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La Bioeconomia in Toscana

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La Bioeconomia in Toscana

La Bioeconomia in Toscana

La giornata di studio promossa dalla Regione Toscana


Il concetto di bioeconomia sta guadagnando molta enfasi sia a livello di Unione Europea, sia su scala internazionale. In estrema sintesi si parla di una economia dove i mattoni costitutivi di base per i materiali, la chimica e l'energia sono derivati da risorse biologiche rinnovabili.

L'OCSE vede la bioeconomia come intimamente connessa con gli sviluppi della biotecnologia in settori chiave quali l'agricoltura, la salute e l'industria. Secondo il Consorzio delle Industrie Europee della Bioeconomia (Bio-based Industries Consortium) la bioeconomia è un modello economico che consentirà la transizione verso una società post-petrolio, disaccoppiando al contempo la crescita economica dall'esaurimento delle risorse e dall'impatto ambientale. La Bioeconomia ricomprende quelle attività economiche che utilizzano bio-risorse rinnovabili del suolo e del mare e dai rifiuti per produrre cibo, materiali ed energia.

La bioeconomia rientra nel concetto più ampio di economia circolare, focalizzando l'attenzione da un lato sulla produzione, disponibilità e logistica delle risorse (biomasse) biologiche, siano esse terrestri, marine, prodotti di scarto o rifiuti, dall'altro sul concetto di bioraffineria, il luogo in cui avvengono i processi (generalmente a cascata) di estrazione e produzione dei materiali, dei composti chimici e dell'energia, ottimizzando la filiera con un ciclo chiuso.

Siamo di fronte quindi ad un approccio molto ampio, che coniuga molti settori, discipline e tecnologie, e che necessita di una chiara visione di sviluppo e di indirizzo politico.

La Commissione Europea ha stabilito una specifica strategia nel 2012, definendo una serie di azioni. Nel 2017 siamo in una fase di avvio di una revisione di tale strategia e le indicazioni sinora raccolte rendono molto plausibile una continuità di politiche con un possibile ulteriore rafforzamento sia delle azioni legislative, sia delle allocazioni budgetarie. Inoltre, la Commissione, ma anche l'industria europea legata alla bioeconomia, stanno spingendo affinché vi sia un coinvolgimento ed un ruolo sempre più attivo delle Regioni, sia per la loro scala operativa che consente una miglior capacità di identificare i fabbisogni e le opportunità, sia per la capacità di promuovere investimenti ed operazioni che possono mobilitare le risorse europee.

Alcuni esempi di quanto la Commissione Europea stia investendo sulla bioeconomia sono evidenti nei finanziamenti comunitari a gestione diretta e nelle iniziative promosse a vario livello:

  • La DG RTD (Ricerca) promuove la ricerca e l'innovazione in tale ambito sia tramite Horizon 2020, con linee specifiche di finanziamento per la bioeconomia, sia tramite una Partnership Pubblico Privata delle Industrie della Bioeconomia (BBI JU https://www.bbi-europe.eu/), con un budget di circa 3,7 Miliardi tra il 2014 e il 2020 (1 Miliardo dalla Commissione e il resto dall'industria).

  • La DG RTD ha anche stabilito un Panel di Stakeholder della Bioeconomia selezionando 30 rappresentanti da vari organismi europei e ha dato un ruolo importante agli esponenti regionali (Toscana inclusa) Almeno 8 esponenti rappresentano realtà regionali o locali e una delle azioni proposte è incentrata sul ruolo delle Regioni e sull'importanza di scambiare esperienze e conoscenze a tale livello. Nell'ambito del Panel è stato promosso un Manifesto Europeo della Bioeconomia che è stato consegnato al Commissario per la Ricerca il 16 Novembre 2017 in occasione della presentazione dei bandi Horizon 2018-2020. La stessa DG RTD promuove anche annualmente la Conferenza Europea della Bioeconomia. Inoltre, la stessa DG ha anche avviato una iniziativa chiamata Bioeconomy Knowledge Center, ovvero un centro per la conoscenza sulla bioeocnomia gestito dal JRC, che dovrebbe facilitare lo scambio di conoscenza a livello europeo e aiutare l'allineamento delle politiche e degli standard legati alla bioeocnomia.

  • La DG GROW (Competizione e crescita) ha promosso dei bandi per supportare alcune Regioni modello sui temi dell'economia circolare e della bioeconomia. La fase preliminare ha previsto la costituzione di 6 regioni modello e vi sarà una seconda fase in cui saranno promossi progetti imprenditoriali derivanti dalla cooperazione tra Regioni.

  • La DG REGIO (Politiche regionali) sostiene le strategie di Specializzazione Intelligente (RIS3) e sta supportando un partenariato di Regioni che promuovono una cooperazione sulla bioeconomia nell'ambito della Piattaforma Agroalimentare della RIS3.

  • La DG ENV (ambiente) ha sottolineato il ruolo della bioeconomia nei pacchetti normativi per l'economia circolare, inserendo il concetto sia nella parte legata al riciclo, sia alla generazione di energia, inserendo il concetto di uso a cascata, ovvero incentivando la produzione catene del valore in cui la produzione energetica per combustione della biomassa dovrebbe essere l'ultimo gradino.

  • La DG AGRI (agricoltura) ha posto l'accento sul valore della bioeconomia in molti dei seminari più recenti, ivi inclusa una visita studio nel 2016 alla Bioraffineria di Matricà a Porto Torres. Un progetto pilota industriale di riconversione di uno stabilimento petrolchimico in bioraffineria alimentata dal cardo. Il progetto è diventato un pilota europeo co-finanziato da fondi della BBI JU. La DG AGRI ha anche promosso la definizione di azioni a supporto della bioeconomia nell'ambito dello Sviluppo Rurale.

A livello economico, le stime più aggiornate a livello aggregato europeo sono state svolte dall‘Istituto di Ricerca NOVA (in Germania) che riporta nel 2016 i seguenti valori:

  • 2,1 Triliardi di Euro di volume di affari a livello europeo nel 2013, con oltre la metà generato dalle industrie alimentari e delle bevande e l'altra metà generato dall'agricoltura e foreste e dalle industrie della bioeconomia (chimica e plastiche, farmaceutica, carta e prodotti cartacei, industrie del legno, tessile e prodotti tessili, biocarburanti e bioenergie).

  • In termini di lavoro il settore impiega 18,3 milioni di persone, di cui 10,6 nel settore primario, 4,5 nelle industrie alimentari, bevande e tabacco e 3,2 nelle industrie bio-based (industrie forestali, della carta e del tessile).


Manifesto Europeo della Bioeconomia
Dopo un anno e mezzo di intenso lavoro, il panel Europe degli stakeholder della bioeconomia ha consegnato il Manifesto sulla bioeconomia al Commissario Europeo per la Ricerca il 16 novembre, durante la giornata europea della bioeconomia a Bruxelles.
La Regione Toscana ha contribuito ai lavori del panel in rappresentanza anche di un gruppo più ampio di Regioni Europee chiamato Rete ERIAFF (76 Regioni).
Il manifesto rappresenta un'opportunità per i territori europei per far avanzare, partendo da principi condivisi e raccomandazioni chiare, la decarbonizzazione dell'economia europea, avviando un percorso di sostituzione dell'economia fondata sul petrolio.
La dimensione regionale ha una grande rilevanza nel manifesto, che stimola le Regioni a cooperare e sviluppare strategie settoriali per garantire una crescita sostenibile e collocare l'Europa all'avanguardia nel contesto internazionale.

Scarica il manifesto (pdf)

Foto: la consegna del Manifesto Bioeconomia al Commissario Moedas

 

Sintesi dalla Settimana Informativa sulla Bioeconomia (pdf), 14/17 Novembre, sulle  principali opportunità di finanziamento derivanti da Horizon 2020 per il 2018-2020 (a cura dell'Ufficio Di Regione Toscana, sede Bruxelles) >>.

Bioeconomy Knowledge Centre

L'Italia è il terzo paese in Europa per dimensione della bioeconomia (l'intero settore che ricomprende l'Agricoltura, la Pesca, il settore alimentare e delle bevande, le Foreste, l'industria della cellulosa e della carta,l'industria del tabacco, l'industria tessile delle fibre naturali, l'industria farmaceutica e della bio-energia), dopo Germania e Francia con un fatturato di 250 miliardi di euro all'anno e un 1.700.000 posti di lavoro.

La Strategia per la Bioeconomia, recentemente approvata, fa parte del processo attuativo della Strategia nazionale di Specializzazione Intelligente (S3 nazionale) ed in particolare delle sue aree tematiche "Salute, Alimentazione e Qualità della Vita" e "Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente", ed è in sinergia con la Strategia italiana per lo sviluppo sostenibile ed i suoi principi per assicurare la sostenibilità ambientale e la riconciliazione della crescita economica.

Strategia nazionale bioeconomia (pdf)

 

La giornata di studio promossa dalla Regione Toscana.

Programma >>

La Giornata di Studio sulla BIOECONOMIA in TOSCANA, promossa dalla Presidenza della Regione Toscana, è stata organizzata come un incontro di discussione e confronto tecnico e programmatico tra operatori ed esperti dei settori della bioeconomia. L'ambito delle analisi tecniche e delle auspicate proposte operative è riferito alla Regione Toscana, ma inserito in un contesto nazionale ed europeo, sia per competenze sia per strategie.

1. Contesto

Il contesto dell'iniziativa è definito nei capitoli della Comunicazione della Commissione Europea "Una strategia per una bioeconomia sostenibile per l'Europa" - 2012 ed, in parte, nei principi dell'Economia Circolare. In linea con i programmi di innovazione industriale nazionale ("Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente") e di ricerca (PNR 2015-2020 ) la Regione Toscana riconosce nelle aspirazioni della BIOECONOMIA l'opportunità di uno sviluppo sostenibile che coniuga la protezione delle risorse naturali, la proliferazione dell'innovazione tecnologica e la crescita sociale e culturale, in armonia con il contesto europeo e globale. La Strategia nazionale sulla BIOECONOMIA fornisce lo strumento programmatico in cui alloggiare le future iniziative per la BIOECONOMIA in Toscana.

2. Obiettivi

Definizione di potenzialità, casi di eccellenza,  punti di forza e opportunità di sviluppo della BIOECONOMIA in Toscana, in accordo con la strategia nazionale. Lo scopo progettuale dell'iniziativa è la definizione di un piano d'azione regionale e l'avvio di iniziative di valorizzazione e attrazione di investimenti negli ambiti individuati dal piano.

3. Struttura e contenuti

L'esecuzione operativa della GdS si è svolta attraverso il lavoro di cinque sessioni di discussione, in cui sono stati distribuiti gli esperti e gli operatori dei settori della BIOECONOMIA saranno distribuiti, identificate dalla "filiera" relativa alla risorsa: Filiera Agricola, Filiera Rifiuti Urbani, Filiera Acque marine, Filiera Forestale, Filiera Rifiuti Industriali. Trasversale a queste, la Filiera Energia interesserà tutte le sessioni.

Per ciascuna filiera hanno partecipato  30 esperti secondo un criterio di distribuzione "mista" appartenenti al mondo accademico e imprenditoriale. I partecipanti, a rotazione, hanno elaborato gli elementi dell'analisi SWOT in tre round di brainstorming .

La discussione tecnica su ciascuna filiera ha incluso: i) le potenziali disponibilità della risorsa (biomassa) ed i relativi gli aspetti logistici e di sostenibilità economica; ii) le tecnologie disponibili ed il loro livello di maturità tecnologica, per identificare le strategie di sviluppo sia della ricerca di base sia delle tecnologie dimostrative pre-industriali sia delle applicazioni industriali; iii) gli impatti ambientali e le tecnologie per il contenimento e controllo di tali impatti; iv) le sinergie industriali che consentano un migliore utilizzo delle risorse, ivi compresi i residui e gli scarti di lavorazioni che possono essere convertiti in materie prime per altri processi, e gli ambiti ottimali dell'implementazione delle iniziative della bioeconomia nel tessuto dei distretti produttivi toscani; v) le sinergie degli ambiti della ricerca scientifica e tecnologica e delle loro infrastrutture (università, laboratori, centri di ricerca e formazione, R&D industriale, etc.).

Oltre agli elementi tecnici, gli esperti hanno discusso su: vi) gli strumenti di supporto non-tecnico, ovvero sugli ostacoli che impediscono/impedirebbero alle attività nell'ambito della bioeconomia di prosperare: regolamenti/normative, strumenti di finanziamento, accettazione del pubblico, concorrenza di prodotti e tecnologie, etc..; vii) gli indicatori tecnici/economici/sociali con cui valutare l'efficacia ed opportunità delle azione nell'ambito della bioeconomia.

Per favorire la generazione di una strategia regionale sulla bioeconomia, i partecipanti hanno inoltre presentato le possibili alleanze strategiche con enti di ricerca, istituzioni ed aziende di propria conoscenza. Il fine di un confronto ed una condivisione delle proprie collaborazioni con altri soggetti risiede chiaramente nel favorire le opportunità di partecipazione coordinata dei soggetti toscani a progetti europei.

4. Esperti, coordinatori e rapporteur

Ciascuna filiera è composta da una trentina di partecipanti, da un coordinatore (accademico) e da un rapporteur (Regione Toscana):

  • Filiera Agricola: Prof. Brunori (uniPi) Alessandra Gemmiti (RT)
  • Filiera Rifiuti Urbani.: Prof. Carnevale (unifi) Valerio Marangolo (RT)
  • Filiera Acque marine: Prof. Mario Tredici (unifi) Gianni Guarneri (RT)
  • Filiera Forestale: Prof. Piermaria Corona (UniRoma) Elisabetta Gravano (RT)
  • Filiera Rifiuti Industriali: Prof. Andrea Lazzeri (unipi) Silvia Maltagliati (Arpat)
  • Energia (trasversale alle filiere) : Prof. Basosi (unisi), Prof. Chiaramonti (Unifi), Prof. Giglioli (Unipi)
  • Collegamento con le istituzioni europee Fabio Boscaleri (Ufficio di Bruxelles, RT)
  • Collegamento con la Conferenza Stato –Regioni: Emanuele Fabbri (Regione Toscana)
  • Coordinamento: Elisa Sassoli (Presidenza Regione Toscana) e Roberto Scalacci (Direttore Agricoltura)

5. Materiali della giornata di studio da scaricare

  1. "Bioeconomia in Italia e in Europa: stato dell' arte e prospettive"  Fabio Fava, UNIBO e Rappresentante in H2020 per European Bioeconomy Challenges >>
  2. "Un approccio circolare alla bioeconomia: un'opportunità per decarbonizzare l'economia e riconnetterla con la società" Catia Bastioli, A.D. Novamont e Presidente del Cluster SpringFiliera biomasse da rifiuti e residui industriali >>
  3. Risultati Filiera biomasse da rifiuti e residui industriali >>
  4. Risultati Filiera biomasse Marine e da Acque interne >>
  5. Risultati Filiera biomasse agricole >>
  6. Risultati Filiera biomasse da ciclo rifiuti urbani >>
  7. Risultati Filiera biomasse forestali >>

 


 

Hanno partecipato ai lavori: Università degli Studi di Firenze, Università degli studi di Pisa, Università degli studi di Siena, Scuola Superiore Sant'Anna, Coldiretti, Chimica Verde, Spin pet, Novamont, Ingelia Italia, Carbonsink Group, Biochar, Crea, Eco.biomasse, Unione dei Comuni del Casentino, Carabinieri Forestale, INSTM, Compagnia delle Foreste, Dream, Eco Energie, CIA, Confagricoltura, Consorzio RE-CORD, Accademia Italiana Scienze Forestali, Unione Comuni Valdarno e Val di Sieve, RDM progetti, Bioentech, Lega Coop Toscana, Unione Comuni Amiata Grosseto, CNR , Confagricoltura, Aboca, ETA-Florence Renewable Energies, Arpat, Fotosintetica e Microbiologica, Enel Green Power, Azienda La Cosa, Legapesca, Federpesca Toscana, Federcoopesca, CIBM, Troticoltura il Giardino, Planet Bioplastic srl, LMPE - RILAB, RETIA srl, Sciarada Industria Conciaria, Confservizi Cispel Toscana, Waste Recycling Spa, Design Campus Calenzano, Salov Spa, Waste Recycling Spa, Consorzio Aquarno spa, SILO spa, GIDA spa, Centrale del Latte della Toscana S.p.A. , KME, ARCHA s.r.l, Auserpolimeri, R.&T.I.A. Srl, Siena Ambiente, ARRR, Alia Spa, Ato toscana Sud, Valcofert, Ato Toscana Costa, TB S.p.A., Estra spa, REA Impianti, AISA, FUTURA, GEOFOR, SEI Toscana, SEI Risorse, Anci, Cermec, Acque industriali, Consorzio Italiano Compostatori, Green Evo, Ecoenergia, Esa Spa.

 


Ultima modifica: 12/01/2018 16:03:40 - Id: 14903274
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