Salta al contenuto Salta al menu'

Enrico Rossi - Presidente

Il prodigioso scrigno dell'Amiata

Il prodigioso scrigno dell'Amiata


"Quando dalla vetta della montagna scivolo
con lo sguardo sul grande manto verde,
ho l'impressione di accarezzare un prodigioso scrigno
dove si conservano memorie millenarie
abbarbicate allo strato di lava
sceso dalla vetta trecentomila anni fa".
Ernesto Balducci, La montagna incantata


E' una bella giornata baciata da un sole autunnale ma ancora caldo, ed il Viaggio in Toscana inizia sotto i migliori auspici. Raggiungiamo il versante grossetano dell'Amiata dove mi aspetta un programma fitto di impegni.
Prima è però d'obbligo una sia pur breve presentazione di questi luoghi e alcuni cenni storico geografici, tanto per capire che siamo tutt'altro che in un deserto senza punti di riferimento, storia e personalità.

L'Amiata delle origini
Il monte Amiata è un angolo insolito e prezioso della Toscana compreso nelle province di Grosseto e Siena. Anticamente era un vulcano e la sua mole si staglia improvvisa e riconoscibilissima anche da grande distanza.
Dall'alto dei suoi 1738 metri domina le vallate circostanti, cioè la Val d'Orcia e la Val di Paglia, oltre alla piana della Maremma, alle dolci colline senesi, alla verde depressione del lago di Bolsena.
Qualcuno ha detto che l'origine del termine Amiata deriva dal latino "ad meata", ovvero "alle sorgenti". Ma in realtà la tesi alla fine più accreditata è un'altra. Occorre risalire fino agli Etruschi, che com'è noto abitarono queste terre fin dal VIII secolo avanti Cristo.
Da quello che appariva come un massiccio dalla mole imponente ed austera tanto da imporre rispetto e devozione, lo chiamavano "Mons Tuniatus" in onore di Tinia (o Tunia) la loro divinità principale, ovvero il Giove dei romani. Siamo quindi portati a ritenere che l'ipotesi cosiddetta sacrale sia quella più accreditata. Ecco quindi che il moderno termine Amiata deriverebbe dalle trasformazioni Mons Tuniatus-Montuniata-Montamiata, come confermerebbero i ritrovamenti archeologici nell'area amiatina che mettono in luce l'esistenza di culti consacrati alle massime divinità pagane o etrusche.

 

Torna su

L'Amiata nella storia
Dalla sua ultima eruzione sono passati ormai 700.000 anni e il vulcano Amiata è ormai un ex vulcano. E' stato abitato fin dalla presitoria, come testimonia l'arciere, il graffito che dà il nome alla grotta in cui è stato scoperto, che si trova a 1.050 metri di altitudine nel comune di Abbadia San Salvatore.
La sua datazione è difficile da precisare ma si ipotizza che risalga all'età del bronzo. Facendo un salto di secoli e secoli è da ricordare l'avventura mistica e rivoluzionaria di David Lazzaretti, il profeta dell'Amiata, che si immolò nel 1878 per il riscatto religioso e sociale della propria gente, avversando le ingiustizie del mondo e il declino del clero romano. Lazzaretti fondò un vero e proprio movimento religioso, il giurisdavidismo, che conta ancora oggi un limitato gruppo di adepti.
Nel 1897 sorse sull'Amiata, ad Abbadia San Salvatore, una delle più importanti miniere di mercurio del mondo (seconda per ricchezza solamente a quella di Almaden in Spagna). L'attività di estrazione e trasformazione del cinabro (da cui si ricava il mercurio), contribuì enormemente allo sviluppo industriale ed economico di Abbadia San Salvatore, apportando ricadute positive anche negli altri paesi Amiatini. La miniera fu chiusa intorno alla metà degli anni settanta. Del passato minerario dell'Amiata, rimangono oggi due musei, ad Abbadia San Salvatore e a Santa Fiora.

 

Torna su

Il curioso amiatino
Tra i tanti personaggi che sono stati qui, come un inaspettato Eugenio Montale, ce n'è uno notissimo che ha un suo rifugio amiatino da ben quarant'anni. E' il padre del Commissario Montalbano, cioè quall'Andrea Camilleri che è uno degli scrittori italiani contemporanei più noti ed apprezzati. Possiede una casa silenziosa e discreta costruita insieme alla moglie, a Bagnolo che è una frazione di Santa Fiora, proprio sotto la vetta.

Torna su

L'Amiata oggi
La zona vive oggi di turismo, agricoltura ma può contare anche sulla presenza di alcune industrie.
La parte meno elevata del territorio amiatino è caratterizzata da oliveti e vigneti, con relativa produzione di olio pregiatissimo (ricordiamo l'olivastra di Seggiano) e di vino la cui qualità sta imponendosi anche nei mercati esteri, con particolare riferimento al Montecucco e all'Orcia, entrambi DOC, il primo dal 1998. Nella parte più alta invece si possono trovare vari prodotti del sottobosco e non solo, che sono stati per decenni il cibo delle popolazioni amiatine. In particolare, la castagna, che ha già ottenuto la denominazione DOP, prevalentemente raccolta nella zona di Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora, e il fungo, che sta acquisendo il marchio IGP, raccolto in tutte le zone dell'Amiata, ma in particolare nella zona di Bagnolo (Santa Fiora), Saragiolo (Piancastagnaio), Selvena (Castell'Azzara) e Abbadia San Salvatore. Molte sono infatti le sagre e le feste che in tutto l'arco dell'anno e su tutto il territorio rendono omaggio a questi prodotti.
L'Amiata è ricchissimo di acque, tutte captate e gestite dall'Acquedotto del Fiora che le trasporta e distribuisce nell'intera Toscana meridionale e nella parte settentrionale del Lazio. Va segnalata anche la produzione di energia elettrica da parte dell'Enel, che utilizza le emissioni di vapore geotermico (soprattutto nella zona di Piancastagnaio e Bagnore), proveniente dalle profondità del sottosuolo interessato ancora da fenomeni paravulcanici.
Nella stagione invernale si praticano gli sport invernali, essendo stato allestito negli anni un complesso sciistico con piste ed impianti di risalita dislocati nei punti cardine della montagna: la vetta, il Prato delle Macinaie, il Prato della Contessa, il Rifugio Cantore e il Pian della Marsiliana. La stazione sciistica ha uno sviluppo totale di 12 km per quanto concerne lo sci alpino mentre si hanno a disposizione alcuni chilometri per le pratiche dello sci nordico. Particolarmente emozionante può risultare l'esperienza dello sci notturno a volte allestito sulla pista attrezzata Dedo-Crocicchio. Molto interessante è sicuramente l'area protetta creata sul versante grossetano all'interno del territorio comunale di Arcidosso, destinata al ripopolamento del lupo appenninico.

 

Torna su

L'Amiata in cifre
Siamo in un territorio su cui insistono 8 comuni. Si tratta di Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio. Qui vivono circa 51.000 abitanti. Il reddito medio lordo è di 1.000 euro pro capite e il tasso di occupazione raggiunge il 70% degli abitanti di età compresa tra i 25 e i 65 anni. La popolazione è in genere più anziana della media toscana. L'aspettativa di vita è di 84 anni per le donne e di 81 per gli uomini contro una media regionale di 84,7 per le donne e di 79,6 per gli uomini. Insomma nella Toscana primatista mondiale di longevità, sull'Amiata gli uomini vivono ancora più a lungo.

Torna su

L'Amiata del signor Rossi, ovvero: come l'ho vista io
Non è certo la prima volta che vengo da queste parti, ma ogni volta mi trovo di fronte ad un'emozione diversa. E in ogni circostanza c'è un aspetto che mi colpisce e che nelle precedenti occasioni non avevo notato. Qui ho avuto modo di apprezzare l'attaccamento della gente alla loro terra, la tenacia che deriva da una storia fatta di sacrifici e impegno per strappare a questa terra, generosa ma anche aspra, di che vivere. L'Amiata di oggi – fortunatamente – non è più quella di cinquant'anni fa, ma nei caratteri degli amiatini si ritrovano le tracce del loro passato.
La prima cosa che mi ha fatto piacere è di scoprire che ci sono tanti giovani che coltivano questa terra fertile. Penso che nel settore primario ci sia un po' del futuro della nostra regione e che dovremmo essere capaci di interpretare modernamente il mestiere del contadino. Qui sull'Amiata lo stanno facendo alcune cooperative sociali, che formano una rete capace di impiegare anche soggetti svantaggiati. Mi hanno fatto dono di una bella cesta di ortaggi a chilometro zero, che ho molto apprezzato per il suo valore simbolico.

 

Torna su

Gente dell'Amiata
Durante la giornata ho avuto modo di incontrare tanti personaggi, dal mio accompagnatore, ovvero il sindaco di Castel del Piano, perfetto organizzatore di una giornata in cui non sono mancati momenti di vera condivisione, come quelli avuti con i sindaci, a tavola, dopo aver ben magiato e terminato con le castagne amiatine come dolce. I proprietari del Frantoio Franchi mi hanno mostrato con orgoglio la loro azienda, che produce un olio di qualità che esportano in tutto il mondo, America ed Oceania comprese.

Torna su

L'Amiata in un click

Foto: Val d'Orcia

Torna su

Cosa ne pensano su Facebook
Il post di Enrico Rossi

Torna su

Un cavallo per l'Amiata

"Il cavallo è l'unico pezzo del gioco che può scavalcare gli altri.
Il cavallo può scavalcare qualunque pezzo"
A. Karpov, Il manuale degli scacchi

La strada del Cipressino, ovvero quella che collega Santa Fiora a Paganico, necessita di essere ampliata e raddrizzata nel suo tracciato. Insomma l'Amiata, così mi hanno detto in coro amministratori locali ed imprenditori, deve essere resa più raggiungibile e meglio collegata all'autostrada che corre a valle.
La richiesta non è certo nuova, tanto che l'Amministrazione provinciale ha realizzato uno studio di fattibilità che prevede una spesa di 44 milioni di euro. Tanti. Troppi. Sia per le sue casse che per quelle della Regione.
Però la richiesta merita di essere accolta e che le sia dato un seguito. La mossa del cavallo è cercare di superare le difficoltà a reperire tutti insieme questi fondi, dividendo l'opera in 3 o 4 tronchi e finanziandone uno alla volta.
E così faremo. O cercheremo di fare. Appuntamento ad anno nuovo per studiare le carte e poi, una volta avuto il consenso sul tracciato e sulle necessità, cercheremo di reperire i finanziamenti.
Perchè forse 4 piccoli ostacoli si superano più facilmente di uno solo ma troppo alto per il nostro povero (economicamente parlando) cavallo.

Torna su

I miei impegni per l'Amiata
Possibilità di introdurre correttivi per le zone svantaggiate per l'acceso ai bandi europei; banda larga per tutto il territorio; frazionare in quattro tranche il progetto per migliorare la viabilità locale; riduzione dei costi dell'energia elettrica attraverso la costituzione di un consorzio delle imprese. Sono questi gli impegni che mi sono assunto al termine dell'incontro con gli imprenditori dell'Amiata grossetana.
'"Oggi ho incontrato, qui sull'Amiata, una realtà molto dinamica, con proiezioni significative sul piano internazionale. Con grandi potenzialità e un notevole dinamismo, che le istituzioni devo aiutare e sostenere. Ma anche con alcuni problemi seri sul piano della viabilità e delle infrastrutture. Il primo obiettivo deve essere quello di individuare provvedimenti per agevolare le imprese che operano in zone svantaggiate in modo da far recuperare loro competitività.
Primo impegno. Quando metteremo a bando le risorse comunitarie per le imprese noi ci preoccuperemo di introdurre meccanismi di agevolazione per le zone svantaggiate.
Secondo impegno. E' quello relativo alla banda larga. Le relazioni degli imprenditori amiatini hanno necessità di viaggiare velocemente su internet. Entro il 2014 vogliamo estendere la possibilità di navigare a tutti ai 2 MGB e poi entro 2020 vogliamo realizzare gli obiettivi europei in modo da recuperare il gap che esiste in queste zone fra le infrastrutture materiali e quelle immateriali, velocizzandole al massimo. Creeremo così benefici per le aziende, il turismo e tutte le attività di relazione. Per ciò che riguarda la necessità di agevolare il turismo il nostro sito intoscana.it offre la possibilità di fare promozione ed anche le prenotazioni senza alcun costo per i gestori delle strutture ricettive.
Il terzo impegno riguarda il consorzio per l'energia. Penso che abbia prevalso nei confronti di Enel un'impostazione assistenzialistica. Credo sia arrivato il momento di chiedere all'Enel di mettere a disposizione il vapore per il teleriscaldamento, ma anche di dare un contributo alla riduzione dei costi dell'energia, che sarebbe un altro vantaggio competitivo per le imprese della zona. C'è la disponibilità a fornirla allo stesso prezzo applicato ai grandi utilizzatori come per esempio le cartiere o altre grandi imprese energivore. Sarebbe possibile una riduzione intorno al 20% ed anche oltre. Ora bisogna organizzarci. Agli imprenditori chiedo di portarci il censimento dei loro consumi, poi si potrebbe costituire un consorzio tra le imprese e presentarsi all'Enel per aprire una trattativa.
All'intervento del rappresentate del comitato contro la geotermia ho replicato con queste brevi parole: "Noi non siamo contrari".

 

Torna su

 

 


Ultima modifica: 23/01/2014 13:56:20 - Id: 11247279