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Le gestioni associate in Toscana: uno strumento per la sussidiarietà

Le gestioni associate in Toscana: uno strumento per la sussidiarietà

Referente politico - Struttura regionale competente

 

La Regione Toscana promuove e sostiene l'esercizio associato delle funzioni e servizi comunali, attivate mediante unioni di comuni. A tal fine ha approvato la legge regionale 27 dicembre 2011, n. 68, recante "Norme sul sistema delle autonomie locali".
Nell'ambito di questa legge, è disciplinato, al Titolo III, l'esercizio associato di funzioni, mediante convenzione e unione. Si esplicita la definizione di esercizio associato e si richiamano le norme statali e regionali che comunque sono applicabili per altre modalità di cooperazione. Si dettano alcune norme integrative della disciplina statale per l'esercizio associato mediante convenzione. Si specificano le caratteristiche delle convenzioni che istituiscono uffici comuni e che prevedono la delega di funzioni. Si prevede anche la possibilità che la Regione partecipi a convenzioni con comuni e province.

La disciplina delle unioni è dettata in modo analitico per assicurare il buon funzionamento di un soggetto che è destinato ad assolvere ad un ruolo decisivo. Per questo si prevede una dotazione di organi in grado di rappresentare tutti i comuni e di costruire un indirizzo politico unitario. La disciplina dell'unione prevede poi alcune norme sull'organizzazione e il personale, e soprattutto norme sulla gestione finanziaria e sui controlli.

La legge si occupa, poi, dell'esercizio obbligatorio delle funzioni fondamentali dei comuni, prevedendo l'identificazione di 37 ambiti di dimensione territoriale adeguata (posti nell'Allegato A), e i comuni tenuti a detto esercizio (complessivamente 90). Si tratta della parte della legge con la quale si dà diretta attuazione alle norme statali.

La legge prevede un meccanismo flessibile e aperto: gli ambiti corrispondono di norma alle zone distretto o sono interni ad esse; gli ambiti potranno essere composti anche da comuni non obbligati; all'interno degli ambiti, i comuni obbligati all'esercizio associato sono tenuti a stipulare convenzioni o a far parte di unioni. Inoltre, i comuni obbligati di un ambito possono scegliere se aggregarsi solo tra di loro (raggiungendo la soglia minima di abitanti) o se aggregarsi a quelli più grandi che fanno parte dello stesso ambito. I comuni grandi dell'ambito sono, poi, liberi di aggregarsi o meno.

Per favorire l'aggregazione in unione dei comuni obbligati con quelli più grandi (non obbligati) è previsto che l'unione non sia costretta ad esercitare per tutti i comuni le stesse funzioni: per quelli obbligati, l'unione dovrà esercitare almeno un certo numero importante; per quelli non obbligati, il numero potrà essere inferiore. 

Quanto all'esercizio delle funzioni fondamentali in materia di servizi sociali, la legge rinvia alla legislazione di settore.

Si prevede, infine, la sostituzione delle norme sull'incentivazione delle gestioni associate volontarie con premialità per le unioni di comuni, seguendo una linea coerente con la legge statale sul federalismo fiscale. Tra questi criteri si segnala la concessione di risorse legate alle performances delle amministrazioni delle unioni. Una disciplina specifica è dedicata, in questo quadro, al sostegno ai servizi di prossimità.


Ultima modifica: 04/04/2017 13:46:23 - Id: 489893