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I siti web dei centri antiviolenza

Centri in possesso dei requisiti di cui alla Intesa del 27 novembre 2014, così come attestato dalle Province al 31 dicembre 2015

Contrasto alla violenza di genere

Contributi da destinarsi all'istituzione di nuovi Centri antiviolenza e nuove Case rifugio.

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Gli uffici di riferimento della Regione Toscana per la promozione delle Politiche di genere. Gli uffici hanno sede in Palazzo Cerretani in Piazza dell'Unità d'Italia 1, 50123 Firenze.

Condizione economica-lavorativa delle donne

Rapporto 2017 sulla condizione economica e lavorativa delle donne, predisposto dall’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana (IRPET)
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Contrasto alla violenza di genere

Contrasto alla violenza di genere

Criteri e modalità di ripartizione delle risorse da destinare al sistema della prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Toscana.

Decreto n. 11803 del 1 agosto 2017 - Contributi di cui all'art. 2 comma 2 lettera a) e lettera b) (quota del 10%) del DPCM 25/11/2016 recante "Ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità 2015-2016, di cui all'art. 5 bis comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013 n. 119" da destinarsi "all'istituzione di nuovi Centri antiviolenza e nuove Case rifugio", nonché, "al finanziamento aggiuntivo degli interventi regionali già operativi volti ad attuare azioni di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, nonché sulla base della programmazione regionale". Approvazione Avviso.

 

Delibera 719/2017 - "Individuazione criteri e modalità di ripartizione delle risorse di cui ai DPCM 25/11/2016 articoli 5 e 5 bis del decreto-legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013 n. 119 e dell'art. 26 decies della L.R. 82/2015 da destinare al sistema della prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Toscana."

Sostegno ai centri antiviolenza, alle case rifugio, rafforzamento delle reti locali interistituzionali di prevenzione e contrasto alla violenza, ma anche nuovi interventi come sportelli di ascolto, ulteriori case rifugio e abitazioni di seconda accoglienza per l'autonomia. Oltre ad azioni volte al reinserimento lavorativo delle donne che rientrano in percorsi di fuoriuscita dalla violenza.
Tutto questo si potrà fare con le risorse, oltre 2 milioni di euro, in arrivo dal Governo e con ulteriori risorse regionali con cui la Regione Toscana finanzia le prossime azioni di contrasto e di prevenzione alla violenza sulle donne.

Percorsi di fuoruscita dalla violenza.
Le risorse, che arrivano in attuazione della legge 119 del 2013 (la cosiddetta legge sul femminicidio), saranno così ripartite: 851.500 euro (dal Piano nazionale di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere) che saranno gestiti dall'assessorato alle pari opportunità insieme a quello al lavoro, per attivare strumenti di reinserimento lavorativo a favore di donne prese in carico e inserite in percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Si tratta di un'azione fondamentale per il reinserimento di chi ha subito violenza, per riprendere fiducia, emanciparsi economicamente e reimpostare la propria vita uscendo dalla condizione di vittima.

Centri antiviolenza e case rifugio.
Poi, 1 milione 332mila euro circa di cui 866mila euro saranno destinati al funzionamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio individuati quali principali presidi per la prevenzione e la protezione delle donne. In Toscana sono 24 i centri aventi i requisiti previsti dal livello centrale e 20 le case rifugio ad indirizzo segreto.
Per quanto riguarda i centri antiviolenza, un 30% delle risorse sarà destinato a tutti in parti uguali, il 70% sarà assegnato in base agli accessi rilevati dall'Osservatorio Sociale Regionale.
Criterio analogo per le case rifugio. Il 30% delle risorse sarà, ripartito in base al numero dei posti letto, il 70% sulla base delle presenze di donne e minori rilevate dall'Osservatorio sulla violenza di genere.

Ulteriori 466mila euro, cui la Regione aggiunge risorse proprie, saranno destinati al finanziamento di nuovi interventi (case rifugio ad indirizzo segreto, sportelli di ascolto sul territorio, case di seconda accoglienza per facilitare la ripresa dell'autonomia) e delle azioni volte al potenziamento delle azioni "di rete", con l'obiettivo cioè di consolidare le sinergie tra i diversi attori coinvolti nel sistema di prevenzione e protezione della violenza di genere: iniziative di formazione congiunta, azioni di sensibilizzazione nelle scuole ed attraverso i media, sperimentazione di programmi per autori di violenza.
Questa tranche di risorse sarà veicolata sui territori attraverso bandi non competitivi rivolti agli ambiti territoriali zonali ed alle Province che saranno chiamati a redigere, coprogettando con i centri antiviolenza di riferimento e con gli altri soggetti coinvolti, programmi locali antiviolenza.
L'importo complessivo delle risorse messe a finanziamento verrà ripartito per zona-distretto, secondo la percentuale prevista per la ripartizione del fondo sociale regionale. La quota assegnata a ciascuna zona distretto su cui operano i centri costituisce dunque il massimo del finanziamento del programma. Il finanziamento può essere incrementato qualora al programma aderiscano altre zone-distretto: ecco dunque che vi è l'incentivo alla cooperazione tra le diverse zone, in modo tale che si possano dare risposte ai bisogni locali anche cercando di razionalizzare e massimizzare l'efficacia degli interventi.


Ultima modifica: 11/08/2017 14:20:00 - Id: 14529502