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Opere generali

Opere generali

Resistenza in Italia

1.Atlante storico della Resistenza italiana 

Baldissara Luca, Bruno Mondadori, Milano 2000, 160 pp.
A cura dell'Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, con il patrocinio di anpi, fiap e fivl. Prefazione di Laurana Lajolo. Presentazione di Giorgio Rochat. Realizzazione di un progetto editoriale voluto dall'Istituto Nazionale per la storia del movimento di Liberazione, e in particolare dal suo presidente Ferruccio Parri fin dal 1967. Il progetto è stato ripreso nel 1994, in collaborazione con gli istituti della Resistenza regionali e locali e grazie ad un finanziamento in occasione delle celebrazioni del 50o anniversario della Resistenza. Nella parte seconda, dedicata alla guerra partigiana, ci sono numerose cartine che interessano l'area toscana, con l'indicazione di stragi e rappresaglie. Alle pp. 122-3 è pubblicata una carta specifica dedicata a stragi ed eccidi nell'Italia centrosettentrionale dal maggio 1944 al maggio 1945.


2.Storia della Resistenza 

Battaglia Roberto, Einaudi, Torino 1953, 624 pp.
Prima ricostruzione della Resistenza in Italia da parte di un protagonista e storico. La prima edizione è del 1953, e il volume è stato più volte aggiornato e ampliato. Alle pp. 354-5 l'A. illustra la serie di massacri che attraversa la parte centrale del paese, in concomitanza con la ritirata tedesca verso Firenze; menziona come luoghi di eccidi e stragi Cortona, Civitella Val di Chiana, Castelnuovo Val di Cecina, San Giovanni Valdarno, Marradi, Figline di Prato, Padule di Fucecchio, Certosa del Farneto. Secondo l'A. "non c'è zona della Toscana percorsa da una strada di qualche importanza dove non imperversi la furia nazista, aumentando d'intensità man mano che si spinge verso il nord fino a toccare il suo culmine nella provincia di Pistoia" (p. 354). Alle pp. 503-9 nel paragrafo La pagina più tragica della Resistenza si descrivono le stragi attribuite al battaglione Reder: Sant'Anna di Stazzema, Valla, San Terenzo, massacro del Frigido, Bergiola.


3.Storia dell'Italia partigiana 

Bocca Giorgio. Settembre 1943 - maggio 1945, Laterza, Bari 1966, 675 pp.
Storia della Resistenza in Italia, più volte ristampata, redatta da un ex partigiano e noto giornalista. Nel cap. xviii Firenze e il centro si citano le uccisioni di singoli o di gruppi: l'eliminazione del gruppo di Radio CoRa, l'uccisione di Enrico Bocci e di Anna Maria Enriques, l'eccidio di piazza Tasso. Si ricordano poi le stragi compiute dai tedeschi in ritirata: Cortona, Civitella della Chiana, Niccioleta, Castelnuovo Val di Cecina, San Giovanni Valdarno, Marradi, Figline di Prato. Il cap. xxii La marcia della morte descrive le stragi attribuite al battaglione comandato da Walter Reder, fra cui Sant'Anna di Stazzema.


4.Enciclopedia della Resistenza

Boldrini Arrigo, Teti editore, Milano 1980, 306 pp.
Strumento di prima informazione, con voci ordinate alfabeticamente, realizzato nel 35° anniversario della Liberazione. Alle pp. 167-9, la voce Eccidi nazisti ripercorre cronologicamente i principali fatti di strage che per la Toscana vengono analizzati relativamente alla ritirata verso Firenze e al dopo Liberazione del capoluogo toscano (11 agosto). Manca, fra gli episodi più celebri, quello di Vallucciole.


5.Dizionario della Resistenza

Collotti Enzo, Sandri Renato, Sessi Frediano - Storia e geografia della Liberazione  - Luoghi, formazioni, protagonisti - Einaudi, Torino 2000, 882 pp.
Volumi che presentano il risultato più recente degli studi. Il primo volume è composto da ampie voci tematiche storico-storiografiche. Fra queste, vi si trovano quelle a cura di Nicola Labanca Toscana e Firenze. Nella prima, dopo aver ripercorso l'evoluzione e lo sviluppo delle formazioni partigiane nella regione, l'A. passa a trattare (pp. 461-3) le stragi che furono perpetrate dai nazisti in ritirata dal giugno 1944, come una vera a propria "bonifica" del territorio alle loro spalle. "La logica delle stragi e della guerra di sterminio era tedesca, come dimostrano i precedenti dell'aprile-maggio, e si appuntò su paesi inermi abitati ormai da anziani, donne e bambini: ma le stragi avvenivano non di rado quando e dove la Resistenza era più forte" (p. 462). L'A. cita le principali stragi e si sofferma su Sant'Anna di Stazzema con l'indicazione della cifra di 432 vittime. Alcune considerazioni sulla memoria delle stragi nel dopoguerra chiudono la voce che, pur nella sua essenzialità, presenta una sintesi chiara e articolata della Resistenza in Toscana. Da segnalare anche la voce redatta da Ettore Gallo, Diritto e legislazione di guerra, pp. 338-59, che presenta un'interessante analisi dell'istituto della rappresaglia (pp. 349-55). Il secondo volume, Luoghi, formazioni, protagonisti comprende numerose voci tematiche su episodi e fatti di strage in Toscana, individuabili dagli accurati indici che chiudono i due volumi.


6.Le radici e le ali

Comitato nazionale per le celebrazioni del Cinquantennale, 1943/45-1993/95. Memoria e storia nelle celebrazioni del cinquantennale della Resistenza e della guerra di Liberazione, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1996, 837 pp.
Catalogo generale delle iniziative intraprese a livello nazionale in occasione del triennio durante il quale si sono celebrati gli anniversari della Resistenza e della Liberazione. Il volume comprende l'elencazione e la descrizione di tutte le manifestazioni e le celebrazioni politico-commemorative e storico-culturali svolte. Pubblica una bibliografia ragionata a cura di Gianni Oliva su tutte le pubblicazioni (libri, stampa periodica e video) fino al 1995. Il volume è corredato di una serie di inserti riportanti le lettere dei condannati a morte, le motivazioni delle medaglie d'oro e le poesie dedicate ai temi della Resistenza. Per la centralità del contributo toscano alla lotta di Liberazione nazionale, i riferimenti agli episodi di strage, di rappresaglia e più in generale di accanimento nazifascista verso la popolazione civile sono innumerevoli ma rintracciabili con l'indice delle località. Molte fotografie nel testo completano il ricordo di singoli caduti o di località investite dal passaggio del fronte.


7.Breve storia della Resistenza italiana

Federazione italiana volontari della Libertà (fivl), Edizioni Civitas, Roma 1994, 230 pp.
Premessa di Paolo Emilio Taviani (p. 3). Volume di celebrazione con finalità espressamente pedagogiche per "i giovani della terza generazione" attraverso una serie di brevi contributi su singoli episodi della Resistenza al nazifascismo. Fra questi, nella sezione Donne nella Resistenza (pp. 125-54) ricordo della celebre figura di Norma Parenti, di 23 anni, ferocemente uccisa dalle SS il 25 giugno 1944 per il proprio ruolo di partigiana a Massa Marittima. Oltre a cifre, date e luoghi della Resistenza, conclude il volume la sezione Luoghi e memorie da rivisitare, con il ricordo, fra gli altri, delle distruzioni del settembre-ottobre 1944 di Sassaia, Mulino Rosso, Montornato, San Quirico, Capezzano di Camaiore e Pietrasanta. Più in dettaglio si riporta la descrizione dei fatti di Sant'Anna di Stazzema e dell'uccisione sulla riva destra del fiume Frigido dei prigionieri detenuti nel carcere di Massa.


8.Essi non sono morti

Fumarola Angelo Antonio, Le medaglie d'oro della guerra di Liberazione, Edizioni "La Margherita", Roma 1945, 309 pp.
Volume celebrante, con sintetici profili, le 47 medaglie d'oro della guerra di Liberazione concesse al momento della pubblicazione nella primavera del 1945. Vengono riprodotti i ritratti dei martiri e forniti l'elenco completo e la motivazione ufficiale del conferimento della medaglia a ciascuno. Da segnalare: alle pp. 119-22 Anna Maria Enriques arrestata a Firenze il 15 maggio 1944, torturata e giustiziata con altri 6 partigiani il 12 giugno, i cui corpi furono abbandonati dalle SS tedesche sul greto del Mugnone. Alle pp. 195-9 Tina Lorenzoni, informatrice della Brigata v operante a Firenze, arrestata, viene uccisa da un mitragliatore mentre tenta la fuga il 21 agosto 1944. Alle pp. 246-7 Italo Piccagli, giustiziato a Firenze assieme al gruppo che comprendeva la Enriques, il 12 giugno. Alle pp. 255-61 Norma Pratelli Parenti, simbolo della Resistenza popolare a Massa Marittima, arrestata, seviziata e uccisa dai nazisti. Nello stesso paragrafo viene ricordata la strage della Niccioleta.


9.I civili nella Resistenza

Jouvet Jean-Pierre, Luciani Emanuele, Priante Giovanni Paolo L'apporto popolare nella guerra di Liberazione dal primo Risorgimento al 25 aprile 1945, Arsenale, Venezia 1995, 189 pp.
Prefazione di Giuseppe Arcaroli, presidente dell'Associazione nazionale delle vittime civili di guerra (p. 9). Nel 50o anniversario della Resistenza e della Liberazione, pubblicazione celebrativa delle vittime civili del nazifascismo promossa dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra. Contiene, di Jean-Pierre Jouvet, Le vittime civili nella Resistenza (pp. 85-179), saggio di sintesi degli episodi di violenza sui civili compiuti dai nazifascisti sul territorio italiano. In ordine cronologico e ripartite per regione (la Toscana alle pp. 128-45) sono ricordate anche le stragi meno celebrate e tradizionalmente assenti da opere di carattere generale. Importante il contributo iconografico.


10.Le memorie della Repubblica

Paggi Leonardo La Nuova Italia, Firenze 1999, 424 pp.
Volume che raccoglie gli interventi presentati al seminario, sotto la direzione scientifica di Franco De Felice e di Leonardo Paggi, presso l'Università degli studi "La Sapienza" di Roma, il 26-27 giugno 1997, sul tema Identità e storia della repubblica. Per una politica della memoria nell'Italia di oggi. Fra i contributi si segnalano: l'introduzione di Leonardo Paggi dal titolo Alle origini del "credo" repubblicano. Storia, memoria, politica (pp. vii-xlii); il saggio di Franco De Felice, I massacri di civili nelle carte di polizia dell'Archivio centrale dello Stato (pp. 3-50); il saggio di Giovanni Contini, La memoria dopo le stragi del 1944 in Toscana (pp. 191-220); Michele Battini, Guerra ai civili: la politica di repressione della Wehrmacht in Toscana. Contributi e ricerche recenti (pp. 221-44).


11.Una guerra civile.Pavone Claudio

Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991, 826 pp.
Fondamentale analisi della Resistenza e delle sue motivazioni ideologiche e morali. L'A. dedica un capitolo all'analisi della violenza. Alle pp. 475-92 nel paragrafo Le rappresaglie e le controrappresaglie, l'A. definisce le rappresaglie messe in atto dai nazisti contro i civili come strumenti della guerra totale, sottolineando poi la deformazione subita dalla categoria di ostaggio, in quanto sotto l'occupazione "tutte le popolazioni civili diventarono potenzialmente ostaggi in mano degli occupanti" (p. 488).


12.Formazioni autonome nella Resistenza

Perona Gianni, Franco Angeli, Milano 1996, 563 pp.+ 50 fotografie f.t.
Nella collana dell'insmli raccolta di documenti - e relativa introduzione - per la storia delle formazioni partigiane autonome operanti in Italia. Contiene di M. Giovanna Bencistà e Giovanni Verni (a cura di), Militari e Resistenza in Toscana, pp. 427-517, pubblicazione di materiale d'archivio al quale è premesso un breve saggio che ricorda le condizioni storico-sociali e politiche in cui si formarono i primi nuclei partigiani. Il legame antifascismo-classe operaia si esemplifica nell'operato dei minatori grossetani che misero in atto un sistema di boicottaggio dello sforzo bellico nazifascista che fu alla base della strage nel paese minerario di Niccioleta. Le fotografie nn. 49 e 50 ritraggono il recupero delle salme dei 77 minatori di Niccioleta fucilati il 14 giugno 1944 e i successivi funerali.


13.Disegno della liberazione italiana

Ragghianti Carlo Ludovico, Nistri-Lischi, Pisa 1954, 366 pp.
Prima edizione 1954; 2a edizione riveduta e accresciuta. L'A., illustre critico d'arte e responsabile militare del Partito d'Azione in Toscana, dedica a Benedetto Croce e a Ferruccio Parri questa ricostruzione complessiva della Resistenza in Italia. Il volume comprende alcuni saggi scritti nell'estate 1950, riportando la propria testimonianza sulle vicende. Viene ricostruita la costituzione del Comitato di Liberazione nazionale in Alta Italia, l'azione politica svolta dal Partito d'Azione in Toscana, la sua attività all'interno della redazione del giornale clandestino "La Libertà". Viene descritto in dettaglio l'episodio dell'uccisione di Gentile, compiuto per vendicare i cinque fucilati al Campo di Marte, il 22 marzo 1944. L'A. ricorda che venne pubblicata sul giornale clandestino anche una cronaca delle stragi perpetrate dalla Divisione Hermann Göring in Toscana, a Vaglia, Cercina, nel Casentino, a San Godenzo, Stia, Pomino, Badia Prataglia, Vallucciole. "La documentazione - scrive Ragghianti a p. 157 - per voler essere assolutamente esatta e obiettiva, era molto incompleta, e lo si avvertiva: tuttavia i soli fatti accertati bastavano a ispirare terrore e desolazione, per l'efferata crudeltà delle stragi collettive; stragi la cui entità integralmente conosciuta sorpassò poi, di molto, le notizie che allora si ebbero". A p. 144 ricorda un articolo dal titolo L'onore militare e i principi militari di Kesselring in cui si definiva l'ufficiale nazista come un criminale di guerra e si concludeva che "il nemico non possa avere il minimo pretesto alle sue barbare stragi. Se queste avvengano come sono avvenute, e prima o poi li condanneremo, ma non tenteremo domani di vendicarci su famiglie tedesche".


14.Linea Gotica 1944. Eserciti, popolazioni, partigiani

Rochat Giorgio, Santarelli Enzo, Sorcinelli Paolo. Franco Angeli, Milano 1986, 722 pp.
Volume che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Pesaro il 27-29 settembre 1984, organizzato dall'anpi provinciale di Pesaro-Urbino, dall'Istituto pesarese per la storia del movimento di Liberazione e dall'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione. I saggi qui compresi indagano l'area territoriale che va dalla periferia occidentale di Pesaro alla costa tirrenica, corrispondente alla Linea Gotica. Il volume si articola in tre parti: Gli eserciti e la guerra, La gente e la guerra, La politica e la guerra. Tra i numerosi contributi, per inquadrare il tema delle violenze contro i civili, si segnalano: il saggio di Gerhard Schreiber, La linea gotica nella strategia tedesca: obiettivi politici e compiti militari, pp. 25-67; Claudio Rosati, La memoria dei bombardamenti, Pistoia 1943-1944, pp. 409-32; Roger Absalom, Ex prigionieri alleati e assistenza popolare nella zona della linea gotica 1943-1944, pp. 453-73. Chiude il volume un'ampia bibliografia e un indice dei nomi e delle località.


15.Breve storia della Resistenza italiana

Salvadori Max.Vallecchi, Firenze 1974, 278 pp.
Prefazione di Riccardo Bauer (pp. ix-xvii). La prima edizione del 1955 è una riscrittura e un ampliamento di The Patriot Movement in Italy 1943-45, opuscolo che raccolse nel 1954 una serie di articoli sul movimento partigiano scritti da Salvadori al termine del conflitto. L'edizione Vallecchi del 1974 corregge diverse imprecisioni grazie a una maggiore possibilità di documentazione. Sintetica storia della Resistenza in Italia particolarmente interessata ai risvolti morali della Liberazione della popolazione dal nazifascismo e all'immagine della lotta popolare vista dagli alleati. Nel paragrafo Tributo di sangue (pp. 132-5) sono ricordate le rappresaglie contro la popolazione. Fra queste: fucilazione di Anna Maria Agnoletti, stragi da parte di SS in Val di Cecina e Val di Chiana, a Cortona, San Giovanni Valdarno e Figline. Infine i massacri sulla Linea Gotica: Forno, Mommio, Sant'Anna di Stazzema.


16.Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza

Secchia Pietro.La Pietra, Milano-Roma 1968, 6 voll.
Composizione dell'opera: vol. 1 (A-C), 1968, xix+743 pp.; Appendice al vol. 1, 1971, 62 pp.; vol. 2 (D-G), 1971, 721 pp.; vol. 3 (H-M), 1976, 872 pp.; vol. 4 (N-Q), 1984, 839 pp.; vol. 5 (R-S), 1987, 763 pp.; vol. 6 (T-Z e Appendice), 1989, 706 pp. Prefazione di Pietro Secchia (vol., pp.). Opera a voci alfabetiche sulla storia d'Italia dal 1919 al 1945, attraverso profili di singoli protagonisti, concetti e luoghi della storia dell'antifascismo e del movimento di Liberazione nazionale. La compilazione delle voci ha tratto materiali e informazioni dall'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, dai corrispondenti istituti regionali, dall'Istituto Gramsci, dall'anpi e dall'anppia. E' presente una descrizione di fatti di strage durante l'occupazione tedesca, che sono richiamati sia per località che per nome di vittime e autori delle azioni.

 

 

 

Occupazione tedesca, Repubblica sociale italiana

17.La Wehrmacht in Italia.

Andrae Friedrich.La guerra delle forze armate tedesche contro la popolazione civile 1943-1945,
Editori Riuniti, Roma 1997, 334 pp.

Titolo originale Auch gegen Frauen und Kinder, 1995, traduzione di Marco Marroni. Studio specifico sul ruolo e sul comportamento dell'esercito tedesco nell'Italia centrale durante la difesa e la ritirata. A un inquadramento generale a partire dall'armistizio, segue l'analisi della strategia difensiva tedesca che muta nell'estate del 1944 in terrore preventivo generalizzato nei confronti dei civili. Analizzando tutti i principali episodi di strage in Toscana, con particolare concentrazione sull'Aretino, l'A. evidenzia l'arbitrio delle azioni tedesche, ricordando la frequente partecipazione o direzione fascista italiana. Sono utilizzate fonti edite italiane e documentazione d'archivio militare tedesca, che mettono in rilevo il punto di vista di precarietà e terrore dei soldati durante la ritirata. Presente un indice dei nomi e delle località e una bibliografia.


18.Riservato a Mussolini.

Bonomini Luigi, Fagotto Federico Notiziari giornalieri della guardia nazionale repubblicana (novembre 1943 - giugno 1944). Documenti dell'Archivio Luigi Micheletti, Feltrinelli, Milano 1974, 486 pp.
Preceduto da un ampio saggio introduttivo di Natale Verdina, il volume raccoglie una selezione dei rapporti giornalieri che la gnr inviava a Mussolini con l'intento di fornire una informazione la più ampia possibile sullo stato della situazione e degli umori della popolazione che si trovava sotto il controllo della Repubblica sociale, a partire dal 20 novembre 1943. La raccolta, che privilegia le note dedicate all'osservazione dello "spirito pubblico", è ordinata per aree regionali e all'interno di questa disposizione in ordine cronologico provincia per provincia. Ne risulta pertanto una delle più importanti raccolte di fonti edite per il periodo della rsi sia dal punto di vista del quadro generale sia della particolare proiezione regionale (cfr. per la Toscana le pp. 90-133).


19.L'amministrazione tedesca dell'Italia occupata 1943-1945.19.

Collotti Enzo, Studio e documenti, Lerici, Milano 1963, 607 pp.
Collana dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. E' la prima ricostruzione complessiva del sistema di occupazione tedesco in Italia fondata sulle carte dell'Amministrazione militare tedesca, che attraverso i rapporti mensili delle diverse Militärkommandanturen, provenienti dai National Archives statunitensi, consentono di delineare le strutture dell'apparato di occupazione e le linee maestre degli obiettivi e della condotta dell'autorità d'occupazione. La ricerca privilegia tre momenti centrali delle vicende dell'occupazione tedesca: i rapporti tra le autorità tedesche e l'apparato amministrativo collaborazionista della Repubblica sociale italiana; la gestione e lo sfruttamento del potenziale economico italiano e l'incetta della manodopera italiana da parte della potenza occupante. Una importante sezione documentaria riproduce nella versione originale tedesca e in traduzione 51 documenti resi accessibili per la prima volta al pubblico italiano.


20.Le stragi nascoste.

L'armadio della vergogna: impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascisti 1943-2001. Franzinelli Mimmo, Mondadori, Milano 2002, 418 pp.
Muovendo dalla vicenda fortunosamente emersa nel 1994 dei fascicoli delle istruttorie sui crimini commessi da nazisti e fascisti durante l'occupazione dell'Italia, rimasti sepolti per oltre quarant'anni presso la Procura generale militare, l'A. ripercorre tre ordini di problemi: il quadro rapido delle atrocità commesse durante l'occupazione tedesca, l'iter delle indagini compiute dopo la Liberazione per la punizione dei crimini da parte degli organi della magistratura militare e conclusesi, con le poche eccezioni di alti comandanti giudicati da tribunali alleati, con numerose archiviazioni che hanno costituito di fatto una forma generalizzata di assolutoria. Infine, la gestione nell'ultimo decennio dopo la rottura del silenzio delle carte così fortuitamente rese disponibili, che hanno dato luogo alla celebrazione di alcuni processi resi peraltro estremamente difficoltosi dalle negligenze pregresse e dall'inerzia di quattro decenni. Tra le parti più efficaci del libro vanno segnalate il cap. vi sulle tecniche della "rimozione di Stato", come viene definita dall'A., e quelle (al cap. viii) dedicate all'esemplificazione di alcuni casi-campione di materiale processuale archiviato e poi occultato e delle relative implicazioni. Si tratta di quattro casi considerati esemplari, tra i quali la strage del 25 agosto 1944 in località Lagacciolo e Podernovo in provincia di Firenze. Da segnalare anche, sulla scorta dei pochi processi celebrati dopo il 1994, la conclusione ottimistica dell'A. sulla possibilità "del ristabilimento della giustizia, per rispetto alla memoria delle vittime, a 55 anni dal termine naturale di un processo accuratamente evitato dai vertici della magistratura militare".


21.Brigate nere.

Mussolini e la militarizzazione del Partito fascista repubblicano.Gagliani Dianella, Bollati Boringhieri, Torino 1999, 306 pp.
Prefazione di Claudio Pavone. Analisi della militarizzazione del pnf durante la Repubblica di Salò basata su un'ampia ricerca archivistica e sulla pubblicistica fascista. Viene indagata la trasformazione del partito nelle Brigate Nere, volute dallo stesso Mussolini, che secondo Claudio Pavone, "sono la manifestazione del tentato compromesso finale fra un estremista fascista votato a un "terrore senza passioni", come ben lo definisce Gagliani, e i tradizionali apparati dello Stato, dai quali mai il fascismo poté prescindere" (p. xiii). L'A. riesce a collegare "macrocosmo e microcosmo di Salò", a seguire quindi al contempo il piano più propriamente istituzionale e il piano dei percorsi dei singoli e dei gruppi. Per quanto riguarda le stragi compiute in quei mesi in Toscana, l'A. nota che "non che episodi di violenza efferata non filtrino dalle lettere del segretario del pfr, ma essi sono trattati con la noncuranza e la leggerezza di chi li reputa una necessità di guerra e non è mosso da alcuna pietà umana" (p. 43).

22. La repubblica delle camicie nere.

Ganapini Luigi,Garzanti, Milano 1999, 520 pp.
Ampia ricostruzione su coloro che aderirono alla Repubblica di Salò. Sulla base di una ricca documentazione, l'A. analizza le componenti ideologiche della rsi, proponendo un'efficace ripartizione in combattenti, politici, amministratori e socializzatori.


23.Politische Soldaten.

Gentile Carlo.Die 16. SS-Panzer-Grenadier-Division "Reichsführer-SS" in Italien 1944, in "Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken", 81, 2001, pp. 529-61.


24. Memorie di guerra.

Kesselring Albert Garzanti, Milano 1954, 366 pp.
Traduzione di A. Zanchi, prefazione del generale Raffaele Cadorna. Versione italiana leggermente ridotta, soprattutto nella prima parte (omessa fra l'altro la significativa dedica), del libro sopracitato. Edizione da tenere presente anche per non incorrere nell'infortunio di ritenere inedite, come pure è accaduto, le pagine del cap. xxi sulla guerra partigiana in Italia (come dimostrato in "Passato e Presente", n. 40, 1997, pp. 167-8).

25.Soldat bis zum letzten Tag, Athenaum-Verlag

Kesselring Albert, Bonn 1953, 475 pp.
Memorie del Feldmaresciallo Kesselring che fu comandante del fronte sud della Wehrmacht e come tale fino alla primavera del 1945 responsabile del fronte italiano e delle forze della Wehrmacht nell'occupazione dell'Italia. In particolare il cap. 21 Der Bandenkrieg in Italia riguarda la valutazione della guerra partigiana e la versione autogiustificazionista degli ordini di repressione emanati dall'A., nel cui contesto sono da considerare le stragi perpetrate sul territorio italiano.


26.Stragi naziste in Italia.

La guerra contro i civili (1943-1945).Klinkhammer Lutz, Donzelli editore, Roma 1997, 165 pp.
Volume che ricostruisce alcune delle operazioni di distruzione sulla popolazione civile italiana commesse durante l'occupazione dai reparti della Wehrmacht e delle Waffen-SS, escludendo i reparti agli ordini dei comandi militari. L'A. inserisce le stragi dei civili nel contesto della lotta partigiana, riportando numerosi esempi. Per la Toscana, vengono analizzati i crimini perpetrati dalla Divisione Hermann Göring e da parte della 16a Panzer Division. Klinkhammer sottolinea l'importanza della ricostruzione storica anche per la trasmissione della memoria, poiché ancora mancano elementi di conoscenza essenziali, quali il numero più possibile attendibile delle vittime e una tipologia dei massacri. L'A. propone una possibile cronologia delle stragi, presentando una ripartizione di più fasi, sostenendo che i massacri contro la popolazione civile "furono compiuti in un momento in cui queste zone erano state dichiarate territorio d'occupazione dell'esercito" (p. 20).

27.L'occupazione tedesca in Italia 1943-1945.

Klinkhammer Lutz Bollati Boringhieri, Torino 1993, 676 pp.
Titolo originale: Zwischen Bundnis und Besatzung. Das nationalsozialistische Deutschland und die Republik von Salò 1943 bis 45. Traduzione di Giuseppina Saija Panzieri. Storia dell'occupazione tedesca in Italia a partire dal concetto di "policrazia" per descrivere i centri di potere antagonisti all'interno della struttura nazionalsocialista che determinarono una logica autonoma e non rettilinea nella conduzione delle operazioni e riguardo al trattamento della popolazione civile. Al centro di un ampio dibattito e primo di una serie di pubblicazioni di tradizione storiografica tedesca sull'argomento, dedica molto spazio alla problematicità dei rapporti fra potenza occupante e alleato occupato, utilizzando fonti archivistiche italiane, tedesche (Archivi di Friburgo, Coblenza e Bonn) e americane (National Archives di Washington). Descritti tutti i principali episodi di strage, individuabili dall'indice dei nomi e dei luoghi.


28.Il sacco d'Italia

Razzie e stragi tedesche nella Repubblica di Salò. Lazzero Ricciotti, Mondadori, Milano 1994, 378 pp.
Prefazione di Simon Wiesenthal (pp.). Studio sul sistema di occupazione tedesco in Italia a partire dalla subalternità politica e militare della Repubblica sociale italiana. Nella parte quarta, Ventuno mesi di ferocia nazista, si trova una cronologia che tenta di ricostruire "mese per mese, giorno per giorno, la caccia all'uomo dei tedeschi" (pp. 236-354) dall'agosto del 1943 alla completa ritirata tedesca. Per la Toscana sono elencati e sinteticamente descritti tutti gli episodi noti ma vengono accomunate stragi in quanto tali a episodi dove, ad esempio, civili si suicidano per sfuggire alla cattura e alla persecuzione (p. 235).


29.Un percorso della memoria.

Guida ai luoghi della violenza nazista e fascista in Italia. Matta Tristano Electa, Milano 1996, 160 pp.
Guida ai luoghi dove sono avvenute stragi e deportazioni nella penisola; vi si trovano un saggio di presentazione di Sant'Anna di Stazzema, di Giovanni Cipollini, e una descrizione della visita di Anna Guidi (pp. 69-81). Il saggio di Cipollini ricostruisce le caratteristiche di ordine strategico per i nazisti della zona della Versilia e delle Apuane e le azioni della 16a Panzer Division SS Reichsführer nella primavera e nell'estate. Vengono citate le stragi perpetrate nei mesi precedenti: Mommio, 5 maggio 1944 con 22 vittime, Forno (Massa), 13 giugno, 68 vittime e Valpromaro (Camaiore), 30 giugno, 12 vittime. Vi furono un altro centinaio di vittime dello stillicidio di violenze. Fra la fine di luglio e metà settembre 1944 ebbero luogo la serie di crimini compiuti dalle SS di Walter Reder, responsabile anche dell'eccidio di Marzabotto (Sassaia, Sant'Anna, Bardine San Terenzo, Valla, Vinca, Fosse del Frigido, Guadine, Valle del Lucido, Bergiola, Osterietta, Pioppetti). La strage di Sant'Anna di Stazzema viene ricostruita in dettaglio, insistendo soprattutto sulla sorpresa che ebbe per la comunità l'arrivo dei soldati tedeschi, non trattandosi di una zona di combattimento con i partigiani. Si citano le memorie di don Giuseppe Vangelisti, parroco del paese di La Culla, e le azioni di altri parroci, don Innocenzo Lazzeri e don Libero Raglianti. Viene inoltre riferita la testimonianza secondo cui furono alcuni fascisti con il volto coperto, che parlavano italiano, a indicare alle truppe tedesche i sentieri per raggiungere Sant'Anna, probabilmente militi della Brigata Nera Apuania. La parte dedicata alla visita del luogo, di Anna Guidi, si sofferma sull'attività del Museo storico della Resistenza, inaugurato il 19 settembre 1991 (all'ingresso vi si trova la celebre Ode a Kesselring di Calamandrei), e sul monumento ossario di Colla di Cava. Chiude il contributo un appello alla pace di Mario Luzi, del 18 giugno 1994, all'interno delle attività di commemorazione della strage.


30.La memoria del nazismo nell'Europa di oggi

Paggi Leonardo La Nuova Italia, Firenze 1997, 403 pp.
Il volume pubblica una scelta delle relazioni tenute al convegno internazionale svoltosi ad Arezzo nel giugno 1994 dal titolo In memory: per una memoria europea dei crimini nazisti. Si segnala l'importante introduzione di Leonardo Paggi sul rapporto fra memoria, storia, violenza e giustizia (pp. ix-xxxvii). Fra i contributi che riguardano la Toscana: Michael Geyer, Civitella in Val di Chiana. 29 giugno 1944. Ricostruzione di un "intervento" tedesco, che pubblica una versione riveduta del saggio apparso nel volume a cura di H. Heer, K. Naumann, Vernichtungskrieg. Verbrechen der Wehrmacht 1941-1944, Hamburg 1994, il catalogo della mostra sui crimini della Wehrmacht; il saggio di Leonardo Paggi, Storia di una memoria anti-partigiana, già pubblicato in L. Paggi (a cura di), Storia e memoria di un massacro ordinario, Manifestolibri, Roma 1996 [M n. 225]; e di Lutz Klinkhammer, La politica di repressione della Wehrmacht. Le stragi ai danni della popolazione civile nel 1943-1944 (pp. 81-111). La seconda parte del volume dal titolo Memoria e dimenticanza. Per una politica della memoria, oggi propone una riflessione sulla memoria europea dell'esperienza della Seconda guerra mondiale.


31.Storia della guerra civile in Italia (1943-1945)

Pisanò Giorgio Edizioni fpe, Milano 1965, 3 voll.
Opera neofascista in tre volumi (di 600, 600, 660 pp.), usciti a fascicoli, sulla storia italiana dal crollo del fascismo alla Liberazione. Impostata in funzione anticomunista e tendente a stigmatizzare l'antitalianità degli oppositori del fascismo, Pisanò rende omaggio ai coraggiosi combattenti che "sull'una e sull'altra trincea, seppero lottare e morire, ognuno nella certezza di avere servito fino in fondo i propri ideali" (dalla presentazione). Ogni strage di civili è opera delle truppe tedesche che reagiscono agli attacchi partigiani. Un esempio per tutti: "Nei mesi di maggio, giugno e luglio 1944 i partigiani aretini provocano con ogni mezzo le ritorsioni tedesche uccidendo in imboscate 210 soldati tedeschi. I tedeschi reagiscono con feroce spietatezza, coinvolgendo nelle rappresaglie le popolazioni locali. 1.113 innocenti, in maggioranza donne, vecchi e bambini cadono così massacrati senza che i guerriglieri, quasi tutti comunisti, intervengano mai in loro difesa" (p. 381, vol. i). Vengono ricordati tutti i principali fatti di strage in Toscana. Si segnala di particolare interesse la ricca documentazione fotografica.


32.La vendetta tedesca.

Le rappresaglie naziste in Italia (1943-1945).Schreiber Gerhard, Mondadori, Milano 2000, 318 pp.
Edizione originale tedesca: Deutsche Kriegsverbrechen in Italien, München 1996, traduzione di Marina Buttarelli. Importante studio sull'occupazione tedesca in Italia e sul ruolo di militari e forze di polizia nella distruzione dei civili a partire dalla confutazione dell'abusato concetto di rappresaglia. Precondizione dell'operato dei tedeschi appare la volontà punitiva nei confronti dell'alleato traditore che viene quindi sottoposto a un degradamento razziale su basi non biologiche ma spirituali. L'A. ricorda che gran parte delle truppe impegnate nella distruzione dei civili in Italia avevano operato in precedenza nella guerra di sterminio sul fronte orientale. Analizzate tutte le stragi sul territorio italiano individuabili dall'indice dei luoghi.


33.Combattere senza paura e senza speranza.

Senger und Etterlin Frido von, Longanesi & C, Milano 1960, 642 pp.
Titolo originale: Krieg in Europa, Köln-Berlin, 1960, traduzione di G. Guzzelli. Memorie di un generale della Wehrmacht tra i protagonisti della difesa tedesca contro l'avanzata degli Alleati sul fronte italiano come comandante del 14o Corpo corazzato alle dipendenze, dopo la ritirata da Roma, della 14a Armata comandata dal generale Lemelsen. Un intero capitolo riguarda "la battaglia d'estate" in Toscana tra giugno e agosto del 1944 e il ripiegamento verso l'Arno e poi l'Appennino. Interessanti per comprendere lo spiegamento tattico delle forze tedesche, queste memorie contengono pochi generici accenni al pericolo rappresentato dalle bande partigiane e al carattere controproducente delle rappresaglie indiscriminate contro la popolazione civile. Il volume è corredato da 14 cartine.


34.Reder nel giudizio della Magistratura militare, s.e.

Ufficio stampa del Ministero della Difesa, Roma 1961, 164 pp.
Pubblica il testo della sentenza emessa il 31 ottobre 1951 dal tribunale militare territoriale di Bologna a carico di Walter Reder, imputato come comandante del reparto esploratori della 16a SS-Panzer-Grenadier-Division "Reichsführer-SS" delle stragi di Sant'Anna di Stazzema, di Bardine San Terenzo, di Vinca, di Fivizzano e nel territorio di Marzabotto e di Bergiola. La sentenza condannò Reder all'ergastolo per i fatti di Bardine, Vinca e Marzabotto, lo assolse per insufficienza di prove per i fatti di Sant'Anna di Stazzema e di Bergiola. Con sentenza del 16 marzo 1954, a seguito del ricorso presentato contro la sentenza del tribunale militare di Bologna, il Tribunale Supremo militare respinse il ricorso per quasi tutti i punti impugnati, annullando la pena della degradazione inflitta nel giudizio di primo grado e tramutando l'assoluzione con formula dubitativa per i fatti di Sant'Anna e di Bergiola in assoluzione piena per "non aver commesso il fatto".






Ultima modifica: 19/02/2013 12:22:57 - Id: 579627