Salta al contenuto Salta al menu'

Provincia di Grosseto

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45 Opere per province

Provincia di Grosseto


373. Magnani Manfredo, La strage di Istia d'Ombrone

22 Marzo 1944, Il Grifone, Grosseto 1945, 80 pp.
Prefazione di Emilio Zannerini (pp. 3-7). Collana "Delitti e nefandezze del nazi-fascismo", n. 2. Prima ricostruzione, dal tono celebrativo e di denuncia, dell'uccisione di 11 giovani renitenti alla leva sorpresi alla macchia, catturati su segnalazione di una spia (Lucio Raciti) da truppe nazifasciste nella radura di Monte Bottigli presso Maiano-Lavacchio (frazione del comune di Magliano). Arrestati nella notte del 22 marzo 1944 vennero condotti nella Scuola elementare di Monte Bottigli, interrogati e fucilati. L'opuscolo riproduce la relazione del capo della provincia di Grosseto, Alceo Ercolani, che enumera i partecipanti all'azione: "un reparto germanico, un reparto della gnr, elementi della polizia Sussidiaria e Carabinieri". Il capitolo iii, Le vittime riporta un elenco e i profili biografici degli 11 caduti: Mario Becucci (38 anni), Antonio Brancati (24), Rino Ciattini (20), Alfiero Grazi (19), Silvano Guidoni (19), Corrado Matteini (24), Emanuele Matteini (21), Alcide Mignarri (20), Alvaro Minucci (20), Alfonso Passannanti (22), Attilio Sforzi (19). La pubblicazione si caratterizza per la dichiarata volontà di rappresentare un capo d'accusa da utilizzare al momento dell'auspicato processo contro i colpevoli che vengono dall'A. citati nel paragrafo I rastrellatori, gli esecutori ed i complici.

374. Zannerini Emilio, Il massacro della Niccioleta.

In memoria dei minatori fucilati dai nazifascisti. Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina 13-14 giugno 1944, La Toscografica, Grosseto 1945, 40 pp.
Volume di carattere commemorativo che descrive, sulla base di testimonianze e della tradizione locale, la strage di Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina del 13 e 14 giugno 1944. Un'azione partigiana disarma i militi della gnr a Niccioleta (il 9 giugno), e arma i partigiani per istituire turni di guardia notturni a difesa degli impianti minerari contro la pratica tedesca della terra bruciata, nella imminente ritirata. Un rastrellamento tedesco, condotto in forze all'alba del 13 giugno porta alla cattura di circa 160 uomini ed all'immediata fucilazione di 6 minatori presso i locali del Dopolavoro, su indicazioni di delatori fascisti. Il giorno successivo i rastrellati vengono condotti da tedeschi e da fascisti a Castelnuovo Val di Cecina e selezionati sulla base degli elenchi dei turni per la guardia agli impianti. I 77 inclusi negli elenchi vengono uccisi a colpi di mitra in località Vallino. Fra gli uccisori anche degli italiani.


375. Pecci Amedeo

Da Porto Longone a sindaco di Roccastrada, s.e., s.l. 1946, 16 pp.
Opuscolo autobiografico, con riferimenti alla Resistenza nel territorio di Roccastrada. Viene citato l'episodio noto come battaglia di Ponte Ricci, interpretato come glorioso scontro tra tedeschi e partigiani, mentre fonti orali sostengono che gli uccisi non fossero affatto patrioti combattenti.


376. Bianciardi Luciano, Cassola Carlo, I minatori della Maremma

Laterza, Bari 1956, 228 pp.
Riedito dall'editore Hestia, 1995. Celebre indagine sulla condizione dei minatori maremmani dalla nascita delle prime società minerarie agli anni Cinquanta. Alle pp. 107-15 si occupa della "strage di Niccioleta". Descrive l'isolamento delle poche famiglie fasciste, una quindicina, all'interno del villaggio dei minatori (circa 150 famiglie), ma anche l'assenza di violenze su di esse, neanche nella breve fase di Liberazione del paese da parte partigiana (9-10 giugno 1944). Da questo episodio viene istituita una guardia armata agli impianti per preservarli dalle azioni distruttive dei tedeschi in ritirata. Il 13 giugno avviene un rastrellamento tedesco ispirato e guidato dai fascisti locali: 6 operai vengono uccisi sul posto, gli altri, circa 150, condotti a Castelnuovo Val di Cecina all'alba del 14 giugno. 21 saranno deportati, 50 anziani verranno liberati, 77 verranno fucilati sulla base degli elenchi dei turni di guardia ritrovati negli impianti. L'azione, vera e propria spedizione punitiva - il paese aveva fama di essere un "covo di comunisti" e l'azione venne caldeggiata da esponenti locali del fascismo repubblicano -, fu compiuta da un battaglione italo-tedesco di passaggio a Pian dei Mucini.

377. Cavallini Maurizio, La guerra 1940-45 nel volterrano (giugno-luglio 1944).

Diario, Unione Tipografica Artigiana, Volterra 1957, 67 pp. [M n. 513]

378. Chioccon Francesco

Resistenza e alleati in provincia di Grosseto, isrt, Firenze 1964, 9 pp.
Estratto da: La resistenza e gli alleati in Toscana, pubblicato dalla casa editrice Giuntina di Firenze nel 1964, riprende la relazione tenuta da Francesco Chioccon al convegno di storia della Resistenza in Toscana, svoltosi a Firenze dal 29 settembre al 1° ottobre del 1963, in occasione del 20° anniversario della costituzione del cln [M n. 60]. In questa occasione l'A. sviluppa un primo tentativo di indagine sulla Resistenza e sul ruolo del cln in provincia di Grosseto, citando i noti episodi di Monte Bottigli, in località Maiano-Lavacchio (presso Istia d'Ombrone) del 22 marzo 1944, in cui vennero fucilati 11 giovani renitenti alla leva (p. 3), e della Niccioleta, con la fucilazione di 83 minatori tra il 13 e il 14 giugno 1944 (p. 3). Segue un accenno all'uccisione di 5 partigiani (Silvano Benedici, Pio Fidanzi, Otello Gattoli, Salvatore Mancuso, Remo Meoni) dopo un rastrellamento effettuato dai fascisti al cascinale di Campo al Bizzi, nel Frassine, il 16 febbraio 1944 (p. 3). Gli uomini furono assassinati dopo aver subito delle sevizie.


379. Comune di Manciano

Il comune di Manciano nel Ventennale della Liberazione, ctln, Manciano 1964, 28 pp.
Opuscolo dattiloscritto sulla Liberazione del comune, concentrato sullo sforzo partigiano nel territorio. Contiene l'elenco del Comitato d'onore, composto da autorità civili, militari, religiose (23 soggetti), che coprono tutto l'arco politico. Segue la descrizione sintetica, in forma di cronologia, dei rastrellamenti e delle stragi nell'anno 1944. Infine si trova la riproduzione di documenti (relazione banda partigiana del Mancianese e motivazione delle medaglie al valore). Nella relazione di Antonio Lucchini, comandante del Gruppo Bande, si ricorda (p. 14) la fucilazione il 14 marzo 1944 di 5 partigiani fatti prigionieri in precedenza durante un rastrellamento: Alvaro Vasconi, Felice Grilli, Francesco Serrentini, Marsilio Gavini, Americo Balocci.

380. Circolo culturale "L'Incontro"

Numero speciale dedicato alla Resistenza in Maremma con riferimenti alle azioni partigiane a Follonica e dintorni, s.e., Follonica 1965, 22 pp.
Dattiloscritto celebrativo del Ventennale, attraverso estratti di relazioni di gruppi partigiani e altre opere. Riproduce il discorso di Francesco Chioccon a Massa Marittima del 14 giugno 1964 sul Ventennale della Resistenza che ricorda diffusamente l'eccidio di Maiano-Lavacchio (riprodotta la lettera di una delle vittime Antonio Brancati, contenuta nella raccolta edita da Einaudi) e quello di Niccioleta (pp. 5-6). Alle pp. 9-13 riprodotto il racconto sulla strage di Niccioleta tratto da Biancardi e Cassola, I minatori della Maremma [M n. 376]. A p. 22, Albo d'oro dei decorati al valore e dei caduti per la libertà. Fra questi Norma Pratelli Parenti, Flavio Agresti, Elzeviro Cerboni.

381. Comitato per le celebrazioni del Ventennale della Resistenza (a cura di), La provincia di Grosseto alla macchia. 1943-1944

Amministrazione provinciale, Grosseto 1965, 198 pp.
Raccolta delle relazioni e di documenti delle diverse formazioni partigiane operanti in provincia di Grosseto e del cln. Riportato il discorso tenuto da Francesco Chioccon a Massa Marittima il 14 giugno 1964, in occasione del Ventennale della Resistenza, con riferimenti alla strage di Monte Bottigli, del 22 marzo 1944 (pp. 11-2, p. 193), e a quella della Niccioleta del 13 e 14 giugno 1944 (pp. 193-4). Nel primo caso viene specificato che l'azione fu compiuta da 140 nazifascisti, con la delazione del fascista repubblichino Raciti; nel secondo che si trattava di un comando tedesco con presenze italiane.

382. Circolo culturale "L'Incontro", La resistenza in Toscana e nella Maremma grossetana, Circolo culturale "L'Incontro", Follonica 1966, 20 pp.
Volume celebrativo realizzato in occasione del Ventennale della Resistenza pubblicato l'anno successivo, ripubblica la relazione di Francesco Chioccon, Resistenza e alleati in provincia di Grosseto, tenuta al i convegno di storia della Resistenza in Toscana, svoltosi a Firenze dal 29 settembre al 1 ottobre del 1963. Gli atti del convegno sono stati poi pubblicati dalla casa editrice Giuntina con il titolo La resistenza e gli alleati in Toscana [M n. 60]. Tre sono gli episodi considerati (pp. 12-3): quelli di Monte Bottigli, in località Maiano-Lavacchio del 22 marzo 1944; della Niccioleta, con la fucilazione di 83 minatori tra il 13 e il 14 giugno 1944; quello del Frassine relativo all'uccisione di 5 partigiani dopo un rastrellamento effettuato dai fascisti al cascinale di Campo al Bizzi il 16 febbraio 1944.

383. Bonelli Lino Pasquale, Mori Mauro, Niccolai Elio, Tantulli Elio (a cura di), La Maremma contro il nazifascismo, Amministrazione provinciale e comunale, Grosseto 1973, 98 pp.
Prefazione (pp. 5-7). Introduzione (p. 9). Antologia storica diffusa agli studenti della provincia in occasione del 28° anniversario della Liberazione. I contributi di Renzo Vanni (pp. 72-6) e Francesco Chioccon (pp. 79-80) ricordano la fucilazione degli 11 giovani renitenti presso Istia d'Ombrone il 22 marzo 1944.

384. Bottinelli Massimo, La resistenza in provincia di Grosseto, Provincia di Grosseto, Grosseto 1974, 80 pp.
Presentazione (p. 3) e Introduzione (pp. 7-9). Tesi di laurea, pubblicata dalla Provincia di Grosseto nella collana "Quaderni dell'amministrazione provinciale di Grosseto", relativa alle vicende resistenziali nel Grossetano. I riferimenti agli episodi di strage più celebri sono brevi: alle pp. 37-8 trattazione della fucilazione degli 11 renitenti alla leva a Istia d'Ombrone il 22 marzo 1944 ad opera di fascisti; alle pp. 55-9 strage dei minatori della Niccioleta, 13-14 giugno 1944, fucilati da un comando tedesco con presenze italiane.

385. Comitato regionale Toscano, Il mondo del lavoro e la Resistenza. Massa Marittima 29 giugno 1974, Tipografia Nazionale, Firenze 1974, 14 pp. n.n.
In copertina: "30° della Resistenza e della Liberazione". Opuscolo interamente dedicato alla strage di Niccioleta, inquadrata all'interno della strategia terroristica dei tedeschi in ritirata e del ruolo dei lavoratori nella Resistenza. Infatti "nel periodo della lotta partigiana i minatori furono l'ossatura portante delle formazioni patriottiche del grossetano e furono proprio i minatori della Niccioleta che subirono il 13 e 14 giugno 1944 la più tremenda rappresaglia mai compiuta in Toscana contro forze del lavoro rimaste sul posto di lavoro". Dettagliata analisi della strage e delle azioni giudiziarie del dopoguerra.

386. Comune di Campiglia Marittima (a cura di), A trent'anni dalla liberazione del nostro Comune, Comune di Campiglia Marittima, Campiglia Marittima 1974, 13 pp.
Introduzione di Aldo Grilli, assessore alle pubbliche relazioni del Comune (pp. i-ii). L'opuscolo ripropone, insieme ad altri documenti, il discorso tenuto da Aldo Grilli in occasione delle celebrazioni per il 30° anniversario della Liberazione del Comune di Campiglia Marittima. Riassumendo il contributo dato dal paese alla lotta di Liberazione, Grilli cita la vicenda di Enos Cerrini e Felio Pietrelli, che "richiamati alle armi dalla Repubblica di Salò, mentre fuggivano nel tentativo di raggiungere le formazioni partigiane, furono barbaramente uccisi dai tedeschi" (p. 3).

387. Comune di Manciano, Comune di Manciano. 30° della Resistenza e della Liberazione, s.e., Manciano 1974, 13 pp.
Opuscolo celebrativo contenente l'elenco dei caduti, la foto del monumento eretto a Manciano ai caduti per la libertà e l'orazione del sindaco, pronunciata il 1o maggio 1974. Vi si afferma il valore eroico della Resistenza, con un riferimento alla continuità antifascismo-Resistenza. Interessante l'ultima parte, di attualità, che fa riferimento alle stragi fasciste dal 1969 in poi. Il concetto su cui insiste è quello di una precisa disponibilità a ricombattere il fascismo ("pronti, vigili"). Conclude una sintetica ricostruzione della Liberazione di Manciano, il 12 giugno 1944, con riferimento - oggi giudicato dagli esperti locali inesatto per il numero - a una strage di 6 partigiani, non morti in combattimento, ma catturati, trascinati nel paese incatenati e poi fucilati dai tedeschi.

388. Vignali Marcella, La resistenza in provincia di Grosseto, Tesi di laurea, Università degli studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore prof. Arnaldo Salvestrini, a.a. 1974-1975, 7 + 362 pp. + 128 di documenti.
Premessa (pp. ii-vii). Il lavoro si sofferma sugli episodi più noti accaduti nella provincia di Grosseto e a cavallo del territorio maremmano: l'eccidio di Monte Bottigli, in località Maiano-Lavacchio (presso Istia d'Ombrone), del 22 marzo 1944 (pp. 263-4); quello della Niccioleta del 13 e 14 giugno 1944 (pp. 326-9); Monte Quoio, avvenuto tra 11 e 13 marzo 1944 (p. 262); Frassine del 16 febbraio 1944 (p. 261).

389. Gianni Guido, Nell'ombra delle stelle, La Nuova Italia, Firenze 1978, 63 pp.
Presentazione (pp. vii-viii). Romanzo storico basato sulla vicenda di Istia d'Ombrone, in cui avvenne la fucilazione di 11 giovani renitenti alla leva, in località Maiano-Lavacchio il 22 marzo 1944.

390. Martelli Pier Nello, La Resistenza nell'alta Maremma. Drammi, contrasti, passioni politiche e generosità, Giardini, Pisa 1978, 251 pp.
Presentazione di Mario Tobino. Studio documentario sulla Resistenza nel Massetano. Alle pp. 43-53 descrive l'uccisione da parte di truppe fasciste di cinque partigiani (Silvano Benedici, Pio Fidanzi, Otello Gattoli, Salvatore Mancuso, Remo Meoni) dopo il rastrellamento al cascinale di Campo al Bizzi, nel Frassine, il 16 febbraio 1944. Le vittime ferite vennero finite a colpi di pugnale. Alle pp. 82-5 si trova una descrizione dettagliata della strage di Niccioleta, con 6 morti, e Castelnuovo Val di Cecina dove furono uccisi 77 ostaggi fra i minatori catturati dai tedeschi in seguito a rastrellamento, il 13 e 14 giugno 1944. Foto dei cippi commemorativi.

391. Tognoni Mauro, Visi sporchi, coscienze pulite. Storia di un paese minerario della Toscana, ed. Il Paese Reale, Grosseto 1979, 119 pp.
Memorie dell'A., comunista di Boccheggiano. Strutturato in capitoletti monografici, che richiamano vari protagonisti del movimento operaio (soprattutto minatori) del territorio. Fa riferimento a episodi della Resistenza nel Massetano, in particolare all'eccidio del Frassine, in realtà vero e proprio scontro militare che coinvolge un gruppo di partigiani sorpresi in una capanna dai fascisti impegnati in un rastrellamento. Breve riferimento a Niccioleta, che, si dice, "ripetè le Fosse Ardeatine e anticipò Marzabotto".

392. Martufi Pier Giuseppe, La tavola del pane. Storia della 23a Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia", anpi, Siena 1980, 158 pp.
In copertina: "Con documenti e testimonianze sulla Resistenza nelle province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena". Narrazione dettagliata delle vicende organizzative e operative della 23a Brigata Garibaldi, operante fra le province di Pisa, Livorno, Grosseto e Siena. Il lavoro è costruito a partire da relazioni ufficiali delle formazioni, da documenti dei cln locali e da un'ampia raccolta di testimonianze di cui si offre una esemplificazione in appendice. A p. 44 si fa rapidamente riferimento alla strage di Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina (13 e 14 giugno 1944), escludendo una sua connessione con gli scontri avvenuti nei giorni precedenti tra partigiani e tedeschi, in particolare con quello verificatosi presso Riotorto.

393. Associazione partigiani d'Italia, Comitato provinciale di Grosseto, In ricordo degli "11 martiri" fucilati il 22 marzo 1944 a Maiano-Lavacchio, anpi, Grosseto 1981, 5+6 pp. di documenti
Opuscolo celebrativo in ricordo della fucilazione ad opera di militi repubblichini dopo un processo sommario di 11 giovani renitenti alla leva, il 22 marzo 1944 presso Istia d'Ombrone. Riprodotti documenti e fotografie della lapide per i partigiani morti in Maremma.

394. Nencini Guglielmo, Memorie di un comunista certaldese, La Pietra, Milano 1983, 182 pp.
Introduzione di Sergio Gensini (pp. ix-xiv). Autobiografia del commissario politico e ispettore militare del pci per le province di Siena e Grosseto durante la guerra di Liberazione. Nell'appendice documentaria è riprodotto il n. 1 dell'aprile 1944 de "Il Comunista", organo della Federazione comunista provinciale maremmana, che invita la popolazione all'insurrezione in seguito alla strage di Istia d'Ombrone del 22 marzo 1944, dove furono fucilati 11 giovani (p. 109).

395. Associazione toscana volontari della Libertà, sezione di Grosseto (a cura di), Monumento al fascismo, Associazione toscana volontari della Libertà, Grosseto 1984, 138 pp.
Premessa (p. 5). Presentazione (pp. 7-10). Raccolta di materiali vari relativi al Grossetano (narrativa, memorialistica e celebrativa) in occasione del 40o anniversario della guerra di Liberazione. Viene ricordato nello scritto di Manfredo Magnai l'episodio della fucilazione, in località Maiano-Lavacchio, presso Istia d'Ombrone ad opera di repubblichini con il coinvolgimento di fascisti grossetani, il 22 marzo 1944 di 11 giovani renitenti alla leva, sorpresi alla macchia (pp. 21-2). Alle pp. 53-5 si ricorda Enzo Beni, della strage di Niccioleta, con la testimonianza di uno dei 21 minatori che furono avviati a Firenze per essere deportati in Germania.

396. Capitini Maccabruni Nicla, La Maremma contro il nazifascismo, La commerciale, Grosseto 1985, 272 pp.
Antologia di opere relative alla lotta al nazifascismo nel Grossetano raccolte in occasione del 40° anniversario della Liberazione. Contiene brani tratti da L. Bianciardi, C. Cassola, I minatori della Maremma, e da E. Zannerini, Il massacro della Niccioleta [M nn. 376 e 374] Alle pp. 143-7 pubblica uno scritto di Francesco Chioccon sulla fucilazione degli 11 renitenti alla leva giustiziati a Istia d'Ombrone. Il testo è tratto dal discorso commemorativo tenuto a Ispica il 14 ottobre 1967 in occasione della traslazione della salma di una delle vittime. Il volume riporta la sentenza della Corte di Assise di Grosseto del 18 dicembre 1946 contro i fascisti della provincia di Grosseto (pp. 205-70) relativamente alle responsabilità sui rastrellamenti nazifascisti, tra i quali: quello del Frassine del 16 febbraio 1944 che portò alla fucilazione di 5 partigiani; quello di Monte Quoio-Scalvaia del 10 e 11 marzo 1944 che vide prima l'uccisione di un giovane e poi la fucilazione di altri 10; quello di Monte Bottigli del 22 marzo 1944 che portò alla fucilazione di 11 giovani renitenti.

397. Lombardi Enrico, Massa Marittima e il suo territorio nella storia e nell'arte, Cantagalli, Siena 1985, 353 pp.
Documentata presentazione di Massa Marittima che approfondisce in un paragrafo i rapporti tra la città e il periodo della Resistenza. In questo ambito, vengono ricordati i 5 partigiani feriti nello scontro del Frassine e poi finiti a colpi di pugnale dai nazifascisti, il 16 febbraio del 1944 (p. 246). Si cita anche la strage della Niccioleta (pp. 246-7) e si precisa che a Massa Marittima dal 21 novembre del 1943 al 28 giugno del 1944 caddero per rappresaglia 17 partigiani.

398. Merlini Alfredo, ...Ma se milioni di faville arderanno insieme... Liriche sulla Resistenza toscana, Stamperia editoriale e commerciale Parenti, Firenze 1985, 100 pp. [M n. 182]

399. Calvani Luigi, In cammino per la libertà. Memorie dal 1924 al 1950, Editoriale Tempi Moderni, Pisa 1989, 111 pp.
Opera memorialistica di un militante comunista, classe 1921, assai attivo nel secondo dopoguerra e operante come partigiano nel distaccamento Guido della 23a Brigata Garibaldi. A p. 67 sono ricordati i trucidati a Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina.

400. Zannerini Emilio, Il massacro della Niccioleta. In memoria dei minatori fucilati dai nazifascisti. Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina 13-14 giugno 1944, Federazione provinciale minatori, Grosseto 1990, 42 pp.
Prima edizione: La Toscografica, Grosseto 1945 [M n. 374]

401. Giorgetti Enzo, Bandiere rosse sugli stolli. Da Volta di Sacco a Botteghe oscure, Edizioni associate, Roma 1991, 128 pp.
Prefazione (pp. 9-10). Volume di memorie dell'A. partigiano combattente. Si ricorda alle pp. 28-9 l'episodio della fucilazione degli 11 renitenti alla leva ad opera di fascisti a Istia d'Ombrone il 22 marzo 1944.

402. Sorresina Fosco, Camicia rossa dal Frassine alle Murate, anpi di Grosseto, Grosseto 1991, 88 pp.
Volume memorialistico redatto da uno dei partigiani coinvolti nell'operazione di rastrellamento del Frassine, ricostruisce l'episodio, che portò all'uccisione, dopo sevizie, di 5 partigiani rastrellati al cascinale di Campo al Bizzi il 16 febbraio del 1944 (pp. 39-43). I responsabili dell'operazione furono alcuni repubblichini toscani.

403. Zannerini Emilio, Il massacro della Niccioleta. In memoria dei minatori fucilati dai nazifascisti. Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina 13-14 giugno 1944, Amministrazione Provinciale, Grosseto 1991, 42 pp.
Prima edizione: La Toscografica, Grosseto 1945 [M n. 374]

404. Balducci Ernesto, Il sogno di una cosa. Dal villaggio all'età planetaria, Edizioni cultura della pace, San Domenico di Fiesole 1993, 160 pp.
Antologia degli scritti di Ernesto Balducci. Alle pp. 49-53 viene ricordata l'uccisione degli 83 minatori della Niccioleta, accompagnata da riflessioni dell'A.

405. Battistini Giovanni, Ferrini Paolo, Volterra dalla Resistenza alla Liberazione, Comune di Volterra, Volterra 1994, 143 pp.
Ampia cronaca delle vicende locali, dal 25 luglio 1943 alla liberazione, 9 luglio 1944. Alle pp. 48-9 si ricorda la strage della Niccioleta a partire dall'occupazione partigiana del paese il 10 giugno (si riporta l'elenco delle vittime). Alle pp. 51-5 si descrivono le vicende della strage di Guardistallo, con 10 partigiani uccisi e 52 civili rastrellati e fucilati (ma a p. 53 si parla di 47 vittime in totale). Ampia appendice con stralci della relazione ufficiale sull'attività della 23a Brigata partigiana Guido Boscaglia.

406. Carmignani Paolo, Carretta Pierdanilo et al. (a cura di), 1944-1994. Memoria storica ed ethos civile. Riflessioni e testimonianze nel 50° della Resistenza nell'Alta Maremma, Liceo scientifico statale "Cattaneo" di Follonica, Follonica 1994, 80 pp.
Presentazione (p. 7). Prefazione (p. 9). Pubblicato per le celebrazioni del 50°, il lavoro degli studenti di quarta e quinta superiore, ricostruisce i principali avvenimenti della Resistenza in provincia di Grosseto. Alle pp. 23-7 si trova una breve ricostruzione della fucilazione degli 11 renitenti a Istia d'Ombrone, della strage della Niccioleta e dell'uccisione di Norma Parenti Pratelli. Con fotografie sulla strage di Niccioleta.

407. Barontini Corrado, Bucci Fausto, A Monte Bottigli contro la guerra. Dieci "ragazzi", un decoratore mazziniano, un disertore viennese, anpi Grosseto, Grosseto 1995, 40 pp.
Premessa (p. 5). Breve saggio narrativo basato sul ricordo dei testimoni diretti sui fatti di Monte Bottigli. Responsabili dell'uccisione degli 11 renitenti alla leva, fucilati presso Istia d'Ombrone il 22 marzo 1944, furono una colonna di guardie nazionali repubblicane, un plotone di polizia, un nucleo di carabinieri e alcuni soldati tedeschi. E' riportata la sentenza della Corte di Assise di Grosseto del 1946 (condanna a morte per un delatore e per 6 repubblichini). Nessuno è stato giustiziato.

408. Bianciardi Luciano, Cassola Carlo, I minatori della Maremma, Hestia, Cernusco Lombardone 1995, 224 pp.
Riedizione del volume Laterza del 1956 [M n. 376]

409. Centro studi "Fernando Di Giulio" (a cura di), Centro studi "Fernando Di Giulio", Centro studi "Fernando Di Giulio", Santa Fiora 1995,68 pp.
Antologia dedicata alla figura di Fernando Di Giulio. Alle pp. 60-1 si trova l'episodio degli 83 minatori fucilati a Niccioleta il 13 e 14 giugno 1944, tratto da uno scritto del presidente dell'Amministrazione provinciale di Grosseto, Stefano Gentili, in occasione della presentazione di un opuscolo del Centro studi "Fernando Di Giulio" sui martiri della Niccioleta.

410. Centro studi "Fernando Di Giulio" (a cura di), Resistenza e liberazione. Documenti e testimonianze dell'area amiatina, Centro studi "Fernando Di Giulio", Santa Fiora 1995, 80 pp.
Raccolta di varia natura (narrativa, memorialistica e celebrativa) in occasione del 50° anniversario della Liberazione. Da Tamara Gasparri, La Resistenza in provincia di Siena, Olschki, Firenze 1976 [M n. 615] è tratto l'episodio della fucilazione, con susseguente impiccagione ed esposizione pubblica ad opera del comando tedesco di Abbadia San Salvatore, di due giovani partigiani, renitenti alla leva, accusati di un attentato a Pitigliano contro una pattuglia tedesca, a Piancastagnaio, l'8 marzo 1944. Alle pp. 40-2 si pubblica, a cura del Centro studi "Fernando Di Giulio", una ricostruzione di vari episodi di violenza avvenuti (9 e 11 giugno 1944) nel quadro della Liberazione di Roccalbegna: il 9 giugno la morte di 2 civili colpiti da spari e l'11 giugno l'uccisione di 2 partigiani e di 4 civili. Autori delle azioni furono il plotone della 2a Compagnia dell'esercito repubblichino e il plotone della compagnia territoriale della gnr di sede ad Arcidosso.

411. Frullini Giovanni, La Maremma nella seconda guerra mondiale, Pagnini Editore, Firenze 1995, 86 pp.
Presentazione di Ilario Rosati (pp. 5-11). Raccolta di scritti dell'A. già pubblicati su un periodico maremmano relativi al conflitto in provincia dal gennaio 1943 al giugno 1944, alla Liberazione della Maremma. Frequenti i richiami al più generale quadro storico resistenziale e alla ritirata tedesca in Italia. A p. 60 si trova una ricostruzione della strage di Maiano-Lavacchio nel comune di Magliano del 22 marzo 1944 (11 renitenti fucilati). Segue alle pp. 72-3 la descrizione dell'eccidio della Niccioleta e il ricordo dell'uccisione di Norma Parenti Pratelli a Massa Marittima il 22 giugno, vicende che per l'A. dimostrano l'odio degli sconfitti in ritirata.

412. Guidoni Vito, Cronache grossetane. Settembre 1943-giugno 1944, s.e., Pisa 1995, 144 pp.
Pubblicato a cura dell'Associazione famiglie caduti e dispersi della rsi di Grosseto, il volume si sofferma sull'eccidio di Monte Bottigli (p. 97) e della Niccioleta (p. 123). In entrambi i casi si riportano i reparti militari autori dell'azione: nel primo si tratterebbero del plotone della gnr, del plotone ps, della squadra d'azione Ettore Muti, di alcuni membri della Feldgendarmerie; nel secondo di un comando tedesco spinto dalle esigenze della ritirata e senza partecipazione italiana.

413. Spinelli Jader, La Liberazione a Pomarance. Memorie e documenti, Associazione turistica Pro Pomarance, Pomarance 1995, 189 pp.
Cronistoria delle vicende belliche locali, con presentazione di memorie e materiale documentario. Alle pp. 108-9 si fa riferimento alla strage della Niccioleta.

414. Tartagli Luigi, Alla macchia! Memorie di vita partigiana, Traccedizioni, Piombino 1996, 124 pp.
Introduzione (pp. 11-4). Volume di memorie sulla Resistenza nel Grossetano scritto da un partigiano della 3a Brigata Garibaldi. Alle pp. 33-40 è descritta l'uccisione di 5 partigiani (Silvano Benedici, Pio Fidanzi, Otello Gattoli, Salvatore Mancuso, Remo Meoni) da parte di repubblichini toscani dopo sevizie in seguito al rastrellamento presso il cascinale di Campo al Bizzi, nel Frassine, del 16 febbraio 1944. Segue la descrizione della strage di Niccioleta (pp. 90-2).

415. Sozzi Massimo, Femminile in nero. Niccioleta, giugno 1944, I Portici editore, Grosseto 1997, 44 pp.
Prefazione di Riccardo Parigi (pp. 5-6). Racconto incentrato sulla strage di Niccioleta, in particolare sul ruolo delle donne durante la Resistenza e la Liberazione, per la sopravvivenza nelle asprezze della vita di lavoro attorno alla miniera nei paesi di Ribolla, Gavorrano e Niccioleta. Fidelia, protagonista ed esempio di donna forte sullo sfondo di un tragico periodo di miseria materiale, è colei che lava i corpi delle sei vittime trucidate a Niccioleta, prologo di quella più vasta operazione di morte che il giorno successivo, il 14 giugno 1944, portò alla fucilazione da parte di un comando tedesco con presenze italiane di altri 77 minatori trasportati a Castelnuovo Val di Cecina, in località Vallino.

416. Galanti Roberto, Le stragi tedesche in Italia. L'eccidio di Niccioleta. Tesi di laurea, Università degli studi di Siena, Facoltà di Scienze politiche, relatore prof. Simone Neri Serneri, a. a. 1998-1999, 109 pp.
Studio specifico sulla strage degli 83 minatori della Niccioleta. Sono specificate le unità militari responsabili: 3o Polizei Freiwillingen Bataillon Italien, un reparto di polizia formato da soldati italiani e posto sotto il comando dell'esercito tedesco. Circa le azioni giudiziarie nel dopoguerra si ricostruiscono le travagliate fasi dell'istruttoria e gli esiti processuali. La sentenza della Corte di Assise di Pisa (19 novembre 1949) stabilì 30 anni a 3 imputati condannati per omicidio volontario aggravato plurimo e collaborazionismo militare e l'assoluzione per insufficienza di prove per altri 5 imputati. La sentenza della Corte di Assise di Appello di Firenze del 14 dicembre 1951 confermò le condanne per due imputati, e alleggerì la pena per il terzo. La sentenza della Corte di Cassazione del 31 maggio 1953 confermò le condanne.

417. Zannerini Emilio, Il massacro della Niccioleta. In memoria dei minatori fucilati dai nazifascisti. Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina 13-14 giugno 1944, Aida, Firenze 1999, 38 pp.
Prima edizione: La Toscografica, Grosseto 1945 [M n. 374]

418. Dominici Franco, Cent'anni di storia. Sorano 1860-1960, Stampa alternativa, Roma 2001, 206 pp.
La ricostruzione della storia di Sorano, in provincia di Grosseto, nella sezione relativa alla Seconda guerra mondiale, accenna all'uccisione di 5 partigiani (Africo Balocchi, Marsilio Gavini, Felice Grillo, Francesco Sorrentini, Alvaro Vasconi), catturati in località Casa Sbraci il 2 marzo 1944 e fucilati a Manciano, dopo il processo del tribunale militare, celebrato il 14 marzo 1944 (p. 166). L'autore dell'azione fu il comando militare tedesco di San Martino del Cimino.

419. Pezzino Paolo, Storie di guerra civile. L'eccidio di Niccioleta, Il Mulino, Bologna 2001, 228 pp.
Ricostruzione della strage della Niccioleta basata sulle carte delle istruttorie e dei processi nonché sulle testimonianze orali. La prima indagine giudiziaria era stata effettuata dal Comitato di Liberazione nazionale di Massa Marittima, sulla base della quale la magistratura aprì un'inchiesta che portò, nel 1949, a un processo alla Corte d'Assise di Pisa, in cui vennero condannati due minatori fascisti e un italiano che era arruolato nel battaglione di polizia tedesca. L'A. pone un'attenzione particolare all'elaborazione memoriale successiva, perché, come afferma Pezzino, "a Niccioleta sono i fascisti locali, e non i partigiani, i protagonisti della vicenda nella memoria collettiva" e continua: "l'intreccio fra guerra civile combattuta, ricerca e punizione di alcuni individui, ritenuti colpevoli, e nei fatti assoluzione di altri, ai miei occhi altrettanto, se non più colpevoli, mi è sembrato particolarmente stimolante per analizzare le componenti ideologiche che hanno sorretto e guidato nel dopoguerra non solo la costruzione di una memoria collettiva su questi fatti, ma anche l'operazione della giustizia penale" (p. 17). Da segnalare la riflessione svolta dall'A. nel capitolo xiv dal titolo Giustizia penale, giustizia politica, responsabilità (pp. 187-207).

420. Zannerini Emilio, Il massacro della Niccioleta. In memoria dei minatori fucilati dai nazi-fascisti. Niccioleta Castelnuovo Val di Cecina 13-14 giugno 1944, Federazione provinciale minatori, Grosseto 2001, 42 pp.
Prima edizione: La Toscografica, Grosseto 1945 [M n. 374]


Ultima modifica: 19/02/2013 12:22:59 - Id: 579672