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Curarsi all'estero

Curarsi all'estero

Soggiorno temporaneo

Il cittadino italiano che si reca in un Paese dell'Unione Europea per un periodo di tempo inferiore a tre mesi con la Tessera Sanitaria Europea - TEAM - ha accesso diretto alle cure mediche urgenti ed essenziali ed eventualmente al ricovero ospedaliero. La Carta sanitaria elettronica è anche Tessera Sanitaria Europea.

L'assicurato munito di TEAM, per ottenere le prestazioni, dovrà semplicemente recarsi direttamente presso il prestatore di cure ed esibire la tessera medesima, come unica condizione che gli apre il diritto di ottenere le cure secondo le stesse regole vigenti per i residenti.
Il cittadino UE con la TEAM può fruire delle prestazioni sanitarie che si rendono necessarie dal punto di vista medico e cioè le cure "immediatamente necessarie"  ossia:

  • cure urgenti: cure che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona
  • cure essenziali: prestazioni diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti)
  • continuità delle cure urgenti ed essenziali necessarie: ciclo terapeutico e riabilitativo completo riguardo alla possibile risoluzione dell'evento morboso urgente ed essenziale

Spetta all'operatore sanitario valutare le condizioni mediche del paziente e trovare le cure adeguate per consentire all'interessato di continuare il proprio soggiorno, eventualmente in attesa di essere curato dal proprio medico.
La TEAM (o il certificato sostitutivo provvisorio) non può essere utilizzata per il trasferimento all'estero per cure di alta specializzazione (Cure programmate).

Modalità di fruizione delle prestazioni
La TEAM (o il certificato sostituivo provvisorio) vanno presentati agli operatori sanitari di uno Stato membro o appartenente allo Spazio Economico Europeo diverso da quello in cui risiede il titolare della tessera sanitaria.

Modalità di rimborso delle prestazioni
Durante il soggiorno temporaneo in un altro Stato membro il titolare di una TEAM ha diritto al rimborso delle spese sanitarie alle stesse condizioni previste dalla legislazione dello Stato membro per i propri assicurati.
Nel caso in cui l'interessato, anche se in possesso della TEAM, preferisca farsi curare in proprio assumendosi l'onere delle spese, può presentare successivamente, la documentazione ai fini del rimborso alla propria istituzione competente (art. 34 del Regolamento (CEE) n. 574/72)

Modalità di erogazione
Le cure sanitarie vengono erogate, generalmente in forma diretta, in base alle stesse regole che lo Stato di temporaneo soggiorno applica ai propri assicurati residenti. Dunque se è previsto il pagamento del ticket per una determinata prestazione, questo resta a carico dell'assistito.

Che documenti  esibire
Nel 2005 è stata recapitata a tutti i cittadini la nuova tessera sanitaria valida in tutto il territorio dell'Unione Europea. La Tessera sanitaria mostra, sul fronte, le informazioni già riportate sul tesserino di codice fiscale e i dati sanitari riservati alla Regione, sul retro raccoglie tutte le informazioni stabilite dall'Unione Europea tali da qualificarla "Tessera europea di assicurazione malattia".
La tessera può essere momentaneamente sostituita da un certificato da richiedere alla Asl di appartenenza.

Copertura nei paesi non appartenenti all'Unione Europea
Nella maggior parte dei casi non c'è. Soltanto alcuni paesi hanno stipulato accordi bilaterali con l'Italia riguardanti la copertura totale o parziale delle spese sanitarie. I Paesi ad avere stipulato accordi bilaterali con l'Italia riguardanti l'assistenza sanitaria sono: 
ARGENTINA, AUSTRALIA, BRASILE, CROAZIA, MACEDONIA, BOSNIA, SERBIA MONTENEGRO, PRINCIPATO DI MONACO, CAPOVERDE, S. MARINO, SANTA SEDE, TUNISIA. È necessario informarsi presso la Asl su quali siano le prestazioni previste da tali convenzioni. 


Che documenti esibire
Nei paesi che hanno stipulato una convenzione con l'Italia occorre portare con sé un apposito certificato da richiedere alla Asl di appartenenza. Prima di recarsi negli altri paesi sarebbe meglio stipulare una apposita assicurazione a copertura di eventuali spese sanitarie.
 

Cure programmate

Il paziente che, in relazione al suo stato di salute, non possa ottenere tempestivamente adeguate prestazioni sanitarie in strutture italiane può chiedere l'autorizzazione ad essere curato presso un centro specializzato estero.

Come chiedere l'autorizzazione
Presentando domanda presso la propria Asl a cui va allegata la relazione di un medico specialista che dichiari che l'assistito non può essere curato in Italia. Nella dichiarazione deve essere indicato anche il Centro estero prescelto per effettuare l'intervento o le cure. È necessario presentare, inoltre, ogni documentazione utile (cartelle cliniche, esami radiologici, pareri resi da specialisti, etc.) che possa giustificare il trasferimento all'estero.
La Asl inoltra la domanda e la documentazione al Centro di Riferimento Regionale competente per patologia. Sentito il parere del CRR, concede o nega l'autorizzazione.

Che spese sostenere in caso di autorizzazione
Nel caso in cui il centro individuato si trovi nell'Ue o in uno dei paesi con cui è stato stipulato un accordo bilaterale in materia, viene rilasciato il modello E112 . L'interessato ha diritto a fruire delle prestazioni sanitarie in condizioni di parità con i cittadini dello stato estero in cui si trova. Restano pertanto a carico dell' assistito, oltre alle spese di viaggio e soggiorno, le spese per le prestazioni non coperte dal servizio sanitario di quello Stato.In relazione al reddito familiare la Asl può concedere un contributo per le spese comunque sostenute. Quando il centro individuato è una struttura privata comunitaria o si trova in un paese non appartenente all'UE, l'interessato paga direttamente. Al suo rientro in Italia, presentando la relativa documentazione, ha diritto ad un rimborso parziale per le spese sostenute.

Cosa succede se non viene concessa l'autorizzazione al trasferimento all'estero
Generalmente la procedura si ferma. Il C.R.R. deve sempre indicare un centro alternativo in Italia presso il quale l'assistito possa essere curato adeguatamente e tempestivamente.

Rimborso in caso di trasferimento all'estero d'urgenza senza preventiva autorizzazione
In questi casi è possibile ottenere il rimborso a posteriori solo se risulta che, prima di partire, sia stata attivata la procedura per ottenere l'autorizzazione o ne sia stata rilevata l'urgenza.



 


Ultima modifica: 07/12/2016 10:31:35 - Id: 47476