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Manovra 2013, cambiano addizionale Irpef ed Irap. Ma con molte esenzioni e detrazioni

Manovra 2013, cambiano addizionale Irpef ed Irap. Ma con molte esenzioni e detrazioni


Un "contributo responsabile, chiesto ai cittadini che possono", per mantenere aperte le classi Pegaso alla materna e l'assistenza agli anziani non autosufficienti, i contributi agli affitti, l'aiuto per avere un prestito in banca o il sostegno ai giovani. Spiega così il presidente Rossi la scelta di ricorrere alla leva fiscale, con un richiamo all'affermazione di "un principio di comunità da salvaguardare", una "manovra quanto più possibile equa per lavoratori e imprese" e "un'attenzione per le fasce deboli". Cambiano le aliquote per addizionale Irpef ed Irap, ma crescono infatti esenzioni e detrazioni. Aumentano le imposte sui canoni demaniali, mentre sul gas per la casa le maggiori tasse non peseranno più di 5 euro l'anno a famiglia. E' questa in sintesi la manovra fiscale proposta dalla giunta.

La Toscana era rimasta ultima, tra le Regioni d'Italia, a non agire sulla leva fiscale, tolta la Basilicata, che può contare su royalties petrolifere. Per i tagli pesanti imposti dalla Stato ora anche la Toscana dovrà farlo, ma i tributi pagati da cittadini ed imprese rimarranno abbondantemente sotto la media nazionale. Anche grazie alle nuove esenzioni previste, appunto. "Sarà un prelievo progressivo, in base al reddito – spiega il presidente della Toscana, Enrico Rossi – e saranno salvaguardate le fasce più deboli: ovvero le famiglie con figli per l'addizionale Irpef e le aziende più esposte ai venti della crisi per quanto riguarda l'Irap". "Prima di decidere qualsiasi aumento ci siamo sforzati di recuperare le risorse tagliate dal governo lavorando sui risparmi e rinunciando a spese ed interventi che in tempi ordinari potevamo permetterci ed oggi non più, visto che altre diventano le priorità – mette subito in chiaro il presidente – Abbiamo rivisto la spesa storica capitolo per capitolo e così siamo riusciti a trovare quasi 50 milioni. Ma anche se avessimo azzerato paradossalmente tutti i capitoli di spesa per la cultura, il sociale, la scuola e i contributi alle imprese, che tutti insieme valgono 150 milioni e chiaramente era impensabile farlo, perché avremmo impoverito la Toscana e la coesione sociale, non saremmo riusciti a pareggiare il taglio subito".

Così la Regione, che a causa della crisi incassa anche meno tributi – perché gli affari vanno peggio e qualche azienda chiude, perché si vende meno benzina o perché le imposte arretrate vengono rateizzate in più anni, con oltre 60 milioni di minor incasso già nel 2012 e 100 possibili nel 2013- alla fine è stata costretta ad una manovra da 300 milioni. Cinquanta sono stati recuperati con la revisione della spesa. Altri 246 arriveranno appunto dalla leva fiscale: bollo auto, addizionale Irpef, Irap, addizionale sul gas metano per le abitazioni, concessioni del demanio marittimo e minerario. Nel caso di addizionale Irpef ed Irap l'aumento peserà comunque nei portafogli dei toscani solo a partire dal 2014. Le due tasse si pagano infatti in modo differito, l'anno successivo a quello di riferimento: in un'unica soluzione a giugno con la dichiarazione dei redditi, oppure per i soli dipendenti in nove od undici trattenute mensili sullo stipendio (ma sempre l'anno dopo).

Addizionale Irpef, detrazioni per i figli
La Toscana aveva un record: l'addizionale Irpef più bassa d'Italia, da sempre. E lo manterrà. Nel 2013 i toscani pagheranno infatti di più, ma meno che in molte altre regioni. Pagheranno l'1,43 per cento sui primi 28 mila euro: oggi era l'1,23, l'aliquota fissata dallo Stato sotto cui non si può scendere. Pagheranno da 28 mila euro in su l'1,73% , l'aliquota massima che una Regione può applicare, già decisa l'anno scorso per la fascia di reddito sopra 75 mila euro. Grazie alle detrazioni per i figli, i figli disabili e le famiglie numerose – più alte per chi guadagna meno – l'aumento sarà però mitigato e in qualche caso annullato: detrazioni fino 50 euro a figlio, 100 euro in più dal quarto e 220 per figlio disabile. Chi non paga l'Irpef (i redditi sotto gli 8 mila euro) non pagherà naturalmente neppure l'addizionale regionale. La manovra vale 93 milioni di maggior gettito.

Qualche esempio: Su tre contribuenti toscani, più di due non hanno redditi oltre 28 mila euro. Mario guadagna 1.350 euro al mese per quattordici mesi, un po' meno di 24 mila euro l'imponibile annuo. Lo 0,2 per cento da versare in più sono 48 euro. Mario ha anche due figli, a carico. Grazie alla detrazione, che divide con la moglie, l'aumento si riduce a 9 euro. Se avesse un solo figlio ne pagherebbe 324 al posto dei 295 di quest'anno, con un risparmio comunque di 21 euro. Elisa invece guadagna un po' meno di 2.000 euro al mese, quattordici mensilità e 42 mila euro di imponibile annuo. Anche lei ha due figli a carico. Il ritocco all'addizionale Irpef le vale 126 euro in più da pagare, che diventano 95 in virtù delle maggiori detrazioni divise con il marito. Paolo, che guadagna 1.200 euro al mese, non ha figli a carico e neppure quattordicesima, 21 mila euro d'imponibile, pagherà invece 42 euro in più in tutto l'anno.
Naturalmente lo farà nel 2014. Nel 2013 si paga infatti l'imposta dovuta per il 2012.

Ancora maggiori saranno i benefici per chi ha più figli o per le famiglie monoreddito. Stefano guadagna 15 mila euro l'anno ed ha un figlio completamente a carico: quest'anno paga 184,5 euro di addizionale Irpef, l'anno prossimo ne pagherà 214,5; ma con i 42 euro di maggiori detrazioni addirittura ci guadagnerà, mentre con 20 mila euro farebbe pari. Con due figli il risparmio, rispetto a quest'anno, sale a 56 e 41 euro. Con quattro figli completamente a carico il risparmio diventa più di duecento euro in un anno e se ne può beneficiare fino a 50 mila euro di reddito.

Online una tabella con le detrazioni in base al reddito

Irap, per molti nessun aumento
Anzitutto chi non pagherà un euro in più: il settore manifatturiero e delle costruzioni, tolte le aziende farmaceutiche o chi lavora con le grandi opere (476 imprese in tutto). Per loro l'imposta sulle attività produttive rimarrà la stessa pagata fino ad oggi, il 3,9 per cento della produzione netta: ovvero l'aliquota base, fissata dallo Stato. Non subiranno aumenti neppure le piccole imprese, spesso aziende a conduzione familiare, che lavorano nel commercio, nella ricezione alberghiera e nella ristorazione: il ritocco interesserà in questo caso solo le società di capitali e a responsabilità limitata. Nessun aumento ancora per chi opera nelle attività artistiche e sportive, istruzione, servizi di pulizia, cura del paesaggio e noleggio di vetture e autocarri. Sono inoltre confermate tutte le esenzioni e agevolazioni del passato: per il settore agricolo (dove si paga l'1,9 per cento), per Onlus, cooperative sociali e imprese con certificazioni ambientale e sociale (tassate al 2,98 per cento), per per le aziende di servizi di assistenza alla persone (che beneficiano anche loro di uno sconto dello 0,92 per cento). Esenti del tutto le attività commerciali in zone montane.

Tutti gli altri pagheranno il 4,82 per cento: l'aliquota massima già riservata da alcuni anni a banche, assicurazioni, società immobiliari, gestione di autostrade e raffinerie di petrolio.

Le Regioni possono alzare (o abbassare) l'aliquota base fissata dallo Stato dello 0,92 per cento. Il ritocco all'Irap porterà nelle casse regionali quasi 120 milioni. In 360 mila pagano oggi l'imposta in Toscana: oltre ad aziende e lavoratori autonomi ci sono la pubblica amministrazione, gli enti pubblici e pochi altri che sono tenuti a versare l'8,5 per cento di quanto spendono per stipendi e collaborazioni continuative o a progetto, il 7,58 le aziende di servizi alla persona. L'aumento alla fine interesserà solo 60 mila, uno su sei.

Online l'elenco di tutte le categorie escluse dagli aumenti 2013

Concessioni demaniali e gas
Si faranno più pesanti le imposte regionali sulle concessioni del demanio. Per quello marittimo – le spiagge degli stabilimenti balneari, ad esempio – la tassa andrà moltiplicata per quattro e passa dal 15% del canone di concessione statale, che si pagava oggi, al 60 per cento. Per le concessioni minerarie, compresa la geotermia, l'imposta regionale triplica e passa dal 100% dell'ammontare del canone al 300 per cento. Le maggiori entrate previste superano di poco i 6 milioni.

Aumenterà anche l'addizionale regionale sul gas per le abitazioni. A conti fatti, si tratta comunque di meno di 5 euro l'anno a famiglia, che porteranno nella casse regionali 4 milioni.

Via il ‘balzello sulla professione'
In mezzo a tributi ritoccati all'insù, c'è comunque anche una tassa che viene cancellata. Ne saranno contenti avvocati, commercialisti, ingegneri, architetto e tutti coloro che per esercitare una professione, dopo la laurea, devono sottoporsi ad un esame di abilitazione. Era prevista una tassa, da pagare alla Regione dell'università dove ci si laurea: 103 euro in Toscana, che portavano alla Regione 500 mila euro l'anno. Ora non dovrà essere più pagata.

22 milioni in più dal bollo auto
L'ultimo pezzo della manovra fiscale riguarda il bollo auto, approvato dal consiglio regionale prima del bilancio. Anche in questo caso l'aumento deciso dalla giunta è stato selettivo e progressivo: il 5 per cento in più per i primi 100 kw di potenza, il 10 per cento oltre. Tradotti sono meno di 6 euro in più l'anno per una Panda o una Citroen C3 benzina, che pagavano 113 e 114 euro di bollo l'anno, 9 euro in più su una Ford Fiesta 1.4, 22 per un'Alfa 159, 72 per una Lexus Gs 450 e 113 per una Ferrari California. Un ‘aumento proporzionale alla potenza dell'auto ma anche, come si vede, al valore del veicolo e quindi alla disponibilità economica del proprietario. Del 10 per cento è stato aumentato anche il bollo sui motorini. La Regione incasserà complessivamente dalla manovra sul bollo 22 milioni di maggior gettito.


Ultima modifica: 01/08/2014 15:29:03 - Id: 177859