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5 passi per l'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere - aziende

5 passi per l'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere - aziende


Assumere con il contratto di apprendistato è facile!!

Con 5 semplici passi imparerai ad utilizzare il contratto di apprendistato professionalizzante e troverai le risposte ai tuoi quesiti ed alle tue perplessità.
 

1° L'apprendistato e i suoi vantaggi

- Le imprese che possono assumere
- I vantaggi economici dell'assunzione e gli sgravi contributivi
- A chi rivolgersi per avere informazione e assistenza
- Normativa
 

2° Stipulare un contratto di apprendistato professionalizzante

- Forma, durata del periodo formativo e contenuto del contratto
- Obblighi correlati all'attivazione del contratto (comunicazione telematica, Piano Formativo Individuale, tutor
- La contrattazione collettiva
- I profili professionali
 

3° Quale formazione

- Articolazione e modalità di realizzazione dei percorsi di formazione
- La formazione di base e trasversale
- La formazione tecnico-professionale
 

4° Quali sono gli obblighi e le tutele

- Obblighi e sanzioni in materia di formazione
- Tutele per gli apprendisti
 

5° Come si conclude il percorso

- Procedure per la conclusione dell'apprendistato e vantaggi contributivi
- Forme di riconoscimento/certificazione delle competenze
- Libretto formativo



Le imprese che possono assumere

L'apprendistato professionalizzante è un contratto di lavoro a contenuto formativo, che permette di assumere giovani di età compresa tra i 18 (o 17 anni se in possesso di una qualifica professionale) e i 29 anni (sino al giorno precedente il compimento del trentesimo anno) per l'acquisizione di una qualificazione contrattuale e competenze di base, trasversali e tecnico-professionali.
Possono stipulare contratti di apprendistato professionalizzante tutte le imprese private appartenenti a tutti i settori di attività. Per i soggetti pubblici è necessario attendere la regolamentazione attuativa.

Il numero di apprendisti che un'impresa può assumere dipende dalla tipologia di impresa e dal numero di lavoratori dipendenti presenti.

Per le imprese artigiane rimangono in vigore i limiti fissati dalla legge quadro sull'artigianato (legge n. 443 del 1985);
- imprese che non lavorano in serie: da 9 a 13 apprendisti;
- imprese che lavorano in serie: da 5 a 8 apprendisti;
- lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: da 16 a 24 apprendisti;
- imprese di costruzioni edili: da 5 a 9 apprendisti.

Per le imprese non artigiane valgono i seguenti limiti:
- da zero a 2 lavoratori qualificati, potranno essere assunti fino a 3 apprendisti;
- da 3 lavoratori in su, potrà assumersi un numero di apprendisti pari a quello dei dipendenti qualificati e specializzati in forza all'impresa.

Dal 1° gennaio 2013, il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro con 10 o più dipendenti può assumere, anche per il tramite di un'agenzia di somministrazione di lavoro, non deve superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro.

Inoltre, per i datori di lavoro che occupano almeno 10 dipendenti, l'assunzione di nuovi apprendisti è subordinata all'avere mantenuto in servizio nell'arco dei 36 mesi precedenti la nuova assunzione almeno il 30% degli apprendisti assunti (dal 18 luglio 2015 la percentuale sarà elevata al 50%).
 

I vantaggi economici dell'assunzione e gli sgravi contributivi

Il contratto di apprendistato consente all'azienda di assumere e formare le nuove professionalità ad un costo del lavoro vantaggioso, in quanto sia la remunerazione che gli oneri previdenziali e assistenziali sono ridotti.
Per quanto riguarda il salario, la legge dà la possibilità di inquadrare l'apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e/o di riconoscere una retribuzione pari ad una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, secondo le indicazioni del contratto collettivo applicato.
Inoltre, le imprese che assumono apprendisti possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, secondo le specifiche che seguono:
• aziende fino a 9 dipendenti: per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 si riconosce alle imprese uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni di contratto; dal quarto anno è prevista una contribuzione pari al 10% della remunerazione imponibile ai fini previdenziali;
• aziende oltre 9 dipendenti: contribuzione per tutta la durata dell'apprendistato pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Anche la contribuzione a carico dell'apprendista è ridotta ed è pari al 5,84% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Per l'assunzione di apprendisti in mobilità, infine, le imprese possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, pari al 10% del salario per 18 mesi di contratto e in aggiunta ricevono un incentivo pari al 50% dell'indennità di mobilità, se percepita dal lavoratore, per un periodo di 12 mesi (24 se il lavoratore ha più di 50 anni).

 

A chi rivolgersi per avere informazione e assistenza 

Per avere ulteriori  informazioni e assistenza ci si può rivolgere ai servizi per l'impiego, alle agenzie per il lavoro anche  di "somministrazione"  (interinali), ai consulenti in materia di lavoro, alle organizzazioni di rappresentanza di riferimento.

Un elenco dei servizi per l'impiego è disponibile nel portale Cliclavoro
 

Normativa

Per la disciplina dell'apprendistato si è sviluppata negli anni una copiosa normativa, in gran parte ripresa dal d.lgs. n. 167/2011 I testi dei principali provvedimenti – Leggi, Decreti, Circolari ed Interpelli sono raccolti e consultabili nella sezione Normativa del portale Nuovo Apprendistato.

Gli aspetti formativi del contratto sono regolati anche da norme regionali.

La Toscana ha dato attuazione alla riforma di cui al D.lgs. n. 167/2011 attraverso i seguenti atti:
- Legge regionale del 26.7.2002 n. 32 "Testo unico in materia di educazione, istruzione orientamento, formazione professionale e lavoro"  (come modificata dalla Legge regionale n.16 del 7.5.2012);
- Regolamento di esecuzione della L.r. 32/02 adottato con Dpgr 8.8.2003 n. 47/R (come modificato dal Dpgr 18 giugno 2012 n. 28/R);
- Dgr 609 del 10.7.2012 (allegato B): Indirizzi per la regolamentazione dell'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere 


Forma,  durata del periodo formativo e contenuto del contratto

Il datore di lavoro che assume un apprendista deve stipulare e sottoscrivere il contratto di lavoro; è obbligatoria la forma scritta.

Il contratto deve contenere:
1)l'attività lavorativa (prestazione) oggetto del contratto;
2)la durata del periodo di prova (secondo le previsioni della contrattazione collettiva) e del periodo di formazione in apprendistato, nell'ambito dei limiti massimo e minimo fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva;
3)il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale;
4)la qualifica contrattuale che potrà essere acquisita al termine dell'apprendistato.

A titolo esemplificativo, si allega un modello che può essere utilizzato per la stipula del contratto di apprendistato professionalizzante.

Il periodo di formazione previsto per l'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere ha una durata massima di tre anni; per le professioni artigiane individuate dalla contrattazione collettiva la durata della formazione può arrivare fino a 5 anni. Le durate indicate vanno sempre intese come limite massimo; a seconda delle esperienze professionali già maturate o dei precedenti percorsi formativi, l'impresa può determinare una durata inferiore per il periodo formativo di apprendistato con riferimento a quanto previsto dal contratto collettivo applicato.
E' previsto anche un limite minimo di durata pari a sei mesi, tranne per le attività che si svolgono in cicli stagionali individuate dalla contrattazione collettiva.


Obblighi correlati all'attivazione del contratto

Comunicazione telematica
Per l'assunzione di un apprendista non è richiesta alcuna autorizzazione dalla Direzione Provinciale del Lavoro, né l'iscrizione in apposite liste di collocamento.
Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la comunicazione telematica preventiva di assunzione, inviando, entro le 24 ore del giorno precedente l'assunzione, il modello UNIFICATO LAV al Centro per l'Impiego competente, secondo le modalità stabilite da ciascuna Regione e Provincia Autonoma.
Per informazioni di dettaglio si rimanda al sito regionale http://www.rete.toscana.it/sett/lavoro/comunicazionionline/home.html.
 

Piano Formativo Individuale (PFI)

Il contratto di apprendistato deve essere sempre accompagnato dal Piano Formativo Individuale (PFI), da predisporre entro 30 giorni dall'assunzione.
Il PFI descrive il percorso formativo del singolo apprendista in relazione agli obiettivi da conseguire, individuati con riferimento ad un "profilo" coerente fra quelli elaborati dalla contrattazione collettiva.
Il PFI deve, inoltre, contenere:
i dati relativi all'azienda, all'apprendista e al tutor o referente aziendale;
l'indicazione del profilo professionale o formativo di riferimento, con gli obiettivi da conseguire espressi in termini di conoscenze e competenze;
le modalità di articolazione e di erogazione della formazione.

Attenzione:
La contrattazione collettiva e/o gli Enti bilaterali possono definire i "modelli" da utilizzare per la predisposizione dei PFI e dettare procedure specifiche.
Alcune Regioni hanno definito strumenti e misure per la compilazione del PFI..


Tutor o referente aziendale

L'azienda deve individuare un tutore o referente aziendale, il cui ruolo e le cui caratteristiche sono definiti dalla contrattazione collettiva. La maggior parte dei CCNL/Accordi stabilisce che il tutor aziendale (ove diverso dal titolare dell'azienda stessa) debba possedere un livello d'inquadramento pari o superiore a quello che l'apprendista è destinato a conseguire e che debba seguire l'attuazione del PFI che egli stesso contribuisce a stilare.
Anche alcune Regioni hanno emanato disposizioni sul tutor o referente aziendale al fine di assicurare un adeguato supporto al percorso di formazione degli apprendisti.
Secondo quanto previsto dalla normativa regionale, la Regione Toscana, nei limiti delle risorse disponibili, potrà organizzare, di concerto con le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale, specifici interventi formativi rivolti ai tutori o referenti aziendali con particolare riferimento ai processi di messa in trasparenza e validazione delle competenze degli apprendisti.
Il comma 5 dell'art. 48 del Regolamento 47/R, approvato con DPGR n. 28/R del 18 giugno 2012, infatti, precisa che le caratteristiche e le funzioni del tutor aziendale sono definite previo accordo con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori dalla Giunta Regionale. L'Accordo, quindi, individua anche le competenze minime del tutor, quale uno dei requisiti per accedere alla formazione pubblica regionale per quanto riguarda l'Apprendistato per la Qualifica e il Diploma e rappresenta il riferimento in termini di obiettivi formativi per i percorsi opzionali offerti dalla Regione anche nell'ambito dell'Apprendistato professionalizzante.
Su richiesta dell'Apprendista il tutor potrà svolgere un ruolo di supporto per la messa in trasparenza, validazione e certificazione delle competenze offerto dalla Regione attraverso i Centri per l'Impiego
 

La contrattazione collettiva

Per attivare un rapporto di apprendistato professionalizzante è necessario partire dal contratto collettivo che si intende utilizzare come quadro di riferimento. Infatti, il contratto collettivo integra il Testo Unico sull'apprendistato specificandone alcune norme per l'utilizzo (salario, orario di lavoro, ferie, ecc.) e, in particolare individua le modalità di svolgimento della formazione.
I CCNL e gli Accordi stipulati dalle parti sociali sull'apprendistato sono consultabili nella sezione "Contrattazione" del portale http://www.nuovoapprendistato.gov.it/opencms/opencms/ISFOL-IT/Contrattazione/

Attenzione:
Il servizio "cerca il CCNL applicabile" è disponibile sul portale Apprendistato della Regione Lazio. http://www.apprendistato.regione.lazio.it/home.asp?cat=70


I profili professionali

I profili professionali (denominati anche "profili formativi") descrivono un mestiere o ruolo professionale in termini di competenze necessarie al presidio dei processi di lavoro. In funzione dei profili professionali, e quindi delle competenze che dovrà acquisire l'apprendista per svolgere le prestazioni richieste, devono essere progettati, erogati, monitorati e valutati i percorsi di formazione. Pertanto, il Piano Formativo Individuale è costruito a partire dal profilo professionale di riferimento.

I profili professionali per l'apprendistato professionalizzante individuati dalla contrattazione collettiva nazionale in riferimento ai principali settori economici sono consultabili nella sezione "Profili professionali" del portale.
http://www.nuovoapprendistato.gov.it/opencms/opencms/ISFOL-IT/Contrattazione/profili_professionali_CCNL.html


Articolazione e modalità di realizzazione  dei percorsi di formazione

La formazione in apprendistato professionalizzante viene realizzata sulla base del Piano Formativo Individuale, che identifica gli obiettivi che devono essere conseguiti al termine dell'apprendistato, anche grazie alla guida del tutor o del referente aziendale.
La formazione per l'apprendistato professionalizzante si articola in:
- formazione di base e trasversale, di competenza delle Regioni;
- formazione tecnico-professionale, da erogare a cura dell'impresa secondo le previsioni della contrattazione collettiva.
 

La formazione di base e trasversale

La formazione di base e trasversale è erogata e programmata dalle Regioni e Province Autonome per un massimo di 120 ore complessive nell'arco di un triennio. Tale formazione è generalmente gratuita, erogata presso strutture formative accreditate e disponibile nei limiti delle risorse impegnate dalle Regioni e Province Autonome.

Le aree di contenuto della formazione di base e trasversale fanno generalmente riferimento ai seguenti ambiti:
- relazioni e comunicazione in ambito lavorativo;
- economia e organizzazione aziendale;
- diritti e doveri del lavoratore e dell'impresa;
- sicurezza nell'ambiente di lavoro.
- competenze linguistiche ed informatiche. 

In alcune Regioni tali aree di contenuto sono state integrate con riferimento alle Competenze chiave per l'apprendimento permanente (Raccomandazione 2006/962/CE del 18 dicembre 2006), che sono:
1)comunicazione nella madrelingua;
2)comunicazione nelle lingue straniere;
3)competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
4)competenza digitale;
5)imparare a imparare;
6)competenze sociali e civiche;
7)spirito di iniziativa e imprenditorialità;
8)consapevolezza ed espressione culturale.

Le imprese possono assumersi l'onore di erogare direttamente, a proprie spese, la formazione di base e trasversale. In tal caso può essere richiesto alle imprese di rilasciare una dichiarazione di capacità formativa nelle forme e con le modalità stabilite dalle Regioni e Province Autonome.

Gli atti regionali che regolano ed organizzano, nello specifico, l'offerta formativa pubblica finalizzata all'acquisizione di competenze di base e trasversali sono i seguenti:
- Gli indirizzi per la regolamentazione dell'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (All B della Dgr 609/2012);
- L'Avviso pubblico per la presentazione di progetti per la costituzione del catalogo regionale dell'offerta formativa pubblica nell'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. (D.d. 5841 del 12.12.2012);
- Approvazione della  Graduatoria dei Progetti Vincitori: decreto n. 1470 del 29.4.2013 - Allegati: A - B - C - D.


La formazione tecnico-professionale

La contrattazione collettiva definisce, in ragione dell'età dell'apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire, la durata e le modalità di erogazione della formazione per l'acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche.

La formazione tecnico-professionale è erogata sotto la responsabilità dell'impresa. Può essere svolta all'interno dell'impresa o all'esterno, presso strutture individuate dalle stesse imprese anche avvalendosi dei Fondi Interprofessionali.

Alcune discipline contrattuali prevedono che le imprese che intendono realizzare la formazione al proprio interno abbiano taluni requisiti che dimostrino il possesso della capacità formativa (come ad esempio: la presenza di un tutor aziendale con formazione e competenze adeguate, la presenza di docenti in grado di trasmettere conoscenze e competenze, locali e macchinari aziendali idonei in relazione agli obiettivi formativi e in regola con le norme per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro).

Le Regioni possono prevedere forme di finanziamento o altre agevolazioni per la formazione di competenza delle imprese.


Obblighi e sanzioni in materia di formazione

Il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire il corretto adempimento degli obblighi formativi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

La formazione si svolge nell'ambito dell'orario di lavoro, in quanto è una componente essenziale del percorso dell'apprendista: senza formazione non può esserci un contratto di apprendistato.

In caso di inadempimento nell'erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità formative previste, il datore stesso dovrà versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione (art. 7, comma 2 del d.lgs. 167/2011).

Qualora, a seguito di visite ispettive, vengano riscontrati degli inadempimenti nell'erogazione della formazione prevista dal Piano Formativo Individuale, potrà essere adottato un provvedimento di "disposizione", che assegna un congruo termine al datore di lavoro per mettersi in regola con gli adempimenti (Circolare n. 5/2013).

E' fatto divieto di recedere dal contratto di apprendistato durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Per ulteriori informazioni consultare l'approfondimento.
 

Approfondimento
La Circolare n. 5/2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, stabilisce che è necessario individuare i "margini" della responsabilità datoriale in relazione agli obblighi formativi. In particolare, nel caso del rapporto di apprendistato professionalizzante, le responsabilità in materia di obblighi formativi vanno considerate in modo diverso a seconda che si tratti di formazione trasversale o di formazione di tipo professionalizzante.
Nel primo caso, essendo la formazione trasversale materia di competenza regionale, si precisa che, qualora la Regione renda facoltativa tale tipo di formazione, la mancanza di un vero e proprio obbligo non renderà possibile l'adozione di un provvedimento di carattere sanzionatorio, che verrà applicato, invece, nel caso in cui la contrattazione collettiva, nell'attesa dell'intervento regionale, ponga in capo al datore di lavoro l'obbligo di erogare anche la formazione trasversale.
Invece, nel caso della formazione professionalizzante o di mestiere, il Ministero richiama quanto affermato nella precedente Circolare n. 29/2011: la responsabilità del datore di lavoro si configura qualora lo stesso non effettui la formazione interna in termini di "quantità", contenuti e modalità previsti dal contratto collettivo e indicate nel piano formativo individuale.
 

Tutele per gli apprendisti

Le tutele che sono riconosciute agli apprendisti, al pari di tutti gli altri lavoratori, sono:
- assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
- assicurazione contro le malattie;
- assicurazione contro l'invalidità e la vecchiaia;
- maternità;
- assegno per il nucleo famigliare.

Inoltre, in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto superiore a trenta giorni è prevista la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato (art. 2 del d.lgs. n. 167/2011).

Dal 1° gennaio 2013 ai lavoratori dipendenti assunti con contratto di apprendistato è riconosciuto il diritto all'indennità di disoccupazione (ASpI - Assicurazione sociale per l'impiego e mini ASpI).
Fino al 2016, allo scopo di favorire il passaggio al nuovo sistema di tutele, è prevista una fase transitoria per gli ammortizzatori sociali in deroga di cui possono beneficiare anche  gli apprendisti (legge  n. 92/2012).


Procedure per la conclusione dell'apprendistato e vantaggi contributivi

Una volta completato il percorso di formazione sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro durante il periodo detto di "recesso", che è regolamentato nella sua durata dalla contrattazione collettiva. E' necessario che venga inviata una comunicazione scritta e che siano rispettati i termini per il preavviso definiti dai singoli contratti collettivi. Non è obbligatorio inviare alcuna giustificazione per l'interruzione del rapporto di lavoro.

In caso di mancato esercizio del recesso, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato e l'azienda avrà diritto al mantenimento dei benefici contributi­vi, previdenziali ed assistenziali anche per l'anno successivo.

Durante il periodo formativo del rapporto di apprendistato - una volta superato il periodo di prova - l'interruzione del contratto è possibile, invece, solo nel caso di giusta causa o giustificato motivo.


Forme di riconoscimento/certificazione delle competenze

Al termine del periodo di apprendistato il datore di lavoro attribuisce la qualificazione contrattuale prevista e attesta le competenze professionali acquisite dall'apprendista con riferimento al PFI.

La contrattazione collettiva definisce gli standard professionali di riferimento per la verifica dei percorsi formativi in apprendistato.

Le competenze acquisite dall'apprendista possono eventualmente essere certificate secondo le modalità definite dalle Regioni e Province Autonome.

In Toscana, il processo di messa in trasparenza, validazione e certificazione delle competenze e la successiva registrazione delle competenze acquisite nella sezione 2 del Libretto formativo potrà avvenire a partire dagli ultimi sei mesi del periodo formativo del contratto di apprendistato, ferma restando la possibilità per l'apprendista di attivare il processo anche dopo il termine del periodo formativo del contratto.
Su richiesta dell'apprendista il Centro per l'Impiego avvia il servizio di supporto alla compilazione del Libretto Formativo del Cittadino finalizzato anche alla messa in trasparenza delle competenze ed alla compilazione della Sezione 2 del Libretto formativo, come indicato negli "indirizzi per la messa a sistema delle procedure per il rilascio del libretto formativo del cittadino" approvati con Dgr 1066 del 13.12.2010 e secondo le linee guida e il sistema informativo fornito dalla Regione.
Dopo aver usufruito del servizio di supporto alla compilazione del Libretto Formativo del Cittadino verrà garantito, nel limite delle risorse disponibili, l'accesso dell'apprendista, su specifica richiesta, al servizio di validazione e certificazione delle competenze acquisite in ambito formale, non formale ed informale, ai sensi di quanto stabilito nella Sezione B del Disciplinare approvato con DGR 532/2009 e s.m.i.
Nell'ambito di tale processo, nelle more del costituendo Repertorio delle professioni di cui all'art. 6 del TU 167/2011, potranno essere prima validate e poi eventualmente certificate soltanto quelle competenze che trovino adeguato riscontro negli standard professionali compresi nel Repertorio Regionale delle Figure professionali nei termini di singole Unità di Competenze attinenti a singole Aree di Attività o intere Figure professionali. In fase di certificazione delle competenze possono essere certificate anche le competenze di base e trasversale acquisite sia attraverso la formazione formale (sia esterna che interna all'azienda) che attraverso processi di apprendimento in ambito non formale e informale avvenuti nell'ambito del percorso di apprendistato. Un ruolo chiave in tale processo potrà essere svolto dal tutor o referente aziendale.
Qualora i servizi di supporto alla compilazione del Libretto Formativo del Cittadino e di validazione e certificazione delle competenze acquisite in ambito formale, non formale ed informale vengano attuati al di fuori dei Servizi pubblici per l'impiego, attraverso una rete di soggetti accreditati (tra cui a titolo esemplificativo potranno essere presenti i servizi per il lavoro privati accreditati, gli Enti Bilaterali e le Agenzie formative che erogano l'attività formativa di base e trasversale a catalogo), la Regione finanzierà tale servizio prevalentemente attraverso voucher individuali nei limiti delle risorse programmate e disponibili. 


Libretto formativo

Spetta al datore di lavoro registrare nel "Libretto formativo del cittadino" le competenze validate e/o certificate ai sensi del D.lgs. 2013 ( link al testo da inserire nella sezione normativa del portale) e la qualificazione contrattuale

Il modello unico di Libretto formativo definito a livello nazionale decreto interministeriale del 10 ottobre 2005 è in attesa di una regolamentazione che ne definisca le modalità di implementazione sui territori.
Alcune Parti sociali sono intervenute a definire dei format che possono essere utilizzati dalle imprese, come pure alcune Regioni e Province Autonome hanno elaborato dei dispositivi per mettere in trasparenza le competenze acquisite dall'apprendista.

La disciplina regionale prevede che il datore di lavoro, in coerenza con gli "Indirizzi per la messa a sistema delle procedure di rilascio del libretto formativo del cittadino" approvati con DGR 1066 del 13.12.2010, in accordo con l'apprendista e con l'agenzia formativa accreditata, si coordina con il Centro per l'Impiego (o altro soggetto accreditato dalla Regione all'attuazione di tale servizio) per la registrazione della formazione e della qualifica contrattuale conseguita.
La registrazione della formazione realizzata nella sezione 1 del Libretto dovrà avvenire entro la conclusione di ciascuna annualità di apprendistato (o entro la conclusione del percorso di apprendistato in caso di percorsi inferiori all'anno).
Inoltre, sul Sistema Informativo Lavoro IDOL potranno essere registrate tutte le informazioni utili a tracciare e registrare le attività formative realizzate in coerenza con quanto previsto dal Piano Formativo Individuale. Tale registrazione dovrà avvenire entro trenta giorni dalla conclusione di ciascuna attività.
 


Ultima modifica: 10/02/2017 16:41:36 - Id: 1056653