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Paesaggio

In Primo Piano

Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico

Avviso di approvazione dell'integrazione del piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico.

Garante regionale dell'informazione e della partecipazione

Aassicura l'informazione e la partecipazione dei cittadini nella formazione degli atti di governo

Il governo del territorio (Legge regionale 65/2014)

Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 53, parte prima, del 12 novembre 2014

Censimento e georeferenziazione dei beni culturali e dei beni paesaggistici

D.Lgs. 42/2004 "Codice dei beni culturali e del paesaggio"

3. Quadro conoscitivo e quadri analitici di riferimento

Piano di indirizzo territoriale della Toscana

3. Quadro conoscitivo e quadri analitici di riferimento

«uno dei più diffusi errori
metodologici di impostazione della
fase conoscitiva urbanistica consiste
nel voler tutto conoscere, e quindi
schedare, classificare e tabulare,
perdendosi in minuziose analisi e
rappresentazioni cartografiche di
elementi fisici e socio-economici,
nell'illusione che dalla semplice
somma dei più disparati elementi,
così accumulati, si possa "capire" la
complessa realtà urbanistica di un
insediamento e del suo territorio»
Giovanni Astengo


1. Il Quadro conoscitivo del Pit

Nell'esperienza regionale maturata nel corso degli anni '90, il Quadro Conoscitivo (QC) è stato considerato come un atto centrale della strumentazione per il territorio e un momento fondamentale nella strutturazione della forma del Piano, perché in esso vengono collocati gli scenari analitici di riferimento, gli argomenti di discussione e lo studio dei principali fenomeni che, indagati ed interpretati nel loro presente e nel loro possibile divenire, danno senso e sostanza all'azione pubblica fissata nel Piano.
Per questo motivo le conoscenze del contesto del territorio entro cui prendono forma le azioni e i progetti del Piano, sia quando si indirizzano verso la conservazione attiva sia quando vengono rivolte alla trasformazione fisica, sono considerate dal protocollo normativo vigente come "parti costitutive" di ogni livello della pianificazione e di ogni strumento di governo del territorio. In quanto
tali esse sono soggette alla procedura dell'osservazione e dell'approvazione.
Così facendo, nell'esperienza toscana, si è instaurata una relazione biunivoca con un robusto nesso tra conoscenza del contesto e definizione di una azione prospettica; tra indagazione e interpretazione, da una parte, e costruzione delle regole e della normazione, dall'altra; ed, infine, tra dinamiche presenti e prospettazioni prossime. Relazione biunivoca che, per un verso, porta a
restringere il processo di indagine e di interrogazione al territorio in sé, alle sue intrinseche componenti strutturali, alla sua essenza e al suo ruolo nel processo di sviluppo contemporaneo; e, per l'altro, ad avere uno "sguardo più acuto" e profondo, alla ricerca dei principali fenomeni del divenire, alle variabili che ne influenzano la dinamica sociale, fisica ed economica, agli oggetti e agli elementi, nonché alle relazioni – cioè ai collegamenti "tra" e alle "prestazioni" ad essi collegati – che si innescano e danno struttura ai contesti.
Il QC, dunque, non è usato per descrivere "semplicemente" il territorio, né per produrre minuziose analisi a tutto campo, né per avere eleganti rappresentazioni cartografiche o per ripercorrere le tendenze socio-economiche e territoriali; quanto per "scrutare con più attenzione" alcuni fenomeni, distinguendoli da altri con un procedimento di selezione cognitiva. Solo così il QC, indagando e selezionando, ha una visione costruttiva pluridimensionale e un ruolo di generatore di fatti, interrogazioni e rilievi nuovi che guidano lo sguardo in una dimensione prospettica.
Ecco perché il QC ha un ruolo strutturante e forte. Costringendo ad uno sforzo di selezione e valutazione interpretativa, esso spinge a motivare, a catalogare e ordinare fatti e oggetti, ad interrogarsi, a vederne e tematizzarne gli esiti passati e presenti e a concepirne i prossimi, a definire i possibili confini tra i fenomeni, le sovrapposizioni, le reciproche contaminazioni e intelaiature territoriali attuali, nonché a prefigurarne le possibili evoluzioni.
Certo il QC del livello regionale – di cui stiamo parlando – è molto diverso dai quadri conoscitivi locali che sono costruiti per le politiche territoriali e urbanistiche che "planano" al suolo; serve quindi anche a misurarsi con il territorio fisico, con le sue risorse e con le trasformazioni ultime che si depositano sul suolo.
Proprio per distinguerlo da questo, il QC del Pit, diversamente declinato, è costituito dall'insieme dei "quadri analitici di riferimento", cioè gli "spaccati" dei principali fenomeni del divenire, indagati ed interpretati, ovviamente, da un livello di osservazione regionale; ed intersecati con le principali politiche pubbliche e programmi regionali e statali che più interagiscono con tale evoluzione.
Il QC è chiuso con la restituzione di una immagine interpretativa dello spazio regionale che rappresenta la visione della Toscana al futuro che guida la costruzione dell'agenda statutaria e dell'agenda strategica del Pit. Dei tre aggregati che compongono il QC richiamiamo in estrema sintesi le parti che hanno un legame stretto e diretto con la nuova visione o immagine di "sfondo",
della toscana, parti che, più di altre, segnalano l'evoluzione dello spazio regionale.
 



Allegati di corredo


Ultima modifica: 09/01/2013 14:11:56 - Id: 73901