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Da Pistoia all'Abetone

Da Pistoia all'Abetone

Per arrivare a Pistoia partendo da Lucca si percorre l'autostrada A11 Firenze-Pisa Nord (Firenze Mare) fino all'uscita Pistoia.
Da Pistoia si imbocca il raccordo che permette di immettersi nella strada regionale 66 (nota anche come via Modenese) in direzione di Cireglio, piccolo borgo che si raggiunge dopo 6 km circa tra bei panorami.
 

Cireglio

Sorge lungo la vallata del torrente Vincio di Brandeglio, in un territorio che per la densità di piccoli nuclei e case coloniche sparse è uno dei più popolati dell'intera collina pistoiese.
Il paesaggio, ricco di castagneti, oliveti e vigneti che nel tempo hanno sostituito il bosco, è il risultato di un lungo e attento intervento dell'uomo. Grazie all'abbondante presenza di corsi d'acqua, vi sono inoltre sorti numerosi mulini e frantoi affiancati nel corso del Settecento dalle famose ferriere che sfruttavano le propizie condizioni ambientali e la notevole disponibilità di legname.
Queste zone della parte settentrionale del sistema collinare pistoiese furono pesantemente interessate dalle opere di fortificazione predisposte lungo la Linea Gotica, complice l'orografia del territorio. Vi erano infatti disposte diverse postazioni per cannoni con relative strade di collegamento.
 

Il Sasso e la Linea Gotica

Due itinerari facilmente accessibili, promossi dalla Pro Loco "Pieve di Brandeglio-Cireglio" in collaborazione con la società "Onore e Lavoro 1880", permettono di ripercorrere, anche con l'ausilio di guide, i sentieri aperti dalle truppe tedesche per la costruzione delle fortificazioni.
Il primo, l'"Itinerario del Sasso di Cireglio", interessa la fascia boschiva che va da Cireglio alla località Le Piastre ed è facilmente accessibile a piedi, in mountain bike e a cavallo. È caratterizzato dalla presenza di fosse per cannoni ed è un ottimo punto panoramico sulla pianura pistoiese: oltre alle città di Pistoia e Prato lo sguardo abbraccia di qui anche i contrafforti del Montalbano e le montagne pratesi della Calvana. Il secondo itinerario, denominato "Alla riscoperta della Linea Gotica", è una passeggiata da compiere a piedi, in mountain bike o a cavallo sulle tracce della Linea Gotica lungo i sentieri che attraversano la fascia boschiva tra Castello di Cireglio e Le Piastre. Questo itinerario, a contatto con la natura e il verde tra i monti e le valli della montagna pistoiese, è caratterizzato da gallerie scavate nella roccia, da fosse per cannoni e da grotte per la stiva delle munizioni.
Si riprende la regionale 66 e dopo 3 km circa, in località Le Piastre, si gira a sinistra sulla provinciale 20 seguendo le indicazioni per Prunetta, sede di uno degli ultimi insediamenti dei cavalieri Templari, custodi dell'Ospizio della Croce Brandelliana, e oggi importante località turistica. Si prende poi a sinistra la strada statale 633 fino a Margine di Momigno, da dove si seguono le indicazioni per Calamecca (provinciale 34), all'interno della Macchia Antonini. Di qui, sono possibili digressioni alla località di Casa di Monte e sui monti la Bastia, Granaio, Biffa e Battifolle.
 

Macchia Antonini

La vasta zona boschiva della Macchia Antonini, area demaniale di grande interesse per le vaste radure alternate a boschi di faggio e di abete e oggi meta privilegiata di escursioni e passeggiate, deriva il nome dall'antico proprietario, l'ingegnere Pellegrino Antonini, che lasciò una parte cospicua del proprio patrimonio perché fosse amministrata da un "legato" a beneficio della popolazione locale. Le spoglie della famiglia Antonini e dello stesso Pellegrino sono custodite in un'originale cappella a pianta ottagonale che sorge sulla strada principale. Ai margini della Macchia Antonini i paesi di Calamecca, Crespole e Lanciole conservano tracce di mura e castelli medievali.
Dalla Macchia Antonini si raggiunge in breve Piteglio per la nuova strada Piteglio-Val di Forfora.
 

Piteglio

La cittadina, sede comunale, si è sviluppata intorno alla rocca fortificata, di cui si conservano tracce. Di notevole interesse storico sono la chiesa di S. Maria Assunta (sec. XIII) e la pieve della SS. Annunziata (sec. X), edificata fuori delle mura castellane per opera di Matilde di Canossa. Nelle vicinanze di Piteglio, verso il confine con la provincia di Lucca si trova il paese di Popiglio, antico castello fortificato (sec. X) dove si ammirano la Pieve di S. Maria Assunta (sec. XIII), il convento dei SS. Francesco e Domenico (sec. XVI), il ponte di Castruccio, caratteristica costruzione a una sola arcata di origine medievale, e le Torri Securane, ultime vestigia di un fortilizio medievale, oggetto di recenti interventi di recupero e consolidamento. Da Popiglio lungo la statale 12 dell'Abetone e del Brennero si trova il paese di La Lima, sull'omonimo fiume, al crocevia con la strada regionale 66, interessante esempio di archeologia industriale e sede di importanti bacini idrografici per la produzione di energia elettrica. Recentemente sono venuti alla luce i resti dell'antico ponte Ximeniano distrutto durante il Secondo conflitto mondiale. Riprendendo la strada regionale 66 e svoltando a destra in direzione di Piteglio sulla statale 633, si incontra l'antico borgo Migliorini, un tempo nodo viario verso i valichi appenninici e la Garfagnana e oggi particolarmente attrezzato per il turismo internazionale. Proseguendo si arriva a Prataccio, con le borgate di Africo, Aiale e Capanne, dove sono ancora ben visibili le antiche ghiacciaie per la produzione e la conservazione di neve e ghiaccio e i molini ad acqua per la fiorente industria della farina di castagne.
Nel territorio comunale sono presenti numerosi resti di fortificazioni sotterranee e bunker riconducibili alla Linea Gotica. Il Comune di Piteglio e la Comunità Montana Appennino Pistoiese stanno attivando una serie di iniziative per renderli accessibili ai visitatori.
Da Piteglio si procede in direzione Mammiano lungo la strada statale 633, quindi si svolta a destra per riprendere la regionale 66 per San Marcello Pistoiese. Sotto il passo di Oppio si trova un cippo in ricordo di Primo Filoni, morto nel tentativo di compiere un attentato contro i tedeschi. Da San Marcello Pistoiese in pochi chilometri si raggiungono Campo Tizzoro, Maresca e Gavinana.
 

San Marcello Pistoiese

L'agglomerato urbano di San Marcello, dalla caratteristica forma circolare, assunse particolare importanza a seguito delle riforme lorenesi e soprattutto grazie alla sua posizione sulla strada regia modenese. Fino al secondo dopoguerra le attività principali del territorio comunale vertevano sulla fabbricazione del ferro e, in misura minore, sulla produzione della carta. Alla recente vocazione turistica hanno contribuito le diverse architetture di pregio presenti sul territorio, come la Pieve (sec. XII), l'oratorio di S. Rocco (sec. XVII) e la casetta di Mezzalancia, dove Francesco Ferrucci, comandante delle milizie della Repubblica fiorentina, tenne l'ultimo consiglio di guerra nel 1530. È interessante segnalare che dal 1854 ogni anno, l'8 settembre, viene lanciata nel cielo di San Marcello una mongolfiera detta "il pallone di Santa Caterina", in occasione della festa della santa patrona.
Guerra e industria. Come gli altri paesi inclusi in quest'itinerario, anche San Marcello, per posizione e connotazione geografica, fu direttamente interessato dalla Linea Gotica. L'attività partigiana fu qui particolarmente radicata ed ebbe un ruolo determinante nel processo di liberazione della zona, soprattutto grazie all'azione delle formazioni Pippo e Gino Bozzi.
Lo sfruttamento delle strutture industriali della Società Metallurgica Italiana (SMI) di Campo Tizzoro, riconvertite dai tedeschi alla produzione bellica, assorbirono assieme alla Todt buona parte dei lavoratori locali, impedendone la deportazione in massa. Prima che Kesselring, il 17 giugno 1944, ordinasse l'inasprimento dell'azione tedesca contro i partigiani, l'ingegnere Kurt Kaiser, uno dei principali responsabili della produzione bellica in Italia, si distinse per l'azione di aiuto nei confronti della popolazione locale sia provvedendo alle necessità primarie, sia impedendo in diverse occasioni soprusi e violenze. Nonostante l'ondata di recrudescenza lo stabilimento rimase comunque operativo anche dopo l'arrivo del generale Frido Von Senger und Etterlin, incaricato da Kesselring di contenere la fase di avanzamento degli alleati.
L'avanzata alleata comportò nelle immediate vicinanze di San Marcello le consuete operazioni aeree di bombardamento, che coinvolsero in modo particolare il centro di Maresca, distrutto da ben tre bombardamenti (6, 9 e 10 settembre) che causarono 22 vittime civili. Il 26 settembre furono liberati Pracchia e i paesi del comune di San Marcello, e gli stabilimenti SMI a Campo Tizzoro vennero tenuti sotto controllo dai partigiani.
A Maresca, in via Teso, sul fianco sinistro della chiesa c'è una lapide a ricordo dei bombardamenti. Sul valico della strada tra Maresca e Gavinana, in località Poggiolino, si trova un cippo in ricordo del luogo in cui s'incontravano i partigiani. Sempre nei pressi di San Marcello, tra Pratorsi e Casetta Pulledrari, c'è un piccolo monumento in ricordo di tre partigiani uccisi durante uno scontro con i tedeschi.
Il paesaggio naturale della montagna pistoiese si è trasformato nel corso dei secoli grazie alla presenza umana e i segni di questo rapporto tra uomo e ambiente sono documentati dall'Ecomuseo della Montagna pistoiese. Si tratta di un insieme coordinato di itinerari tematici all'aperto e di musei e centri per la didattica dislocati sull'Appennino a nord di Pistoia. L'Ecomuseo è nato nel 1990 con l'apertura dell'itinerario dell'arte sacra e religiosità popolare, cui sono seguiti altri cinque itinerari: l'itinerario del ghiaccio, l'itinerario del ferro, l'itinerario della vita quotidiana, l'itinerario naturalistico e l'itinerario della pietra. Il cuore amministrativo del sistema è a Gavinana, nello storico palazzo Achilli, sede del Punto Informativo Centrale attrezzato con laboratori interattivi, strutture di accoglienza, archivi sonori e visivi sulle tradizioni della zona.
Riprendendo la strada regionale 66 in direzione dell'Abetone, pochi chilometri prima di giungere a Cutigliano si può fare una deviazione a destra verso Lizzano.
 

Lizzano

Dal gennaio alla primavera 1945 questa località fu un posto avanzato di arroccamento all'interno della Linea Gotica per la X Divisione di montagna della V Armata che avanzava verso la Pianura Padana. In questo contesto le vette del Corno alle Scale, della Doganaccia, del Libro Aperto e del Gomito furono il campo di battaglia e lo spartiacque naturale fra i due opposti schieramenti.
 

Cutigliano

Il pittoresco borgo si erge in magnifica posizione panoramica in prossimità del monte Cuccola (1042 m), e occupa con il suo territorio la montagna dell'Alta Valle della Lima. Le sue origini sono molto antiche e il passato assai florido, soprattutto in periodo medievale e rinascimentale, come testimoniano le architetture civili ed ecclesiastiche che vi si possono ammirare. Basti ricordare il palazzo dei Capitani della Montagna (sec. XIV), la chiesa della Madonna di Piazza (sec. XV), dove si trova una pala di scuola robbiana, e la chiesa di S. Bartolomeo (seconda metà sec. XVI, ma più volte ristrutturata).
Anche per Cutigliano, e più precisamente dalla frazione Casotti, passa la strada regia modenese (strada regionale 66). Progettata da Leonardo Ximenes, proprio in corrispondenza del fiume Sestaione mostra una delle sue principali opere d'ingegneria, ossia il famoso ponte dalle ardite arcate ellittiche costruito nel Settecento, andato distrutto durante la Seconda guerra mondiale e poi ricostruito fedelmente nel 1948 dall'architetto Alidamo Preti.
Anche a Cutigliano il passaggio del fronte ha lasciato solo distruzioni. La posizione strategica del paese, come per gli altri luoghi dell'Appennino pistoiese coinvolti nel tracciato difensivo messo a punto dall'esercito tedesco, ha favorito repressioni cruente sfociate in diversi tragici eventi. Primo fra tutti l'eccidio di 11 civili avvenuto il 28 settembre 1944 in località Pianosinatico (circa 5 km da Cutigliano) nel luogo dove oggi si trova un monumento in loro memoria. Va poi ricordata la morte di 5 prigionieri tra le macerie di un capannone del Lanificio Tronci crollato per l'esplosione del vicino ponte dei Casotti, minato e fatto saltare dai tedeschi in ritirata.
Deviando sulla strada provinciale 20 verso la zona di Pian di Novello si può poi visitare in località Poggione il monumento edificato in onore della 11a brigata partigiana Pippo.
 

Abetone

Da Cutigliano riprendendo la strada regionale 66 si può proseguire per la nota meta turistica dell'Abetone (13 km), celebre per gli sport invernali e luogo di soggiorno estivo. L'abitato, anticamente chiamato Boscolungo, possiede sparsi nel territorio numerosi resti, purtroppo difficilmente accessibili, risalenti alle opere fortificate predisposte lungo la Linea Gotica.


Ultima modifica: 19/02/2013 00:04:32 - Id: 570762