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Tre seminari a Firenze, Livorno e Siena per sensibilizzare e formare i giornalisti e contribuire ad una corretta rappresentazione dell'immagine femminile.

Donne e lavoro: la situazione al 2009

Donne e lavoro: la situazione al 2009

Intervento vicepresidente Federico Gelli - Prato, 3 ottobre 2009

L'attuale grave crisi economica non ha risparmiato il lavoro femminile: anche nel 2008, come già nell'anno precedente, si registra un lieve rallentamento nell'occupazione rosa e nella crescita delle imprese toscane a titolarità femminile.

Analizzando il trend degli ultimi dieci anni vediamo che l'occupazione femminile è cresciuta costantemente ed in modo continuo fino al 2008 rappresentando uno dei fattori trainanti dell'occupazione. Nonostante questo la partecipazione femminile al lavoro continua a presentarsi su valori molto più bassi rispetto a quella maschile e a contenere elementi di instabilità e discontinuità connessi alle esigenze di conciliazione tra vita familiare e professionale.


Rispetto all'obiettivo fissato dalla strategia europea per l'occupazione di un tasso di occupazione femminile del 60% entro il 2010, i dati più recenti mostrano una crescita complessiva del tasso di occupazione femminile dal 55% del 2006 al 55,5% del 2007. Un dato che indica comunque raggiungibile l'obiettivo comunitario.

La Toscana si colloca ad un livello decisamente superiore a quello medio nazionale (46,6%), ma un po' al di sotto rispetto ad altre regioni del Nord. Siamo ancora lontani dai livelli medi europei e soprattutto dai paesi del Nord Europa, come Danimarca e Svezia, dove i tassi di occupazione delle donne hanno superato il 70%.

Una recente indagine condotta dall'Istat sulle forze lavoro dimostra che, in questo periodo di crisi economica, le donne difendono il posto di lavoro meglio degli uomini: a fine giugno in Italia si erano persi 310mila posti di lavoro occupati da uomini (-2,2%) e solo (si fa per dire) 68mila occupati da donne (-0,7%). Un risultato moderatamente negativo pagato però a duro prezzo in termini di qualifiche più basse, retribuzioni ridotte all'osso e orari di lavoro iperflessibili. Da non sottovalutare poi il rallentamento dell'ingresso delle donne nella dirigenza: si è passati dal 18,5% del 2008 al 16,7 di quest'anno.

Se andiamo poi ad analizzare la situazione regione per regione ci accorgiamo che al Nord le donne resistono al lavoro perché "premiate" (si fa per dire) dall'appartenenza a qualifiche più basse, al Sud vengono invece espulse e basta perché prevale un atteggiamento discriminatorio.

E le imprese femminili? Dai dati elaborati dall'Osservatorio sulle Imprese Femminili di Unioncamere Toscana, in collaborazione con Regione Toscana, è emerso che le imprese guidate dalle donne sono 97.366 pari al 23,4% del totale delle imprese (415.248).

L'analisi ha evidenziato una performance positiva del +0,3% da parte delle imprese in rosa, leggermente superiore anche al dato medio italiano (+0,2%).
In una classifica provinciale il primato spetta alla provincia di Grosseto dove si registra il più elevato tasso di femminilizzazione con un 28,9% di imprese a maggioranza femminile, ma è la provincia di Prato, con un'incidenza femminile del 23,4% sul totale, che ha mostrato la variazione più elevata nel quinquennio 2003-2008 (+2,4%). Prato è anche la città che più di altre trina la crescita delle imprese rosa in Toscana con un +3,5%, Firenze e Livorno rispettivamente con un +1,3% e +1,2%.

La crescente presenza femminile nell'ambito del mondo imprenditoriale risponde ad importanti finalità non soltanto di pari opportunità, ma anche di maggiore competitività all'interno del nostro sistema economico/produttivo. Questo è un segnale da tener in considerazione: significa una sostanziale tenuta da parte dell'universo imprenditoriale femminile, il quale, nonostante le notevoli difficoltà che quotidianamente incontra nell'esplicare la propria attività, riesce a conservare ancora una certa vitalità e dinamicità.

Un altro dato positivo si può riscontrare nel fatto che questo universo è composto da donne altamente qualificate che stanno ricoprendo ruoli gestionali sempre più di rilievo, conquistandosi ulteriori spazi nei vari assetti dell'impresa e dotandosi di una struttura societaria sempre più complessa e solida, in special modo nella fase dell'avvio della loro attività.

La sostanziale tenuta di queste imprese femminili si spiega anche in virtù dello spirito d'iniziativa proprio non soltanto delle donne toscane, ma in special modo delle donne immigrate e di donne italiane provenienti da altre regioni. Infatti un'attenta analisi dei dati relativi ai soggetti iscritti al Registro camerale delle imprese dimostra che sono solamente le imprenditrici straniere che registrano una sensibile crescita; l'aumento maggiore si registra per le donne extra comunitarie (+6,4%), mentre le imprenditrici comunitarie sono cresciute del 4,7%.

Quest'ultimo elemento rappresenta un altro dato positivo: la Toscana sta dimostrando così la propria capacità ad attrarre coloro che intendono investire nel nostro territorio. Anche per questo è opportuno continuare a favorire la diffusione della ricerca tecnologica e dell'innovazione, a promuovere sempre più iniziative di assistenza, tutoraggio ed orientamento all'avvio imprenditoriale e soprattutto rendere più agevole e sempre meno oneroso l'accesso al credito, in particolar modo per quanto riguarda le PMI a titolarità femminile.

E' con queste finalità e riconoscendo il ruolo che le donne ricoprono nella nostra economia abbiamo inserito nella nuova legge regionale sulla cittadinanza di genere - riconducendosi all'ambito delle politiche e degli strumenti di intervento previsti dalla normativa statale in materia - un fondamento giuridico a livello regionale. Con questo articolo (17) intendiamo:
promuovere la qualificazione professionale delle lavoratrici e delle imprenditrici;
sostenere l'imprenditoria femminile, anche in forma cooperativa, particolarmente nei comparti più innovativi dei diversi settori produttivi;
agevolare l'accesso al credito per le imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile.
E con il Piano sulla cittadinanza di genere che, proprio in questi giorni è stato approvato dal Consiglio regionale, si concretizzano gli obiettivi inseriti nella legge regionale: in primis, attraverso la previsione di favorire l'accesso al credito per l'imprenditoria femminile tramite l'incremento del Fondo di garanzia regionale attualmente gestito da Fiditoscana (390.000,00 euro).
Altre iniziative regionali specifiche per sostenere l'imprenditoria femminile – in aggiunta rispetto alle misure previste per tutte le imprese - riguardano:

1) Attività di Informazione e Orientamento:

Progetto Passepartout - in fase di realizzazione: pagine web sul sito regionale dedicato all'imprenditoria femminile, per sviluppare azioni di informazione e di orientamento attraverso il potenziamento, la qualificazione e la messa in rete degli sportelli informativi dedicati alla creazione ed allo sviluppo dell'imprenditoria femminile presenti sul territorio regionale.

Progetto Vivaio – realizzato dal Comune di Firenze per promuovere attività di informazione, formazione, assistenza ed avvio di nuove imprese rivolte a donne e, in particolare, a donne immigrate. Numero contatti: 838, di questi 818 con colloquio che hanno portato a 642 idee imprenditoriali e alla nascita di 30 nuove imprese.

Attività di pubblicizzazione/promozione – attraverso convegni, materiale informativo sugli strumenti promossi dalla Regione a sostegno dell'imprenditoria femminile.


2) Attività di Formazione per aspiranti e neoimprenditrici

Corsi formativi rivolti ad aspiranti e neo imprenditrici sul "Bilancio di competenze" presso l'Università di Firenze.

Il Bilancio di Competenze si pone come finalità:

  • l'identificazione di competenze e potenzialità da investire nella elaborazione e realizzazione di un progetto di inserimento professionale;
  • l'acquisizione di autonome capacità di autovalutazione, di attivazione e di scelta;
  • lo sviluppo di quadri di riferimento socio-culturali e di registri emotivi appropriati per affrontare situazioni di transizione/cambiamento e per re-investire sulla propria progettualità;
  • la costruzione di un progetto di sviluppo professionale.

In collaborazione con Unioncamere sono stati realizzati percorsi di formazione imprenditoriale specialistici volti ad approfondire tematiche strategiche per lo sviluppo della competitività delle imprese (es. piano d'impresa; organizzazione e controllo aziendale; marketing aziendale; processi di internazionalizzazione; certificazioni di qualità, certificazione e responsabilità sociale...)
Alla fine del percorso formativo si è svolta una fase di accompagnamento individuale a seguito dell'individuazione di fabbisogni formativi.


3) Assistenza Tecnica ed Accompagnamento alle imprese

Le attività di assistenza tecnica interessano due direttrici:

  • ex ante: assistenza svolta durante il periodo di apertura dei bandi per l'accesso alle agevolazioni con workshop e seminari provinciali.
  • ex post: assistenza rivolta alle imprese beneficiarie dei contributi, attraverso l'istituzione di un apposito servizio di accompagnamento durante la fase di realizzazione del programma di investimenti previsto, in collaborazione con Fidi Toscana e Artigiancredito Toscano.

Progetto Mentoring
In collaborazione con Unioncamere Toscana si è svolta la seconda edizione del progetto pilota "MadreFiglia" (Mentoring Accompagnamento Donne in Rete e Formazione Imprenditoriale Giovani Leaders Imprenditrici Autonome).
Il progetto consiste in una tecnica di accompagnamento di un'imprenditrice esordiente (Mentee) da parte di un'imprenditrice affermata (Mentor), con l'obiettivo, attraverso un percorso di formazione e di trasferimento di conoscenze ed esperienze, di agevolare lo sviluppo della carriera lavorativa nonché l'accrescimento della cultura di impresa, dalla fase di avvio fino al consolidamento dell'attività.


Ultima modifica: 10/12/2012 09:26:06 - Id: 49357