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Vaccinazioni

Antipoliomielite - IPV

Antipoliomielite - IPV

La malattia
E' una grave malattia infettiva causata da un virus che penetra nel nostro organismo per via oro-fecale (cioè il virus entra nell'organismo attraverso la bocca e viene eliminato con le feci) e che si può contrarre per contatto con una persona malata o ingerendo alimenti contaminati
Una volta penetrato nell'organismo il virus può decorrere in maniera asintomatica (95% dei casi) oppure con sintomi simil-influenzali ma può anche provocare paralisi dei muscoli (impossibilità a muovere braccia e gambe) e morte (per paralisi dei muscoli della respirazione) perché colpisce le cellule nervose distruggendole. Alcune persone possono recuperare la funzionalità muscolare in modo completo, inoltre sono possibili ricadute dopo 30-40 anni con dolori muscolari e progressivo indebolimento

Perché vaccinarsi
Grazie all'introduzione del vaccino contro la Poliomielite si è ottenuta una riduzione dei casi, tanto che nel 2002 la Regione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata dichiarata libera da polio.
La malattia attualmente è ancora endemica in quattro Paesi: Afghanistan, India, Nigeria, Pakistan. Epidemie o singoli casi di poliomielite si sono verificati recentemente in Paesi che da tempo avevano eliminato questa malattia. Tra Ottobre e Dicembre 2013 si è assistito al ritrovamento del virus della Polio in Israele e ad un focolaio di poliomielite in Siria, pertanto il livello di attenzione e sorveglianza è tornato ad essere alto anche nella Regione europea.
Non vaccinare contro la polio può essere molto pericoloso perché, soprattutto se il numero dei soggetti non immuni diventa elevato (maggiore dell'1-5% della popolazione), l'epidemia può sempre verificarsi, anche in Paesi industrializzati. Ciò va tenuto presente in un Paese come il nostro, in cui vi è una forte immigrazione di persone proveniente da zone in cui la malattia è ancora presente e diffusa.

Cosa raccomanda il calendario regionale delle vaccinazioni
Questa vaccinazione deve essere eseguita somministrando 4 dosi per via intramuscolare (ciclo di base), di cui le prime tre al 3°, 5°-6°e 11°-13° mese, sempre utilizzando il vaccino combinato esavalenteNel calendario regionale la vaccinazione con esavalente è prevista al 13° mese per permettere l'associazione con il Meningoccocco C.  La quarta dose è prevista al quinto-sesto anno, preferibilmente utilizzando il vaccino combinato tetravalente (DTPa/IPV). 

Situazioni che richiedono particolare attenzione
In presenza di particolari condizioni il personale sanitario valuterà l'opportunità di rimandare la vaccinazione o di eseguirla in un ambiente protetto come quello ospedaliero.
Pertanto è necessario informare sempre l'operatore sanitario nel caso di:
reazione allergica a precedenti dosi del vaccino anti-polio o a componenti del vaccino
malattie gravi o moderate in atto (con o senza febbre)
gravidanza.

Possibili reazioni indesiderate
Nella maggior parte dei casi si tratta di reazioni lievi come arrossamento e dolore nel sito di iniezione.
Il rischio di reazioni gravi (come imponenti reazioni allergiche), è estremamente basso e nella maggior parte dei casi si verifica nei primi minuti dall'inoculazione del vaccino; pertanto dopo la vaccinazione si raccomanda di attendere 15-20 minuti prima di allontanarsi dalla struttura. L'ambulatorio vaccinale è comunque dotato di farmaci e di strumenti adeguati ed il personale sanitario è addestrato per il trattamento di questo tipo di reazioni.

Per saperne di più
Eventuali dubbi possono essere chiariti rivolgendosi al proprio pediatra e/o agli operatori sanitari del Centro vaccinale, che potranno fornirti ulteriori notizie e chiarimenti. Oppure consultando il sito vaccinarsì.org 
 

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Ultima modifica: 14/11/2016 10:05:02 - Id: 13698496