai testi dei discorsi dei principali convenuti, la seconda parte della pubblicazione presenta fonti archivistiche e testimonianze per la ricostruzione della storia del comune durante il passaggio del fronte. Varie fonti citate ricordano l'uccisione il 23 giugno del 1944 in località Podernuovo di Buriano, in seguito a rastrellamento, di Giuseppe e Lido Bucciantini. Sempre le SS tedesche fucilarono il 1° luglio Giuseppe e Orello Rossi, anch'essi padre e figlio. La pubblicazione riporta la ricerca svolta dal parroco di Montecatini don Giovanni Costagli, basata principalmente sul Chronicon parrocchiale.

540. Comune di Pisa, Ricordo di Italo Bargagna e del 50° anniversario della liberazione di Pisa, Comune di Pisa, Pisa 1994, 27 pp.
Opuscolo celebrativo. A p. 24, all'interno della orazione ufficiale tenuta da Antonio Rossi, si ricorda l'eccidio di via S. Andrea a Pisa in casa Pardo Roques.

541. Comune di San Giuliano Terme, Provincia di Pisa, Associazioni dell'antifascismo, della Resistenza e combattentistiche, La Resistenza nel comune di San Giuliano Terme. Cinquantennale della resistenza e della Liberazione, Pacini, Pisa 1994, 71 pp.
Volume celebrativo che raccoglie, oltre a interventi rievocativi generali, alcune testimonianze di partigiani che operarono nel territorio del comune di San Giuliano. Vi è anche un elenco delle vittime delle guerra, fra cui la lista completa delle vittime della strage della Romagna e alcune foto di cippi e lapidi. Una nota di Giulio Filidei, rappresentante dell'anpi, apre il volume, elencando (pp. 4-6) le stragi compiute nel territorio del comune di San Giuliano, e in particolare quella della Romagna, con 69 vittime. Lionello Diomelli alle pp. 20-2 Da Castelnuovo alla Romagna una scia di sangue, offre una rapida rassegna dei crimini nazifascisti in territorio pisano, segnalando un totale di circa 800 vittime. Il volume raccoglie poi testimonianze di partigiani delle formazioni Otello Gattoli e Nevilio Casarosa. Alle pp. 52-3 è rievocata la strage della Romagna da parte di Giuliano Vincoletti della formazione Nevilio Casarosa: nella notte del 6-7 agosto, un rastrellamento tedesco raccoglie alcune centinaia di civili, in gran parte sfollati rifugiatisi nella zona, in località La Focetta. Due persone che tentano di fuggire vengono uccise subito. Vengono portati via 350 uomini, parte a Ripafratta e circa 80 a Nozzano. Dopo alcuni giorni di attesa, inizia la fucilazione: prima a 4 per volta, gli ultimi 38 in gruppo, uccisi in località Montranito.

542. Comune di San Giuliano Terme, Provincia di Pisa, Comitato interparrocchiale per le onoranze ai martiri della Romagna, Associazioni dell'antifascismo, della Resistenza e combattentistiche, L'eccidio della Romagna. Agosto 1944 Cinquantennale della Resistenza e della Liberazione, Pacini Editore, Pisa 1994, 31 pp.
In copertina: "Cinquantennale della Resistenza e della Liberazione". Volume celebrativo dedicato alla strage della Romagna del 6-7 agosto 1944. Contiene discorsi ufficiali, una lista delle vittime dell'eccidio, foto delle lapidi e alcune testimonianze, in parte già presenti nel coevo volume celebrativo dedicato dal comune di San Giuliano al cinquantennale della Liberazione o tratte dalla stampa del dopoguerra. L'eccidio si conferma frutto di un rastrellamento indiscriminato, con 69 fucilati.

543. Fiordispina Delio, Giuseppe Gori e compagni. Notizie, testimonianze e documenti sull'antifascismo sanminiatese, Comitato G. Gori di Cigoli, Cigoli (PI) 1994, 155 pp.
Pubblicazione a cura del Comitato Giuseppe Gori - Cigoli, Comune di San Miniato, anpi San Miniato, arci nova Zona del Cuoio, Casa del Popolo La Catena, Circolo G. Gori Cigoli, Casa del Popolo Molino d'Egola. Biografia dell'antifascista Gori, figura centrale della Resistenza pisana. Viene citata la strage del Duomo di S. Miniato del 22 luglio 1944 (p. 57) e, nella sezione documentaria, la fucilazione da parte dei fascisti di Alberto Dani di Santa Croce sull'Arno, renitente alla leva (p. 123, dalla relazione del 4 novembre 1944 di Concilio Salvadori; p. 116, dalla relazione dell'agosto 1944 del capitano Loris Sliepizza).

544. Amministrazione provinciale di Pisa, 1944-45 L'occhio dei liberatori. Immagini della guerra e della Liberazione in provincia di Pisa. Documentazione fotografica militare americana dai National Archives di Washington: mostra fotografica Pisa, 25 aprile 20 maggio 1995, Amministrazione provinciale, Pisa 1995, 93 pp.
Volume fotografico con testi di presentazione. Una breve sezione dei testi ricorda il tema "Resistenza e rappresaglie", fissando, senza altri particolari, gli estremi delle stragi che interessarono il Pisano da Niccioleta (14 giugno 1944) a Ripafratta (29 agosto 1944).

545. Battini Michele, Pezzino Paolo, Dal fascismo alla democrazia. Storie di Resistenza e di rappresaglie nazifasciste in provincia di Pisa. Documenti inediti, Provincia di Pisa, Pisa 1995, 132 pp.
In testa al frontespizio: "Provincia di Pisa. 1995 cinquantesimo della Liberazione dal regime fascista". Studio documentario che raccoglie, alla luce di un'ampia premessa, documenti sulle stragi nazifasciste in Italia e in particolare nella provincia di Pisa. I documenti provengono dai National Archives di Washington e dal Public Record Office di Kew, Londra e sono in gran parte costituiti dalle relazioni e dagli allegati preparati dalle commissioni alleate preposte alle inchieste sui crimini di guerra tedeschi nei mesi immediatamente successivi alla Liberazione. A p. 96 si offre un quadro cronologico delle principali stragi avvenute nella provincia nel 1944 citando: 14 giugno, Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina (6 e 77 uccisi); 24 giugno, Le Marie, 11 uccisi; 29 giugno, Guardistallo, 63 uccisi; 22 luglio, San Miniato, 42 uccisi; 23 luglio, Piavola (Buti), 19 uccisi; 1o agosto, Pisa 12 uccisi; 2 agosto, San Biagio 23 uccisi; 9 agosto, San Rossore, 9 uccisi; 6-7 agosto, rastrellamento a La Romagna e 11 agosto uccisione a Nozzano (Lucca) di 69 rastrellati; 14 agosto, Nodica, 18 uccisi; 14 agosto, Migliarino, 8 uccisi; 19 agosto, Cevoli, 8 uccisi; 23 agosto, Padule di Fucecchio, 185 uccisi; 27 agosto, Filettole, 37 uccisi; 29 agosto, Ripafratta, 25 uccisi. Si offrono poi documenti sui singoli episodi: pp. 110-5 testimonianze intorno alla strage del Padule di Fucecchio, 23 agosto. Alle pp. 116-8 si trova la relazione sulla strage di Niccioleta Castelnuovo, con 83 uccisi complessivamente con il coinvolgimento di 3 compagnie di SS italiane. Alle pp. 117-23 il rapporto alleato sulla strage di Guardistallo, con uccisione di 8 partigiani e di 46 civili. Alle pp. 124-30 la relazione alleata sull'episodio di San Miniato, 22 luglio, 27 morti e 20 feriti (circostanze non chiarite: mina tedesca o colpo di artiglieria alleato?). Alle pp. 131-2 si menziona la strage di La Romagna, 11 agosto, con circa 70 uomini uccisi e una donna.

546. Pieruccetti Pierluigi (a cura di), I giorni del fuoco e della speranza. 1945-1955 50° anniversario della Liberazione, Comune di Calcinaia, Calcinaia 1995, 140 pp.
Ampio volume commemorativo illustrato, che rievoca le vicende della provincia di Pisa nel 1944, con una particolare attenzione alla realtà di Calcinaia. Alle pp. 24-5 ricorda "i fucilati di Asciano" (4 morti) del 5 agosto 1944, uno degli episodi di cui è rimasta traccia nelle relazioni alleate. Alle pp. 26-7 la strage di Guardistallo, di cui si esaminano la dinamica e le motivazioni tedesche. Accetta, fra le molte versioni, il bilancio finale di 60 morti tra partigiani e civili (un solo tedesco ucciso). Alle pp. 105-6 riporta la commemorazione della strage di Piavola da parte del sindaco di Buti (19 morti). Alle pp. 111-2 si trova una rapida rievocazione del rastrellamento della Romagna e della strage di Nozzano (3 uccisi nel corso del rastrellamento, 69 successivamente a Nozzano). Alle pp. 113-4 ricorda, senza quantificare con precisione ("quasi cento"), i morti alla bonifica di Vecchiano (Fossa Nera e Fosso Reale) e nella zona di Filettole (Laiano e ponte di Ripafratta), a partire dal 14 agosto del 1944.

547. Provincia di Pisa, Associazione nazionale partigiani d'Italia, Ora e sempre Resistenza. 50 anni di storia, testimonianze dei protagonisti, documenti, Bandecchi e Vivaldi, Pontedera 1995, 321 pp.
Ampio volume commemorativo, con raccolta di testimonianze. Riprende e riorganizza i materiali già apparsi in tre precedenti pubblicazioni (Pisa dall'antifascismo alla liberazione [M n. 516]), aggiungendo nuovi elementi e testimonianze. Alle pp. 110-3 Unica Garemi Guelfi, ricordando l'impegno delle donne nella Resistenza, fa ampi riferimenti al rastrellamento della Romagna, senza indicare il numero delle vittime che ne seguirono. A p. 118 si ricorda la strage in casa Pardo Roques, a Pisa, con 12 morti (1 agosto 1944). Alle pp. 120-2 si ripropone un testo di L. Diomelli, Le stragi nazifasciste in provincia di Pisa, che offre una panoramica generale sull'estate del 1944. G. Vecchiani (pp. 123-4) ricorda la strage di Guardistallo (60 civili rastrellati e uccisi) e quella del podere Le Marie (fine giugno 1944: 4 uomini, 4 donne e un bambino uccisi). A p. 160 don Marcello Fascetti riferisce intorno alle stragi naziste nella zona di Filettole, tra agosto e settembre del 1944, con il rinvenimento di 37 salme, in parte di ignoti, nella fossa di Laiano. Alle pp. 190-1 si trovano testimonianze di membri del distaccamento partigiano Otello Gattoli, con alcune informazioni sul combattimento e sulla strage di Guardistallo (29 giugno 1944, 14 partigiani uccisi e 59 civili fucilati). A p. 256 il sindaco di Terricciola ricorda gli 8 agenti di pubblica sicurezza del sottotenente Labate trucidati, in quanto fiancheggiatori dei partigiani, dai tedeschi nel territorio del comune il 23 giugno 1944.

548. Scuola media "G. Marconi", 51° Anniversario dell'eccidio. La Scuola Media Statale "G. Marconi" di Guardistallo ricorda. Poesie degli alunni sul tema della pace, Provincia di Pisa, Pisa 1995, 42 pp. n.n.
Stampato a cura della Provincia di Pisa. Raccolta di poesie composte dagli alunni della locale scuola media in ricordo della strage di Guardistallo e dedicate alla pace.

549. Scuola media statale Francesco di Bartolo (Buti), Uomini in guerra. Le vittime di Piavola vivono nella testimonianza di chi fu loro vicino e nell'affettuoso omaggio della classe 3a C della Scuola Media "F. di Bartolo" di Buti, Scuola media statale, Buti 1995, 147 pp.
Il volume scaturisce da un lavoro scolastico condotto in vista delle celebrazioni del Cinquantennale. Vengono raccolte una serie di testimonianze di parenti e amici delle vittime della strage di Piavola, delle quali viene offerto un profilo e un quadro delle circostanze della morte. Il quadro è pertanto frammentato in una serie di circostanze individuali. Accluso un elenco delle vittime (19).

550. Martini Florio, Castelfranco 1944-45. Dai giorni della bufera all'aurora della Liberazione. Una memoria di Florio Martini, Biblioteca comunale Castelfranco di Sotto, Buti 1996, vii+55 pp.
Opera memorialistica di uno sfollato che ripercorre l'estate del 1944. Alle pp. 14 e 15 riferisce le notizie che giungevano in paese a proposito della strage del Padule di Fucecchio (23 agosto), che coinvolse, fra gli altri, tre abitanti di Castelfranco.

551. Pezzino Paolo, Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca, Il Mulino, Bologna 1997, 243 pp.
Studio documentario sull'episodio dell'eccidio di Guardistallo, compiuto dai tedeschi in seguito a uno scontro con il distaccamento partigiano Otello Gattoli, e sulla controversa memoria che nella comunità locale circonda l'episodio. Durante e dopo lo scontro con i partigiani, avvenuto all'alba del 29 giugno 1944, furono uccisi, con lancio di bombe a mano e raffiche di mitra, i civili che si trovavano nelle case coloniche più vicine a quella zona. Seguì un rastrellamento nei poderi intorno al paese, con la cattura degli uomini e la loro fucilazione in uno spiazzo. Prima vennero passati per le armi i partigiani catturati durante il combattimento. Complessivamente si ebbero 13 partigiani uccisi (compresi quelli caduti in combattimento) e 46 civili. Altri civili rastrellati vennero salvati grazie all'intervento del parroco. Testimonianze orali, relazioni ufficiali partigiane e gli atti dell'inchiesta condotta dagli alleati sulla strage sono le fonti della ricerca. Il volume riproduce foto della riesumazione dei corpi delle vittime, provenienti dal Public Record Office.

552. Forti Carla, Il caso Pardo Roques. Un eccidio del 1944 tra memoria e oblio, Einaudi, Torino 1998, vi+287 pp.
Studio documentario, fondato su un'ampia ricerca di fonti locali, giudiziarie ed orali, che indaga le circostanze della strage, avvenuto il 1° agosto 1944, di 12 persone, tra ebrei e cristiani, nella casa di Giuseppe Pardo Roques, presidente della comunità ebraica di Pisa. La strage fu compiuta dai tedeschi con raffiche di mitra e bombe a mano, probabilmente sulla base di una delazione italiana. L'A., dopo l'analisi della strage, passa a esaminare il contesto, ossia la presenza a Pisa di una comunità ebraica piccola e ben integrata, e il delicato passaggio dell'immediato del dopoguerra, presentando osservazioni assai interessanti sul rapporto fra memoria e oblio della strage.

553. Pratali Massimo, Piavola 23 luglio 1944. Cronaca di una strage, bsf Edizioni, Pisa 2002.

Ultima modifica: 19/02/2013 12:23:00 - Id: 579699